Non fare o fare agli altri…?

Solitamente si dice e si pensa che la norma: “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” sia ottima, o addirittura il meglio da fare.
Analizzando un poco la norma stessa, ci accorgiamo che è solo indirizzata al non fare del male. Non è una norma propositiva o costruttiva. Non contempla il miglioramento dei rapporti umani e degli l’approfondimento ed ampliamento degli affetti. Le cose vengono lasciate come stanno; si lasciano in pace gli altri e tutto finisce lì. Nella società nella quale viviamo è già molto, ma si può trovare di meglio?
La norma “fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” tende a migliorare i rapporti e a costruirne di nuovi; come un seminatore, si sparge positività, confidenti che, in qualche modo in futuro, nasceranno molti frutti. In natura le società o branchi si fondano su questo principio in quanto i membri del gruppo sono animati da spirito di aiuto reciproco (tutti per uno; uno per tutti) allo scopo di ottenere il massimo bene comune.

Certo ci vuole attenzione a non farsi ingannare dai tanti profittatori in circolazione, ma generalmente e piccoli gesti quotidiani come un saluto, un sorriso, una pacca sulle spalle, ecc. non creano alcun problema e non costano nulla o quasi. Del resto, come con le banche, è sempre meglio essere “in credito”: prima o poi ci tornerà. In un branco non ci si aspetta il ritorno immediato dallo stesso individuo ma nel contesto generale del gruppo e non necessariamente nell’immediato.
In questo modo ci creiamo un ambiente migliore intorno e ne godiamo soprattutto noi perché ci sentiamo gratificati già dal gesto stesso. Siamo anche animali di branco e, in quanto tali, abbiamo bisogno di sentirci parte e partecipi del gruppo. Nel branco vice la legge della solidarietà reciproca.
Un esempio significativo ci viene dai genitori che, ogni giorno, fanno e farebbero di tutto, persino eroismi per i propri figli. Noi celebriamo gli eroi di guerra che si sono sacrificati per la patria convinti che il loro gesto sarebbe stato utile per il bene comune.
Quando si sacrifica la propria vita per altri, implicitamente “si crede” che il proprio gesto verrà “retribuito” in qualche modo oltre la propria morte. La natura è piena di episodi nei quali gli individui vanno a morire per la colonia o il branco. Sembrerebbe che la natura stessa “creda” in un qualche “oltre vita”.

In ogni caso, sembra ovvio che la norma migliore da adottare sia “fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.

Annunci

Espandere gli affetti

IMG_20180103_150711Seduto su una panchina del parco osservo l’acqua scorrere allegramente tra i sassi nel ruscelletto. Alcune simpatiche paperette piccole e grandi sguazzano e cercano cibo.
Mi immedesimo con piacere nella scena, ascolto musiche selezionate e comincio lentamente e dolcemente ad isolarmi dall’ambiente circostante; dimentico problemi e preoccupazioni; comincio, quasi automaticamente, a zumare internamente e mi accingo a passare oltre.
Apro la mente e il cuore per renderli in grado di ricevere quel che viene da “là fuori” o “lì dentro”.
Come insegnano i saggi, per interiorizzare occorre superare la mente che distrae e frena con la sua insistenza nell’esaminare l’ambiente circostante, nel valutare, giudicare, contrapporre, ecc.
Personalmente trovo che il modo più facile, almeno per me, di liberarsi della frenesia della mente sia far sciogliere tutto come neve al sole, senza forzature che causerebbero contrapposizione e, quindi, maggiore difficoltà ad immergersi negli abissi dello spirito.

Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare. (Leopardi)

La musica mi sgorga dall’intimo e mi fa vivere sentimenti profondi ed esplorare orizzonti meravigliosi. Lo spirito si apre e l’affetto si espande fino a comprendere tutti e tutto.
Allargare gli affetti è bello, liberatorio ed appagante come se il nostro spirito anelasse la massima unione di affetti mentre invece si intristisse, immiserisse ed impoverisse nelle limitazioni.
I genitori non dividono il loro affetto secondo il numero dei figli. La profondità dell’amore dei genitori resta uguale, se non viene, addirittura, aumentata con i nuovi nati.
Se in passato era importante espandere gli affetti, oggi, con la globalizzazione, Internet, ed altro che avvicinano sempre di più e mettono in relazione e confronto popoli, culture e religioni diverse, diventa fondamentale per costruire una società globale coesa, pacifica e solidale.
Ritengo quindi che, limitare gli affetti, sia sbagliato e causa di problemi anche gravi.

