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La Cospirazione di Cristo

A seguito di gentile richiesta:

LA COSPIRAZIONE DI CRISTO (PDF)

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La Cospirazione Di Cristo (Word)

 (Libera traduzione dal libro di Acharya S a cura di A. C.)

Il Papa si lamenta

Benedetto XVI: anche nella Chiesa di oggi ci si morde e ci si divora

La notizia ha risvolti interessanti sotto diversi punti di vista:

Anzitutto va rilevato che si tratta di un fatto straordinario: in genere si cerca di “lavare i panni sporchi” in casa; non si lanciano messaggi o si lasciano filtrare anticipazioni ai media. Su questo aspetto la Chiesa Cattolica è maestra. Ad es. basta pensare alla politica di segretezza e copertura adottata in riferimento al clero coinvolto in casi di pedofilia. In questi casi le gerarchie ecclesiastiche hanno giustificato tale comportamento affermando che fosse bene non pubblicizzare i fatti ma risolvere tutto all’interno della Chiesa….

Si deve quindi ritenere che ci sia qualche forte motivo per rendere pubblica la lettera del Papa al clero. Forse si vogliono prendere più piccioni con una sola fava. Forse intende farsi udire dai politici credenti ma non allineati e dai cattolici che seguono il Vaticano “con riserva”. Infatti scrive: «anche i cattolici abbiano pensato di dovermi colpire con un’ostilità pronta all’attacco»…

Dalla lettera traspare anche una certa somiglianza tra il Papa e Berlusconi: ambedue dicono o fanno cose che poi vengono “travisate” e, si considerano vittime di incomprensione, odio, detrazione, preconcetto, cattiva informazione, ecc.

Sembra che il Papa si aspetti ubbidienza cieca, sorda e muta o un comportamento di “critica positiva” come quello di Emilio Fede verso il suo cavaliere!

La lettera di S. Paolo ai Galati tratta vari argomenti e si presta a importanti considerazioni: Tra queste possiamo qui limitarci ad alcune:

a) molti immaginano le origini del Cristianesimo come un periodo ideale nel quale le comunità erano unite nell’amore, nella fede, nella preghiera, ecc. Come accenna il Papa, dalla lettera di S. Paolo risulta che la situazione fosse simile a quella di oggi e di sempre (“Ma se vi mordete e divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri”). La frase sembrerebbe esagerata se non fosse confermata da un clima incandescente che trapela un po’ in tutta la lettera.

b) Le divisioni e le lotte causate da annunci differenti del messaggio di salvezza, (esistevano già profonde differenze tra le varie comunità e i diversi annunciatori. Tutto questo nonostante, secondo l’insegnamento Cristiano, si trattasse del messaggio unico e infallibile di Gesù predicato solo pochi anni prima.

c) Nella lettera si parla anche del significativo e forte rimprovero di Paolo a S. Pietro per il suo comportamento. Quindi il Papa dovrebbe accettare critiche anche forti…

d) Come in genere in tutte le lettere attribuite a Paolo, sia i richiami alle virtù, sia i messaggi dottrinali, sono ricavati e appoggiati da ragionamenti dell’autore, a volte assai “tirati”…. Questo aspetto è stato notato dagli studiosi. Se prendiamo per vero che Gesù aveva sconvolto e rivoluzionato il mondo contemporaneo con il suo messaggio e se lo si considerava il Messia, figlio di Dio, inviato per la salvezza dell’umanità da Dio e Dio lui stesso, come mai, invece di citare i suoi detti, Paolo ha bisogno di fare delle elucubrazioni dimostrative? Oltre ad essere più facile citare il Maestro, sarebbe stato un modo di argomentare indubbiamente di valore incommensurabilmente superiore….

Ad es. lo stesso passo citato dal Papa “Voi infatti fratelli siete stati chiamati a libertà, che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l’amore siate invece al servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il tuo prossimo come te stesso“, non avrebbe avuto un ben diverso valore e tanta più forza se fosse stato aggiunto ad es. “come disse Gesù: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22,37-40)?

Per evidenziare meglio la stranezza prendiamo l’esempio di Emilio Fede: tutte le volte che può cita i detti o le gesta di Berlusconi e lo fa ampiamente fino a riportare interi discorsi….S. Paolo fa il contrario!; e non parla di un cavaliere, ma del Cristo! Per quale motivo? Ma questa è un’altra storia…

