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La pianta ed il bambino – 1a Parte

Da dal ricordo di una storia ascoltata molti anni fa :

Un bambino ed una piccola pianta erano grandi amici.
Il bambino giocava spesso con la pianta salendo sui rami, e dondolandosi in tutti i modi. La pianta curvava i rami per accoglierlo ed abbracciarlo teneramente tra le proprie foglie.
Crescevano tutti e due spensierati e contenti.
Ma un giorno il bambino si presentò tutto triste a dare addio alla pianta. “Devo andare a scuola in un collegio lontano; per lungo tempo non potrò più venire a trovarti ed a giocare con te” disse, e si lasciarono con il pianto nel cuore.
Passò molto tempo.
Un giorno il bambino tornò dalla pianta. Questa agitò le proprie fronde di gioia e lo salutò calorosamente. Il bambino era cresciuto e si mostrava un poco distaccato tanto che quando gli capitò di rompere qualche rametto per fare una sua capriola, non si curò neppure di chiedere scusa.
Ma la pianta era troppo contenta di aver ritrovato l’amico per dar peso a simili sciocchezze.
Dopo qualche tempo, di nuovo il bambino disse addio alla pianta.
Passarono anni ed il bambino non tornava.
Finalmente un giorno la pianta lo vide venire da lontano e ne fu tanto felice. Si era fatto grande e robusto; era diventato un giovanotto.
Arrivò ai piedi della pianta e le disse: “Ormai non sono più un bambino per giocare ancora con te, anzi, mi devi scusare, ma mi servono i tuoi rami per fare uno steccato per il mio giardino”.
“Prendili pure, non c’è problema”, disse la pianta.
Passò ancora del tempo.
Il giovane era diventato uomo. Ricordatosi un giorno della pianta pensò che i suoi rami ed il suo tronco alto e robusto sarebbero stati ben pagati.
Prese l’accetta e la sega e, andò per abbatterla.
Giunto ai piedi della pianta, vide che era cresciuta molto ed era diventata imponente. Se ne rallegrò in cuor suo perché ci avrebbe ricavato tanto ottimo legname. Si mise subito al lavoro.
In poco tempo della pianta maestosa non rimase altro che un povero ceppo.
Passarono molti, molti anni.
Un giorno un anziano curvo si trascina lungo il sentiero. Si ferma e si siede esausto su un vecchio ceppo. È proprio demoralizzato: La vita gli sta sfuggendo e sente di non aver fatto praticamente nulla di degno e di importante che possa dare un senso al suo pur lungo e duro cammino. Si ritrova vecchio e stanco senza nulla in mano. È veramente triste.
Ricorda tanti fatti della sua esistenza, ma non trova sollievo.
Gli ritorna in mente la sua fanciullezza spensierata e sente di aver sprecato la vita.
Con i ricordi della fanciullezza, improvvisamente ricorda la pianta, l’amica di tanti giochi … Capisce di essere stato cieco, egoista, ingiusto, di aver perso un carissimo amico per tanto poco. Sente un profondo rimorso. Vorrebbe chiedere perdono, ma ormai è troppo tardi…. Il suo è stato proprio un fallimento completo poiché non ha saputo conservare l’unica cosa importante della sua vita: la grande amicizia con quella povera pianta. Si sente spezzare il cuore.

A breve seguirà una seconda parte.

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Nulla o Tutto?

Mi convinco sempre più che le risposte vadano cercate nel microcosmo ove si trovano i mattoni costitutivi e sufficienti alla realizzazione dell’intero Universo.
Ovviamente ritengo che l’uomo sia parte delle complessificazioni, diversificazioni e specializzazioni, realizzate a partire dagli elementi minimi e di esse, e solo di esse, sia formato.

Sappiamo che l’energia elettrica sia originata a livello elettronico e, forse, anche più oltre nelle particelle che determinano il comportamento degli elettroni.