Dall’Antropocentrismo all’Ignoto

La teoria eliocentrica copernicana costituì il superamento sia della visione fisico/astronomica (geocentrica), sia della concezione filosofico/teologica (antropocentrica) della tradizione medievale. Fu un vero e proprio rovesciamento di prospettive di enorme portata tanto che il termine “rivoluzione copernicana” è stato successivamente usato, in senso lato, anche per designare analoghi processi di capovolgimento dei paradigmi fondamentali che si sono verificati, in momenti storici diversi, in altre discipline scientifiche o filosofiche.

Con il concetto di selezione naturale, Charles Darwin nel 1859 nel libro L’origine delle specie, illustra il meccanismo con cui avviene l’evoluzione delle specie determinando una nuova rivoluzione culturale che sferra un duro colpo all’antropocentrismo e alle concezioni religiose ad esso legate.

Nel frattempo la scoperta che la materia, lungi dall’essere solida e consistente come noi la percepiamo, è costituita di molecole, atomi e di particelle subatomiche ancora oggi in fase di scoperta e definizione, porta ad un mondo di elementi dell’indefinitamente piccolo che costituiscono i mattoni della realtà, essere umano incluso.

Negli ultimi decenni l’astronomia ha scoperto sempre nuove realtà e meraviglie dell’indefinitamente grande tanto da relegare l’uomo ad una dimensione insignificante minima, vicina al nulla.

La cultura corrente, propria della quasi totalità della popolazione odierna è che però, nonostante l’insignificanza umana rispetto all’Universo, l’uomo possiede un dono unico e di portata apocalittica: l’intelligenza, e persino, a differenza di tutto e tutte le altre forme esistenti e viventi, un’anima immortale.

Innumerevoli studi, soprattutto degli ultimi anni, stanno dimostrando sempre di più e meglio, che anche gli animali hanno una loro intelligenza e percezioni psichiche.
Come dimostrano la ricerche, anche le piante possiedono una propria forma di intelligenza molto rimportante. Ad es. https://www.youtube.com/watch?v=d-mNMCbvmFo&feature=share.

A questo punto si potrebbe ritenere di aver raggiunto il fondo dell’ambito della intelligenza. Non è così: c’è ben altro “là fuori”! Semplicemente un mondo dell’indefinitamente grande o piccolo.

Un grattacielo è composto di acciaio, cemento, vetro, ed altri materiali, tutti tratti dalla natura; non viene creato nulla, si usano solo gli elementi opportuni e li si aggrega, struttura e compone secondo un progetto. Queste “materie prime” sono tali per la costruzione del grattacelo ma, a loro volta, sono formate da elementi atomici e subatomici fino a particelle minime costitutive di tutta la realtà che conosciamo. Ritengo che succeda altrettanto nell’ambito della percezione psichica: l’origine o l’elemento costitutivo minimo di tale funzione è solo e sempre ai minimi livelli della “materia”.

Possiamo fare alcune ipotesi: a) un qualche elemento minimo costituirebbe il mattone di tutto il mondo psichico e verrebbe captato e utilizzato secondo gli obiettivi e le forme delle strutture o organismi per la percezione psichica opportuna, b) la rete elettrica fornisce elettricità alla quale vengono collegati strumenti elettrici di ogni tipo che la utilizzano secondo la loro struttura e scopo (una lavatrice per lavare, un frigorifero per conservare il fresco, un televisore per captare e trasmettere immagini e suoni, ecc.). In modo analogo possiamo ipotizzare una realtà vitale o psichica che accompagni e animi ogni forma o organismo esistente in natura.

Purtroppo la scienza oggi non ci sa dire ancora nulla in merito. Dobbiamo attendere ulteriori ricerche e non è detto che la scienza arrivi a capire l’origine della psiche.
Intanto possiamo solo avanzare ipotesi e affidarci all’Ignoto che include la spiegazione e la soluzione a qualsiasi problema che ancora non sappiamo ottenere.