La prima contro-riforma

Se Marcione fosse stato soltanto un certo scrivano eccentrico, persone come il martire Giustino, Ireneo, e Tertulliano non si sarebbero occupati di lui. Infatti, egli si trasformò in una forza con la quale fare i conti come il suo Cristianesimo Paolino sparso ampiamente e profondamente. Il rapporto fra Marcione ed i capi cattolici del suo tempo è parallela in modo impressionante con i rapporti difficili fra Paolo e gli apostoli di Gerusalemme in Galati e 2 Corinti. C’erano tentativi iniziali di cooperazione ecumenica, ma non ha funzionato. La Chiesa Cattolica ha cercato di cooptare il Marcionismo alla fine del secondo secolo, come anticipato sopra, aggiungendo il materiale ai testi Paolini ed a Luca, armonizzando il Cristianesimo Paolino con il Giudaismo nel modo ancora familiare oggi, insistendo che il Cristianesimo era l’erede legittimo delle promesse del patto di Dio con Israele e il popolo Ebraico. Se avesse trionfato il Marcionismo, oso dire che avremmo visto rapporti Ebreo-Cristiani più pacifici visto che né l’uno né l’altro lato avrebbe percepito l’altra parte come una minaccia.

Come ha risposto la Chiesa Cattolica allo Sputnik Marcionita di una sacra scrittura specificamente Cristiana? Dove Marcione ha abbandonato le sacre scritture Ebree  per la religione Ebraica e le ha sostituite con le scritture distintamente Cristiane, i vescovi Cattolici decisero di mantenere la Bibbia Ebraica, interpretata nuovamente in un modo Cristiano e di aggiungere ad essa un nuovo insieme di sacre scritture. Essi non ebbero obiezioni ad avere un insieme di libri che avrebbero parlato in modo evidente di fede e di pratica Cristiana. Si ricordi che essi li avevano già ed era solo una questione di renderle ufficialmente parte della Bibbia. Così hanno assunto il corpus Paolino, aggiungendo le Pastorali ed interpolando le altre per renderle in accordo con l’insegnamento Cattolico. Il vangelo di Marcione si è trasformato in nel nostro Vangelo di Luca aggiungendo i capitoli 1-3, il sermone della sinagoga di Nazareth, il figlio prodigo, la torretta di Siloe e il massacro di Pilato dei Galilei, “il discorso dei detti sapienziali” (della montagna), l’entrata trionfale, i coloni cattivi (vignaioli), la previsione del battesimo di spirito e l’ascensione. Per equilibrare e diluire Luca, hanno aggiunto Matteo, Marco e Giovanni, anche se Giovanni dovette essere rimescolato ed interpolato estesamente, come ha mostrato Bultmann, prima che potesse passare come ortodosso. Potrebbe attestare la scarsa importanza relativa dei Dodici il fatto che nessuno ha fatto alcun tentativo di attribuire neanche nomi apostolici ai racconti di Marco e di Luca. I vangeli sono tutti anonimi, non pseudonimi, essendo i quattro nomi convenzioni editoriali aggiunti una volta che la gente cominciò ad usare una raccolta di vangeli, generando la necessità di differenziarli: “Questa volta leggiamo dal vangelo secondo Matteo”. Forse ad un certo punto Marco e Luca furono tenuti nella stessa stima con Giovanni e Matteo come capi importanti, benché soltanto la congettura li identifichi con le personalità del Nuovo Testamento con quei nomi. È interessante che i due nomi maschili più comuni nell’impero romano risultavano essere Marco e Luca.

Volendo ristabilire l’importanza dei dodici, i compilatori del Nuovo Testamento hanno fatto un tentativo ritardato di rappresentarli nel canone accanto a Paolo. Gli Atti degli Apostoli hanno cercato di cooptare Paolo e rendere Pietro il suo gemello, riunendo entrambi i lati, i devoti alla memoria di Paolo ed i devoti di quella di Pietro, così come anche implicare che i Dodici avessero svolto un certo ruolo importante. Se mai lo avessero fatto, le loro opere sarebbero state fra i Giudei Cristiani nella Palestina ed in gran parte dimenticati dopo il 70 AD/CE e la distruzione di Gerusalemme. Un gruppo di tre epistole anonime “dall’Anziano”, un maestro dei missionari che viaggiavano alla fine del primo secolo, fu attribuito gratuitamente a Giovanni, il figlio di Zebedeo. Due scritture spurie Pietrine (1 e 2 Pietro, di autori pseudonimi differenti) furono scelte dallo complesso molto più grande di opere Pietrine apocrife che sopravvivono oggi, comprese le due Apocalissi di Pietro, il Vangelo di Pietro, i Viaggi di Pietro, gli Atti di Pietro, la Predicazione di Pietro, la Lettera di Pietro a Filippo, la Lettera di Pietro a Giacomo, ecc. Le due Epistole favorite furono aggiunte, come lo fu una lettera da qualcuno chiamato Giacomo ed un altra da un Giuda. Giacomo era il fratello del Signore? Figlio di Zebedeo? Figlio di Alfeo? Qualche altro Giacomo? Nessuno lo sa. Comunque, questi documenti ci hanno dato il nocciolo del canone cattolico, anche se siano stati richiesti alcuni secoli per delimitare il suo esatto profilo.

