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Mauro Biglino e se la Bibbia ci dicesse altro!??

Visto che il video precedente sembra sparito, ecco uno simile

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La bugia più grande della storia

La Cospirazione di Cristo

A seguito di gentile richiesta:

LA COSPIRAZIONE DI CRISTO (PDF)

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La Cospirazione Di Cristo (Word)

 (Libera traduzione dal libro di Acharya S a cura di A. C.)

Zeitgeist – The movie (sottotitoli in it.)

(Work in Progress)

Solstizio invernale: la rinascita della luce solare

L’originale

IL NATALE E LE SUE RADICI

I CULTI SOLARI NELL’EMISFERO NORD

PREMESSA

E’ scritto nella “Nuova Enciclopedia Cattolica” dell’Ordine Francescano (ed.1941): “…per inspiegabile che sembri, la data di nascita di Cristo non è nota. I Vangeli non indicano né il giorno né l’anno”; “fu assegnata la data del solstizio d’inverno perché in quel giorno in cui il Sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il Dies Natalis Solis Invicti” (giorno della nascita del sole invincibile)”.

Poiché è strabiliante che la principale Festività d’Occidente, diffusa e celebrata in molte parti del mondo, abbia a supporto una così vaga documentazione storica, siamo andati a ricercare, con spirito aperto al nuovo, le documentazioni relative ed abbiamo fatto scoperte sorprendenti.

IL 25 DICEMBRE NATALE DEL SOLE:

LA FESTA PIU’ “INTERCULTURALE” DELL’ANTICHITA’

La data del 25 dicembre è un giorno di festa è tra le più ricca di commistioni culturali e religiose della storia umana:

nelle radici del Natale abbiamo culture e religioni provenienti

dalla Siria,

dall’Egitto,

dalla Mesopotamia,

dalla Persia,

dall’Arabia

e dalla stessa antica Roma.

Il 25 dicembre è la data di nascita e festeggiamento di personaggi divini precedenti la comparsa di Cristo: il Dio Horus egiziano, il Dio Mitra indo-persiano, il Dio babilonese Tammuz/Yule e Shamas; sempre il 25 dicembre veniva festeggiato l’Invictus Sol Elagabalus a Emesa e il Dio Sole Dusares/Helios a Petra. In tale data viene accreditata la nascita anche di Zarathustra e Khrisna, Dioniso, Adone, Attis, , il Dio Freyr, secoli o millenni prima di Cristo.

Alcune celebrazioni le troviamo nell’antichità addirittura in Messico ed in India. Basti pensare che in corrispondenza del nostro 25 dicembre, le popolazioni azteche e pre-azteche celebravano la nascita del Dio del Sole Huitzilopochtli e di Bacab nello Yucatan. Nell’Emisfero Sud invece, essendo le stagioni rovesciate e cadendo quindi il solstizio d’inverno in Giugno, vi era la Fiesta del Sol (Inti Raymi – 24 giugno) delle antiche popolazioni incaiche e pre-incaiche, festa ancor oggi celebrata in Perù e nella regione andina.

…..

Nell’emisfero nord, nei giorni 22-23-24 dicembre il Sole sembra fermarsi in cielo (più si è vicini all’equatore più il fenomeno è evidente): è il Solstitium (Sole fermo).

In astronomia sono quei giorni in cui il sole si ferma per invertire il proprio moto nel senso della DECLINAZIONE; è cioè il punto dove il Sole raggiunge la massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge la massima estensione e la luce del giorno la minima. Abbiamo la notte più lunga ed il giorno più corto dell’anno. Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare ed il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, a giugno quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Convenzionalmente il solstizio cade il giorno 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.

In poche parole il solstizio d’inverno ai tempi significava che il Sole, giunto nella fase più debole come luce e calore, non sprofondava nelle tenebre dove sembrava precipitare, ma diventava con la sua vitalità “invincibile” (invictus) sulle stesse tenebre, il Sole “rinasceva”, aveva un nuovo “natale”.

Appunto il “Natale del Sole Invincibile”.

Le popolazioni antiche ben conoscevano questo fenomeno del solstizio e lo trasformarono in occasione di festa. Questa interpretazione astronomica spiega perché il 25 dicembre (e giorni adiacenti) sia una data presente in culture e paesi molto distanti tra loro, dall’India al Messico, dal nord Europa all’Etiopia..

