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Cosa c’è dopo la morte?: tesi choc di un grande scienziato

Da 

La vita e la coscienza sono fondamentali per l’universo e praticamente è la coscienza stessa che crea l’universo materiale in cui viviamo e non il contrario.

Il concetto di fondo prova a spiegare come la vita non finisce quando il nostro corpo muore, ma invece può andare avanti per sempre. Tramite la nostra coscienza. L’autore di questa pubblicazione, il dottor Robert Lanza, è stato votato come il terzo miglior scienziato in vita dal New York Times, stando a quanto riportato su Spirit Science and Metaphysics. Lanza, esperto in medicina rigenerativa e direttore del Advanced Cell Technology Company negli Stati Uniti, è anche conosciuto per la sua approfondita ricerca sulle cellule staminali e per l’aver clonato diverse specie di animali in via d’estinzione. Ma da un po’ di tempo ha deciso di dedicarsi anche alla fisica, meccanica quantistica e astrofisica. Questa miscela esplosiva di conoscenze ha dato vita ad una sua nuova teoria, quella del biocentrismo.

Originale

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Il significato della vita

Hawking affronta la questione ultima: C’è un senso alla nostra vita? C’è uno scopo alla nostra esistenza? Questo era il regno della religione o filosofia – non della scienza. Ma Hawking ritiene che la filosofia è morta e che la scienza ha la chiave. Così le leggi della fisica che cosa possono dirci in merito a chi e cosa noi esseri umani siamo davvero? Abbiamo il libero arbitrio o siamo macchine biologiche complesse solo per lavorare per le leggi della natura? Da Cartesio a i più recenti progressi nel campo della fisica quantistica, Hawking esplora questo territorio affascinante col suo famoso zelo intrepido interrogando la natura sulla realtà stessa.

Non potrete mai più guardare voi stessi allo stesso modo.
Trovate altro a questo indirizzo

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Gli animali hanno una coscienza

Non è una scoperta di poco conto, verificare scientificamente che molti, moltissimi animali, non hanno solo l’istinto, che si contrappone alla ragione umana, ma hanno una vera e propria intelligenza.

Questo, da un lato, sminuisce notevolmente il reputato, stupido predominio dell’uomo sulla natura, e, dall’altro, dovrebbe introdurre una maggiore consapevolezza del diritto degli animali a non essere trattati come cose al semplice servizio dell’uomo. Con buona pace di quel Cartesio, sulla cui filosofia la nostra società si è sfortunatamente sviluppata.

La dimostrazione scientifica, del resto, segue alla sensazione empirica che molti avevano già da tempo. E magari non è che il primo passo verso quella consapevolezza che tutto il mondo, sia animale, sia vegetale ha proprietà senzienti e pensanti. Sapere che un animale che sta per essere ucciso lo capisce, o che una pianta che viene abbattuta sente avvicinarsi la morte e nello stesso tempo emette un grido di dolore che altre piante intorno sentono, dovrebbe indurre nell’uomo un po’ più di umiltà e quel rispetto nei confronti del vivente che fino ad oggi non ha avuto. Fonte

un’affermazione davvero cruciale e che fa riflettere: se gli animali hanno delle intenzioni, dei comportamenti dettati dalla coscienza e non solo dall’istinto dobbiamo rivalutare il nostro modo di porci nei loro confronti.

Tutt’ora li consideriamo degli “oggetti”, delle cose al nostro servizio: gli animali sono per noi carne da mangiare, divertimento nei circhi, giochi per bambini.

Questa Dichiarazione ci obbliga a riconsiderare il nostro atteggiamento verso tutto il mondo animale.

Non dobbiamo assolutamente considerarci superiori alle specie animali non umane: dobbiamo rispettarle e vivere con loro in modo armonioso. Ciò che accade negli allevamenti, nei macelli, nei delfinari ed in tutte le situazioni che obbligano l’animale a vivere prigioniero e non libero nel proprio habitat, è da rifiutare, denunciare ed abbandonare. Fonte

Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza

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Mi pare sempre più evidente che tutto è pervaso di “psichicità”/”percezione psichica”, quindi di una qualche forma di coscienza, anche se spesso per noi impossibile da percepire, almeno con le conoscenze ed i mezzi che abbiamo oggi. Mi sembrerebbe molto strano che in natura ci fossero salti qualitativi non riducibili agli elementi (o forze) costitutivi minimi di tutto l’Universo… Tutto il “sistema Universo” è un tutt’uno interconnesso retto ecostituito dalle stesse forze ovunque e comunque presenti ed attive.