Traduzione da “Pre Nicene New Testament” di Robert M. Price

Il Rinnegamento di Pietro e il Canto del Gallo

Mentre discute il proprio tradimento, Cristo sostiene che Pietro, la sua “roccia”, lo rinnegherà tre volte prima che il gallo canti. Questo elemento si trova in altri miti e in tradizioni precedenti. Come afferma Walker:

Viene detto in Zohar che un gallo che canta tre volte è un presagio do morte….. La storia del vangelo del rinnegamento di Pietro del Cristo, tre volte prima del canto del gallo, era collegato a leggende più antiche che associavano il canto (di un gallo) con la morte e la resurrezione del Salvatore solare.65

“S. Pietro, nonostante il suo rinnegamento, è considerato il custode della porta del cielo. Il racconto non è storico ma astronomico in origine, con Pietro ed il gallo che erano la stessa cosa e che rappresentavano l’annuncio del sole del mattino, a cui Pietro il custode/gallo” alla fine permette di passare dopo averglielo negato. Come riferisce Walker:

Il dio risuscitato non avrebbe potuto entrare nel suo regno fino all’alba. L’angelo dell’annunciazione apparve come un gallo, “per annunciare la venuta del Sole”, come disse Pausania. Al canto del gallo, il Salvatore sorgeva come Luce del Mondo per disperdere i demoni della notte. Ma se egli tentava di entrare nel suo regno prima, rompendo i cicli della notte e del giorno, il Custode (del Cancello) glielo avrebbe impedito. Il rifiuto ritualistico ebbe luogo anche nei culti della fertilità di Cana, ove il dio morente Mot veniva rinnegato da un sacerdote che rappresentava il Padre Celeste. La storia pose difficoltà per i teologi Cristiani, quando i pagani chiedevano perché Gesù dovesse fondare la sua chiesa su un discepolo che lo aveva rinnegato invece di uno più leale.66

Come il gallo che annuncia il salvatore risorto, Pietro è associato con il segno dell’Ariete, quando il sole vince la notte e inizia il suo viaggio verso la pienezza.

Citazioni:

65. Walker, WDSSO, 397.

66. Waiker, WEMS, 79.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Pietro la Roccia (ma anche “il gallo” o pene) – da “The Christ Conspiracy”

Il discepolo, apostolo e san Pietro, “la Pietra” a cui viene affidato così tanto della religione Cristiana, si rivela facilmente essere una figura mitologica ed un vecchio motivo:

C’è prova che dentro alcuni dei gruppi [segreti], molto prima dei tempi Cristiani, lo “ierofante” o capo sommo sacerdote e principale portavoce per il figlio di Dio sulla Terra, era chiamato col titolo di “PETR” o “Peter”, che significa “la roccia”. Ad alcuni, questo è sembrato troppo simile al nome che Cristo si dice abbia assegnato a Pietro, strategicamente nominato suo primo discepolo, che è anche detto significare “la Roccia”, per essere stata una completa coincidenza.7

Questa PETR era la roccia del Colle del Vaticano su cui fu costruita la fratellanza Mitraica. Walker riferisce il motivo finale per l’inserimento della figura di Pietro:

Il mito di S. Pietro era il filo sottile da cui pendeva l’intera pesante struttura del papato Romano…. Sfortunatamente per la credibilità papale, il così chiamato passo Petrino era una falsificazione. Fu inserito deliberatamente nella scrittura intorno al 3° secolo D.C. come un espediente politico, per sostenere il primato della sede Romana contro le chiese rivali nell’est. Vari vescovati Cristiani erano impegnati in una lotta per il potere nella quale le armi principali erano la corruzione, la falsificazione, e l’intrigo, con racconti fittizi elaborati e montature scritte nei libri sacri, e la competizione spietata tra partiti rivali per la posizione lucrosa dell’elite di Dio…. La maggior parte delle chiese primitive avanzarono false pretese alla fondazione da parte degli apostoli, anche se gli apostoli stessi non erano altro che i mandatari dei “dodici dello zodiaco” collegati alla figura del re sacro.8

Viene fatto in modo che Gesù dia le chiavi del regno a Pietro, ma poi egli si gira e chiama Pietro “Satana”, implicando ironicamente che la sua chiesa dovrà essere costruita sulla “roccia di Satana”. Pietro era così il “custode della porta” del cielo, come un ruolo nel mito. Come riferisce Robertson: “….. c’è da notare la rimarchevole coincidenza che nel Libro Egizio dei Morti, Petra è il nome del custode divino della porta del cielo….”9 Massey amplia la spiegazione sul ruolo di Pietro e della controparte nella mitologia Egizia:

…. Kabhsenuf che ha la testa di corvo, come denota il nome, è il colui che rifocilla i suoi fratelli, ed questo compito viene assegnato a Pietro come colui che nutre le pecore. Fu Pietro che si precipitò nell’acqua per incontrare Gesù, e nel Rituale – quando il morto Osiris è sorto ed è venuto avanti …. Kabhsenuf bagna le sue membra nei ruscelli perché essi proteggano Osiride…10

“Pietro” non è solo “la roccia” ma anche “il gallo”, o pene, come la parola (cock) viene usata come gergo fino ad oggi. Come dice Walker, “Il gallo era anche un simbolo di San Pietro, il cui nome significava anche fallo o principio maschile (pater) e una colonna fallica (petra). Quindi, l’immagine del gallo era spesso posta in cime alle torri della chiesa”.11 Higgins chiarisce sulla natura fallica di Pietro la roccia:

Su questa pietra, che era l’emblema del principio generativo maschile, il Linga, Gesù fondò la sua chiesa. Questa pietra sacra viene trovata per tutto il mondo. In India a qualunque tempio. I Giudei la avevano nella pietra di Giacobbe, che egli unse con olio. I Greci, a Delfi, come Giacobbe, la ungevano con olio. La pietra nera era nella Caaba, alla Mecca, molto tempo prima dei tempi di Maometto, e fu preservata da lui quando distrusse la Colomba e le Immagini. Egli non solo la preservò, ma egli determinò la sua costruzione nell’angolo della sacra Caaba, ove viene ora baciata e adorata da tutti i Maomettani che fanno il pellegrinaggio alla Mecca…. Mr. Bryant dice, “Quando l’adorazione del sole era quasi universale, questo era uno dei nomi di quella divinità, anche tra i Greci. Essi lo chiamavano Petor, e Petros, e il suo tempio fu chiamato col nome di Petra”. Dove i templi avevano questo nome generalmente c’era una pietra sacra che si supponeva fosse scesa dal cielo…. Mr. Bryant osserva, “Pator o Petros, era una parola Egizia; e Mosè, parlando di Giuseppe e dei sogni del Faraone, ne fa uso più di una volta…”12

Inoltre, la venerazione del peter o lingam riflette l’omo-eroticismo nei culti patriarcali. Questo culto del lingam era così fervente che il “gallo” era considerato il “Salvatore del Mondo”:

Il gallo era un’altro “peter” totemico visto a volte come l’alter ego di dio. Le autorità Vaticane preservarono un’immagine di bronzo di un gallo con un pene sovradimensionato su un corpo di uomo, con scritto sul piedistallo “Il Salvatore del Mondo”. Il gallo era anche un simbolo solare.13

Come affermato, Pietro fu un rifacimento del dio Romano Giano; così, egli era associato col mese di Gennaio, “quando il sole entra nel segno dell’Acquario, simbolo sia del cancello dell’anno e del Cancello Perlato di Maria-Afrodite”.14 Come dice Doane:

Il dio Romano Giona, o Giano, con le sue chiavi, fu cambiato in Pietro, che era soprannominato Bar-Giona. Molti anni fa fu ritrovata a Roma una statua del dio Giano, in bronzo, che era posato in S. Pietro con le sue chiavi nelle sue mani: proprio il dio identico, in tutta la sua bruttezza originale. Questa statua è posta come S. Pietro, sotto la cupola della chiesa di S. Pietro. Viene guardata con la più profonda venerazione: le dita dei piedi sono quasi totalmente erose dai baci dei devoti.15

In aggiunta ai vangeli canonici, i racconti del Pietro Cristianizzato non erano in esistenza al tempo di Giustino Martire (100-165), che, come riferisce Blavatsky, “scrivendo nella prima parte del secondo secolo in Roma, ove egli fissò la sua dimora, ansioso di prendere possesso della più piccola prova in favore della verità per la quale egli soffrì, sembra perfettamente inconsapevole dell’esistenza di S. Pietro!! Né qualsiasi altro scrittore di una qualche importanza lo menziona in connessione con la Chiesa di Roma, prima dei giorni di Ireneo, quando quest’ultimo si adoperò per inventare una nuova religione, estratta dalla profondità della sua immaginazione”.16

Citazioni:

7.”The Other Jesus” website.

8. Walker, WEMS, 787. (Emphasis added.)

9. Robertson, 133.

10. Massey, HJMC, 144.

11. Walker, WDSSO, 397.

12. Higgins, I, 645.

13. Walker, WEMS, 79.

14. Walker, WEMS, 789.

15. Doane, 399.

16. Blavatsky, IU, LI, 24fn.

 

Bibliografia relativa a “The Christ Conspiracy” di Acharya s

 

Ricerche Origini Cristianesimo

 

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