L’originale

Letteratura Intratestamentaria – Testi Vari

La Vita di Apollonio

Si sostiene che dei resoconti della vita del Greco/Samaritano Nazzareno/Terapeuta/Gnostico operatore di miracoli Apollonio (2 A.C.c.-102 C.E.c.) esistevano durante il secondo secolo, prima della composizione di Filostrato nel 210 su richiesta dell’Imperatrice Giulia Domna. Uno o più di questi resoconti fu usato nella creazione della narrativa del Nuovo Testamento, come sostenuto da un certo numero di accusatori, incluso Ierocle, il proconsole sotto Diocleziano (284-305), che scrisse il “Filalete” (303) che denunciava il collegamento Apollonio-Gesù. Si dovrebbe notare che il resoconto di Filostrato non fa menzione di alcun Gesù Cristo, neppure come un rivale di Apollonio, che si sostiene sia vissuto precisamente al tempo che si sostiene per Gesù.

Altri Testi

Altri testi originariamente non Cristiani ma Cristianizzati più tardi includono l’Apocalisse di Adamo e la Parafrasi di Shem, come anche l’Apocriphon di Giovanni, come afferma Barnstone:

L’Apocriphon di Giovanni (qui chiamato I Libri Segreti di Giovanni) fu “composto originariamente come un testo non Cristiano” il cui slancio Cristiano fu aggiunto da un editore Cristiano più tardo.32

Gli storicizzatori usarono anche le opere di Giuseppe e gli insegnamenti dello Gnostico Menandro, Saturnino e Carpocrate, come anche quelli del Neoplatonico Annonio Saccas ed altri già menzionati.

In questo sforzo di fabbricazione del mito e di cospirazione religiosa, vennero creati centinaia di nuovi testi, e queste composizioni producevano disordine tra i sacerdozi in lotta. I libri del NT, infatti, rivelano come le fazioni in guerra si svilupparono e vennero contrastate. Per esempio, nei vangeli sinottici c’è la sintesi tra gli dei solari dell’Est e dell’Ovest. Il Vangelo di Giovanni fu compilato per smontare gli Gnostici del secondo secolo e per correggere gli errori degli altri vangeli rivelati da critici Pagani. Le Epistole di Giovanni servirono per condannare quelli che sostenevano che Cristo non era mai esistito. Negli Atti, la battaglia tra Simon Pietro e Simone il Mago rappresenta la rottura tra le chiesa Romana e la Siriana Gnostica. Certamente, la confusione e le lotte sulla vita e la dottrina di Cristo all’interno della Chiesa è esistita perché i plagiatori Cristiani durante i secoli cercarono di amalgamare e fondere praticamente ogni mito, fiaba, leggenda, dottrina o pezzo di sapienza che essi potessero rubacchiare dalle innumerevoli religioni del mistero e filosofie che esistevano a quel tempo. Nel fare ciò, essi forgiarono, interpolarono, mutilarono, cambiarono e riscrissero questi testi per secoli.

Il Lavoro Sporco di Eusebio

Oltre a Costantino, forse nessun persona singola ebbe una mano più grande nel creare il Cristianesimo di Eusebio, che mutilò i libri del Nuovo Testamento e le opere dei primi fondatori Cristiani in vari modi, incluso, presumibilmente, con l’inserire la frase nuovamente coniata “Gesù Cristo” o “Cristo Gesù”, come anche interpolando altri casi dei titoli singoli di “Gesù” o “Cristo”.

La questione è, quindi, se ci siano o no scritti autografi genuini anteriori al quarto secolo che contengano la frase “Gesù Cristo” o “Cristo Gesù”. Infatti, nei vangeli canonici, la parola Gesù compare centinaia di volte e la parola Cristo dozzine, ma la frase Gesù Cristo solo cinque volte in tutto, due volte nel primo capitolo di Matteo, una volta nel primo verso di Marco e due volte in Giovanni. Un trucco preferito usato per interpolare il nome creato di nuovo “Gesù Cristo” era di aggiungerlo all’inizio o alla fine di un libro o capitolo, come fu fatto nei vangeli. In questo modo, se l’interpolazione veniva scoperta col confronto con versioni più antiche (che generalmente venivano distrutte dopo la copia) o scritti nei quali il libro era stato citato, avrebbe potuto essere giustificato come una “nota del copista” per chiarire il testo. Si deve ricordare che non c’erano macchine per stampare o per copiare, e tutta questa riproduzione veniva fatta a mano, sicché venivano fatte sempre poche copie di molti manoscritti. Così, non sarebbe stato difficile cambiare il testo senza essere scoperti o censurati, particolarmente se uno aveva l’intero peso di Roma dietro al proprio tentativo di schiacciare il dissenso o coloro che fischiavano.