Volare… tra le stelle

In una recente trasmissione di Focus sulle meraviglie dell’Universo ho sentito il racconto di un sogno di Giordano Bruno:

Si risveglia in un luogo sovrastato da una cupola dipinta di corpi celesti. Si alza e raggiunge un punto della cupola; la apre come una tenda. Vede un universo di corpi celesti. Si avventura volando leggero tra le incredibili meraviglie che scopre da ogni parte.
Le conquiste dell’astronomia degli ultimi tempi ci hanno consegnato un Universo ancor più meraviglioso e misterioso di quello sognato ed immaginato da Giordano Bruno e possiamo immaginare di immergerci ed ammirarne le meraviglie.

A star's colourful final splash

Correlati:

Spunti per una Spiritualità Razionale aggiornata

Panpsichismo

L’Ignoto

DOMENICO MODUGNO – VOLARE

Ipotesi della Genesi e Dinamiche del Male

Il sistema binario ha la capacità strabiliante di funzionare utilizzando sia l’essere che il non essere. Infatti, nella combinazione di “acceso”/“spento” si “appoggia” al non essere per valorizzare e sviluppare le potenzialità dell’essere.

Il sistema binario consente ai computer di svolgere ogni genere di operazioni e di sviluppare innumerevoli meraviglie delle più varie e complesse.
La scienza degli ultimi secoli ci ha dimostrato come la materia che ci sembra compatta e solida, in realtà sia “piena” di spazio vuoto dove le particelle sfuggenti e minuscole si muovono nel “nulla” quasi completo.
Lo stesso troviamo nel macrocosmo ove i corpi celesti sono come isolati nel grande vuoto cosmico.

L’impresa di utilizzare ed avvalersi persino del nulla per maggiore possibilità di sviluppo ha dell’incredibile ed è di portata e valore incalcolabile. Questo processo introduce, sviluppa ed articola anche l’imperfezione all’interno del processo di sviluppo, evoluzione e complessificazione della realtà.

L’imperfezione nella realtà consente anche l’origine, lo sviluppo e la strutturazione del male nelle forme e nei modi più diversi, accompagna e viene fatta interagire con la realtà nelle sue forme e dinamiche.

Generalmente, quando parliamo di “male” includiamo il dolore che, però, non dovrebbe essere considerato un male ma una spia ed un richiamo a problemi fisici o morali.

A questo punto possiamo avanzare l’ipotesi che il male nasca da una carenza originata sul e dal non essere composto e combinato con l’essere.

Correlati:

Spiritualità Razionale

Panpsichismo

Spunti per una Spiritualità Razionale aggiornata

Spunti per una Spiritualità Razionale aggiornata

Sui sentieri verso l’Ignoto

La scienza e la tecnologia di oggi ci consentono di ricavare alcuni spunti per tentare di elaborare una Spiritualità Razionale più adeguata alle conoscenze odierne e più fondata nei contenuti.

Alcuni aspetti comuni della nostra vita quotidiana, specialmente le reti di distribuzione elettriche, idriche, telefoniche, Internet, ecc., ci forniscono esempi significativi ed illuminanti.

I nostri apparecchi di recezione captano segnali di ogni genere che vengono decodificati in comunicazioni, suoni, immagini, ecc. Captiamo i segnali in base al tipo di emissione e alle caratteristiche dei mezzi di recezione. Un televisore può essere in grado di captare solo in bianco e nero, a colori, stereo, in hd, ecc. Ovviamente, il segnale di origine comprende almeno tutte le caratteristiche possibili in recezione.
Altrettanto vale per le altre reti di comunicazione e di distribuzione: le fonti sono più complete sia qualitativamente che quantitativamente.

Anche l’energia che si esprime nella materia è minima e limitata ai livelli che caratterizzano la nostra esperienza comune come “utilizzatori finali” (piante, animali ed umani) tanto che le temperature alle quali è possibile la nostra forma di vita sono a poche centinaia di gradi al di sopra dello zero assoluto che è a -273,16°C. mentre le temperature possono salire enormemente fino parecchi miliardi di gradi all’interno delle stelle ed altre realtà cosmiche.

