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Dottrina della redenzione e la logica

Da Mattia Fabbri:
I vari tentativi compiuti dalla speculazione teologica per argomentare un nesso tra la morte cruenta di Gesù sulla croce e la redenzione dell’umanità si sono rivelati decisamente fallimentari.

In qualunque modo si voglia porre la questione, da qualsiasi angolatura si tenti di affrontare il problema, è chiaro che dalla morte di un innocente (puramente umano o umano-divino che sia) non può derivare alcuna redenzione per nessuno.

Il concetto di “morte espiatrice” o di “espiazione vicaria”, ovvero l’idea che qualcuno possa assumere su di se i peccati di terzi per estinguerli con la propria morte (presente anche presso gli antichi ebrei con il rito del capro espiatorio) è assolutamente incompatibile con la sensibilità etica moderna, fondata sul principio della responsabilità individuale.
Per lo stesso motivo, nessuno con la propria sofferenza e il proprio martirio può acquisire “meriti” per qualcun altro: le colpe e i meriti sono personali e non possono essere “trasferiti”.

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Ipazia

Da Antonella Rizzo: Ipazia d’Alessandria nacque nel 350 d.C. e morì nel 415 d.C. Filosofa neoplatonica, matematica, astronoma, scienziata di grande ingegno diresse il Museion, la più famosa Accademia dell’antichità. Fu martirizzata e uccisa dai monaci parabolani al servizio del vescovo Cirillo, divenuta figura scomoda per il nuovo potere religioso.

Seguito (Lettera a Teone)

NDR:

Una delle prime delle innumerevoli martiri fatte dal Cristianesimo dopo l’editto di Teodosio che sanciva la religione Cristiana come religione unica dell’impero.

Amerai il Signore Dio tuo

Dal Vangelo di Matteo (22):

[35] e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova:

[36] “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”.

[37] Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

[38] Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.

[39] E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.

[40] Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.

Quando nascono le piantine dai semi che ho seminato nell’orto sarei un pazzo se pretendessi il loro amore! Indubbiamente la distanza ontologica tra me e le piantine è enormemente e radicalmente inferiore di quella che ci sarebbe tra un eventuale Dio e gli esseri creati da lui! La distanza tra un eventuale Essere assoluto ed il creato contingente è abissale. Immaginare che una tale entità comandi agli esseri creati di amarlo mi pare assurdo ed altrettanto assurdo che tale Essere assoluto e perfetto abbia tanto bisogno dell’amore delle sue creature e, addirittura di un amore comandato!

Il comandamento di amare il prossimo è molto meno assurdo in quanto riguarda esseri simili e sullo stesso piano esistenziale, ma ritengo sia comunque errato in quanto l’amore non dovrebbe essere comandato. Mi pare che non si possa comandare di amare in quanto l’amore non credo che possa nascere dal comando, ma solo dal rispetto, dall’ammirazione, ecc. Per questo il tanto propagandato precetto dell’amore di Dio e del prossimo mi pare un controsenso: l’amore non si comanda (casomai si deve meritare)!

Se dicessi ad una ragazza: “ti ordino di amarmi” che reazione potrei aspettarmi?

Come leggiamo dal testo evangelico: “Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.

Certamente, leggendo il Vecchio Testamento si ricavano anche ben altri messaggi e ben diversi. Verrebbe da chiedersi quale “Legge” e quali “Profeti” avesse letto Gesù/l’evangelista!

Mi pare evidente quindi che ne consegua comunque che “tutta la Legge ed i Profeti” si basino su presupposti errati e persino assurdi!

Che direi al (supposto) Dio dei Cristiani

Di Mattia Fabbri:

Tempo fa, nella pagina “CATTOLICI-CRISTIANI EVANGELICI-ATEI A “CONFRONTO”, venne rivolto agli atei il solito domandone trito e ritrito (ogni ateo se lo sarà sentito fare miliardi di volte):” Obiettivamente parlando, cosa e come rispondereste se per ipotesi un giorno, successivamente all’ultimo vostro alito di vita, vi ritrovaste diciamo così “a tu per tu” con Dio? A voi le risposte! “Ecco la mia risposta:” Gli chiederei conto, nel caso si trattasse del dio biblico, di tutte le atrocità che gli sono state attribuite nella Bibbia.
Gli chiederei perché ha eletto un popolo per poi permettere che subisse terribili persecuzioni nel corso della storia fino ad arrivare alla barbarie nazista.
Gli chiederei perché ha creato persone con istinti che lui stesso considera “contro-natura”.
Gli chiederei perché ha vietato l’omicidio se poi lui stesso lo prescrive nella maggioranza dei casi di infrazione della sua legge.
Gli chiederei perché non si è reso manifesto a TUTTA l’umanità, di tutte le generazioni, piuttosto che pretendere (sotto minaccia di dannazione eterna) una fede cieca e timorata.
Gli chiederei perché ci ha donato la ragione se questa è di ostacolo alla fede che lui esige incondizionatamente da noi.
Gli chiederei perché ad alcuni ha fatto dono della fede in lui e a molti altri no.
Gli chiederei perché si rivelato solo ad alcuni uomini e ad altri no (vincolandoli così a credere ciecamente alla parola di altri uomini).
Gli chiederei perché ha ordinato sacrifici di animali (e all’inizio anche umani, cfr. Esodo 13.2 : «Consacrami ogni primogenito tra i figli d’Israele, ogni primo parto,sia tra gli uomini, sia tra gli animali: esso appartiene a me»), dal momento che non dovrebbe avere bisogno di nulla, essendo lui stesso perfetto.
Gli chiederei perché ha rivelato falsità scientifiche (es. terra piatta, movimento del sole, acqua al di sopra oltre che sotto il firmamento, luce precedente la nascita del sole, creazione istantanea delle specie animali, ecc.) se sapeva benissimo che, data l’ottusità dei suoi “interpreti autorizzati”, avrebbero ritardato di secoli il progresso delle conoscenze.Gli chiederei inoltre come sia possibile che:a) il desiderio di conoscere il bene e il male sia un peccato gravissimo nei suoi confronti;
b) tale supposto peccato si possa trasmettere per generazione all’intera umanità;
c) il sangue versato da un uomo innocente (fosse pure la sua stessa incarnazione terrena!) possa “redimere” da tale “peccato”;
d) nonostante la redenzione da tale “peccato” (originale e “originante”) l’umanità continui a peccare, a soffrire e a morire;
e) anche gli animali debbano soffrire a causa degli effetti di un peccato che non hanno commesso;
f) colpe TEMPORALI (dovute al fatto che lui stesso ci ha creati imperfetti e fragili) debbano meritare pene ETERNE;
g) gli uomini siano “liberi” nell’atto di volere o di scegliere, se li ha CREATI esattamente come lui VOLEVA che fossero, e SAPENDO AB AETERNO come si sarebbero comportati;
h) si sia rivelato in maniera così equivoca, contraddittoria, controversa, enigmatica, al punto da permettere che alcuni uomini (fallibili come me) pretendessero di ergersi ad unici suoi “interpreti autorizzati”, dando luogo così ad infinite prevaricazioni e abusi di potere in suo nome…;
i) la morale del bastone e della carota (basata sulle sue promesse e minacce) possa considerarsi una VERA morale, e non piuttosto un semplice e meschino commercio;
j) la semplice mancanza di fede lo offenda così tanto, se è vero che, essendo perfetto, è al di sopra di tutto ciò che noi miseri mortali possiamo dire o pensare di lui;
k) abbia autorizzato a tanti dittatori della storia di parlare e di agire in suo nome.Insomma, di domande possibili ce ne sarebbero un’infinità….Ma soprattutto – e per concludere – gli chiederei come può essere così sadico da compiacersi delle sofferenze delle sue creature al punto da pretendere, sempre sotto pena di dannazione eterna (!), che vengano accettate come un “dono” (come se non fosse legittimo rifiutare un dono che comporta tortura al ricevente) , una “prova” (con buona pace della sua onniscienza), o al peggio, una “punizione per i peccati” (con buona pace della sua tanto declamata misericordia)…Non credo che Dio risponderebbe, ma il problema non si pone perché un simile dio non può esistere.E la probabilità della sua esistenza non è certo superiore a quella delle altre miriadi di divinità (altrettanto inverosimili) che sono credute/adorate nel presente o che sono state credute/adorate nel passato… ”

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Confronto con Padre Maggi sulla storicità di Gesù

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Gesù: Chi finì sulla croce?

Perché sono state falsificate le Lettere pastorali?

Originale:

L’autore è qualcuno che si è trovato a dover risolvere problemi nuovi una generazione dopo Paolo, problemi che Paolo stesso non aveva mai affrontato, e che vuole farlo sotto l’egida di un’autorità che sarà ascoltata. E chi poteva vere più autorità di Paolo nelle chiese da lui fondate? Così, per esempio, l’autore affronta il problema dei falsi maestri che promuovevano «favole e genealogie» nella Prima lettera a Timoteo e di quelli che sostenevano che la resurrezione era «già avvenuta» nella Seconda. Affronta anche il problema della guida delle comunità e del ruolo delle donne all’interno della chiesa. E lo fa fingendo di essere Paolo.

Alcuni studiosi hanno pensato che a giustificare questi falsi sia intervenuta una circostanza più precisa. In un saggio molto interessante, lo studioso americano Dennis MacDonald ha sostenuto che le Lettere pastorali furono scritte per combattere le concezioni che circolavano nelle storie di Tecla. È vero, infatti, che gli Atti di Paolo, in cui si trovano oggi le storie di Tecla, furono scritti settanta-ottanta anni dopo le Lettere pastorali. Ma le storie registrate negli Atti di Paolo dovevano aver circolato parecchio prima che il presbitero dell’Asia Minore fabbricasse il suo racconto. E le concezioni sottese alle storie di Tecla contrastano con quelle espresse dalle Pastorali in modo sorprendente. Forse una di esse è stata scritta per dare autorevolezza a una concezione opposta contando sull’autorità di Paolo?

