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Gesù: Chi finì sulla croce?

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La Cospirazione di Cristo

A seguito di gentile richiesta:

LA COSPIRAZIONE DI CRISTO (PDF)

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La Cospirazione Di Cristo (Word)

 (Libera traduzione dal libro di Acharya S a cura di A. C.)

Il Vero Cristo sepolto dalla Chiesa

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Gesù è una combinazione di “divinità” precedenti

Il titolo originale del filmato definice “Gesù una Boiata Pazzesca”; mi sono permesso di cambiarlo perchè sono convinto della assoluta sincerità e buona fede di quasi tutti i credenti in Gesù. Petanto non è mia intenzione offendere la loro sensibilità, ma solo invitarli a riflettere sulla possibilità (che è certezza per tanti studiosi del settore non condizionati dalla fede) che le origini del Cristianesimo siano ben diverse da quello che hanno raccontato i vincitori: i “Cristiani” dei primi 4 o 5 secoli e che poi, per imposizione ed altri fattori, è diventata “certezza culturale comune”…

La vita e la morte – Considerazioni a ruota libera

Fino a pochi decenni fa era facile stabilire l’inizio e la fine della vita. Oggi le nuove conoscenze, le tecniche mediche e la bioingegneria hanno complicato molto le cose determinando discussioni e divergenze di ogni genere.

Alcune considerazioni in ordine sparso:

Grazie alle tecniche per i trapianti sappiamo che gli organi prelevati da individui appena deceduti, opportunamente trattati e nutriti, continuano a “vivere”…Si discute persino di casi nei quali i trapiantati avrebbero cambiato carattere assumendo alcune caratteristiche del donatore…

Sappiamo che il corpo umano, come quello di tutti gli esseri viventi, iniziando da una sola cellula, è composto da cellule che possono avere una loro “vita” indipendente e, addirittura, generare altra vita con la clonazione.

In teoria dovremmo dire che il corpo umano muore solo quando sono morte tutte le sue cellule costitutive.

La scienza e le tecniche mediche progrediscono rapidamente per cui malattie oggi incurabili, terminali o di coma irreversibile, potrebbero essere curate in un futuro non lontano. Dovremmo tenere in vita artificialmente tutti?

D’altra parte la “natura” non si fa tanti problemi sulla vita: non solo nel regno vegetale ed animale, ma anche in relazione all’uomo. Vediamo infatti morire giovani e bambini e, soprattutto, feti senza tanto clamore o patemi…

Il pensiero religioso Indù ha un bell’esempio che dice come la realtà sia simile all’onda del mare: un momento è, il momento successivo tutto si rimescola….nel tutto…. Oggi si potrebbe aggiornare il concetto considerando “lo spirito nella materia” come l’energia è una forma della materia, e, tutto tutte le forme di complessificazione e di realizzazioni di specializzazioni in esseri più o meno dotati di qualità psichiche, nascono, crescono e si decompongono tornando come semplice “spirito nella materia”….

Ogni anno nel mondo muoiono decine di milioni di persone per denutrizione o epidemie facilmente curabili, ha senso investire tante risorse di ogni genere per conservare “in vita” chi di vita praticamente non ha più nulla e non fare quasi nulla per la fame nel mondo? Dove sono i movimenti per la vita rispetto ad intere popolazioni di paesi poveri che, o muoiono o “vivono” ai limiti della sopravvivenza?

Sono in atto guerre che, oltre alle consuete atrocità e morti, rende problematica la vita di intere popolazioni innocenti costrette a sfollare da una regione all’altra. Le gerarchie Cattoliche sono evidentemente molto più occupate e preoccupate del fatto che qualcuno si arroghi la libertà di porre fine ad una esistenza che non è più vita: infatti non ne parlano o quasi!

Le varie mafie governano quasi indisturbate in gran parte d’Italia ma non si odono clamori delle gerarchie ecclesiastiche…

Il Papa a Pompei attacca l’anticlericalismo ma non parla di camorra. «Una scelta»

Stupisce che chi professa una fede che crede nella “vita eterna” sia tanto preoccupato per la fine della vita terrena.

