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Immigrati – Strategia di Papa Bergoglio

Non posso credere che tanti giovani, anche istruiti, dotati di cellulari e con grandi pretese siano dei semplici poveracci in fuga da guerre o fame…

Qualcuno sta muovendo le pedine nell’ombra per i propri interessi.

Cercherei quindi tra chi potrebbe trarre vantaggi da tutto questo.
Il Papa attuale, fin dagli inizi del suo pontificato non ha mancato occasione per caldeggiare l’accoglienza verso gli immigrati pur facendo poco o nulla con la sua ricchissima Chiesa….
Man mano mi è cresciuta la convinzione che ci fosse una qualche strategia che giustificasse questo martellamento costante ma non avevo le idee chiare in merito.

Dopo la calorosa ed affettuosa accoglienza in Vaticano del despota turco Erdogan, mi si sono schiarite le idee: il Papa, da buon gesuita scaltro e lungimirante, sta portando avanti nell’ombra il progetto di coalizzare le religioni, specialmente il Cristianesimo e l’Islam, per combattere tutto quello che potrebbe essere riassunto con “temi eticamente sensibili” come, ad es. la legge sull’aborto, sulle unioni civili, la legge sul Testamento biologico, il riconoscimento del diritto del malato terminale all’autodeterminazione, la laicità delle istituzioni, ecc.
Ma metterei come principali preoccupazioni Vaticane le nuove tecnologie microbiologiche, le scienze naturalistiche e le continue meravigliose scoperte in campo astronomico che stanno minando alla radice alcuni capisaldi del Cristianesimo come, ad es. la dottrina del Peccato Originale, la sua trasmissione e, ancor di più, il concetto stesso di vita, di intelligenza ed anima umana.

Supponendo valida questa analisi, mi pare evidente che il modo più facile e veloce per attuare la strategia sia organizzare o far organizzare una invasione dell’Europa di giovani credenti non disposti ad integrarsi o ad accettare le istituzioni e le regole dei paesi ospitanti.

A questo punto devo persino concordare con l’opposizione di alcuni paesi europei a questo tipo di accoglienza.
Purtroppo, i politici, la stampa, gran parte dell’opinione pubblica italiana sono stesi a tappeto ai piedi del Vaticano, pronti ad assecondare e a glorificare ogni alito di Papa Bergoglio.

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Libertà va cercando

Sabato scorso a Domagnano –  RSM, si è svolta una conferenza sui temi del fine vita intitolata “Libertà va cercando”.
I relatori sono stati:

Gli interventi di Mario Riccio mi sono parsi molto interessanti, chiari e logici. Mi sono trovato sulla stessa linea in tutto.

Invece gli interventi della Antonietta Cargnel, mi sono parsi dei penosi tentativi di arrampicarsi sugli specchi pur di non accettare il semplice principio di autodeterminazione del paziente come inviolabile  e cogente in ogni momento della propria malattia.
La Dottoressa, evidentemente ispirata dalla sua fede Cristiana, ha riconosciuto il diritto del paziente alla decisione di sospendere le cure ed altre pratiche del genere annesse e connesse, ma ha fatto il possibile e l’impossibile per negare di fatto al paziente il diritto di ottenere la morte, sia tramite omicidio assistito che con l’eutanasia vera e propria.

Tra l’altro alla dottoressa contesto:

  1. Di sostenere che “la vita è un dono di Dio e quindi non abbiamo il diritto di disporne a nostro piacimento”. Questo è l’argomento su cui si basano principalmente i cosiddetti “pro vita”
    – Che la vita sia un dono di Dio è tutto da dimostrare; è addirittura da dimostrare la stessa esistenza di un Dio con le caratteristiche attribuitegli dalla Chiesa e dai credenti. In ogni caso questa convinzione dovrebbe riguardare i credenti e mai imposta a chi non crede o crede diversamente.
    – Nell’affermazione “la vita è un dono, quindi non possiamo disporne a nostro piacimento”, mi pare ci sia un evidente contraddizione: infatti con i doni noi ci sentiamo in diritto di fare e disfare come ci pare senza dover rendere alcun conto al donatore o ad altri; altrimenti usiamo termini diversi come, prestito, comodato d’uso o altro.
    – La dottoressa ha anche prospettato una sanità ed una società ideale, del tutto incompatibile e stridente con la realtà, nella quale il paziente avrebbe un dialogo continuo e alla pari con il medico, pronto ad ascoltare ogni sua esigenza o problematica, come un amico ecc. in una “alleanza” tra medico e paziente.
    Questo mi sembra utopia pura. La realtà è diametralmente opposta.
    Infatti, nella mia quasi trentennale esperienza come paziente sia in oncologia che in altri reparti “da non consigliare” posso affermare che:
    a) le attese sono spesso lunghe e scomode, specialmente per chi è in condizioni fisiche precarie,
    b) i medici hanno tanto da fare e non possono stare ad ascoltare anche i risvolti e le problematiche della vita quotidiana dei pazienti; in genere è già molto se hanno tempo per ascoltare tutto quello che riguarda la malattia stessa.
    c) non è colpa dei medici se non hanno tempo e non possono impelagarsi nelle problematiche quotidiane del paziente che deve convivere con gravi patologie: devono affrontare emergenze di ogni genere, hanno troppi pazienti da visitare, ecc.
    d) il paziente stesso si rende conto che il medico ha tante altre visite da fare e, pertanto, cerca di non dilungarsi oltre lo stretto necessario. Non pochi si sentono addirittura in dovere di non dire tutto sulla propria malattia, sia per pudore che per non togliere tempo ai medici.

Chi ha vissuto o vive in prima persona o attraverso familiari situazioni estreme a causa di malattie devastanti, sa cosa significhi avere una possibile via di uscita da situazioni insostenibili e che attualmente non hanno possibilità di guarigione.

Il concetto di vita

Fino a pochi decenni fa si riteneva comunemente che la vita fosse chiaramente suddivisa in tre stadi: umana, animale e vegetale.  Nonostante gli studi di Darwin sull’evoluzione delle specie, generalmente si pensava che tra uno stadio ed un altro ci fosse un salto netto e radicale. L’egocentrismo e la megalomania umana sono dure a morire.
Gli studi degli ultimi tempi, soprattutto quelli naturalistici, hanno aperto nuove ed importanti prospettive e visioni della realtà.

Sono stati documentati innumerevoli casi di comportamenti intelligenti degli animali e, ultimamente, anche delle piante e si hanno continuamente nuove conferme del fatto che ogni specie vivente, relativamente al proprio tipo di esigenze vitali, agisce in modi che considereremmo intelligenti in un essere umano.
Le scienze e le pratiche mediche degli ultimi decenni ci hanno mostrato che gli organi vitali umani e di animali possono essere conservati “in vita” indefinitamente e lo stesso vale per gli esseri umani.

I recenti sviluppi in ambito della biogenetica stanno aprendo orizzonti impensati che mettono in crisi aspetti fondamentali delle concezioni precedenti sui limiti e le caratteristiche della vita.
Di fronte a tutto questo si impone un ripensamento del concetto di vita stesso.
Tutti i giorni abbiamo a che fare con strumenti elettrici di ogni tipo, dai frigoriferi ai computer.
Sappiamo bene che questi funzionano solo se sono integri nei loro componenti essenziali e se sono accesi e collegati alla rete elettrica. Quando li spegniamo o si guastano alla rete elettrica non succede nulla e gli stessi apparecchi tornano a funzionare appena risolto il problema.

Agli esseri viventi succede qualcosa di analogo: se non hanno danni che ne compromettano le funzioni vitali manifestano normali segni di vita; altrimenti li consideriamo morti. Ma la vita, che ragionevolmente, alla luce delle recenti conoscenze scientifiche, possiamo considerare o ipotizzare intrinseca alla materia, non viene intaccata o, tantomeno, muore.

