Dio non creò la terra, errata traduzione

Da PuntoFranco:

Pochi giorni fa l’ANSA ha ripreso una notizia apparsa sul sito del britannico Daily Telegraph riguardante un’argomento che sotto l’aspetto teologico non è certo di marginale importanza. Non credo  esista una sola testata giornalistica, televisiva o cartacea, che non  riceve i “lanci”  messi in rete dall’agenzia  ANSA, ma credo che difficilmente questa notizia troverà spazio sui principali mezzi d’informazione. Almeno in Italia.

Ellen van Wolde, 54 anni, rispettata scrittrice e studiosa dell’Antico Testamento afferma che nella Bibbia da nessuna parte c’è scritto che Dio creò la terra. Dopo un’attento studio del testo originale scritto in ebraico è arrivata alla conclusione che la Genesi è stata per millenni tradotta malamente e pertanto la frase “in principio Dio creò il cielo e la terra” sarebbe errata. Attraverso l’analisi di altri testi scritti nell’antica Babilonia e la revisione della Bibbia calata nel suo contesto, la studiosa si è accorta che il verbo ‘bara’, presente nell’incipit della Genesi, non significa ‘creare’ ma ’separare’ nello spazio. Ecco allora che la frase significherebbe in realtà “Dio separò il cielo e la terra”. Dio pertanto non avrebbe creato la terra dal nulla, così come vuole la tradizione giudaico-cristiana e la teoria creazionista, ma sarebbe intervenuto separando la terra e il cielo in un corpo che già esisteva.

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Il papa: “Dio è gratis, la scienza costa, le analisi empiriche prescindono da Dio”

Da UAAR:

Il papa ha anche attaccato le analisi empiriche, perché “non indicano i veri problemi, perché non li collocano alla luce di Dio. Se non vediamo che alla radice vi è il Mistero di Dio, le cose del mondo vanno male perché la relazione con Dio non è ordinata. E se la prima relazione, quella fondante, non è corretta, tutte le altre relazioni con quanto vi può essere di bene, fondamentalmente non funzionano. Perciò tutte le nostre analisi del mondo sono insufficienti se non andiamo fino a questo punto, se non consideriamo il mondo nella luce di Dio, se non scopriamo che alla radice delle ingiustizie, della corruzione, sta un cuore non retto, sta una chiusura verso Dio e, pertanto, una falsificazione della relazione essenziale che è il fondamento di tutte e altre”.

Originale

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Da quando, dopo che Teodosio stabilì la religione cattolica come unica religione dello stato, proprio perchè la chiesa applicò o fece applicare i principi sottolineati dal papa,  si passò dalla cultura, scienza e civiltà classica all’oscurantismo più profondo, alla violazione dei più elemetari diritti umani, all’asservimento umano, psicologico e spirituale…..fino agli orrori della “santa inquisizione”.

Al riguardo consiglierei di leggere il libro (Uscire dal gregge – Raffaele Carcano, Adele Orioli. Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi. Roma, Luca Sossella Editore.

Ipazia, storia della prima scienziata vittima del fondamentalismo religioso

Da MicroMega:

Ipazia era nata ad Alessandria d’Egitto intorno al 370 d.C., figlia del matematico Teone. Fu barbaramente assassinata nel marzo del 415, vittima del fondamentalismo religioso che vedeva in lei una nemica del cristianesimo…

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L’assassinio di Ipazia è stato un altro atroce episodio di quel ripudio della cultura e della scienza che aveva causato molto tempo prima della sua nascita, nel III secolo dopo Cristo, la distruzione della straordinaria biblioteca alessandrina, che si dice contenesse qualcosa come 500.000 volumi, bruciata dai soldati romani e poi, successivamente, il saccheggio della biblioteca di Serapide.