Si insiste sul principio che “solo Dio ha diritto di dare e togliere la vita”. Ammesso e non concesso, questo Dio, di fronte ad una espropriazione di una sua prerogativa avrebbe qualche motivo per arrabbiarsi, ma, nonostante che un tempo (Vecchio Testamento) facesse di tutto per affermare i propri diritti, oggi non muove foglia! Si racconta che quando i Russi mandarono le prime sonde spaziali nello spazio, un frate, evidentemente convinto che la Russia fosse l’impero del male, abbia affermato: “una volta per qualsiasi sciocchezza Dio faceva fuoco e fiamme, oggi gli grattano i piedi e non fa nulla! Da qualche tempo si nota un certo menefreghismo persino da parte di Dio!”

Ma rimediano a tutto gli ecclesiastici ben attenti e preoccupati a non perdere il potere e il controllo sulla vita, dalla nascita alla morte! Sono loro i “padroni della vita”.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Capitolo 2)

1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù.
2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
4 E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».
5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.
7 E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le giare» e le riempirono fino all’orlo.
8 Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.
9 E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino….

In questo racconto sembra evidente che Maria “forza la mano” al figlio per togliere dall’imbarazzo la famiglia degli sposi….

“Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo, ciò che slegherete sulla terra sarà slegato anche in Cielo” (Mt. 18,15-35).

Se la Chiesa Cattolica ha il potere di legare e sciogliere, perché, invece di stare dalla parte degli uomini e delle loro difficoltà per “forzare la mano” in alto loco, fa di tutto per condannare, per legare, per porre divieti, ecc.?

Quando fu negata la sepoltura religiosa a Welby, gli esponenti ecclesistici dissero che la Chiesa non poteva permettere ….ma Dio nella sua infinita bontà e misericordia avrebbe potuto capire…..

Non sarebbe logico aspettarsi almeno atteggiamenti del tipo: “determinate scelte sono negative, ma la bontà divina è grande: vai in pace!”

Noto per inciso che, come accade spesso nelle “Sacre Scritture” e nella fede, un aspetto come “l’infinita bontà divina” viene praticamente annullato dalla “giustizia divina”…..

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate sarete misurati…” (Matteo 7,1)

Nascite Verginali

C’è molta gente oggi in rete che sostiene di essere esperta sulla nascita della Vergine, rigurgitando generalmente conoscenza enciclopedica e materiale apologetico.

Su questo, invio le seguenti citazioni per quanto riguarda le varie divinità pre-Cristiane o e/o non cristiane ed i dignitari che sono stati considerati come “nati da vergine”; ad un certo punto o ad un altro. Prego di ritenersi liberi di inviare questo materiale ovunque troviate l’informazione sbagliata riguardo a questi dei, ecc.

Dioniso e Semele

“Dioniso, il figlio di Zeus, nasce da una vergine mortale, Semele, che successivamente fu resa immortale con l’intervento del suo figlio divino; Gesù, figlio di dio, nasce da una vergine mortale, Maria, che…; tali storie possono essere duplicate continuamente.

–Professore e antropologo di Cambridge Sir Dott. Edmund Ronald Leach; “The Essential Edmund Leach”, p. 108.

Horus e Iside

… le parti di [Osiride] furono raccolte da Iside ed il suo corpo fu debitamente risuscitato da lei, anche se mancava il fallo. Questo obbligò la dea a ricorrere alla partenogenesi per concepire e generare Horus

–Dr. James S. Curl, “The Egyptian Revival,” p. 15.

“Partenogenesi” significa “nascita verginale”

Krishna e Devaki

… Durante l’Età dell’Oro e la maggior parte dell’Età d’Argento tutti gli uomini e donne, secondo la denominazione Cristiana, sono “nati in modo verginale”. Il trambusto che viene fatto su questa immacolata concezione riesce a provocare soltanto un sorriso pietoso nell’Indù illuminato dallo Shastra – un sorriso pietoso per l’ignoranza dei fatti sulla storia passata della razza umana di cui sembrano sapere così poco e si curano di meno per conoscere di più. Questo fatto sull’Età dell’Oro e dell’Argento, questa concezione immacolata generalmente prevalente, dovrebbe aprire i loro occhi. Se richiedono una qualche autorità per questa dichiarazione, li indirizzo allo studio di Shanti Parva di Mahabharata

–Baba Premanand Bharati, “Sree Krishna: The Lord of Love,” p. 136

Vedere anche Was Krishna’s Mother a Virgin?