In aggiunta, l’Epistola di Giacomo non fa menzione di alcun aspetto della “vita” o dei detti di Cristo e lo menziona solo per nome all’inizio dei capitoli 1 e 2. Questo testo è più antico della “storia” o narrativa canonica e venne scritto, per la maggior parte, da uno Gnostico Egiziano.

Un esempio di come fu cambiato e interpolato il linguaggio per creare riferimenti a “nostro Signore Gesù Cristo” dove originariamente non ce n’era alcuno si trova nella Prima Epistola di Clemente, presumibilmente un testo dei primi Cristiani, ma senza dubbio manipolato da falsificatori successivi. In questa epistola noi troviamo la frase seguente:”Questa è la via, cari, nella quale noi possiamo trovare il nostro Salvatore, anche Gesù Cristo il sommo sacerdote di tutte le offerte….” Nella nota a piè di pagina noi scopriamo che “nostro Salvatore” evidentemente originariamente era reso, “Ciò che ha il potere di salvarci”,33 un concetto astratto, invece che una persona.

L’Epistola di Barnaba

L’Epistola di Barnaba fornisce vari esempi della costruzione del mito (e) offuscamento dei testi. Nella versione Latina di Barnaba, per esempio, noi troviamo l’obbligatorio “nostro Signore Gesù Cristo” interpolato all’inizio, ma nel Codice Sinaitico, non c’è alcuna frase del genere. In questa epistola, i riferimenti a “Gesù” in realtà sono a “Gioshua”, l’eroe solare de nord di Israele, chiamato anche il “Figlio di Dio”. Il verso in Barnaba che riguarda il Signore “che offre” il suo corpo “per santificarci con la remissione dei peccati; che viene effettuata mediante l’aspersione del Suo sangue”, riflette l’antico dramma sacro del re, come rappresentato dai seguaci di Joshua in Palestina. Nelle scritture Cristiane, è stata sempre una sfida determinare se tradurre “Joshua” come “Joshua” o “Gesù”, e l’identificazione tra i due personaggi è chiara, particolarmente in questa epistola. Per esempio, il passo seguente nella versione del Codice Sinaitico viene tradotto così:

Ancora, che ha da dire a loro quell’altro profeta, Mosè? Guardate, questo è quello che dice il Signore Dio: Entrate nelle buona terra che il Signore ha giurato che avrebbe dato ad Abramo ed Isacco e Giacobbe…. Che cos’è, infatti, il dire “Ponete le vostre speranze in quel Joshua che vi sarà mostrato in guisa mortale”.34

La versione Latina è tradotta così:

Anche Mosè parla loro in modo simile; Ecco così dice il Signore Dio; Entrate nella buona terra di cui il Signore ha giurato ad Abramo, ed Isacco, e Giacobbe…. È come se fosse stato detto, Ponete la vostra fiducia in Gesù, che vi sarà reso manifesto nella carne.35

L’editore dell’epistola Sinaitica nota in riferimento a questa confusione di Gesù/Joshua: “Joshua, che guidò gli Israeliti nella Terra Promessa, è un ben noto tipo di Gesù. In Ebraico i due nomi sono uguali”.36 Ancora, riferimenti nell’epistola di Barnaba al “Figlio di Dio” sono ad Adamo, non Gesù, ma questo fatto viene convenientemente ignorato, con la scusa che Adamo è anche un “tipo di Gesù”.

Come affermato, l’Epistola di Barnaba serve come una illustrazione del dramma ricorrente del re sacro o “Passione” che precedette l’era Cristiana, completa della ricostruzione del rituale del “sangue su di noi” usando lana scarlatta su “legno”, o rami che allora venivano “spruzzati” sui fedeli, un rituale riflesso anche nella Lettera canonica agli Ebrei, come anche in Numeri 19:2-10. L’Epistola di Barnaba, quindi, rappresentava il culto di Joshua, non il Gesù Cristo “storico”, e serviva come istruzioni nei misteri vecchi di ere. Come un iniziato in quei misteri, Barnaba ammette anche che “IE”, la designazione di Apollo, è lo stesso che “Gesù”.