Sostengo quindi, sempre più convintamente che la piramide, in cima alla quale ci siamo auto proclamati essere di diritto, vada rovesciata, ponendo in cima ad essa gli elementi costitutivi minimi della materia.
A noi, cresciuti in una cultura megalogalatticamente egocentrica, sembra assurdo e risibile, ma credo che, in un modo o in un altro, dovremo ricrederci.
Per stimolare a riflessioni ed approfondimenti in questo senso, ripropongo una delle conferenze di Stefano Mancuso.
So già di attirare le critiche e lo scherno di molti “materialisti” e constato che abbiamo due modi di guardare opposti: chi pensa e sostiene che “la fuori” o “lì dentro”, intrinsecamente alla “materia” ci sia il nulla e chi il tutto.
Il Tutto che non conosciamo possiamo chiamarlo l’Ignoto.

L’organizzazione vista dalle piante – Stefano Mancuso

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Ipotesi della Genesi e Dinamiche del Male

Il sistema binario ha la capacità strabiliante di funzionare utilizzando sia l’essere che il non essere. Infatti, nella combinazione di “acceso”/“spento” si “appoggia” al non essere per valorizzare e sviluppare le potenzialità dell’essere.

Il sistema binario consente ai computer di svolgere ogni genere di operazioni e di sviluppare innumerevoli meraviglie delle più varie e complesse.
La scienza degli ultimi secoli ci ha dimostrato come la materia che ci sembra compatta e solida, in realtà sia “piena” di spazio vuoto dove le particelle sfuggenti e minuscole si muovono nel “nulla” quasi completo.
Lo stesso troviamo nel macrocosmo ove i corpi celesti sono come isolati nel grande vuoto cosmico.

L’impresa di utilizzare ed avvalersi persino del nulla per maggiore possibilità di sviluppo ha dell’incredibile ed è di portata e valore incalcolabile. Questo processo introduce, sviluppa ed articola anche l’imperfezione all’interno del processo di sviluppo, evoluzione e complessificazione della realtà.

L’imperfezione nella realtà consente anche l’origine, lo sviluppo e la strutturazione del male nelle forme e nei modi più diversi, accompagna e viene fatta interagire con la realtà nelle sue forme e dinamiche.

Generalmente, quando parliamo di “male” includiamo il dolore che, però, non dovrebbe essere considerato un male ma una spia ed un richiamo a problemi fisici o morali.

A questo punto possiamo avanzare l’ipotesi che il male nasca da una carenza originata sul e dal non essere composto e combinato con l’essere.

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Sui sentieri verso l’Ignoto

La scienza e la tecnologia di oggi ci consentono di ricavare alcuni spunti per tentare di elaborare una Spiritualità Razionale più adeguata alle conoscenze odierne e più fondata nei contenuti.

Alcuni aspetti comuni della nostra vita quotidiana, specialmente le reti di distribuzione elettriche, idriche, telefoniche, Internet, ecc., ci forniscono esempi significativi ed illuminanti.

I nostri apparecchi di recezione captano segnali di ogni genere che vengono decodificati in comunicazioni, suoni, immagini, ecc. Captiamo i segnali in base al tipo di emissione e alle caratteristiche dei mezzi di recezione. Un televisore può essere in grado di captare solo in bianco e nero, a colori, stereo, in hd, ecc. Ovviamente, il segnale di origine comprende almeno tutte le caratteristiche possibili in recezione.
Altrettanto vale per le altre reti di comunicazione e di distribuzione: le fonti sono più complete sia qualitativamente che quantitativamente.

Anche l’energia che si esprime nella materia è minima e limitata ai livelli che caratterizzano la nostra esperienza comune come “utilizzatori finali” (piante, animali ed umani) tanto che le temperature alle quali è possibile la nostra forma di vita sono a poche centinaia di gradi al di sopra dello zero assoluto che è a -273,16°C. mentre le temperature possono salire enormemente fino parecchi miliardi di gradi all’interno delle stelle ed altre realtà cosmiche.

