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…Emersione Rapida!

sophie on boat

Ho fatto una volta una “crociera” in un sommergibile. Sono rimasta circa 1000 ore sott’acqua. Sui sommergibili c’è uno strumento che serve per indicare il momento in cui è necessario rinnovare l’aria. Ma tanto tempo fa quello strumento non esisteva e i sommergibilisti imbarcavano alcuni conigli bianchi i quali, quando l’atmosfera di bordo diventava tossica, morivano e i marinai sapevano di non avere più che pochissime ore di vita. A questo punto il comandante doveva prendere una decisione disperata. Tentare con ogni mezzo di risalire alla superficie. Fallendo questo supremo tentativo non rimaneva che morire, lui e l’equipaggio. D’ordinario ognuno preferiva finire la propria vita con un colpo di pistola. Nel sommergibile dove ero imbarcata non c’erano conigli bianchi, ma strumenti indicatori. Ma il comandante aveva notato che io percepivo la graduale diminuzione di ossigeno e mi canzonava, per il mio eccesso di sensibilità, ma andò a finire che, senza guardare gli strumenti, poteva accertarsi osservandomi se c’era ancora aria respirabile o no. E gli strumenti gliene davano conferma. E’ una virtù che ho in comune con i conigli bianchi di sentire sei ore prima degli altri l’istante in cui l’aria diventa irrespirabile. Da un po’ di tempo, provo la stessa sensazione che sentivo a bordo del sommergibile. L’atmosfera è diventata pesante. Parlo dell’atmosfera nella quale vive la società attuale. L’essere umano non la può più sopportare. Gli uomini sono condannati all’asfissia e non se ne rendono conto. Persistono a credere che tutto sia normale come per il passato. Anche gli uomini nel sommergibile resistevano essi pure circondati dall’aria infetta e duravano in vita sei ore dopo la morte dei conigli. Ma io so che è la fine di tutto.

 Liberamente tratto dal racconto “La Venticinquesima Ora” di Virgil Gheorghiu. 1950

NON V’E’ LUOGO CHE SIA RIMASTO IL MEDESIMO PRIMA E DOPO LE DUE GUERRE MONDIALI

 Chi è nato alla svolta fra i due secoli, è stato testimonio di eventi storici che hanno accumulato sul suo capo gli uragani e lo hanno oltrepassato. Pur se ne è uscito indenne, è stato tuttavia afferrato, scosso ed è rimasto spesso come stordito. Un individuo cresciuto in quella sicurezza che una pace illusoria pareva garantire ai suoi giovani anni, ben difficilmente poteva avere sia pure un’idea sommaria di ciò che doveva poi succedere. E se  pur questa gli era data, difficilmente poteva immaginare l’andamento dei fatti nella loro attualità immediata. Gli eventi sono tuttora in svolgimento. Ciò che avverrà si annida nel grembo del futuro, un futuro insieme minaccioso e nascosto. Ognuno sa o sente che il calice del dolore non è ancora vuotato.
Agli eventi segue il problema del loro significato. Ancora una volta ci si arresta a quella oscura cortina, che mette freno alla ricerca. Nessuna ricerca porta in sé la soluzione. Eppure una risposta avrebbe profonde conseguenze anche nella vita del singolo.
Apporrebbe una direzione in luogo del disorientamento, dei fondamenti e una certezza là dove questi mancano – o almeno eliminerebbe le illusioni.  Ma come fare a strappare all’oscurità il suo  segreto?

Di fronte ad avvenimenti lontani nel passato, lo storico può compiacersi di ascoltare testimoni, di cogliere dati sicuri e di decidere del vero e del falso.  Ma ciò sarebbe assurdo se applicato a quanto avvenne nel passato più prossimo e che continua nel presente.
Infatti gli avvenimenti ci hanno afferrati tutti e trascinati a forza in qualunque punto ci trovassimo, hanno tanto svelato la nostra discutibilità da avvelenarci ogni gusto nella funzione di giudici.
E anzitutto essi ci hanno trasformati, e in tal maniera, che dal crogiolo degli ultimi decenni nessuno è uscito tale quale era entrato.Questo punto deve essere sottolineato: la nostra forma spirituale e psichica si è trasmutata.
Perciò il luogo di ogni singolo avvenimento si è cambiato. Per l’osservatore non v’è luogo che sia rimasto il medesimo prima e dopo le due guerre mondiali.

Da Franz Altheim  –  Università di Berlino  1954