Barnaba dimostra ulteriormente la sua affiliazione con il regno del nord di Israele/Efraim/Samaria quando menziona la storia della benedizione di Giacobbe del figlio di Giuseppe Efraim, alzandolo sopra Manasse. Dice Barnaba, “Così voi potete vedere chi si intende col Suo decreto che “questo Popolo avrà il primato, ed erediterà l’Alleanza”.

Il Pastore di Erma

Un esempio anche precedente di come i testi “Cristiani” originariamente non avevano nulla a che vedere con “Gesù” o “Cristo” è il libro non canonico “Il Pastore di Erma”, che era considerato divinamente ispirato da Ireneo e Origene e che veniva letto ampiamente nelle chiese. Come tale, il libro fu incluso nel Nuovo Testamento fino al quarto secolo e da allora retrocesso ad “apocrifo.

Anche se il libro è attribuito all’”Erma” che si sostiene sia fiorito intorno al 140 CE, è certamente uno scritto più antico e da Origene, Eusebio e Girolamo venne asserito che sia il prodotto dell’Erma a cui viene fatto riferimento nell’Epistola Paolina ai Romani. L’Enciclopedia Biblica situa il libro attorno al 40 CE, e Fox al 90 CE. In ogni caso, il libro contiene numerosi riferimenti Massonici ed astrologici, indicando che probabilmente era uno scritto Ermetico della tradizione di Ermete Trismegisto. Questo lungo testo parla molte volte di “Dio”, “il Signore”, “lo Spirito Santo” e “la Santa Chiesa”, come anche un certo numero di volte del “diavolo”, della “salvezza”, e del “peccato”, ma, in varie dozzine di pagine, non fa riferimento alcuno a “Gesù” o “Gesù Cristo”, non nomina alcun apostolo, e fa un solo riferimento a Natale, una evidente interpolazione. Viene usata la parola “Cristo” solo due volte, proprio alla fine, una chiara interpolazione anche questa. Il libro si riferisce anche al “Figlio di Dio”, che era la “roccia” e il “cancello” – termini Massonici – ma non fa alcun nome. Infatti ci sono pochi se non nessun riferimento ad una vita “storica” di Gesù e nessuna citazione né dal Vecchio né dal Nuovo Testamento. In confronto, le Epistole di Ignazio più tarde, per esempio, fanno riferimento quasi in una frase si e una no al “nostro Signore Gesù Cristo”. Come mai Erma sia sfuggito ad una interpolazione Cristiana massiccia può essere spiegato solo dal fatto che era così ben noto e letto pubblicamente nelle chiese. Altri simboli Massonici prominenti nel Pastore sono la torre e la vigna, emblema del Carmelo.

Citazioni:

32. The Other Bible, 52.

33. The Lost Books of the Bible, 129.

34. Early Christian Writings.

35. The Lost Books of the Bible, 150.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Movimento LaicoResistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

Mosè, l’Esodo, i Dieci Comandamenti

La leggenda di Mosè, piuttosto che essere quella di un legislatore storico Ebreo, si trova dal Mediterraneo all’India, con il personaggio che ha nomi e razze differenti, secondo il luogo: “Manou” è il legislatore Indiano. “Nemo il legislatore”, che portò giù le tavolette dalla Montagna di Dio, proviene da Babilonia. “Mises” si trova in Siria, dove egli fu tirato fuori da un cesto che galleggiava in un fiume. Anche Mises aveva tavolette di pietra su cui erano scritte leggi, e una verga con la quale egli fece miracoli, inclusa la divisione delle acque e il condurre la sua armata attraverso il mare.21 In aggiunta, “Manes il legislatore” fece tappa in Egitto, e “Minosse” era il riformatore Cretese.

Jacolliot rintraccia il Mosè originale all’Indiano Manou: “Questo nome di Manou, o Manes… non è un sostantivo, applicato ad un uomo individuale; il suo significato Sanscrito è l’uomo, per eccellenza, il legislatore. È un titolo a cui hanno aspirato tutti i leader di uomini nell’antichità.”.