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Un altro tassello unisce la scienza alla visione olistica

Da Visione Alchemica:

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Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse.
In questo modo si potrebbero spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.
Senza un’individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali. L’iper-comunicazione, nel nuovo millennio, significa una cosa ben diversa. I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.
Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare, da un solo individuo, ma l’impresa potrebbe riuscire alla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello e, quando molte persone si sincronizzano su di esse o quando alcuni individui (per es. dei . maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi, né d’inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare, automaticamente ed in modo naturale, l’energia del pianeta.
Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico, in grado di lavorare ad una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali, invece, richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo è dimostrato che il DNA è in grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA ed ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni, però, si possono creare dei piccoli tunnel che formano poi distinte zone di vuoto in cui, per esempio, la gravità si può trasformare in elettricità. Queste zone di vuoto sono sfere auto-radianti di gas ionizzato che contengono considerevoli quantità di energia. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. A seguito della conseguente confusione, i Russi iniziarono grandi programmi di ricerca che hanno portato alla fine ad alcune delle scoperte sopra menzionate.

Originale.

La risposta è: interiorizzazione e universalizzazione

Le isole, come dice anche la parola, sono separate dal resto della terraferma, “isolate” dal mare. Ma in profondità, le isole sono collegate al fondo della “terraferma”.

Questa mi sembra una buona immagine della realtà: in superfice o ad uno sguardo superficiale sembra divisa in innumerevoli essenze ed esistenze di ogni genere. Ma se si approfondisce ci si accorge che ogni cosa od essere forma una unica realtà.

Nell’Induismo l’intuizione fondamentale è che la realtà è Una. Il mondo, l’uomo, gli dèi, le cose che sono state, sono e saranno. Tutto questo è l’unica e medesima Realtà: “Tutto è Brahman” (Chandogya Upanisad). E quando la persona ha attinto una conoscenza illuminata, anche lei può dire: “Io sono Brahman” (Brhadaranyaka Upanisad).Il Brahman è l’”Uno, senza secondo” (Chandogya Upanisad).L’io profondo dell’uomo, l’Atman, è anch’esso identico al Brahman. “Questo Atman dentro il mio cuore è più piccolo di un grano di riso o di frumento, di un seme di senape o di un grano di miglio; e tuttavia questo Atman dentro il mio cuore è più grande della terra, più grande dello spazio atmosferico, più grande del cielo…Questo Atman dentro il mio cuore è il Brahman stesso” (Chandogya Upanisad). E per quanto riguarda l’uomo, l’Induismo ripete da secoli la frase di Uddalaka a suo figlio Svetaketu: “Tu sei Quello” (Tat tvam asi) (cfr. Chandogya Upanisad). Viene così riconosciuto che il Brahman-Atman è l’unico Assoluto, la radice e il fondamento di tutto, il Signore che regge e sostiene ogni cosa, la guida interiore e il fine di ogni vivente. In questo senso, il mondo non è creato e non ha consistenza in se stesso. Sia che esso venga concepito come Maya (illusione) presso il saggio Sankara (788-820 d.C.), o venga piuttosto descritto come il gioco di Dio, lila, presso i Visnuiti, esso è l’eterna manifestazione dell’eterno esistente, il volto fenomenico dell’Eterna Persona, la dimora mutevole del Permanente Inabitante. Quando si parla di inizio o di fine, di creazione e di distruzione, le parole si riferiscono ai processi ciclici di apparizione e di sparizione delle cose, di uscita e di rientro delle medesime nella loro eterna Origine.
Tutto ciò che appare è lo stesso Brahman, che si manifesta attraverso ogni cosa. Egli è la Realtà vera di ogni manifestazione. Solo se si considera un fenomeno a sé stante, si può parlare di inizio e di fine, di nascita e di morte; ma il fenomeno stesso è sempre stato in seno al Brahman, e sarà in lui eternamente custodito. Allora l’uomo non muore con la sua morte fisica? Non solo l’uomo non muore, ma in realtà egli non è mai nato. La risposta che Krsna dà ad Arjuna nella Bhagavad Gita è la seguente: “Non ci fu mai un tempo in cui non ero, io, tu, e questi prìncipi tutti, né ci sarà mai un tempo in cui non saremo, noi tutti, dopo questa esistenza. A quel modo che in questo corpo il sé incorporato passa attraverso l’infanzia, la giovinezza e la vecchiaia, così, alla morte, egli assume un altro corpo. Il forte non è su ciò mai perplesso” (2,13-14). In altre parole, l’io profondo di ogni uomo, la verità della sua persona, è l’Atman, ed esso è identico al Brahman. “Egli non nasce e non muore mai, né, essendo stato, v’è tempo in cui non sarà ancora. Innato, eterno, permanente, antico, egli non muore, quando muore il corpo…A quel modo che un uomo abbandona i suoi vecchi vestimenti e ne prende di nuovi, così il suo sé abitante nel corpo abbandona i suoi vecchi corpi e ne prende di nuovi”(Bhagavad Gita, 2, 21-23).  (L’Induismo in generale)

