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Dottrina della redenzione e la logica

Da Mattia Fabbri:
I vari tentativi compiuti dalla speculazione teologica per argomentare un nesso tra la morte cruenta di Gesù sulla croce e la redenzione dell’umanità si sono rivelati decisamente fallimentari.

In qualunque modo si voglia porre la questione, da qualsiasi angolatura si tenti di affrontare il problema, è chiaro che dalla morte di un innocente (puramente umano o umano-divino che sia) non può derivare alcuna redenzione per nessuno.

Il concetto di “morte espiatrice” o di “espiazione vicaria”, ovvero l’idea che qualcuno possa assumere su di se i peccati di terzi per estinguerli con la propria morte (presente anche presso gli antichi ebrei con il rito del capro espiatorio) è assolutamente incompatibile con la sensibilità etica moderna, fondata sul principio della responsabilità individuale.
Per lo stesso motivo, nessuno con la propria sofferenza e il proprio martirio può acquisire “meriti” per qualcun altro: le colpe e i meriti sono personali e non possono essere “trasferiti”.

Amerai il Signore Dio tuo

Dal Vangelo di Matteo (22):

[35] e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova:

[36] “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?”.

[37] Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

[38] Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.

[39] E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.

[40] Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.

Quando nascono le piantine dai semi che ho seminato nell’orto sarei un pazzo se pretendessi il loro amore! Indubbiamente la distanza ontologica tra me e le piantine è enormemente e radicalmente inferiore di quella che ci sarebbe tra un eventuale Dio e gli esseri creati da lui! La distanza tra un eventuale Essere assoluto ed il creato contingente è abissale. Immaginare che una tale entità comandi agli esseri creati di amarlo mi pare assurdo ed altrettanto assurdo che tale Essere assoluto e perfetto abbia tanto bisogno dell’amore delle sue creature e, addirittura di un amore comandato!

Il comandamento di amare il prossimo è molto meno assurdo in quanto riguarda esseri simili e sullo stesso piano esistenziale, ma ritengo sia comunque errato in quanto l’amore non dovrebbe essere comandato. Mi pare che non si possa comandare di amare in quanto l’amore non credo che possa nascere dal comando, ma solo dal rispetto, dall’ammirazione, ecc. Per questo il tanto propagandato precetto dell’amore di Dio e del prossimo mi pare un controsenso: l’amore non si comanda (casomai si deve meritare)!

Se dicessi ad una ragazza: “ti ordino di amarmi” che reazione potrei aspettarmi?

Come leggiamo dal testo evangelico: “Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.

Certamente, leggendo il Vecchio Testamento si ricavano anche ben altri messaggi e ben diversi. Verrebbe da chiedersi quale “Legge” e quali “Profeti” avesse letto Gesù/l’evangelista!

Mi pare evidente quindi che ne consegua comunque che “tutta la Legge ed i Profeti” si basino su presupposti errati e persino assurdi!

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Confronto con Padre Maggi sulla storicità di Gesù

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Gesù: Chi finì sulla croce?

Verifica storica dell’esistenza di Gesù

La Bibbia sconfessa Cristo

Da Utopia:

….Il libro Sapienza riporta la condanna a morte di Cristo [cap. 2, 13-20], narra la profanazione delle sinagoghe con l’introduzione delle statue di Caligola nel 38 [cap. 14-15], menziona l’uccisione di Caligola e la lettera dell’imperatore Tiberio che nel 41 mise fine alla dissacrazione [cap. 18]. In sostanza, ci sono i riscontri storici che la stesura di Sapienza ha oltrepassato lo spaziotempo della vita di Cristo. Ma c’è anche la prova che la Parola di Dio disconosce la Resurrezione e sconfessa il Messia. È la più clamorosa Rivelazione biblica celata nell’ultimo libro di Jahvè 

.Se Sapienza è l’apice della Rivelazione divina, allora, chi ha mentito?
Dio o Cristo? Oppure entrambi?

….Sapienza sconfessa il Messia e di conseguenza anche la Chiesa cattolica.
La Parola di Dio contro la Parola di Cristo. È proprio un giallo divino
.

Parrebbe proprio che Dio (padre), ispirando il libro Sapienza, fosse all’oscuro e concettualmente in disaccordo con il Dio (figlio) che si sarebbe già incarnato e stava predicando ed agendo “a insaputa del Padre”!!!

Originale

La bugia più grande della storia

Gli ultimi testi dell’Antico Testamento e Filone sconfessano Cristo e il NuovoTestamento

L’ultimo libro dell’Antico Testamento
è stato scritto dopo la morte di Cristo
(40 dC)
e disconosce Cristo quale figlio di Dio.

……

Nell’incrocio simultaneo tra l’ultima “Parola di Dio” (Sapienza) e la venuta del “figlio di Dio” c’è la prova tangibile che l’uno non conosce l’altro o nega l’altro! A pochi chilometri di distanza – tra Gerusalemme e Alessandria d’Egitto – la divina Sapienza non sa che il Messia era disceso in terra e salito in cielo, mentre il Messia non sa che la Parola di Dio è all’oscuro della sua venuta.

Com’è possibile che neppure lo Spirito Santo ne fosse a conoscenza?
Com’è possibile che il testo Sapienza – ispirato da Dio – non condivide la risurrezione dei corpi?
Com’è possibile che l’ultimo libro dell’Antico Testamento non contempla affatto l’idea di un Messia?

In un solo colpo crolla l’intero castello esegetico costruito tra Cristo e YHWH.
Natale, Pasqua e Immacolata non sono liturgie del Dio d’Israele.
Un muro alto fino al cielo divide ora le due religioni.

La singolarità è proprio questa: Sapienza è l’ultimo testo veterotestamentario composto nell’era Cristiana – non scritto da un seguace di Cristo – che omette volutamente Cristo.
Il destino ha voluto che l’apice della rivelazione biblica si chiamasse “Sapienza”: l’infallibile conoscenza di Dio. Ecco cosa attesta l’ispirato autore: «Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so, poiché [Dio] mi ha istruito la sapienza, artefice di tutte le cose.» [Sap 7,21]

Se la “sapienza” del libro della Sapienza è sinonimo di verità, allora, chi ha mentito?
Dio o Cristo? Oppure entrambi?

…..

Originale completo

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Filone di Alessandria

Taumà il Gemello di Gesù

Questo eBook è un saggio che cerca di indagare sugli anni sconosciuti del Cristo e sulla sua “famiglia”. Ma soprattutto ci permette di riscoprire la figura di Tommaso, considerato da molti teologi e studiosi di religione il Fratello Gemello di Gesù e sfata definitivamente alcune credenze come la data di nascita del Cristo che oggi ormai appaiono non più di affascinanti simbolismi tramandati nei secoli.
Se tutto ciò vi sembra blasfemo o privo di fondamento è sufficiente considerare il fatto che i fratelli di Gesù vengono menzionati proprio nei 4 Vangeli. Quindi sono le fonti cosiddette canoniche che senza volerlo testimoniano per prime l’esistenza di una parte del Cristianesimo intenzionalmente oscurata.
Leggendo questo testo, infatti, capirete come in un grande puzzle quanto di nascosto c’è ancora da scoprire.

Originsle

Il dramma di Gesù e di Giuda

Nonostante – come afferma la dottrina cristiana – Dio abbia amato così tanto gli uomini da sacrificare per loro il proprio unico Figlio (!) – rimane assolutamente incomprensibile per quale motivo un Essere misericordioso non abbia pensato di riconciliarsi con i propri sudditi, invece di lasciare che questi crocefiggessero suo figlio (o sé stesso?) “Così il cristianesimo ci comanda di credere, che un Dio diventato uomo abbia potuto, senza far torto alla propria divinità, soffrire e morire, addirittura offrendosi come vittima da sacrificare, e di credere anche che non fosse stato in grado di risparmiare a sé stesso un’azione così sorprendente, con la quale voleva placare la propria ira. Questo, i cristiani lo chiamano: mistero della salvezza dell’umanità” (Holbach). Potremmo mai definire moralmente eccellente un imprenditore, il quale, trovandosi in conflitto con i propri dipendenti, in un gesto di riconciliazione consegnasse loro, come capro espiatorio da sacrificare, il proprio giovane vice-direttore? Continua a leggere