Siamo ben lontani quindi dal concetto di un qualche Dio che, ad ogni concepimento, intervenga per immettere il seme della vita. E siamo altrettanto lontani dalla convinzione che la vita singola vita sia “un dono di Dio” per cui l’uomo non avrebbe il diritto di toglierla o modificarla. Del resto, anche ammesso e non concesso che la vita singola sia un dono di Dio, normalmente di un dono ci sentiamo liberi di fare e disfare a nostro piacimento.
Anche le recenti scoperte in astronomia e le ricerche nel mondo subatomico, ci costringono a una visione diversa e grandiosa della realtà, impensabile solo un secolo fa, per cui, anche supponendo un eventuale Entità Superiore a tutto l’Universo conosciuto e a quello, certamente molto più vasto e meraviglioso che non conosciamo ancora, dobbiamo ritenere che tale Essere sia ben più di tutto questo.
Al tempo della nascita delle principali religioni, gli uomini concepivano le divinità poco più di una spanna superiori ai migliori esseri umani e anche anche l’osservazione astronomica non poteva spingersi molto oltre alla Terra.
Oggi il concetto di un eventuale divinità va riveduto radicalmente con tutti gli adeguamenti del caso. Possiamo ritenere pertanto che un eventuale Entità Superiore a tutto “il creato”, sia ben oltre le nostre vicende umane, granelli di sabbia in granelli di sabbia nell’insondata vastità dell’Universo. Se si suppone un intervento divino sulla realtà, sarebbe più logico immaginarlo, una volta per tutte, all’origine nelle regole stesse del “creato” senza ulteriori interventi ad ogni stormire di foglia; un comportamento diverso non sarebbe all’altezza di una divinità trascendente, creatrice e superiore a tutta la realtà.

Quindi, in relazione alle scelte di inizio o fine vita, ritengo che debba essere superato il concetto della vita dei singoli individui come “dono di Dio” secondo cui spetterebbe a Lui e solo a Lui ogni decisione in merito, lasciando così a ciascuno il diritto e il dovere della scelta del proprio destino.


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Ecco una interessante conferenza nella quale lo scienziato Stefano Mancuso espone gli studi sull’intelligenza delle piante:

 

Se questo è un uomo!

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

 Primo Levi

Il 27 Gennaio commemoriamo l’olocausto nei campi di concentramento. E’ certamente giusto ed importante ricordare e fare in modo che non accadano più mostruosità del genere.

Spesso si afferma che, al tempo, molti sapevano e non hanno fatto nulla o troppo poco.

Sappiamo che oggi avvengono tragedie diverse ma non meno gravi: milioni di persone muoiono di fame o di malattie legate alla malnutrizione ogni anno; milioni di persone che ogni giorno devono trovare qualcosa da mangiare per i propri figli e per se stessi.

Noi lo sappiamo bene, ma non facciamo nulla o troppo poco.

Non si tratta di fare “la carità”, ma di creare un mondo più giusto, in grado di offrire a tutti i mezzi e la possibilità di produrre almeno il cibo per i propri cari e per se stessi.

E non si tratta solo di giustizia ma anche della nostra personale dignità umana che perdiamo in quanto non consentiamo una vita degna di un essere umano a tanti nostri simili.

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La Fame nel mondo

Nuovo Ordine Globale

La Terra non è più al centro dell’Universo, Internet ha messo al suo posto, la Vagina

Cosa sia Internet tutti lo sanno, o tutti credono di saperlo.
Internet è una rete mondiale per la trasmissione di dati, testi e immagini, bianconero e a colori che interconnette milioni di reti di calcolatori in quasi tutti i Paesi. Le immagini che viaggiano sulla rete e che si possono richiamare sui video oggi sono miliardi: tutte quelle prodotte dall’uomo dai tempi delle caverne ai nostri giorni, tranne le fotografie all’inchiostro, sono forse la centesima parte di quelle disponibili in internet.
Ebbene, la maggior parte di esse sono pornografiche: questa affermazione è importante come quella di tanto tempo fa che la Terra non è al centro dell’Universo. Internet ha messo al suo posto, al centro dell’Universo, la vagina, il simbolo della fertilità, insomma la fica: come del resto nella nostra mente lo è stata da sempre e fino quando gli uomini non avevano ancora la parola e meno che mai la scrittura.

Dopo Monti (lettera aperta)

On. Professore Mario Monti,

affinché la Sua opera unitamente a  quella del Suo governo nonché il contributo di tutti i cittadini consapevoli non vada vanificato, perduto, umiliato e cancellato, dovrà compiere un’azione determinata ad impedire che chi verrà dopo di Lei non sia guidato dallo stesso spirito di servizio.

Il mio è un appello di cittadino consapevole  di una sola certezza: con l’attuale legge elettorale, il mio voto non raggiunge direttamente il candidato designato e questo vale per tutta la collettività . Si presenterà quindi una difficoltà enorme a far proseguire il Suo lavoro.

