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Fede e Scienza – un breve confronto

La fede e la scienza riguardano vari campi comuni. E’ quindi possibile fare dei confronti sugli effetti concreti di ciascuna.

Un esempio può chiarire efficacemente:

Da Wikipedia:

Stephen William Hawking (Oxford, 8 gennaio1942) è un fisico, matematico, cosmologo e astrofisicobritannico, fra i più importanti e conosciuti fisici teorici del mondo…

Condannato all’immobilità dagli anni ottanta a causa di una malattia del motoneurone[1] diagnosticata nel 1963, forse l’atrofia muscolare progressiva[1][2] o la sclerosi laterale amiotrofica[3][4][5][6][7][8], Hawking è costretto dalla patologia a comunicare con un sintetizzatore vocale. La sua immagine pubblica, complice l’apparizione in molti documentari e trasmissioni televisive, è divenuta una delle icone popolari della scienza moderna…

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Di fronte alla malattia di Hawking la fede, con tutte le sue cerimonie, benedizioni e preghiere non ha potuto né può fare nulla: lo scienziato sarebbe stato e sarebbe in balia della malattia e sarebbe probabilmente già morto da anni senza le cure della scienza medica. Ovviamente non avrebbe potuto dare alcun contributo alla conoscenza con l’aggravarsi della malattia.

La fede inoltre, come ha fatto spesso nella storia, di solito colpevolizza qualcuno, o i genitori, o la persona stessa, o qualche “malvagità umana” che scatena la vendetta divina…

La scienza invece è stata in grado di diagnosticare la malattia, di alleviarne gli effetti devastanti in attesa di trovare la medicina e, soprattutto, ha fornito modi e mezzi in grado di consentire allo scienziato la continuazione delle sue attività tanto importanti e specialistiche.

L’esempio vale per ogni ramo della scienza e della tenologia usate adeguatamente: con la sola fede nessuno sviluppo è stato è e sarà possibile!

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Ipazia

Da Antonella Rizzo: Ipazia d’Alessandria nacque nel 350 d.C. e morì nel 415 d.C. Filosofa neoplatonica, matematica, astronoma, scienziata di grande ingegno diresse il Museion, la più famosa Accademia dell’antichità. Fu martirizzata e uccisa dai monaci parabolani al servizio del vescovo Cirillo, divenuta figura scomoda per il nuovo potere religioso.

Seguito (Lettera a Teone)

NDR:

Una delle prime delle innumerevoli martiri fatte dal Cristianesimo dopo l’editto di Teodosio che sanciva la religione Cristiana come religione unica dell’impero.

Finalmente confutata dai genetisti la ridicola teoria che l’umanità discenda da un gruppo di scimmiette africane

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http://atlanteangardens.blogspot.it/2014/05/russian-geneticists-disprove-out-of.html

…Emersione Rapida!

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Ho fatto una volta una “crociera” in un sommergibile. Sono rimasta circa 1000 ore sott’acqua. Sui sommergibili c’è uno strumento che serve per indicare il momento in cui è necessario rinnovare l’aria. Ma tanto tempo fa quello strumento non esisteva e i sommergibilisti imbarcavano alcuni conigli bianchi i quali, quando l’atmosfera di bordo diventava tossica, morivano e i marinai sapevano di non avere più che pochissime ore di vita. A questo punto il comandante doveva prendere una decisione disperata. Tentare con ogni mezzo di risalire alla superficie. Fallendo questo supremo tentativo non rimaneva che morire, lui e l’equipaggio. D’ordinario ognuno preferiva finire la propria vita con un colpo di pistola. Nel sommergibile dove ero imbarcata non c’erano conigli bianchi, ma strumenti indicatori. Ma il comandante aveva notato che io percepivo la graduale diminuzione di ossigeno e mi canzonava, per il mio eccesso di sensibilità, ma andò a finire che, senza guardare gli strumenti, poteva accertarsi osservandomi se c’era ancora aria respirabile o no. E gli strumenti gliene davano conferma. E’ una virtù che ho in comune con i conigli bianchi di sentire sei ore prima degli altri l’istante in cui l’aria diventa irrespirabile. Da un po’ di tempo, provo la stessa sensazione che sentivo a bordo del sommergibile. L’atmosfera è diventata pesante. Parlo dell’atmosfera nella quale vive la società attuale. L’essere umano non la può più sopportare. Gli uomini sono condannati all’asfissia e non se ne rendono conto. Persistono a credere che tutto sia normale come per il passato. Anche gli uomini nel sommergibile resistevano essi pure circondati dall’aria infetta e duravano in vita sei ore dopo la morte dei conigli. Ma io so che è la fine di tutto.