L’utilizzo dell’energia atomica ci ha mostrato quanto questa sia enormemente superiore alle forme di energia note prima dell’era atomica. Più si va verso le forme elementari di materia, più grande e complessa è l’energia coinvolta.

Sembrerebbe alquanto strano che, per quanto riguarda la vita o la percezione psichica o la coscienza, si verificasse l’opposto!
Anche se non sappiamo che rapporto ci sia tra l’energia e l’energia vitale psichica, possiamo ipotizzare ragionevolmente che i due aspetti, o coincidano o siano strettamente legati.
Così, anche se ci sembra strano e persino improponibile al “buon senso”, possiamo e dobbiamo riconoscere possibile e ragionevole ipotizzare i nostri livelli di vita e percezione psichica ai limiti minimi della “Psiche Cosmica” (una specie di “massimo del minimo”), mentre la pienezza e completezza sarebbero nelle massime forme di energia.

Come logico corollario dovremmo considerare la “Psiche Cosmica” autocosciente e “personale”.

In ogni caso però, non dobbiamo dimenticare che “siamo sui sentieri verso l’Ignoto”.

Correlati:

Spiritualità Razionale

Panpsichismo

Spiritualità della rinuncia e spiritualità della completa e giusta fruizione

Alcune considerazioni sull’edonismo o eudemonismo:

  • Quando si solleva un sasso non mosso da tempo si vedono le piantine distorte, avvizzite e pallide; lo stesso succede in relazione alla sessualità: come le piantine condizionate dal sasso, una sessualità repressa, distorta, avvilita e morbosa è causa di problematiche psicologiche e fisiche più o meno gravi.
    Sesso e Amore sono aspetti fondamentali della vita.
    Un rapporto positivo e libero da tabù, condizionamenti culturali, sociali e religiosi è della massima importanza.
    La sessualità è un elemento determinante della espressione individuale più profonda e totalizzante. Limitarla, frenarla o costringerla in parametri più o meno angusti (salvo che per non recare danno a terzi) può essere peggio che negare o limitare la libertà di pensiero e di espressione.
    Occorre quindi essere molto cauti prima di vietare o vietarsi una adeguata vita sessuale.
  • La vita delle scimmie bonobo ci mostra come un comportamento sessuale spontaneo e libero da tabù possa evitare parecchi problemi sia tra gli individui che nella società. (http://www.paniscus.net/kanzi2.htm)
  • Altrettanto può valere per qualsiasi aspetto dell’espressione psicofisica umana.
  • La natura stessa ha reso piacevoli i comportamenti utili all’individuo e alla specie. Ad es. ci piace giocare, mangiare, bere, dormire, imparare, socializzare e, soprattutto, ci piace fare l’amore.
    Quello che ci piace, salvo le esagerazioni, fa bene ed è positivo per noi e per la specie.
  • Supponiamo di essere dei genitori che hanno fatto dei regali ai figli. Ovviamente nel decidere quali regali fare, i genitori cercano il bene dei figli, non solo con il divertimento e lo svago, ma anche l’apprendimento attraverso il gioco.
    Se i nostri figli decidesse di non utilizzare i giochi nella convinzione di farci felici, non ci sentiremmo frustrati e non cercheremmo di convincerli di far tesoro dei regali?
    Supponendo un qualche Essere Superiore o una Natura Viva della quale siamo parte, dovremmo ritenere che le opportunità della vita siano da vivere, non da rinunciare.
  • Si sente spesso che la vita è uno schifo. Certamente lo è se si vive con una concezione negativa che considera la rinuncia un ideale.
  • Occorre certamente usufruire della vita e della natura rispettandole e tenendo conto delle loro esigenze, dal locale all’ecosistema globale. Si deve quindi scegliere un eudemonismo, ovvero un edonismo intelligente, sostenibile e positivo.
  • Bisogna comunque evitare che il benessere di alcuni sia a spese o a danno di altri. Uno slogan opportuno potrebbe essere: non nulla per nessuno, ma tutto per tutti
  • Non conosciamo gli scopi ed i disegni della natura, ma sembra logico utilizzare e valorizzare al massimo la vita e la natura in modo intelligente e creativo, non coltivare la rinuncia sistematica

Edonismo e eudemonismo

Da Wikipedia:

… l’eudemonismo e l’utilitarismo .. presumono una ricerca del piacere tramite il calcolo della ragione; l’edonismo vuole conseguire invece o il benessere immediato e attuale, il “piacere cinetico” come lo intendono i cirenaici, o il “piacere catastematico” come indicato dalla dottrina epicurea.