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Tradotto da Acharya S/D.M. Murdock

Per maggiori informazioni vedere il capitolo “The Virgin Birth” del mio libro Suns of God: Krishna, Buddha and Christ Unveiled.

http://TruthBeKnown.com

http://StellarHousePublishing.com

http://TBKNews.blogspot.com

Vangeli Apocrifi

(Letteratura Intratestamentaria)

Gli Insegnamenti dei Dodici Apostoli o La Didachè

L’apocrifo Cristiano delle origini “Gli Insegnamenti sei Dodici Apostoli”, chiamato anche la “Didachè”, fu utilizzato nella composizione dei vangeli canonici. Ben Yehoshua afferma che era basato su scritti concernenti le “12 tribù”, e Larson dice che esso combina i Logia Iesou, o Detti, con il Manuale della Disciplina trovato al Mar Morto. La Didachè non contiene una narrativa ma fornisce spiegazione ed istruzioni riguardo al battesimo, l’eucaristia, la tribolazione e la parusia, o arrivo “del Signore nelle nubi”.

Il Vangelo degli Ebrei e Siriani

Il Vangelo degli Ebrei che data intorno al 115-125 C.E., si ritiene che sia stato usato per primo e quasi esclusivamente dalla primitiva chiesa Giudeo-Cristiana, e da Eusebio fu anche chiamato il “Vangelo secondo gli Ebrei e i Siriani”, “dal che egli intendeva che era usato dai Giudei in Siria, come altrove”, una visione confermata da Girolamo, che affermò pure che “il Vangelo degli Ebrei fu scritto ‘nelle lingue Caldea e Siriana’. Risulta che fosse usato dai Nazareni che risiedevano in Berea, Siria….”30 Il Vangelo degli Ebrei qualche volta fu confuso con il Vangelo di Matteo, probabilmente perché rappresentava gli “Oracoli di Taht-Matiu” Egiziano. Il Vangelo degli Ebrei conteneva i “Logia Iesou” o Detti di Gesù ed era non storicizzante, non contenendo alcuna immacolata concezione, genealogia “da Abramo a Cristo” o storia dell’infanzia.

Il Vangelo degli Egiziani o Diegesis

Un altro testo utilizzato nella creazione del Cristianesimo fu il “Vangelo degli Egiziani”, che predatava i vangeli canonici e fu scritto dai Terapeuti. Del Vangelo degli Egiziani, Waite dice:

L’originale di questo vangelo potrebbe essere stato in uso tra i Terapeuti dell’Egitto, un lungo periodo prima dell’introduzione del Cristianesimo, essendo stati aggiunti successivamente i passi riferiti a Cristo. O potrebbe essere stato scritto in un altro paese, e portato in Egitto, con la religione Cristiana. In ambedue i casi può essere datato tanto presto quanto il 110 al 115 A.D….. La storia di Giuseppe e Maria sembra non fosse nota quando fu scritto questo vangelo. Né viene detto alcunché, per quanto noi abbiamo informazione del suo contenuto, dei miracoli di Cristo, o della risurrezione materiale.31

Taylor afferma che la “narrativa” menzionata da Luca, cioè, la Diegesis, fosse il Vangelo degli Egiziani:

La prima bozza delle avventure mistiche di Crishna, come potate dall’India in Egitto, fu la Diegesis; la prima versione della Diegesis fu il Vangelo secondo gli Egiziani; le prime interpretazioni dal linguaggio dell’Egitto in quello della Grecia, allo scopo di imporlo sulle nazioni dell’Europa, furono i vangeli apocrifi; le versioni corrette, castigate, ed autorizzate di queste compilazioni apocrife furono i vangeli dei nostri quattro evangelisti.

Il Vangelo della Verità, il Vangelo di Tommaso e gli Atti di Tommaso

In aggiunta, un certo numero di vangeli Gnostici menzionano appena “Gesù” o “Cristo”, riferendosi invece ad un “Salvatore” astratto, come il Vangelo della Verità (150 CE) e il Vangelo di Tommaso, che fu composto primariamente dai Logia Iesou e scritto in Aramaico/Siriano, rappresentando la fazione Tammuz. In aggiunta, l’apocrifo Atti di Tommaso fu verosimilmente fabbricato per spiegare come i “Cristiani di S. Tommaso” finirono in India; comunque, come dimostrato, questi “Cristiani” erano seguaci di Tammuz già in India probabilmente millenni prima dell’era Cristiana.