 Liberamente tratto dal racconto “La Venticinquesima Ora” di Virgil Gheorghiu. 1950

I Primi Sballi, Ragazze!

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La Marijuana ha questo di divertente: le prime volte che fumi vedi le cose in una nuova luce magnifica, tranquilla e rilassata. All’improvviso il mondo si spoglia dei suoi polverosi veli grigi e diventa una scorpacciata di risate, ma di un riso speciale, imbevuto di colori brillanti e scintillanti che ti colpiscono come un’onda di calore. Niente ti lascia più indifferente: anche le cose più piccole, come un tic ad un mignolo o il tintinnio di un bicchiere di birra, diventano comiche, solleticanti e piene di significato. Tutti i pori ti si aprono come imbuti e le terminazioni nervose spalancano la bocca affamate e assetate di nuove visioni e suoni e sensazioni, e ogni sensazione, quando arriva, è la più eccitante che hai mai avuto.
Non ne hai mai abbastanza di niente: vorresti trangugiarti tutto il fottuto universo soltanto come aperitivo. I primi sballi sono una mazzata, amiche!

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SEI IN ARRESTO PER REATI DI DROGA? CONOSCI I TUOI DIRITTI!

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Conosci i tuoi diritti.
Nelle faccende in cui c’entra la polizia ci sono due tipi di considerazioni: quelle dal punto di vista legale e quelle dal punto realistico. Legalmente, c’è una lunga lista di diritti garantiti dalla Costituzione e dalle leggi, ma in realtà la polizia può fare praticamente quello che vuole, facendola franca il 99% delle volte. Alla fine tutta la questione si riduce al fatto che i poliziotti hanno un distintivo e, cosa più importante, una pistola e voi probabilmente non ce l’avete. Questo aspetto dei rapporti con la polizia è particolarmente importante per il criminale medio, i cui reati probabilmente non vanno al di là dell’atto di fumare una canna o magari vendere del libanese rosso.
Abbiamo delineato brevemente i vostri diritti per quel che riguarda la legge: tutti i particolari che seguono si applicano sia ai rapinatori a mano armata che a quelli di voi coinvolti in reati senza vittima. Continua a leggere

La Bibbia spiegata da un ateo

La Bibbia spiegata da un ateo volume 4  di Pietro Micaroni

….la saggezza biblica è davvero poco profonda, per nulla originale, di scarso interesse già all’epoca della sua elaborazione, figurarsi al giorno d’oggi.

Si tratta di riflessioni funzionali ad una religione legata a doppio filo con il potere, anzi essa stessa potere assoluto e spietato, in cui le classi subalterne, i figli, le donne, gli schiavi erano le vittime predestinate.

Pietro Micaroni (Paperback) – Lulu.

Altre opere dell’autore

Mauro Biglino – Cio’ che non ti aspetti dalla Bibbia

La “Trinità”

Ovvero le tre facce del potere.

Come possiamo tradurre, in senso laico, il “mistero” della trinità.

Per legge fisico-chimica. solo con tre elementi si può iniziare una qualsiasi forma di cambiamento.

