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The Colonial Funk “You got the feeling”

Sofia Keller in “Buio a Mezzogiorno” (darkness at noon)

I’m your Lady (Celine Dion)

https://www.youtube.com/watch?v=4sag2z3PzaU

Suggerimento:

Provare a chiudere gli occhi, a dimenticare tutto, passato, presente e futuro: c’è solo la musica; lasciarsi invadere profondamente e completamente dalla musica, non con sforzi di volontà ma facendo sciogliere tutto come neve al sole (può aiutare dire alla propria mente che continua a chiaccierarci dentro: in questo momento ho di meglio da fare…); provare ad agganciare la mente ed il cuore alla musica.

ABBA – Fernando

Il Suono Misterioso dell’Arpa Eolia

Si dice che l’Arcivescovo Dunstan di Canterbury, vissuto nel Decimo Secolo, sia stato sospettato di stregoneria per aver condotto esperimenti con corde fatte risuonare dal vento. E c’è una leggenda ebraica che racconta che la lira di re David, sospesa la notte a capo del letto, sonava al vento del nord. Non è facile descrivere a parole il timbro dell’arpa eolia. Il suono soprannaturale, divino degli accordi, che mutano, crescono e svaniscono insieme con il vento senza alcun esecutore o congegno meccanico, concorsero a creare quell’alone di romanticismo e di mistero che caratterizzano l’arpa eolia. In questo strumento le corde sono generalmente accordate sulla medesima nota, ma differiscono invece per grossezza e perciò per elasticità, cosicché quando vengono messe in vibrazione dal vento esse producono vari armonici. Le arpe eolie furono in grande favore tra il 1780 e il 1860 (cioè in epoca romantica) nei parchi, sui tetti, sulle rovine di castelli medievali, specialmente in Germania e in Inghilterra. Ma in Inghilterra questo suono “immateriale” era stato apprezzato molto prima del periodo romantico. Le parole più belle sull’arpa eolia ebbe a scriverle James Thompson (1700 – 1748) nel suo poema Castle of Indolence.

Una musica ancora non udita

lenì allora l’animo pensoso e malinconico

…ne trasse i suoni il dio dei venti di profondo incanto

ed è infatti il suo nome arpa eolia.

Ahimè! Quale mano mai toccherà le corde con tanta dolcezza?

Che arie divine così solenni, e così dolci e tristi

faccia librare sugli alti suoni

per farle scendere poi giù dentro l’anima?

 Per avere una vaga idea della magia del suono dell’arpa eolia, guardate adesso questo breve filmato.

http://www.youtube.com/watch?v=qESQa8UHCTw&feature=related