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Ipazia rappresenta il simbolo dell’amore per la verità, per la ragione, per la scienza che aveva fatto grande la civiltà ellenica. Con il suo sacrificio comincia quel lungo periodo oscuro in cui il fondamentalismo religioso tenta di soffocare la ragione.Tanti altri martiri sono stati orrendamente torturati e uccisi. Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno fu mandato al rogo per eresia, lui che scriveva: «Esistono innumerevoli soli; innumerevoli terre ruotano attorno a questi, similmente a come i sette pianeti ruotano attorno al nostro Sole. Questi mondi sono abitati da esseri viventi». Galileo, convinto sostenitore della teoria copernicana, indirettamente provata dalla sua scoperta dei quattro maggiori satelliti di Giove, fu costretto ad abiurare.

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Ci è stato insegnato che la fine della cultura classica e del generale oscurantismo medioevale sia stata causata dalle invasioni barbariche e che il Cristianesimo abbia portato civiltà, cultura e morale….
Ad un esame più attento e non condizionato dalla interpretazione e dalla narrazione cristiana della storia risulta una realtà radicalmente diversa.
-Anzitutto l’impero romano d’oriente pur non essendo stato mai conquistato dai barbari ha seguito lo stesso “imbarbarimento” dell’impero d’occidente…..
-Il pensiero unico Cristiano ha distrutto la pluralità e la vitalità culturale del mondo greco-romano…
-Il disprezzo e la diffamazione delle “scienze umane” ha portato all’analfabetismo scientifico generale di molti secoli.
-Il grandioso sistema di viabilità e comunicazioni dei romani viene abbandonato all’incuria e al degrado.
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-Soprattutto, il famoso diritto romano si trasforma in violazione di ogni diritto personale di libertà e di dignità….
Per approfondire può aiutare il libro (Uscire dal gregge – Raffaele Carcano, Adele Orioli. Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi. Roma, Luca Sossella Editore.
Sentiamo spesso il richiamo alle “radici cristiane dell’Europa” come qualcosa di meraviglioso….
Dobbiamo riconoscere tali radici, ma con una valenza inversa: purtroppo abbiamo radici culturali cristiane…..

Gesù e i suoi fratelli

Da “La verità sulla religione cristiana“:

Secondo i cattolici l’idea che Gesù avesse dei fratelli è assolutamente inconcepibile, la verginità perpetua di Maria è un fondamento del credo cristiano e non può essere attaccato, nè discusso.

Secondo i cattolici quando si parla di fratelli si intende cugini o parenti in generale, la spiegazione viene data su basi linguistiche, l’antico testamento è scritto in ebraico e aramaico e in queste lingue esiste un solo termine per indicare fratelli, cugini e parenti. La spiegazione ovviamente non regge in quanto in tutto l’antico testamento vengono spiegate benissimo le varie parentele utilizzando termini quali “figlio de figlio”, “figlio dello zio” etc. Inoltre con questa affermazione ci si dà la zappa sui piedi perchè il nuovo testamento è stato scritto in greco comune, dove i termini sono ben distinti e conosciuti, ad esempio fratello si dice adelfòs, cugino è anepsiòs e parente è sunghenès.

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Nel vangelo di Matteo abbiamo un taglio abbastanza clamoroso, la frase che leggiamo adesso è:”…la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesu”, ma riprendendo la versione corretta in greco la frase originale risulta essere:”E non la conobbe finchè ella non ebbe partorito il suo figlio primogenito, e gli dette nome Gesù”.

Ecco altre testimonianze in cui si parla dei fratelli di Gesù:

- “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” (Marco 6, 3).

- “Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi?” (Matteo 13, 55).- “Dopo questo fatto, discese a Cafàrnao insieme con sua madre, i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.” (Giovanni 2,12).
- “Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; i suoi fratelli gli dissero: “Parti di qui e và nella Giudea perchè anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai…” (Giovanni 7, 2).
- “Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui” (At 1, 14).
- “Solo tre anni dopo andai a Gerusalemme per conoscere Pietro e non vidi nessuno degli altri apostoli, ad eccezione di Giacomo, il fratello del Signore…” (Gal 1, 18-19).