In politca fino a che sono esistiti partiti di destra, sinistra e di centro, il progredire (favorito da eventi mondiali succedutisi dopo il ’45) è stato possibile ed evidente. Poi, sempre per legge fisica, quando si arriva ad un massimo di espansione, segue una stasi che oggi i “furbacchini” , si proprio furbacchini che tirano le fila, chiamano CRISI, ne segue quindi una terza che è l’implosione.  Si presenta quindi ancora una volta il numero tre.

Questa ultima fase, viene additata ai credenti, come la fine del mondo. Certo è una fine, quella di un ciclo. Fine inevitabile per ragione di spazio fisico-temporale

Per poter proseguire nella logica dell’esporre il mio pensiero, occorre fare un passo indietro a riflettere. Quello che sto scrivendo è possibile perché!?

Il regno animale si è diversificato in milioni di anni e di specie, e la nostra quale differenza ha dal resto delle altre? In essa ci sono tutti gli istinti e leggi di sopravvivenza delle altre, cosa ha di diverso e perché.

La capacità e possibilità di prendere coscienza…ecco questo credo sia l’unico elemento in più che possediamo. Esso, nel corso dei millenni ha pemesso di conquistare la posizione eretta, piangere, ridere…parlare, pensare…. riflettere e prendere sempre più coscienza di se individuale e collettivo.

Ma se tutto questo è vero, cosa ne dobbiamo fare di questo bagaglio, a quale scopo.

Ecco allora apparire di nuovo la trinità.

Percezione o intuizione, azione, verifica. questo meccanismo istintivo ha permesso alle specie di evolversi, ma in noi le cose diventano più ardue e difficili perché se è vero che la presa di coscienza ci fa sentire tutto in maniera diversa, è anche vero che il momento di prendere coscienza avviene solo dopo aver superato prove di coraggio delle quali sappiamo per precedente esperienza essere pericolose e la paura di morire è un grosso ostacolo da affrontare e alla stesso tempo  è anche un’arma di preservazione.. Faccio solo un esempio: una donna che partorisce  senza paura lo fa perché è l’istinto animale  non cosciente che la supporta e la spinge a portare a termine la gravidanza, ma quando partorisce una donna cosciente di quello che può accadere, subentra la paura di morire di parto, che muoia il figlio o che costui possa nascere deforme. Ecco allora l’enorme coraggio che occorre per portare a termine una gravidanza consapevole dei percoli, ma confidare in se stessa è un atto di coraggio che sarà  trasmesso al figlio.

L’altra faccia della medaglia di chi conosce le regole del tre e tra questi metterei per primi i sacerdoti di tutte le religioni  di tutte le civiltà, è il potere sulle moltitudini. In origine chi arriva alla presa di coscienza di questo potere del tre, è in totale buonafede, è essere generoso e aspirante ad una sana democrazia, ma col passare delle generazioni senpre più numerose, questa presa di coscienza si diluisce fino a diventare sapere indotto e non conquistato. Quindi involuzione.

Ma per legge di compensazione, ne consegue un potere sottile ed arguto, è il potere della conoscenza e l’indottrinamento che sa come governare persone non ancora coscienti. La mente astuta di chi tira le fila, a qualsiasi livello ed a qualsiasi sfera sia essa politica, economica, finanziaria, religiosa segue uno schema ben preciso. In esso si raggruppa  il nodo  di tutte le fila; una parte nella mano destra, l’altra nella mano sinistra che si guarda bene dal farlo capire alle rispettive fazioni e spesso per disorientare e non far capire il gioco, un filo di dx lo passa a sx e viceversa il tutto in maniera astutamente occultata. e trasversale.

Creando scompiglio e confusione esercita egregiamente il suo potere e quando sente che la sua è una partita in pericolo di smascheramento cede ad altro personaggio il gioco, ma lui è sempre dietro le quinte e suggerire le mosse fino a che restando sempre più indietro per aver sostituito troppe facce messe sempre più in fretta, il gioco diventa ingovernabile in quanto oscurato dai troppi personaggi in fila davanti a lui (che non ha potuto eliminare per paura del ricatto da smascheramento) la fine allora è inevitabile, perché di fila in fila i burattinai frettolosi si rivelano incapaci di apprende le arti sottili del buon governo.