La concezione edonistica fu rappresentata nell’antichità da Aristippo, allievo di Socrate e fondatore della scuola cirenaica, il quale, partendo dalla concezione socratica del bene come piacevole e della sua attraenza per chi lo conosce razionalmente (“eudemonismo”), approda all’edonismo in quanto bene. Aristippo in effetti devia totalmente dalla strada dell’intellettualismo etico socratico, riducendo il bene al piacere che l’uomo può godere momento per momento, poiché non vi è nessuna certezza che ne possa usufruire nel futuro imperscrutabile, dove può intervenire il destino che rende vana ogni speranza di vita felice.

La ricerca di un bene futuro si accompagna dunque sempre a un senso di incertezza e inquietudine che alla fine rende affannosa la vita dell’uomo che cerca di impossessarsi di un piacere in movimento (“cinetico”). Meglio quindi cogliere il piacere immediato[2] come la gioia, l’allegria, che si può cogliere nel presente badando sempre bene a non divenirne schiavo. Il saggio è infatti colui che può affermare:
«Posseggo, ma non sono posseduto».[3]

Originale

 

Spiritualità Razionale

Per Spiritualità Razionale intendiamo una spiritualità «umana» o, più semplicemente, una Filosofia Di Vita fondata sulle conoscenze umane attuali.

Quindi una spiritualità basata sullo spirito, sulla scienza e sulla ragione umana.

La ragione non può e non deve limitare il campo di percezione ed indagine dello spirito libero ed incondizionato,

ma può e deve stabilire, più chiaramente e nettamente possibile, quello che è dimostrato o dimostrabile da quello che invece è ipotesi o convinzione personale non supportato da prove adeguate e convincenti.

Filosofie di vita oggi

Probabilmente si può dire che chiunque non segua totalmente e ciecamente una religione, si formi una propria filosofia di vita.

Sono tantissime e molto differenti tra loro le convinzioni personali e gli stili di vita conseguenti.

E’ vitale condividere più possibile le proprie convinzioni ed esperienze spirituali
a) perché si può migliorare di molto l’analisi,
b) si possono correggere distorsioni o visioni parziali o condizionate,
c) perché come specie umana siamo anche animali di branco che hanno bisogno di condividere e vivere insieme gli aspetti importanti della vita
d) tecniche di rilassamento, di interiorizzazione e di meditazione di gruppo sono di grande importanza sia per i singoli che per la società

Biocentrismo

Da

La chiave è il biocentrismo

Lanza propone una nuova disciplina, il biocentrismo, in cui la biologia ha un ruolo essenziale dal momento che secondo questo scienziato, è la nostra stessa coscienza che crea l’universo e non il contrario. Lanza spiega attentamente questa teoria in un libro che ho appena iniziato a leggere la settimana scorsa (in inglese): “Biocentrismo”.

Secondo questa teoria, non sarebbero stati i fenomeni fisici a creare la realtà ma la vita stessa. Questo suggerisce che la coscienza determinerebbe l’esistenza degli oggetti nell’universo e anche molti fenomeni che diamo per scontati, come lo spazio e il tempo.

Pertanto, quando accettiamo che lo spazio e il tempo siano sono solo strumenti della nostra mente che usiamo per orientarci, la morte diventa priva di significato perché non è un punto di arrivo, non è un fine a se stesso. Il problema consiste nel fatto che ci è stata trasmessa l’idea che la morte è associata al corpo fisico e questo, prima o poi muore. Tuttavia, la nostra coscienza è molto di più che semplici proteine e acidi nucleici.

Originale

Articoli collegati:

Panpsichismo