Il Protoevangelion, o Libro di Giacomo

Usato dai falsificatori di Matteo e Luca, il Protoevangielion è una delle narrative Giudaizzate più antiche, scritto da un Giudeo Ellenico intorno al 120-130 CE. Il testo era originariamente Indiano ed Egiziano, con il mito di Iside/Mari e Seb che divennero Maria e Giuseppe, e fu in un certo modo “storicizzato” con la mitica persecuzione da parte di Erode, a cui viene fatto prendere il ruolo sia dell’Indiano Kansa e l’Egizio Set-Typhon.

In aggiunta, nei pezzi del Protoevangelion usati dagli evangelisti furono interpolate delle frasi per “compiere la profezia”: Per esempio, i versi in Matteo 1:22-23 sulla “vergine” che concepisce e che porta un figlio chiamato Emmanuele non si trovano nel Protoevangelion precedente. Mancante è anche Luca 4:24: “Ed egli disse, ‘In verità ti dico, nessun profeta è accetto nel proprio paese’”. Questa interpolazione fu fatta per fare in modo che Gesù, il salvatore solare e genio di sapienza onnipresente, apparisse come se fosse un uomo Giudeo.

Il Vangelo dell’Infanzia

Il Vangelo dell’Infanzia, che data intorno al 120-130, da Girolamo fu attribuito a “Matteo” ma fu “ricevuto dagli Gnostici”, così non fu preso alla lettera. Il Vangelo dell’Infanzia originale era basato sulla storia Indù della fanciullezza di Krishna, il Bhagavat Purana, procurato apparentemente dalla fratellanza Nazzarena Indiana, con influsso Zoroastriano. Questo ed altri vangeli dell’infanzia furono usati per costruire i brevi resoconti del vangelo della fanciullezza di Gesù. Una frase interessante potrebbe essere stata inserita come indizio per la sua natura allegorica, in un passo [VI,18] che segue una descrizione dei poteri miracolosi di guarigione del Cristo infante: “La gente perciò diceva, ‘Senza dubbio Giuseppe e Maria e quel bambino sono Dei, poiché essi non hanno l’aspetto come mortali”. Certamente no.

Questo libro è molto evidentemente una immaginazione, tanto che non fu incluso nel canone, escluso per ridurre i ruoli degli di Maria e Giuseppe. Sono omessi anche i racconti che dipingono Gesù come un bambino cattivo e stregone terrificante che cambia gli altri bambini in capretti, cioè, piccole capre, in modo che egli possa essere il loro “pastore”, e colpisce a morte un bambino Giudeo che aveva distrutto le piscine del pesce del giovane “salvatore” perché esse erano state costruite durante il sabato.

Il Vangelo di Luca

Noi abbiamo già visto che il Vangelo di Luca fu basato sul vangelo di Marcione, con interpolazioni per storicizzarlo e giudaizzarlo. In aggiunta, l’intera storia dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme in Luca 19:29-48 manca in Marcione; come dimostrato, questa storia è una parte dell’antico mito. Gli scrittori di Luca interpolarono anche le frasi Massoniche riguardo a Gesù che è “la testata d’angolo principale che i costruttori scartarono” in 20:9-18, versi che non si trovano in Marcione. In aggiunta, un certo numero di passi furono aggiunti “per compiere la profezia”.

Luca non fu solo interpolato ma anche purgato per rimuovere cenni della fratellanza. Per esempio, in Luca 24, i “due uomini in vesti abbaglianti” originariamente erano detti essere “quelli in bianche vesti”, cioè, monaci o sacerdoti del culto solare, o “Fratellanza del Sole”.

Citazioni:

30. Waite, 63.

31.Waite, 86.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Movimento LaicoResistenza Laica Forum Laici Libertari Anticlericali

Gesù e la sua famiglia – Fratelli e falsi fratelli

(Traduzione da “Jésus après Jesus” di G. Mordillat e J. Prieur)

La dura realtà dei testi, in ogni caso, fa che Gesù abbia avuto almeno due sorelle, il cui nome non è stato conservato, e quattro fratelli, che si chiamano Giacomo, José (o Joset o Giuseppe), Giuda (o Judas) e Simone. Non sono fonti più o meno incerte che lo pretendono, sono il vangelo di Marco e quello di Matteo, che danno anche quest’elenco (Mc 6,3 e Mt 13,55).