L’utilizzo dell’energia atomica ci ha mostrato quanto questa sia enormemente superiore alle forme di energia note prima dell’era atomica. Più si va verso le forme elementari di materia, più grande e complessa è l’energia coinvolta.

Sembrerebbe alquanto strano che, per quanto riguarda la vita o la percezione psichica o la coscienza, si verificasse l’opposto!
Anche se non sappiamo che rapporto ci sia tra l’energia e l’energia vitale psichica, possiamo ipotizzare ragionevolmente che i due aspetti, o coincidano o siano strettamente legati.
Così, anche se ci sembra strano e persino improponibile al “buon senso”, possiamo e dobbiamo riconoscere possibile e ragionevole ipotizzare i nostri livelli di vita e percezione psichica ai limiti minimi della “Psiche Cosmica” (una specie di “massimo del minimo”), mentre la pienezza e completezza sarebbero nelle massime forme di energia.

Come logico corollario dovremmo considerare la “Psiche Cosmica” autocosciente e “personale”.

In ogni caso però, non dobbiamo dimenticare che “siamo sui sentieri verso l’Ignoto”.

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Spiritualità Razionale

Per Spiritualità Razionale intendiamo una spiritualità «umana» o, più semplicemente, una Filosofia Di Vita fondata sulle conoscenze umane attuali.

Quindi una spiritualità basata sullo spirito, sulla scienza e sulla ragione umana.

La ragione non può e non deve limitare il campo di percezione ed indagine dello spirito libero ed incondizionato,

ma può e deve stabilire, più chiaramente e nettamente possibile, quello che è dimostrato o dimostrabile da quello che invece è ipotesi o convinzione personale non supportato da prove adeguate e convincenti.

Filosofie di vita oggi

Probabilmente si può dire che chiunque non segua totalmente e ciecamente una religione, si formi una propria filosofia di vita.

Sono tantissime e molto differenti tra loro le convinzioni personali e gli stili di vita conseguenti.

E’ vitale condividere più possibile le proprie convinzioni ed esperienze spirituali
a) perché si può migliorare di molto l’analisi,
b) si possono correggere distorsioni o visioni parziali o condizionate,
c) perché come specie umana siamo anche animali di branco che hanno bisogno di condividere e vivere insieme gli aspetti importanti della vita
d) tecniche di rilassamento, di interiorizzazione e di meditazione di gruppo sono di grande importanza sia per i singoli che per la società

Biocentrismo

Da

La chiave è il biocentrismo

Lanza propone una nuova disciplina, il biocentrismo, in cui la biologia ha un ruolo essenziale dal momento che secondo questo scienziato, è la nostra stessa coscienza che crea l’universo e non il contrario. Lanza spiega attentamente questa teoria in un libro che ho appena iniziato a leggere la settimana scorsa (in inglese): “Biocentrismo”.

Secondo questa teoria, non sarebbero stati i fenomeni fisici a creare la realtà ma la vita stessa. Questo suggerisce che la coscienza determinerebbe l’esistenza degli oggetti nell’universo e anche molti fenomeni che diamo per scontati, come lo spazio e il tempo.

Pertanto, quando accettiamo che lo spazio e il tempo siano sono solo strumenti della nostra mente che usiamo per orientarci, la morte diventa priva di significato perché non è un punto di arrivo, non è un fine a se stesso. Il problema consiste nel fatto che ci è stata trasmessa l’idea che la morte è associata al corpo fisico e questo, prima o poi muore. Tuttavia, la nostra coscienza è molto di più che semplici proteine e acidi nucleici.

Originale

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Spiritualità e realtà ; una visione umanistica e scientifica del mondo

Dal sito Bocconi, un aticolo interessante  di Marcello Costa che sottoponiamo alla riflessione:

….