Nel pensiero della cultura e delle religioni del mondo occidentale, si crede in un “Dio” esterno, altro e trascendente rispetto alla realtà. Questa concezione è fondamentalmente e intrinsecamente dualistica e comporta, divisione, alterità, alienazione,  inconciliabilità; comporta giudice e giudicati, spirito e materia, sacro e profano, creatore e creato, bene e male, il peccato e la grazia, ecc.

In tale concezione si fa il possibile per riavvicinare il “divino” alla vita ed alla realtà con concetti come “Dio” è ovunque/vede e sa tutto/ti ama, gli angeli, i santi, ecc.” e per avvicinare il mondo umano al divino con la preghiera, la meditazione, i riti sacri, le benedizioni, le consacrazioni, ecc.

Nella concezione “immanente” tutto è Essere, tutto è “Mistero profondo”, tutto è “Sacro” che pervade e costituisce ogni esistenza, ogni nostra esistenza. Il “sacro”, il “divino”, la “vita”, la “morale”, la “sorgente”, l’”essere universale” sono in noi e noi ne siamo parte intrinseca.

Tutto è intrinseco all’essere stesso per cui non occorre rivolgersi altrove: la sorgente di vita, di senso, di “sacro”, di forza, di morale, ecc. è alle radici e nell’essenza dell’essere stesso.

Il fatto che fondamentalmente tutto sia una unica realtà comporta una radicale universalizzazione in quanto ogni parte è espressione, relazione e realizzazione del tutto.

Per questo la risposta alle domande più profonde e fondamentali della vita è: “interiorizzazione e universalizzazione” in quanto è il modo giusto di relazionarci con la sorgente del tutto e di trovare la forza, la vita ed il senso di tutto.

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Il significato della vita e dell’universo (da un bambino di 9 anni!)

Da Yung:

E così immerso tra i suoi sconfinati pensieri il piccolo protagonista di questo filmato si lascia andare ad una interessante e ipnotica riflessione sul senso della vita, il libero arbitrio, gli universi alternativi, e le forme di vita aliene.

“Gli esseri umani cercano di capire cosa c’è lassù perché sono consapevoli di essere solo una piccola parte dell’infinito – racconta alle telecamere osservando l’andamento di una formica – Sono tante e diverse le forme di vita che  esistono nell’organizzazione dell’universo, alcune sono invisibili, altre non sono state ancora scoperte, altre vivono in posti dove non possiamo andare”

Considerazioni che sfiorano la metafisica e trascendono la religione “Il significato della vita sta in ciò che crei, in quello che tu vuoi essere.  Nessuno può dirti chi sarai o cosa farai. Sei tu ad avere il controllo di te stesso. Il destino vuole solo dirti qualcosa, indicarti un’opzione, qualcosa che tu però puoi cambiare perché il destino non è incontrollabile”.

Originale

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Cantico delle creature

Ndr:

San Francesco di Assisi scosse la cultura del suo tempo abbracciando la povertà completa e imponendola ai suoi seguaci. Francesco era mosso dal desiderio di seguire l’esempio di Gesù nato e vissuto nella povertà («Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo» (Matteo 8:20)) e il Vangelo alla lettera: “Non portate borsa, né tasca, né scarpe…”(Luca 10:4). Credo che, più o meno coscientemente, Francesco fosse mosso anche da un certo grado di spirito olistico come mi pare testimoniato nel CANTICO DELLE CREATURE che, pur con lievi modifiche relative alla sua fede, che non condivido, potremmo benissimo adottare anche per noi.