In aggiunta, i nomi dei fratelli di Gesù sono tutti portatori di un fortissimo carico simbolico nei confronti della storia di Israele: Giacomo, cioè Giacobbe, figlio minore di Isacco, i cui dodici figli diedero i loro nomi alle dodici tribù di Israele; José (Giuseppe), figlio Giacobbe, padre delle tribù di Manasse e di Efraim; Giuda (Judas) e Simone, nomi dei capi della sommossa vittoriosa dei Maccabei, età d’oro del giudaismo. Quattro nomi che dimostrano un profondo radicamento familiare nella pietà ebrea e anche nel suo nazionalismo. Se si aggiunge in quest’elenco il nome di Gesù, che, in ebreo, è lo stesso che quello di Giosuè (il successore di Mosè che condusse il popolo nella terra promessa), si tratta a colpo sicuro di una famiglia molto patriota.

La famiglia di Gesù era una famiglia ebrea come tante altre al 1 secolo, con sei o sette bambini. Come tutte le ragazze del suo tempo, Maria dovette essere sposata molto presto, e si può supporre che non avesse affatto più di una dozzina di anni quando si è trovata incinta di Gesù.

La lettura del vangelo di Matteo, suo malgrado, autorizza anche a pensare che Maria abbia potuto essere vittima di uno stupro (o di incesto) e che Giuseppe l’abbia accolta nel suo focolare, come lo tollera il Deuteronomio, senza lapidarla, senza sottoporla alla prova delle erbe amare (permetteva di scoprire le adultere), senza richiedere che ella fosse castigata per impudicizia.

Nulla impedisce ovviamente che abbiano avuto in seguito bambini insieme. In questo caso, i “fratelli” di Gesù sarebbero “fratellastri“, nati dalla stessa madre (Maria). ma da un padre diverso: da un padre sconosciuto per Gesù, da Giuseppe per gli altri. L’ipotesi di illegittimità non sarebbe senza base.

Molte argomentazioni possono essere avanzate per sostenere questa visione eterodossa della storia: Benché sembri essere il più anziano, Gesù non possiede alcun bene: “il figlio dell’uomo, non ha dove riposare la sua testa” (Mt 8,20). A maggior ragione, se Giuseppe fosse morto, avrebbe dovuto legittimamente ricevere l’eredità di suo padre, per quanto misera fosse stata.

I suoi fratelli sono sposati, come ne testimonia la frase di Paolo che evoca le mogli dei fratelli del Signore. Non sembra che Gesù lo sia stato, per quanto strano ciò sembrasse all’epoca, eccetto se, precisamente, fosse considerato come bastardo. Secondo il Deuteronomio, un figlio di padre sconosciuto non poteva sposarsi con una vero Israelita. “il bastardo è allontanato dall’assemblea di Yahvé” (Dt 23,2).

L’origine delle relazioni così tese tra Gesù e la sua madre si troverebbe legata a questa tara fondamentale che i suoi avversari gli oppongono costantemente. Così si spiegherebbe che i suoi fratelli – sempre solidali con la loro madre – gli testimoniano una certa ostilità, meno di una diffidenza certo, come verso qualche uno che è “a parte”. Molte frasi attribuite a Gesù prendono, in questa prospettiva, un colore inatteso:

“il fratello consegnerà il suo fratello alla morte” (Mt 10,21; Mc 13,12; Lc 21,16). Gesù non ha come fratello un certo “Giuda” o “Judas”, come quello che lo denuncia?

“quante volte il mio fratello potrà peccare contro me?” (Mt 18,21; Lc 17,3) Gesù non ha come fratello uno nominato “Simone”, come quello che lo disconosce tre volte?

“Maestro dì a mio fratello di dividere la nostra eredità” (Lc 12,13): Gesù non ha come fratello “Giacomo” che sembra essere il suo fratello più anziano?