Come Mosè, Krishna fu posto da sua madre in una barca di canne e lasciato alla deriva in un fiume e fu scoperto da una un’altra donna. Anche l’Accadico Sargon fu posto in un cesto di canne e lasciato alla deriva per salvare la sua vita. Di fatto, “Il nome Mosè è Egizio e viene da mo, la parola Egizia per acqua, e uses, che significa salvato dall’acqua, in questo caso, primordiale”.22 Così, questo titolo Mosè potrebbe essere applicato a qualsiasi di questi vari eroi salvati dall’acqua.

Walker approfondisce sul mito di Mosè:

Il racconto di Mosè originariamente era quello di un eroe Egizio, Ra-Harakhti, il dio del sole rinato Canope, la cui storia della vita fu copiata dagli studiosi biblici. La stessa storia fu raccontata dell’eroe del sole generato dal padre Apollo nella vergine Creusa; di Sargon, re di Accad nel 2242 A.C.; e i mitologici gemelli fondatori di Roma, tra altri eroi bambini lasciati alla deriva in cesti di giunco. Era un tema comune.23

Inoltre, la verga di Mosè è una bacchetta dell’astrologia usato da vari altri personaggi mitici. Delle gesta miracolose di Mosè, Walker riferisce anche:

La verga di Mosè che fiorisce, il fiume di sangue, e le tavolette della legge erano tutti simboli dell’antica Dea. Il suo miracolo di far scaturire acqua da una roccia fu eseguito dalla Madre Rhea dopo che essa generò Zeus, e da Atalanta con l’aiuto di Artemide. Il suo miracolo di asciugare le acque e di viaggiare con calzari asciutti fu eseguito da Iside, o Hathor, nel suo percorso verso Byblos.24

E Higgins afferma:

In Bacco noi evidentemente abbiamo Mosè. Erodoto dice che [Bacco] era un Egiziano…. I versi Orfici riferiscono che egli fu preservato dalle acque, in una piccola scatola o cassetto, che egli fu chiamato Misem in commemorazione dell’evento; che egli fu introdotto in tutti i segreti degli Dei; e che egli aveva una verga, che egli cambiava in un serpente a suo proprio piacere; che egli passò attraverso il Mar Rosso con calzari asciutti, come successivamente fece Ercole…. E che quando andò in India, egli e la sua armata ebbero il favore della luce del Sole durante la notte; inoltre, si dice, che egli toccò con la sua verga magica le acque del grande fiume Oronte e Hydaspes; a seguito di cui quelle acque scorsero indietro e gli lasciarono un passaggio libero. Si dice anche che egli abbia arrestato il corso del sole e della luna. Egli scrisse le sue leggi su due tavolette di pietra. Egli anticamente fu rappresentato con corna sulla sua testa.25

È stato anche dimostrato che il resoconto biblico dell’Esodo non avrebbe potuto accadere nella storia. Di questa storia non plausibile, Mead dice:

…. gli argomenti matematici ….del Vescovo Celso che un’armata di 600.000 uomini non avrebbe potuto essere mobilitata con facilità in una sola notte, che tre milioni di persone con i loro greggi e mandrie non avrebbero potuto estrarre facilmente acqua da un singolo pozzo, e centinaia di altre imprecisioni ugualmente ridicole di simile natura, erano punti popolari che anche i meno acculturati avrebbero potuto apprezzare, e quindi sollevò in modo speciale l’ira degli apologeti e dei conservatori.26

Gli apologeti e conservatori, comunque, hanno poca scelta nella questione, poiché non c’è alcuna evidenza che l’Esodo e il peregrinare nel deserto siano storici:

Ma anche studiosi che credono che essi avvennero realmente ammettono che con c’è assolutamente alcuna prova che l’Esodo si sia verificato. Non compare alcuna registrazione di questo evento monumentale nelle cronache Egizie del tempo, e archeologi Israeliani che hanno setacciato il Sinai durante intense ricerche dal 1967 al 1982 – anni nei quali gli Israeliani occupavano la penisola – non hanno trovato un solo pezzo di evidenza che sostenga il supposto soggiorno di 40 anni degli Israeliti nel deserto.