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Language Of The Heart

Salute Globale – ReteOlistica

Salute Globale:

Il nostro corpo è il luogo sacro in cui tutte le interdipendenze sono narrate e leggibili, naturalmente  con la giusta preparazione.

la salute del nostro pianeta, del nostro ambiente, del nostro corpo, della nostra mente, del nostro spirito, dei nostri sogni, della qualità delle  nostre relazioni affetive e sociali  sono tutte collegate ed interdipendenti.

Spesso per far guarire un individuo bisogna curare i suoi valori errati, le sue convinzioni sbagliate, la sua noia, i suoi obiettivi fiacchi, inesistenti o negativi, i suoi affetti patologici, il suo ambiente di vita e di lavoro, il suo modo di essere e di vivere.

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Nella medicina olistica è importante intervenire, a livello preventivo, diagnostico e curativo sulle diverse componenti dell’essere umano e sui  diversi livelli ambientali.

All’interno di questa impostazione  olistica si capisce chiaramente che il medico deve nesessariamente essere aperto ad ogni ramo del sapere, al fine di poter comprendere le interdipendenze e le interazioni fra le attività umane, l’ambiente e la salute.

L’ambiente, infatti,  penetra dentro di noi non solo con le bevande, con i cibi e con l’aria, ma anche con i suoni, i colori, i profumi, gli affetti, le parole e diventa parte di noi.

Anche l’ambiente immateriale, quindi, penetra in noi, si trasforma e diventa parte di noi.

Ad esempio le parole, oltre a cambiare il nostro cervello, cambiano il nostro corpo e ne lasciano traccia. Parimenti le emozioni, i sentimenti, gli stati d’animo prendono forma diversa nei diversi organi ed ogni cellula del nostro corpo ne risente.

Ogni organo, ogni cellula ed ogni punto del nostro corpo sa che esiste quella specifica emozione, quel particolare sentimento o stato d’animo e se ne ricorda.

Sogni, obiettivi, pensieri, immagini, emozioni, sentimenti e stati d’animo positivi diventano inevitabilmente  messaggi biochimici, elettrochimici ed elettromagnetici  corroboranti per ogni cellula del nostro corpo.

Viceversa, una tachicardia, un’extrasistole, un’ipertensione arteriosa, una colite spastica, una cefalea, un’emicrania, un mal di schiena, un dolore addominale etc. possono essere le tracce di emozioni, di sentimenti, di stati d’animo negativi che non siamo stati capaci di prevenire o di usare in modo produttivo.

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Olismo: la teoria dell’ordine implicato di david Bohom

  Amedeo Gaetani:

Krishnamurti sostiene che ognuna delle nostre coscienze individuali è una manifestazione dell’intera coscienza umana, con tutta la sua storia, le sue percezioni e interazioni con la natura. Quindi l’osservatore è la cosa osservata.

A metà degli anni ’60, in parte come risultato della sua associazione con Krishnamurti, Bohm ha cominciato a sviluppare la sua teoria dell’ordine implicato della totalità. Bohm qualche volta usa la metafora dell’ologramma per spiegare la sua teoria. Un ologramma è un’immagine fotografica prodotta da una luce laser. L’immagine viene immagazzinata su una lastra fotografica e poi ricreata illuminando con un laser la lastra per creare un’immagine tridimensionale. Curiosamente, se illuminiamo col laser una piccola parte tagliata via dalla lastra fotografica originaria, l’immagine che compare è ancora l’intera immagine anche se con qualche dettaglio in meno. In altre parole, ogni parte ha implicitamente trattenuto l’informazione del tutto. Gli ologrammi, tuttavia, sono delle immagini statiche e non catturano quel movimento dinamico che Bohm vede come basilare per l’ordine implicato complessivo dell’universo, dove ogni ‘parte’ del flusso porta con sé un’immagine implicita del tutto che è in continuo dispiegamento.

La coscienza implicata del Tutto

Una delle più strabilianti applicazioni dell’ordine implicato è la nuova comprensione della relazione tra mente e materia. Gli scienziati sono arrivati a credere che la coscienza umana sia il risultato di una lunga evoluzione in cui gli atomi semplici si sono raggruppati tra di loro in forme sempre più complesse, dalla singola cellula ai rettili, dalle scimmie all’Homo sapiens.

La teoria dell’ordine implicato dice, tuttavia, che la coscienza non è solo una proprietà degli animali superiori. La coscienza è intessuta implicitamente in tutta la materia e la materia è intessuta nella coscienza.

Nell’universo bohmiano materia e significato si influenzano continuamente a vicenda, come a livello individuale lo stato della mente può influenzare il corpo e lo stato del corpo può influenzare lo stato della mente.