E tanti altri dove la parola “fratello” può essere intesa nel senso più immediato del termine, come se il testo portasse i cento sprazzi di una lunga lite di famiglia. Famiglia contro la quale Gesù si scaglia a varie riprese: “chi ama suo padre o la sua madre più di me, non è degno di me” (Mt 10,37);”se qualcuno viene a me senza odiare suo padre, la sua madre, sua moglie, i suoi bambini, i suoi fratelli, le sue sorelle e perfino la sua vita, non può essere mio discepolo” (Lc 14,26);”sono venuto ad opporre l’uomo a suo padre, la ragazza alla sua madre, la nuora alla sua suocera; si avranno per nemici le persone della propria famiglia (Mt 10,35-6)…”

 

Gesù e la sua famiglia – Le teorie familiari

(Traduzione da “Jésus après Jesus” di G. Mordillat e J. Prieur)

Si contano tre teorie principali a proposito dei “fratelli di Gesù”

quella del protovangelo di Giacomo, chiamato anche Natività di Maria, un resoconto apocrifo del 2° secolo ripreso in seguito da Epifanio di Salamina: Giuseppe era un uomo maturo che aveva già avuto bambini da un matrimonio precedente. I “fratelli” di Gesù, più anziani di lui, di conseguenza gli erano fratellastri: stesso padre, madre diversa;

– quella di Elvidio, alla fine dello IV° secolo, che, ritornando alla lettera dei testi del Nuovo Testamento, considera che i fratelli e le sorelle di Gesù sono realmente i suoi fratelli e le sue sorelle: stesso padre, stessa madre;

– quella di san Girolamo, che, contro Elvidio, fa dei “fratelli” di Gesù dei cugini germani per preservare non soltanto la verginità di Maria, ma anche quella di Giuseppe, padre e madre vergini di un bambino unico: Gesù.

Il giro completo di Girolamo si basa su una riconsiderazione del testo greco dei vangeli in ebreo o in aramaico, lingue nelle quali non ci sono parole precise per distinguere i fratelli dai cugini germani: si utilizza hà nei due casi. Ma, fino ad oggi, non è stato mai scoperto alcun manoscritto dei testi del Nuovo Testamento in una lingua semitica. San Girolamo era l’ultimo a ignorare che erano stati scritti in greco, lingua nella quale si fa distinzione tra “fratello”, adelphos, e “cugino”, anepsios.

La tradizione più primitiva ne porta una prova senza la minima ambiguità. Nella sua Prima Epistola ai Corinzi, verso 55, Paolo si indigna: “non abbiamo il diritto di portare con noi un coniuge che crede, come gli altri apostoli, ed i fratelli del signore?” (1 Co 9,5). Paolo utilizza in greco la parola adelphos. “fratello”, che designa fratelli biologici. E quando parla dei “fratelli” del Signore, non è mai un sinonimo per designare gli apostoli, i discepoli, i lavoratori, come sarà il caso più tardi nella tradizione cristiana. Allo stesso modo, nella sua Epistola ai Galati, dice che non ha visto alcuno a Gerusalemme “ma soltanto Giacomo, il fratello del Signore (Ga 1,19). Paolo non poteva mai sbagliarsi sul legame di relazione tra Gesù e Giacomo, e non si vede perché avrebbe inventato questo “fratello del signore” se si trattasse di un cugino. Questa frase avrebbe dunque dovuto, da sola, ed anche se non piace a San Girolamo, regolare definitivamente il problema dei “fratelli di Gesù”, questo serpente di mare dell’esegesi e delle pubblicazioni a sensazione.

La Chiesa Cattolica e la immaginazione profana opteranno infine per la versione del protovangelo di Giacomo, fino alla Leggenda dorata di Giacomo di Voragine, nel XIII° secolo. Ormai, Giuseppe sarà dipinto come un vegliardo (incapace di avere relazioni sessuali) e Maria come una giovane donna eternamente vergine; quanto ai “fratelli”, i pittori non avranno ovviamente abbastanza posto né colori per metterli sul tessuto. In nome del dogma della verginità perpetua di Maria, il cattolicesimo ha inventato il problema dei “fratelli di Gesù”, ma per Paolo e per gli evangelisti, questo dogma e questi problemi non esistono.