Non intendo definire qui la spiritualità in modo troppo rigoroso, ma indicherò, con questo termine un po’ generico, tutte quelle attività umane che ci spingono ad andare oltre l’esperienza immediata del qui ed ora. Questa semplice definizione comprende il mondo dei sentimenti interiori, delle idee, dell’immaginazione e delle credenze. Parte di queste attività spirituali comprende le visioni del mondo sia personali che collettive, fra cui vi sono i miti, le religioni e anche la scienza stessa.

Queste attività spirituali, del tutte umane, rappresentano il tentativo di dare un senso in tre aspetti dell’esistenza umana. Dare senso:

1. al mondo attorno a noi,

2. ai nostri rapporti con altri esseri umani e

3. alla nostra stessa esistenza individuale.

Originale

 

Ipnosi regressiva

Da Wikipedia:

L’ipnosi regressiva è una metodologia non scientifica utilizzata da alcuni psicoterapeuti che, secondo i suoi sostenitori, sarebbe in grado di fare affiorare durante la trancericordi rimossi di eventi traumatici che influenzerebbero la vita presente di un soggetto provocando pertanto in lui problemi di ordine psicologico.

Secondo tale ipotesi il termine “regressiva” indicherebbe proprio l’intenzione di stimolare nel soggetto in trance la capacità di ricordare esperienze rimosse dal conscio facendo, per l’appunto, “regredire” lo stesso soggetto nello stato ipnotico capace di indurlo a recuperare suoi ricordi rimossi di eventi passati e, grazie a questo recupero, di eliminare i suoi problemi psicologici conseguentemente.

L’ipnosi regressiva è considerata dalla maggior parte dei medici e più in generale dalla comunità scientifica una procedura metodologica pseudoscientifica che crea dei falsi ricordi:[1] la fonte dei ricordi, presentati come frutto di vite passate, è costituita da racconti creati dal subconscio sotto l’influenza delle informazioni e dei suggerimenti forniti dal terapeuta.[2][3][4][5][6][7][8] I ricordi creati sotto ipnosi non sarebbero inoltre distinguibili dai reali ricordi e potrebbero apparire più vivi di quelli reali.[3]

Originale

NDR:

Suggestione o realtà?

Che ne pensate?

Gli scienziati scoprono che l’anima è in grado di lasciare il corpo

Da C.M.I.:

Un gruppo di scienziati olandesi ha eseguito una ricerca su 70 persone che in precedenza erano state dichiarate clinicamente morte, scoprendo che l’anima delle persone era riuscita a vedere cosa accadeva intorno a loro in quei momenti. Secondo quanto riporta il sito web ‘Epoch Times’, i ricercatori hanno usato un paziente per far capire la realtà delle loro affermazioni. L’uomo era stato dichiarato morto per 20 minuti e miracolosamente, il suo cuore aveva ripreso a battere riportandolo in vita ma, ancora più incredibile è stato il suo racconto; ha spiegato di aver visto come un tunnel con una luce, come se stesse uscendo dal proprio corpo.

Originale

Filosofia Quantistica e Spiritualità

La chiave per accedere ai segreti e all’essenza dell’essere. Di Ulrich Warnke.

Traduzione a cura di Corrado S. Magro:

Indice generale

Introduzione – Chi è Ulrich Warnke?
Preambolo
Prefazione dell’autore

1. Scienza e Spiritualità sono inconciliabili in assoluto?

1.1 L’uomo questo essere ancora misterioso
1.2 La società schiava di dogmi e paradigmi
1.3 Scienza naturale avulsa dalla realtà?
1.4 Scienziati alla ricerca del senso della vita

2. Aspettativa e fede  novità

2.1 Come avviene la commutazione del processo spirituale in quello materiale?
2.2 Come funziona l’effetto Placebo-Nocebo?
2.3 Aspettativa e fede innestano l’avvenimento reale
2.4 Alla ricerca di un mondo creativo diverso

…..

Originale