I grandi privilegi  ed impunità di cui gode oggi il mondo politico (che per il momento si è rifugiato dietro l’angolo in attesa che Lei risolva i danni giganteschi causati da ottusi  e corrotti amministratori) sono la calamita che attira i falliti, i parassiti, gli arroganti, gli avidi che si sono messi in vendita al miglior offerente politico.

Il timore, quindi che costoro, riemergano e ritornino ai posti di comando, più arroganti ed impuniti che mai,  mi causa angoscia a rabbia.

Non sono in grado di suggerire ricette in quanto ignorante sulle leggi della polica, ma di una cosa sono certa: il mio voto non vale un fico secco e se dovesse rimanere questa legge elettorale non ho nessua arma per contribuire al benessere e crescita di questa nazione e tutto ciò rende frustrante lavorare, economizzare, risparmiare, ingegnarsi, studiare, progredire, investire, insegnare ed avere infine fiducia nel futuro.

Quando una persona è ridotta a questo stato, o collassa o ha il coraggio di ribellarsi e non lo può fare in maniera civile (quale arma civile è rimasta, dal momento che le leggi sono state tutte infrante e mortificate?).

Con stima

Marisa Bonsanti

NON V’E’ LUOGO CHE SIA RIMASTO IL MEDESIMO PRIMA E DOPO LE DUE GUERRE MONDIALI

 Chi è nato alla svolta fra i due secoli, è stato testimonio di eventi storici che hanno accumulato sul suo capo gli uragani e lo hanno oltrepassato. Pur se ne è uscito indenne, è stato tuttavia afferrato, scosso ed è rimasto spesso come stordito. Un individuo cresciuto in quella sicurezza che una pace illusoria pareva garantire ai suoi giovani anni, ben difficilmente poteva avere sia pure un’idea sommaria di ciò che doveva poi succedere. E se  pur questa gli era data, difficilmente poteva immaginare l’andamento dei fatti nella loro attualità immediata. Gli eventi sono tuttora in svolgimento. Ciò che avverrà si annida nel grembo del futuro, un futuro insieme minaccioso e nascosto. Ognuno sa o sente che il calice del dolore non è ancora vuotato.
Agli eventi segue il problema del loro significato. Ancora una volta ci si arresta a quella oscura cortina, che mette freno alla ricerca. Nessuna ricerca porta in sé la soluzione. Eppure una risposta avrebbe profonde conseguenze anche nella vita del singolo.
Apporrebbe una direzione in luogo del disorientamento, dei fondamenti e una certezza là dove questi mancano – o almeno eliminerebbe le illusioni.  Ma come fare a strappare all’oscurità il suo  segreto?

Di fronte ad avvenimenti lontani nel passato, lo storico può compiacersi di ascoltare testimoni, di cogliere dati sicuri e di decidere del vero e del falso.  Ma ciò sarebbe assurdo se applicato a quanto avvenne nel passato più prossimo e che continua nel presente.
Infatti gli avvenimenti ci hanno afferrati tutti e trascinati a forza in qualunque punto ci trovassimo, hanno tanto svelato la nostra discutibilità da avvelenarci ogni gusto nella funzione di giudici.
E anzitutto essi ci hanno trasformati, e in tal maniera, che dal crogiolo degli ultimi decenni nessuno è uscito tale quale era entrato.Questo punto deve essere sottolineato: la nostra forma spirituale e psichica si è trasmutata.
Perciò il luogo di ogni singolo avvenimento si è cambiato. Per l’osservatore non v’è luogo che sia rimasto il medesimo prima e dopo le due guerre mondiali.

Da Franz Altheim  –  Università di Berlino  1954

Un’ora da non perdere

Da Cronache Laiche

….