 

Gesù e la sua famiglia – I sette veli, I fratelli

(Traduzione da “Jésus après Jesus” di G. Mordillat e J. Prieur)

I sette veli

Mentre per Marco Maria era soltanto una semplice donna, Matteo ne ha fatto una vergine, Luca le dà Dio per marito attraverso l’angelo Gabriele, e Giovanni ne estrae il prototipo della madre che piange i suoi figli. Fuori di ogni realtà storica, è su queste tre basi che sarà costruita la leggenda di Maria. È su queste basi testuali estremamente sottili che la Chiesa Cattolica e l’entusiasmo popolare trasformeranno la “mariologia” – o “mariolàtria” – in verità rivelata, che giustifica il culto di Maria vergine, madre di dio, eternamente vergine, che, come il cespuglio ardente, splende incessantemente, senza mai consumarsi…

Schalom Ben-Chorin ricorre ad una metafora particolarmente fine: il viso di Maria, al modo orientale, è coperto da sette veli, egli dice, tessuti “dalla tradizione, il dogma, la liturgia, la leggenda, l’arte, la poesia, la musica”3. Il sacerdote Timoteo, che visse tra la fine del IV° secolo e l’inizio del V° secolo, è il primo a concepire l’immortalità di Maria, ma è soltanto a partire dalla fine dello VI° secolo che si celebrerà l’Assunzione, la sua salita ai cieli, il 15 agosto.”Alla fine del IV° secolo, il primo concilio di Costantinopoli decreta la sua maternità verginale dogma della chiesa. Nel 390, il papa Sirice afferma la sua verginità integrale, prima, durante e dopo il parto. Nel 431, a seguito di una lunga discussione, il concilio di Efeso la proclama “Madre di Dio”, theotokos. Nel XIX° secolo soltanto, nel 1854, è decretato il dogma dell’Immacolata Concezione – che significa che Maria fu preservata, fin dalla sua concezione, dalla macchia del peccato originale. Nel 1950 Pio XII fa dell’Assunzione un dogma. Nessuno di questi concetti esiste nei ventisette libri del Nuovo Testamento. Chi era Maria realmente? Noi non ne sapremo mai nulla. Tanto più che, sorprendentemente, gli Atti degli Apostoli, che potrebbero illuminarci sul suo atteggiamento e sulla sua fede, sono muti su questi punti. L’autore la situa nella prima comunità fra i discepoli, senza che abbia uno statuto o una posizione peculiare. Poi la dimentica immediatamente. In modo tanto brusco come era apparsa nel vangelo secondo Marco, Maria sparisce dai testi del Nuovo Testamento al primo capitolo del libro degli Atti.

I fratelli

Dopo la morte di Gesù, tutti i discepoli dunque si riuniscono a Gerusalemme con alcuni parenti, il resoconto precisa soltanto: “tra i quali Maria, madre di Gesù, e con i suoi fratelli” (Ac 1,14). Gesù aveva dunque fratelli? È nel vangelo di Luca che si trova una frase che, trattandosi di Maria, ha dato molto filo da torcere agli esegeti cattolici: “partorì suo figlio primogenito” (Lc 2,7). Per qualsiasi lettore in buona fede, il testo si capisce facilmente: se Gesù è il primogenito di Maria, ciò significa che ha avuto altri bambini. L’ipotesi del vangelo di Luca può essere consolidata anche da un passaggio del vangelo di Matteo altrettanto imbarazzante: “e non la conobbe fino al giorno quando partorì un figlio” (Mt, 1,25). Ciò che fa intendere che Giuseppe “la conobbe” successivamente, e che poté partorire nuovamente. Se Gesù fosse stato il figlio unico di Maria, perché l’evangelista Luca avrebbe precisato il suo “primo” e non il suo “figlio unico“? Perché l’evangelista Matteo avrebbe parlato di un figlio invece di “suo figlio”?” È chiaro che né Matteo né Luca, che tuttavia sono gli araldi della nascita verginale, non suppongono che Gesù fosse il solo figlio di Maria: per loro, è il più anziano di una fratellanza. Questo diritto di primogenitura, del resto nulla lo prova. Ma è il segno che, nel momento in cui i testi di Matteo e di Luca sono stati formati (verso l’80-85), la leggenda della nascita verginale non era ancora fermamente ancorata, e dunque che nulla proibiva di riconoscere a Maria un’altra progenie oltre a Gesù. Il “problema” dei fratelli di Gesù emerge molto più tardi, quando la dottrina della verginità perpetua di Maria ha preso la sua vera forza. Di conseguenza, i commentatori dovranno fare fronte ad un problema temibile.
Citazioni:
3. Schalom Ben-Chorin, Maria. Un regard juif sur la mére de Jésus (1971 éd. fr.. Desclée de Brouwer, 2001).