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Negatività intrinseca della “religione”

Da UAAR:

Il Fatto Quotidiano dà notizia dei problemi che assillano la signora Maria Rosaria D’Angelo: vedova con tre figli, di cui due malati, e disoccupata. Vive in un tugurio alla periferia di Napoli. Ha scritto diverse volte al premier Berlusconi, che le ha fatto rispondere che “non può occuparsi di situazioni personali”. La signora ha scritto anche al cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli: “Ha detto che può aiutarmi attraverso la preghiera”.

Originale

Ndr:
1) La Chiesa è piena di ricchezze e soldi fino al collo: non li usa certo per i poveri altrimenti non avrebbe accumulato tanto!
2) Questo mi pare un esempio lampante del fatto che le religioni monoteiste (una sola verità: la loro), anche quando e se non facessero nulla di oggettivamente negativo (ammesso e non concesso), indirettamente sono comunque un male grave in quanto: a) non risolvono realmente i problemi, b) indicano soluzioni false, devianti e ingannevoli, c) soprattutto, ritenendo di avere già la verità, non solo non la cercano, ma impediscono e contrastano anche ogni ricerca.
3) Persino le opere positive, caritative o di altro genere, quando direttamente o indirettamente non sono a fini di proselitismo, raccolgono e sono espressione di sentimenti positivi insiti nello spirito umano e, come tali, comuni a tutte le religioni e anche al mondo laico ed ateo. Non sono le religioni a portare a comportamenti virtuosi, ma la natura umana; le religioni se ne appropriano e se ne fanno belle come l’edera fa con le piante sulle quali si aggrappa… Anche su questo aspetto, quindi, le religioni sono negative in quanto falsificano la realtà e vivono, si fanno grandi, e si glorificano di virtù altrui.

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