«La Chiesa è dalla vostra parte», conclude il documento della CEI, «si fa carico di ogni vostra fatica, vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio dell’uomo e delle sue più profonde aspirazioni».
Peccato che – tolti dai due millenni i secoli passati dalla Chiesa per convertire a colpi di spada i sassoni, mettere la mordacchia ai donatisti, combattere le crociate contro arabi o turchi, albigesi o stedingi, fare le guerre di religione in Europa, conquistare ed evangelizzare America, Asia e Africa, reprimere il popolo deicida, praticare schiavitù e pena di morte con squarto, condannare la libertà di coscienza in nome della religione di stato – resti una manciata di anni, neanche mezzo secolo, per di più sprecati per contrastare il cappuccio inglese anziché l’Aids, i diritti delle coppie di fatto, i gay e malati terminali, o per impinguare le casse. Come «servizio dell’uomo» non c’è male.
Un servizio che la CEI vorrebbe continuare a nascondere dietro una coltre di bugie, diffuse – come non bastassero i media che dispensano perle di “verità” papale a pranzo e a cena – anche mediante un’ora di religione tenuta dalla Chiesa e pagata dallo Stato.

Originale

Ndr:

La ricchezza della Chiesa è enorme. Basterebbe guardare come veste il Papa: zeppo di preziosi di ogni genere da sopra il capo a sotto i piedi. Per accumulare tante ricchezze evidentemente nel corso della sua storia la Chiesa ha preso molto più di quanto abbia dato. Quindi è chiaro come e perchè «La Chiesa è dalla vostra parte, si fa carico di ogni vostra fatica, vuole offrirvi il supporto della sua bimillenaria esperienza a servizio dell’uomo e delle sue più profonde aspirazioni».

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Ora di Religione – conflitto di interessi – scientificità dell’insegnamento

Annullamento del Battesimo – Lotta contro la sua amministrazione a neonati – Denuncia dell’indottrinamento dei minorenni

Dio….. addio.

Fino a che sentiremo la necessita di costruirci un dio a nostra immagine e somiglianza dobbiamo considerarci ancora dei bambini che hanno paura di crescere, che non hanno il coraggio di tagliare il cordone ombellicale.

Lo squilibrio tra il rimanere bambini e la natura che ci fa crescere, arriva quando, nostro malgrado, la vita ci mette difronte alle prove di coraggio. C’è chi osa  sconsideratamente per dimostrare agli altri di essere di più…e ci rimette la penne, chi invece pavidamente esita e per non riconoscersi codardo si nasconde dietro infantili giustificazioni (tipo “io ce l’ho messa tutta”  oppure  “ce l’hanno tutti con me”, “se non mi fossi ammalato”) altri  dopo meditazione più o meno profonda decidono di osare ma se le cose non sono andate come speravano si rimetteno alla volontà di dio . Altri, pochi in verità, stanchi di sbattere contro un muro, mollano la lotta contro  e stufi di sottomettersi al  dio  la rivolgono contro se stessi in cerca di verifiche tirando fuori il coraggio per assumersi le renponsabilità sugli esiti delle loro azioni.

La moltitudine, rimane ancora e  comunque quella che si lascia vivere dalle leggi di dio. Non dicono mai nulla di nuovo, non inventano, non modificano, non arricchiscono lo spirito. Costoro equivalgono ai geni messaggeri, come tanti piccoli mercurii trasportatori facendo proprie leggi vecchie quanto il mondo.

Costoro in compenso, vanno a bussare alla porte per dirci ” dio ti vuole bene lo stesso”, oppure si imbottiscono di tritolo e vanno nei supermercati a farsi esplodere in suo nome , oppure dichiarano guerra in nome della pace divina, oppure si insinuano nella cosa pubblica (e sono i più fubacchioni che non credono affatto) facendo leva sulla paura del timore di dio e sulle indulgenze degli eletti in terra. Costoro dominano, possiedono e plagiano proprio quelli che non vogliono screscere e allo stesso tempo fa comodo essere mantenuti dal padre (celeste) vestito da dio terreno.

Grazie ad internet, siamo in grado di capire ed essere informati di come noi uomini viviamo su questo pianeta.

Protestiamo contro i soprusi, gli abusi e gli sterminii di beni e persone. Ci imbranchiamo in crociate contro i potenti senza riflettere sul fatto che il benessere che abbiamo raggiunto ci coinvolge nel bene e nel male.

Chi è disposto ad ammettere che dal traffico della droga, delle armi, dalla vendita dei farmaci, dall’estrazione di petrolio, oro, argento, rame, silicio, uranio e tutti quei metalli pregiati per l’industria elettronica,  noi ne ricaviamo indiretto beneficio? Anche le scie chimiche, che stanno stravolgendo il tempo ed il clima servono a ricevere-trasmettere meglio le comunicazioni satellitari (anche se lo scopo primario non è questo).