Negli Atti di Paolo il matrimonio è oggetto di disprezzo. Nelle Pastorali il matrimonio è incoraggiato: i capi delle chiese devono obbligatoriamente essere sposati. Negli Atti di Paolo il sesso è condannato: soltanto rimanendo casti sarà possibile entrare nel regno dei cieli. Nelle Pastorali l’attività sessuale è incoraggiata: le donne saranno salvate soltanto se partoriranno. Negli Atti di Paolo le donne – in particolare Tecla – possono insegnare ed esercitare la loro autorità. Nelle Pastorali le donne devono stare zitte ed essere sottomesse; non possono né insegnare né esercitare alcuna autorità. Poiché le Pastorali sembrano contrapporsi direttamente alle posizioni espresse dagli Atti di Paolo, MacDonald sostiene che le lettere furono falsificate da qualcuno che aveva ascoltato le storie di Tecla e voleva rettificare il racconto in base al “vero” punto di vista di Paolo.

Originale (seguito)

Libro dei Pontefici

Di Marcus Prometheus 

Questo Libro dei Pontefici, che nel medioevo possedette un grande prestigio, era l’elenco dei primi vescovi di Roma, a cominciare da Pietro. In realtà è un falso della vasta serie delle spudorate “falsificazioni Simmachiane” dell’inizio del sesto secolo (quando papa Simmaco per evitare di essere processato fece produrre una incredibile mole di documenti tutti inventati di sana pianta: carteggi interi, atti (apparentemente del 303) di un Sinodo inventato, mai tenutosi, atti di processi inventati anche essi, il tutto per creare precedenti fasulli alla sua pretesa di non poter esser giudicato da nessuno al mondo, neppure da un concilio).

Il Liber pontificalis dichiara Santi tutti i papi fino al 352 e martiri la maggior parte di quelli fino al 314, con la formula standard “hoc martyrio coronatur”, ovviamente senza altri riscontri. Ma il primo vescovo di Roma che ebbe a patire qualcosa è San Fabiano, ventesimo “papa” in elenco (236-250) che però fu solo imprigionato per un periodo, non giustiziato!

Ma per la chiesa sui primi 17 vescovi di Roma ci sono ben 11 martiri, tutti creati in quel falso Simmachiano Liber Pontificalis del sesto secolo. Falsa è addirittura l’esistenza di alcuni di tali vescovi (così come è assolutamente indimostrato ed altamente improbabile che S. Pietro che predicava solo fra gli ebrei circoncisi e per questo era in contrasto con Paolo sia mai arrivato a Roma, od abbia mai pensato di andarci).

Originale di Marcus Prometheus 

Ndr:

Chiaro esempio delle innumerevoli falsificazioni fatte dai rappresentanti e principali esponenti della dottrina cristiana a cominciare proprio dagli inizi dell’era cristiana.

La Santa Fabbrica della Falsificazione – 1a parte

La Santa Fabbrica della Falsificazione – 2a parte

Vangeli Apocrifi

La Letteratura Intratestamentale e gli Apocrifi Cristiani – Introduzione

Se il messaggio cristiano fosse stato vero, non ci sarebbe stato bisogno di tante ed incredibili falsificazioni lungo quasi tutta la storia del Cristianesimo in quanto la “storia” di Gesù sarebbe già stata superiore a qualsiasi fantasia. Il colmo mi pare proprio dagli inizi con il proliferare incontrollato di “Vangeli” e tanti scritti “apocrifi” dai quali furono poi scelti e dichiarati “canonici”/autentici i Vangeli ed i testi neotestamentari.

Inoltre che credibilità dovrebbero avere sia il clero che ha prodotto, sostenuto e attestato tali falsi sia l’intero messaggio Cristiano che si fonda su tali premesse, falsi e falsificatori?

Damaso I papa

Da Marcus Prometheus 

11 Dicembre 384 muore Damaso I papa (dal 1/10/366). Di origine ispanica, ottenne il seggio papale con il terrore e la corruzione strappandolo al diacono Ursino, eletto papa alla fine delle celebrazioni funebri di papa Liberio il 24/9/366. Damaso assoldò allora una truppa di carrettieri, becchini e circensi armati che assaltarono per tre giorni la Basilica Giulia eppoi S. Maria Maggiore sull’Esquilino, uccidendo 137 persone (ma gli Ursiniani dissero 160) e facendo centinaia di feriti. Ovviamente il papa assassino è stato fatto Santo. La chiesa lo celebra oggi. Damaso ottenne dall’imperatore Teodosio gli “editti di sangue” con cui si dava la caccia a quei cristiani invisi al papa, non solo eretici ma semplici dissidenti o rivali. Lotte con gli Ursiniani (non eretici) oltre a persecuzioni di altri cristiani accusati d’eresia continuarono per tutto il pontificato dell’assassino Damaso che aveva partecipato già alle guerre per il potere religioso a Roma sotto papa Feliciano per un totale di 5 guerre civili, ovviamente con numerosi tradimenti e cambiamenti di campo.

Originale di Marcus Prometheus