Riguardo ai problemi sociali Bohm vede il mondo come un luogo pieno di problemi, lacerato da divisioni e conflitti tra gruppi e individui, tra l’uomo e la natura, e pensa che molti di questi problemi potrebbero essere risolti se ci focalizzassimo sulla totalità invece che dare un valore supremo alle parole. Lo scienziato crede che si potrebbe attuare un drammatico cambiamento della società se anche solo pochi individui fossero capaci di realizzare questo spostamento di ottica, perché, secondo la sua teoria, 1a coscienza è già interconnessa con tutte le altre coscienze.

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Spunti di riflessione e di dibattito per un possibile SENSO DELLA VITA

Da una prima cellula fecondata si sviluppa un individuo. Insieme alla crescita fisica, attraverso le sofferenze, le gioie, le delusioni, gli errori e gli esempi delle vita dei nostri conoscenti si formano man mano la conoscenza e la coscienza. Le esperienze, incidono sulla formazione psicologica in proporzione alla loro profondità. Per questo le grandi sofferenze e le grandi gioie sono estremamente importanti per la crescita psichica di ogni individuo. Le vicissitudini della vita scolpiscono nostro essere e lo modellano. Questo processo può raggiungere risultati migliori se compreso e assecondato. Se qualcuno crescesse senza incontrare alcun problema, anche se fisicamente adulto, psichicamente sarebbe puerile.
In Esistenza, analisi, coscienza, conoscenza abbiamo visto come l’”Essere Universale” si “propone” e “sottopone” all’analisi di se stesso e dei principi attraverso la puntualizzazione della specializzazione, il gioco, la proposizione e la contrapposizione delle parti e dei ruoli degli “esseri viventi”. Come in un grande puzzle tutti i pezzi concorrono a formare l’insieme. Tutti i vissuti accumulano coscienza e conoscenza universale.
In questa prospettiva tutto sembra avere importanza e un suo senso: sia le esperienze gioiose e soddisfacenti che le peggiori sofferenze; sia le scelte “spirituali” e mistiche, sia le più comuni, banali, ludiche o edonistiche; sia gli abissi dell’odio, che le sublimi vette dell’amore… Persino aberrazioni come i campi di sterminio hanno posto nella costruzione e formazione della coscienza e della conoscenza e, conseguentemente, per l’individuazione di principi e fondamenti morali universali.
Sulla superfice terrestre non ci sarebbero vallate, strapiombi, burroni, abissi e panorami stupendi se non ci fossero le colline e le montagne: tutto concorre a formare l’incanto del nostro pianeta.
Le religioni hanno cercato e cercano di offrire un senso alla sofferenza e al male ricorrendo, in vari modi, a conseguenze di fantomatiche colpe dei singoli o del genere umano e/o a forze negative in contrasto con le forze positive in un dualismo profondo, che accompagna ogni aspetto della vita, difficile da gestire senza ricorrere a paradossi logici insanabili.
Il pensiero filosofico registra le incongruenze delle religioni su questi aspetti, ma non sembra che abbia trovato delle risposte ai problemi posti dalla sofferenza e dal “male”.
La presente proposta avrebbe il merito di prospettare nuove strade in grado di offrire risposte più soddisfacenti e logiche.
L’evoluzione che constatiamo in natura e nello sviluppo fisico e psichico delle persone, sarebbe più profonda e radicalmente più significativa nell’ambito psichico del Panpsichismo e, attraverso e dopo le esperienze, liete, positive o spesso traumatiche, porterebbe al conseguimento della coscienza e conoscenza sempre più generale e profonda fino al superamento delle sofferenze e delle negatività.
Per  Fichte dialettico è lo sviluppo dell’Io che procede attraverso tre momenti: uno positivo (tesi), uno negativo di opposizione (antitesi), e uno di conciliazione degli opposti tramite limitazione (sintesi). Possiamo ricorrere a una semplificazione simile per descrivere l’Essere nella sua evoluzione logica: a) esistenza, b) analisi, esperienza, coscienza e conoscenza, c) essere cosciente e conoscente.
Ovviamente il tempo, la successione e la molteplicità degli aspetti e dei momenti dello sviluppo e la generale distinzione e pluralità della “realtà” sarebbero solo dovute alla limitatezza del nostro punto di osservazione incapace di cogliere contemporaneamente e globalmente la complessità, profondità e unitarietà della realtà dell’Essere.

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