Banchieri, finazieri, petrolieri, trafficanti di ogni genere, rappresentanti di varie religioni e politici al loro servizio, sono diventati i nuovi dei, convinti di poter governare il mondo e l’universo e noi dietro a protestare ma contemporaneamente accettiamo le loro offerte propagandistiche di consumo. Da noi in Italia, l’automobile e la casa sono il motore che fa circolare denaro più o meno lecito ma allo stasso tempo abbiamo permesso che questi beni siano diventati un eccesso inarrestabile ed irreversibile. Gli alberi si abbattono per far posto ai parcheggi ed i terreni fertili si sacrificano al cemento. Siamo arrivati a “coltivare” pannelli solari.

Se quanto detto ed analizzato corrisponde a verità, non vedo soluzione al baratro, a meno che a livello individuale si cominci a ridimensionare coscientemente la propria vita.

Per stravolgere il nostro vivere quotidiano dobbiamo iniziare proprio a rimettere in discussione il dio al quale ci siamo affidati per secoli, visto che il risultato delle sue leggi ha portato,  l’umanità alla ingordigia, al sopruso, alla prevaricazione e mortificazione di tutte le leggi umane.

Dobbiamo imparare a camminare da soli confidando nelle nostre capacità e accettazione dei limiti, che sono la prova della nostra natura  terrena e divina allo stesso tempo.

E’ un atto coraggioso e che fa paura, paura di rimanere senza meta e riferimenti, ma un fatto è certo se non ce lo imprimiamo da soli, gli eventi ci costringeranno e chi non ha sperimentato su di se a piccoli passi le prove di coraggio, la sorte non sarà certo indulgente.

Non è un malaugurio, ma una riflessione emersa attraverso l’analisi degli eventi che hanno attraversato tutte le civiltà che sono misteriosamente scomparse in brevissimo tempo, le cui tracce si sono ritrovate dopo secoli.

A nostra consolazione per i posteri, l’ immondizia perlerà per noi.