Ma….dal baratro risalgono i coraggiosi confusi tra la moltitudine, quelli che non hanno mai perso la speranza e che coraggiosamente ricomiciano da capo, disillusi e più coscienti di  se stessi e viaggiano nel tentativo di ricostruire una collettività più libera dagli istinti di sopravvivenza a tutti i costi, ereditati dalla vita non cosciente ma forte e vincente.. Cercano  quindi una via per arrivare a risolvere il problema della legge perpetua “non uccidere anche se devi”.

Se questo si avvererà (perche la specie umana potrebbe anche non fare in tempo a prendere coscienza per il fatto che la terra è forte ma fragile) nascerà e si affrancherà una nuova specie  dove la “trinità” (predicata dai sacerdoti di tutti tempi) alberga in lei in quanto padre e madre di se stessa e con uno spirito liberato dall’incesto (ovvero il peccato originale) che la renderà cosciente in forma sempre più allargata e capace di godere di questo pianeta senza possederlo al contrario di  come sta avvenendo  in questa era dove la specie animale-uomo è ancora agli albori della civiltà, affamato insaziabile.

Sul baratro

17 05 2012

Sotto il profilo umano, colui che si suicida, scatena nella società civile sgomento e perplessità.

Il fattore scatenante che attualmente si presenta alla ribalta in questo momento, sono le cartelle esattoriali di “EQUITALIA”

Addossare la responsabilità a questo istituto mi pare ingenuo. (Con questo non voglio esonerare Equitalia da responsabilità che vanno oltre la funzione di esattore. Sarebbe giusto farne la storia, da quando, perché e da chi è stata costituita e qui verrebbero fuori giri di denaro, di banche e di affari che non toccano direttamente il suicida ma l’intera collettività che dovrebbe essere messa al corrente di come sino ad oggi abbia potuto godere di un certo benessere a titolo quasi gratuito e non conquistato)

Esaminando da vicino le vicende di chi molla la lotta e si autoelimina, risalta un fatto alquanto sconcertante: chi rimane, in questo caso i familiari oltre al dolore del gesto devono affrontare un futuro pesantissimo sotto il profilo economico-finanziario lasciato dal suicida. Ci si chiede allora se il suo è stato un gesto da uomo adulto e responsabile.

Pur ribadendo  e accettando la pietà umana nei confronti di una persona che si toglie la vita, non possiamo giustificare un gesto che nasconde nel  suo profondo  viltà e presunzione per non essere stato in grado di fermarsi ed accettare il proprio limite. E soprattutto non aver avuto l’umile coraggio di chiedere aiuto.

Spesso andando ad esaminare i fatti da vicino, si scopre che costui non ha mai fatto capire di essere in grosse dificoltà (Per orgoglio? Per paura di essere giudicato un buono a nulla? Per non apparire ai familiari un fallito?) Qualunque siano le motivazioni risalta sempre un fattore costante: si è esposto troppo ed ha perseverato nell’errore.

Quello che appare ancora più sconcertante è la strumentalizzazione che ne fanno tutti coloro che da questi gesti estremi ne ricavano ogni sorta di beneficio.

I giornali aumentano le tirature, i “buoni” trovano finalmente il ruolo di cui si sono investiti, chi è in difficoltà finanziarie per gli stessi motivi, trova finalmente un alibi per giustificare il suo stato fallimentare avendo pubblicamente trovato un colpevole.

Credo che sarebbe il momento di non nasconderci più dietro una pagliuzza.

Siamo arrivati ad un punto dove tutto è ingovernabile perché troppo allargato. Chi riesce a farsi un quadro generale degli eventi e capirà che tutto sfugge inevitabilemente al controllo, non può fare altro che ridimensionarsi superando la paura del giudizio di se stesso e della società.