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-La Chiesa, per difendere la propria dottrina, suppone che i testi in greco siano traduzioni di precedenti scritti o racconti in lingua semitica nei quali la parola “fratello” può avere anche il significato di “cugino” o altra parentela. Ma, in tal caso, non si dovrebbe concludere che i traduttori, coscientemente o meno, abbiano fatto una modifica sostanziale al racconto? e che, pertanto, la “rivelazione ispirata direttamente da Dio” contenga travisamenti di concetti tanto significativi e gravi e che sia essa stessa fonte di sostanziali travisamenti dottrinali? E, se risultasse un tale errore in un caso del genere, cosa potrebbe assicurare che non valga altrettanto per altri passi…?

“Naturalmente” la Chiesa sostiene di essere stata costituita da Dio come la sola depositaria della interpretazione autentica delle scritture, per cui può far dire ai testi quello che vuole!!!

-Molto strano che un Dio tanto grande abbia bisogno di intermediari e interpreti umani per parlare agli uomini!!!…. E, esaminando la storia, quali “degni” interpreti!!!

La religione di un popolo è scelta dal suo re

Da Uscire dal gregge:

Se proviamo a indagare sugli eventi da cui sono scaturiti gli orientamenti religiosi predominanti nei dieci stati più popolosi del pianeta, possiamo rilevare come in ben cinque casi la “nuova” religione è stata introdotta da invasori (India, Usa, Brasile, Paki­stan, Bangladesh); in quattro casi abbiamo a che fare con scelte compiute da regnanti (Indonesia, Russia, Giappone) o governan­ti (Cina); il decimo paese, la Nigeria, l’unico dei dieci diviso a metà tra due religioni, è anche l’unico a presentare entrambe le caratteristiche, la conversione dei regnanti (all’islam) e la religio­ne portata dall’esterno (il cristianesimo).

Lo Stato indiano e quello pakistano, nacquero nel 1947 in seguito alla divisione dei possedimenti inglesi nel subcontinente: e la divisione avvenne proprio su base religiosa, i territori a maggioranza induista all’In­dia, quelli a maggioranza islamica al Pakistan.

Se il cristianesimo è la religione più seguita del pianeta, la Chiesa cattolica è la confessione cristiana più numerosa: ebbene, anch’essa non sfugge all’origine “politica” della propria diffusio­ne. Se si ripete lo stesso esame storico-statistico, circoscrivendolo ai dieci paesi in cui vive il maggior numero di cattolici, si scopre che in cinque casi l’evento originario del passaggio al cattolicesi­mo è legato al colonialismo (Brasile, Messico, Filippine, Argenti­na, Congo); in tre casi a scelte di regnanti (Francia, Italia e Polo­nia); in un caso a ondate migratorie successive (Usa) e infine, nel caso spagnolo, alla scelta di alcuni regnanti a cui segui, dopo una plurisecolare dominazione islamica, una prolungata e vin­cente iniziativa bellica (la Reconquista).

Anche il caso italiano è emblematico, perché i regnanti che hanno contribuito a costruire l’attuale collocazione religiosa della penisola… sono stati tanti: l’imperatore Costantino …. cominciò a spalleg­giarlo dopo la battaglia di Ponte Milvio del 3121; Gioviano, eletto imperatore nel 363, dopo il tentativo di Giuliano di reintrodurre la religione tradizionale; l’imperatore Teodosio, che nella battaglia del Frigido del 394 batté l’usurpatore Eugenio, sostenuto da paga­ni ed eretici; Narsete, vincitore della guerra gotica (535-553) con­tro gli ostrogoti ariani; e infine il longobardo Ariperto, che succe­dette all’ultimo sovrano ariano, Rodoaldo, assassinato nel 653…. I Normanni… che nell’XI secolo fecero sgombrare i musul­mani dalla Sicilia e le truppe dell’impero bizantino … dalla Calabria e dalla Puglia.” (Uscire dal gregge – Raffaele Carcano, Adele Orioli. Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi. Roma, Luca Sossella Editore- pp. 17-18)

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