Oltre il dio padre

Che il personaggio di Cristo sia realmente vissuto o sia frutto di invenzione sulla quale fondare un centro di potere non ha molta importanza.
Esistito o no, quello che si è detto e predicato o esaltato su di lui è giunto fino a noi. In questa ottica allora ha senso chiedersi se e come quello che si è detto di lui ha influito sulla vita ed il decorso della storia di tutti coloro che lo hanno ritenuto e lo reputano ancora il figlio di dio mandato sulla terra per salvarci……
Nelle nostre coscienze ancora chiuse o parzialmente aperte questo personaggio è penetrato e continua a rimanerci grazie ai riti e ai simboli che la chiesa perpetua atttaverso il battesimo, la comunione, la cresima, la confessione, i santi, la madonna, le processioni, i pellegrinaggi, gli anatemi, le scomuniche, facendo leva sul timore del castigo di dio e la supertizione degli accadimeti per i quali non abbiamo ancora dato logica o scientifica risposta. In questo contesto l’ingerenza incessante nei fatti della politica e sulla vita pubblica di questo stato condiziona il salto di qualità sul vivere civile e laico.. Ingerenza permessa anche dalla conseguenza dei “PATTI LATERANENSI” stilati e firmati da personaggi politici che gravitavano ed hanno subito sin da piccoli l’influenza del prete mortificatore perenne dello spirito (magari in buona fede pure lui) in quanto seguace di un morto (sacro) sacrificatosi per l’essere umano.
Viviamo questo momento storico in perenne confusione, gli anatemi e le esortazioni alla pacatezza da parte del Vativano non incidono più sulle coscienze grazie anche ai mezzi di comunciazione che hanno portato finalmemte alla luce i loro abusi sessuali ai minori e la corruzione dilagante per troppo danaro di dubbia provenienza ed amministrazione.
Chi governa il paese è complice di questo sistema di intrighi tra politica e potere religioso.
Se di dio e della sessualità non se ne facesse COMMERCIO a tutti i livelli e a qualsiasi titolo forse tutto sarebbe accettabile e decoroso in quanto la liberta di fede e sessuale non hanno confini.
L’etica del comportamento e del linguaggio sono allo sbando. La società civile e laboriosa, osservante delle leggi è in cerca di una dimensione che gli restituisca dignità, defraudata dalle menzogne che da ogni parte sono spacciate per verità al fine di coprire illeciti di stato e illeciti clericali, come se constoro fossero convinti che il popolo sia rimasto al medioevo o peggio ancora che del popolo non gliene importa un fico secco.
Paradossalmente la mortificazione dello spirito seguace di una vittima crocefissa ha condotto tutti, seguaci o no fino a questo momento storico non tralasciando indietro nessuno.
Le religioni monoteiste, di contro, col passare dei secoli hanno prodotto nell’inconscio individuale e collettivo, un padre invisibile ma temuto che se da una parte ha protetto dall’altra non ha fatto crescere i figli in quanto non esiste dialogo diretto ed il famoso libero arbitrio suona pressapoco così:(“io ti lascio libero delle tue azioni ma sappi che le cose stanno cosi e cosi e se non mi dai retta peggio per te”). Questo padre celeste non è mai sceso a parlare con i propri figli ad interloquire e discutere con pari dignità per sapere quanta strada hanno percorso e magari accettare anche un giudizio negativo per non saper dare risposte oneste che farebbero crescere e responsabilizzare questi figli abbandonati.
Ora visto che dal cielo non è ancora sceso, dobbiamo cavarcela da soli (per non collassare tutti nella disperazione) nel cercare una forma di convivenza accettabile e piacevole e disfarci di tutte le favolette che i “detentori di verità in nome di dio” ci hanno propinato per tenerci “buoni” e che oggi sono diventati fraudolenti in quanto le coscienze si stanno aprendo e le domande logiche non hanno risposta, a meno che andiamo al disopra del dio padre e diventiamo noi padre di noi stessi con l’assumerci le responsabilità dei nostri pensieri, domande, risposte e verifiche per vedere se siamo nel giusto e se non lo siamo andare a cercare umilmente dove abbiamo sbagliato.
Questo potrà avvenire solo se tornando a ritroso nel tempo cerchiamo di capire le nostre origini.
Un esempio di domanda: perché il maschio-uomo ha i capezzoli visto che non deve allattare? Perché la femmina-donna ha una clitoride che ricorda tanto il pene ma è appena accennato? Come mai questi due attributi non hanno funzione riptoduttrice ma son strettamente collegati col piacere e l’orgasmo liberatorio?
Altra domanda: l’omosessualita è l’antica menoria appartenente all’era degli ermafroditi dalla quale discendiamo? Se si, come hanno potuto i sessi separarsi? Viste le modifiche che avvengono nel mondo animale in base agli adattamenti per necessità di sopravvivenza, possono gli ermafroditi essersi separati per divisione di ruoli?
Altra domanda: come comunicavamo le nostre emozioni, necessita individuale e di convivenza quando non eravamo ancora in grado di parlare? Ossevando gli animali, in particolare la società dei Bonobo, si potrebbe ipotizzare che l’uso del sesso potrebbe aver governato la legge della convivenza con giustizia; di conseguenza il comunicare affetto, dominio, supremazia, rispetto per i ruoli, e la riproduzione sessuale dove l’accoppiamento tra consanguinei ha portato il risultato voluto di moltiplicarsi ed autogovernarsi?. Se quanto sopra ipotizzato fosse vero, quello che oggi noi condanniamo (per ragioni di miglioramento della razza e non per peccato) come l’omossasualità, l’incesto, la sodomia, la pedofilia potrebbereo essere un’antica menoria di quando eravamo amcora muti e le coscienze erano completamente chiuse.
Altra domanda: che relazione c’è tra sesso-inconscio e presa di coscienza? Se c’è netta relazione e le coscienze si sono aperte anche se solo per pochi, costoro potrebbero aver messo leggi severe sulla sessualtià tra made e figlio ad esempio, perché avevano capito che l’incesto era causa di figli deformi o morti di parto?
Altra domanda: il mondo minerale, vegetale ed animale prima di noi (che non ha capacità di prendere coscienza) potrebbe essere la chiave di lettura per capire tutto il processo evolutivo del quale noi ne abbiamo l’essenza mnemonica?
Sono convinta che se daremo logiche risposte a queste domande arriveremo alla totale responsabilità di noi stessi e ci potremmo sbarazzare degli dei padri-padroni ormai obsoleti.