La storia include così tanti miracoli, pestilenze, la separazione del Mar Rosso, la manna dal cielo, la consegna dei Dieci Comandamenti, che alcuni critici hanno la sensazione che l’intera storia abbia il sapore di puro mito. Padre Antony Axe, lettore all’Ecole Biblique di Gerusalemme, dice che un esodo massiccio che portò all’affogamento dell’armata del Faraone, si sarebbe riverberata politicamente ed economicamente attraverso l’intera regione. E considerando che nel Sinai sono stati trovati artefatti antichi fino all’Età della Pietra, è sconcertante che non sia stata trovata alcuna prova del passaggio degli Israeliti. William Dever, un archeologo dell’Università dell’Arizona, chiama chiaramente Mosè una figura mitica. Alcuni studiosi insistono che la storia sia stata una costruzione politica, inventata per unire le tribù diverse che vivevano in Cana per mezzo di un eroico passato falsificato.27

Potter riassume il dibattito misticistico riguardante Mosè:

Le ragioni per dubitare la sua esistenza includono, tra le altre, 1) i paralleli tra le storie di Mosè e quelle più antiche come quella di Sargon, 2) l’assenza di qualsiasi resoconto Egizio di un così grande evento come il Pentateuco afferma che sia stato, 3) l’attribuzione a Mosè di così tante leggi che sono note per essere originate molto più tardi, 4) il fatto correlativo che grandi codici non compaiono mai all’improvviso nati-completi ma si evolvono lentamente, 5) le difficoltà di combinare la schiavitù, l’Esodo, e la conquista di Cana nella cronologia nota dell’Egitto e della Palestina, e 6) l’estrema probabilità che alcune delle dodici tribù non siano mai state affatto in Egitto.28

Come afferma Churchward, “Una sola menzione del popolo di Israele compare per nome in tutti i monumenti dell’Egitto…. Non c’è alcuna possibilità di identificare questa con gli Israeliti Biblici”.29 Egli continua:

Israele in Egitto non è una entità etnica – la storia rappresenta i bambini di Ra nel Basso Egitto di Amenta, costruito o fondato da Ptah, ed interamente mitica…. I Libri della Genesi, Esodo, e Giosuè non sono falsificazioni intenzionali; la materia dell’oggetto era già presente nei Misteri Egizi, e una versione esoterica dell’antica saggezza è stata resa in forma di narrativa storica ed applicata etnicamente ai Giudei… I principali insegnanti hanno sempre insistito sulla natura allegorica del Pentateuco. Così si è visto che “la Storia Biblica” è stata tratta principalmente dalla saggezza dell’Egitto mal appropriata e mal interpretata contenuta nella loro rappresentazione mitologica ed escatologica come testimoniato dal “Rituale dell’Antico Egitto”.30

L’Esodo veramente non è un evento storico ma costituisce un motivo che si trova in altri miti. Come dice Pike, “E quando Bacco e la sua armata aveva marciato a lungo in deserti brucianti, essi furono guidati da un Agnello o Ariete in meravigliosi terreni erbosi, e alle Sorgenti che irrigavano il Tempio di Giove Ammone”.31 E Churchward riferisce, “Tradizioni di Esodo si trovano in varie parti del mondo e tra popoli di differenti stadi di evoluzione, e queste tradizioni si possono spiegare solo dalla raffigurazione Camita [Egizia]”.32 Veramente, come afferma Massey, “’Uscire dall’Egitto’ è una espressione per il salire dai cieli più bassi a quelli più alti”.33

Churchward delinea ulteriormente il reale significato dell’Esodo:

L’Esodo o “L’Uscita dall’Egitto” prima celebrato dalla festività della Passover o transito all’equinozio di primavera, avveniva nei cieli prima di essere reso storico come la migrazione dei Giudei. I 600.000 uomini che salirono fuori dall’Egitto come guerrieri Ebrei nel Libro dell’Esodo sono 600.000 abitanti di Israele nei cieli secondo la Cabala Giudaica, e le stesse scene, eventi, e personaggi che sembrano come terreni nel Pentateuco sono celesti nel Libro di Enoch.34

Churchward continua, spiegando anche le notorie “piaghe”:

Se noi desideriamo mostrare che la versione dei Giudei era una favola, possiamo ottenere le prove in Egitto, e in nessun altro posto.Le sofferenze del Popolo Eletto in Egitto, e il loro miracoloso esodo fuori da esso, appartengono all’allegoria celeste…. L’allegoria del Dramma Solare veniva interpretato nei misteri del mondo occulto divino, ed era stato eseguito da rappresentazioni simboliche ere prima che fosse trasformato in una storia dei Giudei dai letteralizzatori dell’Antico Simbolismo. Il racconto delle dieci piaghe dell’Egitto contiene una versione esoterica delle torture inflitte al colpevole nei dieci inferni del mondo sotterraneo.35

L’esodo dall’Egitto si riferisce a quello dall’Amenta, che “è descritto nel Rituale consistente di due parti chiamate ‘Egitto e la terra disabitata del deserto’”.36 Sul vagabondare ritualistico nel deserto, Churchward dice:

La Lotta di Set e Horus nel deserto durò quaranta giorni, come commemorato nei quaranta giorni della Quaresima Egizia, durante il qual tempo Set, come potere della siccità e sterilità, fece guerra a Horus nell’acqua e il grano sepolto che germogliava…. Questi quaranta giorni sono stati estesi a quaranta anni dai Giudei, e così per propria ammissione.37

In aggiunta, la miracolosa “divisione del Mar Rosso” ha sempre mistificato le masse semplici e credule e pure gli studiosi, che hanno tirato fuori ogni genere di speculazioni contorte per spiegarla. La separazione e la distruzione delle schiere del Faraone al Mar Rosso non è registrato da alcuno storico noto, il che è comprensibile, poiché, naturalmente, non è storico e si trova in altre culture, incluso in Ceylon/Sri Lanka, da cui i re pastori conquistatori (Faraoni) venivano guidati attraverso “il Ponte di Adamo” e affogati.383940 indicando la sua origine all’interno del mito. L’attraversamento del Mar Rosso è astronomico, affermato espressamente da Giuseppe che è capitato all’equinozio autunnale, Questo motivo si trova anche nelle versioni Hawaiane ed Ottentotte del mito di Mosè, prima del contatto con culture esterne.

Inoltre, i famosi Dieci Comandamenti sono semplicemente una ripetizione, tra gli altri, del codice Babilonese di Hammurabi e i Veda Indù. Come dice Churchward:

La “Legge di Mosè” erano le vecchie Leggi Egizie….; questo prova in modo conclusivo la stele o “Codice di Hammurabi”. Mosè visse 1.000 anni dopo che questa pietra fosse incisa.41

Walker riferisce che le tavolette di pietra della legge che si sostiene siano state date a Mosè furono copiate dal dio Cananita Baal-Berith, ‘Dio dell’Alleanza’. I loro Dieci Comandamenti erano simili ai comandamenti del Decalogo Buddista. Nel mondo antico, le leggi venivano direttamente dalla divinità sulla cima di una montagna. Zoroastro ricevette le tavolette della legge da Ahura Mazda sulla cima di una montagna”.42

Doane lo riassume quando dice, “Quasi tutti gli atti di Mosè corrispondono a quelli degli dei-Sole”.43 Comunque, la storia di Mosè è anche il riflesso del culto stellare, dimostrando ancora una volta la natura duale del mito dei “gemelli” Horus-Set e la battaglia per la supremazia tra i cieli diurno e notturno, come anche tra i culti solare, stellare e lunare. Churchward riferisce:

I Giudei strettamente sono della Tribù, o Clan Totemico di Giuda. Gli Israeliti non erano Giudei, anche se alcuni Giudei possono essere Israeliti. Mosè e i suoi seguaci sono stati chiamati Israeliti, ma non c’è prova che gli “Israeliti” siano mai stati in Egitto eccetto una volta quando essi fecero una scorreria, e furono ricacciati con grande massacro. Gli Israeliti, un nome mitologico, erano varie Tribù Totemiche che lasciarono l’Egitto in origine e andarono verso Est durante il Culto Stellare.44

Citazioni:

21. Graham, 147.

22. Grahain, 146.

23. Walker, WDSSO, 441.

24. Walker, WEMS, 96.

25. Higgins, Il, 19.

26. Mead, DJL.

27. Time, 12/18/95.

28. Potter, 27-8.

29. A. Churchward, 292.

30. A. Churchward, 294-5.

31. Pike, 466.

32. A. Churchward, 322.

33. Massey, HJMC, 28.

34. A. Churchward, 300.

35. A. Churchward, 324-5.

36. A. Churchward, 325.

37. A. Churchward, 325.

38. Higgins, Il, 634.

39. A. Churchward, 323.

40. Anderson, 106.

41. A. Ohurchward, 304.

42. Walker, WEMS, 677.

43. Doane, 51.

44. A. Churchward, 291.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Resistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica