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La Cospirazione di Cristo

A seguito di gentile richiesta:

LA COSPIRAZIONE DI CRISTO (PDF)

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La Cospirazione Di Cristo (Word)

 (Libera traduzione dal libro di Acharya S a cura di A. C.)

Horus e Gesù

Da Giovani Dubbiosi:

Concepimento: Da una vergine. Da una vergine.

Padre: Unigenito figlio del Dio Osiride. Unigenito figlio di Geova (nella forma dello Spirito Santo).

Madre: Meri. Miriam (alias Maria).

Padre putativo: Seb (Jo-Seph). Giuseppe.

Discendenza del padre putativo: Di discendenza reale. Di discendenza reale.

Luogo di nascita: In una grotta. In una grotta o stalla.

Annunciazione: Di un angelo a Iside, sua madre. Di un angelo a Miriam, sua madre.

Nascita annunciata da: La stella Sirio, stella del mattino. Una non precisata “stella apparsa nel cielo d’oriente.”

Data di nascita: Gli antichi egizi sfilavano attraverso le strade al tempo del solstizio Celebrata il 25 dicembre. La data scelta era la stessa della nascita di invernale (tipicamente il 22-25 dicembre), portando una mangiatoia e un bambino che rappresentava Horus. Mitra, Dioniso, il Sole Invitto (Sole Invincibile), ecc.

Annuncio della nascita: Per mezzo di angeli. Per mezzo di angeli.

Testimoni della nascita: Pastori. Pastori.

Testimoni posteriori della nascita: Tre divinità solari. Tre sapienti.

Minaccia di morte durante l’infanzia: Herut tentò di far uccidere Horus. Erode tentò di far uccidere Gesù.

Gestione della minaccia: Il Dio Che dice alla madre di Horus: “Vieni, tu dea Iside, nasconditi con tuo figlio.” Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, dicendo: “Destati, e prendi il fanciullino, e sua madre, e fuggi in Egitto,…”

Ceremonia del rito di passaggio: Horus raggiunse la maturità con uno speciale rituale, quando gli fu reintegrato l’occhio. Portato al tempio dai genitori per quello che è oggi chiamato un rituale Bar Mitzvah.

Rituale all’età di: 12 anni. 12 anni.

Discontinuità nella storia della vita: Nessuna documentazione tra i 12 e i 30 anni. Nessuna documentazione tra i 12 e i 30 anni.

Località del battesimo: Il fiume Eridano, o Iarutana. Il fiume Giordano.

Età al battesimo: 30 anni. 30 anni.

Battezzato da: Anup il Battista. Giovanni il Battista.

Sorte finale del battezzatore: Decapitato. Decapitato.

Tentazione: Portato dal deserto di Amenta su un’alta montagna dal suo arcirivale Sut. Sut (alias Set) fu un precursore Portato dal deserto della Palestina su un’alta montagna dal suo dell’ebreo Satana. arcirivale Satana.

Esito della tentazione: Horus resiste alla tentazione. Gesù resiste alla tentazione.

Sostenitori :Dodici discepoli. Dodici discepoli.

Attività: Camminò sull’acqua, espulse demoni, guarì i malati, restituì la vista ai ciechi. “Con la sua potenza calmò il mare.” Camminò sull’acqua, espulse demoni, guarì i malati, restituì la vista ai ciechi. Comandò al mare: “Taci, e sta’ cheto.”

Resurrezione del morto: Horus resuscitò il suo defunto padre Osiride dalla tomba. Gesù resuscitò Lazzaro dalla tomba.

Località dove si compì il miracolo della resurrezione: Anu, una città egiziana dove si tenevano annualmente i riti della morte, sepoltura e resurrezione di Horus. Gli ebrei aggiunsero il loro prefisso (“beth”) per “casa” ad “Anu”, originando “Beth-Anu”, o la “Casa di Anu”. Dato che “u” e “y” erano anticamente intercambiabili, “Bethanu” divenne “Bethany” (Betania), la località menzionata in Giovanni 11.

Origine del nome Lazzaro: Asar era un altro nome per Osiride, padre di Horus, che il figlio resuscitò dal regno dei morti. A Lui ci si rivolgeva utilizzando, come segno di rispetto, il termine “l’Asar”. Tradotto in ebraico, è reso “El-Asar”. I romani aggiunsero il prefisso “us” per indicare un nome maschile, ottenendo “Elasarus”. Con il passare del tempo la “E” fu omessa e la “s” si tramutò in “z”, dando origine a “Lazarus” (Lazzaro). Come descritto dall’autore(i) del Vangelo di Giovanni.

Trasfigurato: Sulla montagna. Sull’alta montagna.

Sermone(i) chiave: Sermone del Monte. Sermone del Monte; Sermone della Pianura.

Tipo di morte : Per crocifissione. Per crocifissione.

Accompagnato da: Due ladroni. Due ladroni.

Sepoltura:In una tomba. In una tomba.

Destino dopo la morte: Discese negli Inferi; resuscitato dopo tre giorni. Discese negli Inferi; resuscitato dopo circa 30-38 ore (da venerdi pomeriggio a, presumibilmente, domenica mattina), che coprono parte di tre giorni.

Resurrezione annunciata da: Donne. Donne.

Futuro: Regno millenario. Regno millenario.

Seguito

Zeitgeist – The movie (sottotitoli in it.)

(Work in Progress)

Perché Trasformare il Mito Solare in un Uomo Giudeo

La questione non è se Gesù e la sua religione siano stati creati o meno ma perché: perché il mito solare onnipresente si trasformò in un uomo “Giudeo”? Come riflesso nella Bibbia, gli Israeliti, particolarmente le tribù di Giuda e di Levi, si consideravano il popolo eletto di Dio e le guide spirituali dell’umanità (Deut. 7:6). Essi erano una “nazione sacerdotale” che aveva determinato che le altre nazioni avrebbero dovuto servire Israele o perire completamente (Is. 60:10-12). Gli Israeliti sostenevano che essi avevano il diritto di uccidere i maschi delle nazioni nemiche “ma le donne e i piccoli, il bestiame, ed ogni altra cosa …voi prenderete come bottino per voi stessi”. (Deut. 20:13-14) Infatti, per tutto il Vecchio Testamento il dio di Israele ripetutamente comandò al “suo popolo” di sterminare altre culture e di commettere genocidio. Gli Israeliti insistevano anche che essi avevano il diritto di prestare danaro con interessi agli “stranieri”, ma che non dovevano farlo con i loro “fratelli” (Deut. 23:19-20). Come dice Larson, “Il Popolo Eletto doveva legarsi insieme con legami di mutua solidarietà, ma potevano ingannare e sfruttare tutti gli altri a volontà”.23

Questa mentalità super macista continuò nell’era Cristiana e si può trovare nella letteratura inter-testamentale che include i testi Giudaici apocrifi e pseudoepigrafici, come anche nei rotoli del Mar Morto, uno dei quali, il Rotolo della Guerra, un testo evidentemente Giudeo, chiama per la distruzione dei “Kittim” o “figli di Jafet”, cioè, gli Ariani, in questo caso i Romani. Come un altro esempio, nell’apocryphon Giudaico Quarto Esdra, scritto dopo la distruzione del 70 CE, il fanatico autore si lamenta amaramente col Signore:

Per quanto riguarda il resto delle nazioni che sono nate da Adamo, tu hai detto che esse sono nulla e sono come saliva… E ora, Signore, ecco, queste nazioni …governano sopra di noi e ci divorano. Ma noi, il tuo popolo, che tu hai chiamato il tuo primogenito, unico-genito, eletti, e amati, siamo consegnati nelle loro mani. Se fu per noi che il mondo fu creato, perché noi non lo possediamo come nostra eredità?24

Larson approfondisce sulla grandiosità dei Giudei:

I Giudei si consideravano gli eletti di Jahvè e attribuivano a Lui ogni vittoria, sconfitta, o castigo…. Nessun altro popolo è mai stato tanto consapevole del primato finale per mezzo di intervento soprannaturale. Questo ha dato loro coesione e coraggio di preservare di fronte alla persecuzione e la decimazione. La convinzione che ogni Giudeo parteciperà un giorno nel suo destino divino come membro della razza che governerà il mondo lo ha reso orgoglioso e gli ha permesso di sopravvivere senza venire assimilato tra le nazioni della terra…. Era veramente un mondo Giudeocentrico.25

Secondo le scritture, i Gentili avrebbero abbracciato la religione Giudaica, e l’impero Giudaico si sarebbe esteso a tutti i confini della terra. Incluso nell’eredità promessa c’era un liberatore o messia per realizzare “il regno”. Questo Messia sarebbe stato eterno o una giuda umana temporale che con le sue armi avrebbe rovesciato i nemici di Israele, o un essere soprannaturale che avrebbe fatto ugualmente, stabilendo anche un regno “eterno” Giudaico. In questa lotta, infatti, Dio Stesso sarebbe apparso:

Inoltre, in linea con quello che il profeta Zaccaria aveva predetto (14:3-5), si sosteneva che il Signore Stesso sarebbe venuto con le sue legioni celesti e avrebbe combattuto per il suo popolo.26

Per di più, il passo in Zaccaria, il penultimo libro prima del Nuovo Testamento, descrive il Signore che appare sul Monte degli Ulivi, ovviamente usato come modello nella creazione del Cristianesimo.

L’imperialismo Giudaico sarebbe così arrivato quando l’atteso liberatore avrebbe distrutto i nemici e avrebbe dato il loro bottino ad Israele. Come dice Larson, “Questo Messia porterà il giudizio su Gentili ed essi diventeranno gli schiavi di Giuda….”27 Perché il Messia fosse considerato genuino, egli doveva incorporare varie caratteristiche descritte nel Vecchio Testamento, come essere del seme di Abramo, la tribù di Giuda, e la casa di Davide. Egli doveva nascere a Betlemme da una vergine o giovane ragazza e sarebbe stato chiamato “Dio Potente, Padre Eterno, Principe della Pace”.

Al tempo della distruzione del tempio nel 70, il mondo Giudaico era stato in subbuglio per secoli. Nel 332 A.C., Alessandro il Grande aveva conquistato la Palestina, e dopo la sua morte Israele andò sotto il governo del Greco Tolomeo d’Egitto. Nel 175 A.C., Antioco di Siria invase Gerusalemme ed eresse un altare a Zeus ed altri “dei stranieri”. Intorno all’88 A.C., il re Giudeo Alessandro Gianneo si sostiene che abbia crocifisso 800 Farisei e fece tagliare le gole delle loro mogli e dei loro bambini di fronte a loro, mentre Gianneo beveva e giaceva li intorno con le sue concubine. Durante il governo di Gianneo, si sostiene che siano stati uccisi alcune migliaia di ambedue le parti. In seguito, i Romani entrarono in Palestina sotto Pompeo intorno nel 63 A.C., una invasione che schiacciò la nazione e accrebbe la febbre messianica, risultante nell’apparizione di sciami di supposti messia e cristi. Come dice Larson, “La terra era un calderone bollente di aspettativa Messianica, e molti aspettavano giornalmente il Figlio dell’Uomo arrivare sulle nubi e circondato da miriadi di angeli, che veniva per stabilire il ‘regno eterno’”.28 Di questa era, Higgins riferisce:

Circa sessanta anni prima di Cristo l’impero Romano era stato allarmato da prodigi, e da antiche profezie, che annunciavano che una emanazione della Divinità sarebbe nata circa in quel periodo, e che un rinnovamento del mondo stava per aver luogo…. Giuseppe dice, “Quello che principalmente li (i Giudei) eccitava alla guerra era una profezia ambigua, che si trovava anche nei libri segreti che in quel periodo qualcuno nel loro paese, avrebbe dovuto sorgere, che avrebbe ottenuto l’impero del mondo intero”.29

Questa frenesia messianica, aumentò per tutta l’occupazione Romana ed era alta durante e dopo il supposto avvento di Cristo. È impossibile credere che, in tale ambiente disperato e fanatico, se Cristo fosse stato reale, avesse fatto i miracoli a lui attribuiti e – sommamente importante – avesse soddisfatto tutti i requisiti scritturali del messia, i Giudei non sarebbero saltati di gioia al suo avvento soprannaturale ma lo avrebbero in realtà rigettato e fatto in modo che fosse ucciso. Ma i Giudei non lo accettarono, poiché sorse in seguito messia dopo messia, come se Cristo non fosse mai esistito affatto…. Come nota Jacolliot:

Un fatto mi ha sempre meravigliato. Per tutti i libri dei tempi primitivi dell’Egitto e l’Est, l’antica tradizione del Messia era passata nella legge Ebraica. Come mai….che i Giudei rifiutarono di riconoscere questo Redentore che essi aspettavano tanto impazientemente – e che, anche oggi, essi aspettano ancora?30

I Giudei morivano letteralmente per un liberatore soprannaturale e – ed ecco – che arrivò una incarnazione divina sbalorditiva, con tutti i requisiti scritturali del messia e i miracoli richiesti per dimostrare che egli aveva il pieno potere di Dio dietro di lui, eppure i Giudei (e tutti gli storici del tempo) lo ignorarono completamente – anzi, essi lo misero a morte! Infatti, il mondo che seguì il supposto avvento di Cristo sarebbe stato impossibile se egli fosse realmente esistito in quel periodo.

Naturalmente, per essere salvati da un liberatore, si deve avere nemici, e i Giudei zelanti li avevano creati ovunque con l’essere estremamente settari, arroganti e bigotti. I Giudei nell’insieme erano l’unico gruppo esente dalla legge Romana che costringeva tutti i soggetti a conformarsi fino ad un certo punto alla religione di stato e al sistema politico, e il loro estremo settarismo li resero un fastidio per l’impero. Come dice Larson:

Filostrato, concordando generalmente con gli scrittori classici, dichiara che “i Giudei sono stati a lungo in rivolta non solo contro i Romani ma contro l’umanità”; e che essi sono “una razza ….da parte e inconciliabile”. Questa separazione derivò, e poi fu intensificata, dalla fede Giudaica. Almeno mezza dozzina di volte in tremila anni, è stata decretata la loro annichilazione….Furono esperienze come queste che permisero al genio Ebraico di creare un culto del salvatore che potesse sconfiggere tutti gli altri.31

Eppure, i Giudei stavano perdendo malamente nella loro battaglia per mantenere la loro separazione, poiché essi stavano venendo ingoiati dalle culture Greca e Romana, con i loro numerosi culti e religioni. In aggiunta, molti Giudei disdegnavano l’oppressiva Legge Mosaica. Questi fattori forzarono il sacerdozio a ricorrere al suo metodo onorato dal tempo di finanziare Zeloti per ristabilire la propria religione centralizzata. Larson descrive il clima in Palestina durante questo periodo:

La Palestina era piena di ladri, e non era sicura la vita di nessun uomo. Qualunque sedizioso con occhi selvaggi poteva procurarsi un seguito con stravaganti promesse. Le attività degli Zeloti erano incrementate da quelle dei Sicari, una società segreta di assassini che si mischiavano nella moltitudine nelle strade più affollate specialmente durante i giorni di festa e sacri, e uccidevano le loro vittime con daghe…. L’indignazione Romana veniva provocata poiché solo i Gludei erano ribelli.32

Per raggiungere i loro scopi, i Gluidei ed altri Israeliti come il sacerdozio Levitico, che si era diviso in due principali sette in competizione, i Sadducei e i Farisei, finanziavano e organizzavano operazioni militari. Alcune di queste operazioni partirono senza dubbio dalla fortezza di Qumran, finanziate dai Sadochiti/Sadducei, i cui ricchi compatrioti avevano una roccaforte ad Alessandria. Durante questo periodo, saltarono fuori molti “messia” violenti e zelanti, come ad esempio Giuda, Teudas l’Egiziano ed altri, e si attaccarono a vicenda, (attaccarono) i Romani e i Giudei ricchi, finché essi furono deposti, con il risultato della perdita di molto sangue Giudeo. Dopo la Prima Rivolta, colpì la fame, e le madri mangiarono i loro figli, anche se i Romani avevano tentato di impedire queste circostanze orribili: “Ripetutamente Tito offrì generosi termini per la capitolazione, che furono rifiutati con disprezzo da uomini che aspettavano di ora in ora il Messia apocalittico”.33 L’imperatore Tito alla fine bruciò il tempio e distrusse la città, durante il quale periodo, Giuseppe sostiene, più di un milione di Giudei furono uccisi o morirono di fame, e centinaia di migliaia in più furono resi schiavi. I due secoli intorno all’inizio dell’Era Comune furono, quindi, un totale disastro per i Giudei. Come dice Graham:

Dal 100 A.C. al 100 D.C. circa, il sacerdozio ortodosso Giudeo soffrì una eclisse. Le promesse delle loro scritture li avevano traditi – Gerusalemme era distrutta e Israele era disperso. In seguito molti Giudei fuggirono in Egitto, a Roma e in Grecia, e quelli tra loro che avrebbero potuto diventare sacerdoti si unirono alle scuole dei Misteri, tra le quali quella degli Gnostici.34

Gerusalemme fu distrutta di nuovo sotto Adriano nel 135 C.E. dopo una rivolta guidata dallo Zelota Simone Bar Cocba, che fu nominato come la “stella di Giacobbe” predetta in Numeri 24:17 e reiterata nel Documento Sadochita trovato al Mar Morto. Ma, dicono Baigent e Leigh, “A differenza della rivolta del 66 D.C., l’insurrezione di Simeone, che ebbe inizio nel 132 D.C., non fu una conflagrazione mal organizzata risultante, per così dire, da una combustione spontanea. Al contrario, nell’impresa ci fu una pianificazione molto prolungata e accorta”.35

Quando i loro sforzi di far sorgere il messia fallirono e non era in arrivo una simile eredità promessa, allo scopo di salvare il Giudaismo e i propri scopi di dominio del mondo, zelanti “Giudei”, cioè, “gli Eletti”, lavorarono per mettere insieme una storia per dimostrare che la loro nuova alleanza era stata veramente rispettata “dal Signore”. Proprio come un Mosè fu creato per dare autorità divina al “suo popolo” e renderli gli eletti di Dio, così Gesù fu ideato per provare che il Signore, come parte della nuova alleanza, aveva veramente mandato ai suoi eletti il suo redentore atteso a lungo. Comunque, non poteva essere dimostrato che un tale redentore fosse un grande guerriero che fisicamente sbaragliò i nemici di Israele, perché Israele era stato distrutto; quindi, l’avvento del messia fu reso solamente in una conquista spirituale. Come dice Higgins, “E’ sempre… stato l’obiettivo di Gesù di aprire la religione Giudaica al mondo intero”.36 Poiché, come dice in Giovanni 4:22, “la salvezza viene dai Giudei”. Tradotto diversamente, quel passo si leggerebbe, “Gesù viene dai Giudei”.

Con la distruzione finale di Israele, che cacciò via dalla Palestina non solo i Gludei ma anche i Samaritani, e con il loro successivo ingresso nelle scuole del mistero, in particolare ad Alessandria, la spinta per la Giudaizzazione dei detti e delle narrazioni del Gesù degli Gnostici/Terapeuti iniziò con fervore. Come dice Wheless:

Fu in questa circostanza critica, per ravvivare e stimolare la speranza sfinita dei Giudei credenti e per diffondere la propaganda tra i Pagani che credevano a tutto, che iniziarono ad essere sviluppati dai propagandisti Cristiani i racconti scritti di Cristo. Di fronte ai loro occhi in ammirazione essi avevano come modelli la “intera letteratura” degli scritti apocrifi o contraffatti dei Giudei, più gli Oracoli Pagani….37

Come notato, un numero indefinibile di aspetti Giudaici nei vangeli canonici e nelle epistole tradiscono che gli scrittori erano ex-Giudei, metà-Giudei o non-Giudei che non erano familiari in modo esperto con i rituali e le pratiche Giudaiche, non conoscevano la geografia della Palestina, e certamente non scrissero nel linguaggio dei Giudei. Comunque, i cospiratori storicizzanti erano anche indubbiamente consapevoli che la Giudea era il luogo perfetto per ambientare la storia, poiché, come dice Andrei Laird, “Situate una storia in un tempo lontano, o un clima culturale, o ambedue, e sarà più facile che siate creduti”.38 E, poiché la Giudea era distrutta e il suo popolo disperso, sarebbe stato più difficile smentire il racconto.

In realtà, molto della informazione sul Gesù che si trova nel NT fu derivata dallo studio del VT ed altri libri Giudei, come le storie di Giuseppe, invece che ottenuta dall’esperienza diretta degli scrittori stessi. Queste inaccuratezze servono come evidenza che gli scrittori del vangeli si sedevano semplicemente attorniati da libri, studiando e copiando passi, e aggiungendo una frase originale o due per collegarli tutti insieme.

Citazioni:

23. Larson, 199.

24. Larson, 199-200.

25. Larson, 195-197.

26. Gaster, 386.

27. Larson, 221.

28. Larson, 204.

29. Higgins, I, 187-9.

30. Jacolliot, 300.

31. Larson, 195.

32. Larson, 205.

33. Larson, 206.

34. Grahain, 285.

35. Baigent & Leigh, 209.

36. Higgins, Il, 253.

37. Wheless, PC, 96.

38. http://www.christianism.com

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Movimento LaicoResistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

Gesù e la sua famiglia – Le teorie familiari

(Traduzione da “Jésus après Jesus” di G. Mordillat e J. Prieur)

Si contano tre teorie principali a proposito dei “fratelli di Gesù”

quella del protovangelo di Giacomo, chiamato anche Natività di Maria, un resoconto apocrifo del 2° secolo ripreso in seguito da Epifanio di Salamina: Giuseppe era un uomo maturo che aveva già avuto bambini da un matrimonio precedente. I “fratelli” di Gesù, più anziani di lui, di conseguenza gli erano fratellastri: stesso padre, madre diversa;

– quella di Elvidio, alla fine dello IV° secolo, che, ritornando alla lettera dei testi del Nuovo Testamento, considera che i fratelli e le sorelle di Gesù sono realmente i suoi fratelli e le sue sorelle: stesso padre, stessa madre;

– quella di san Girolamo, che, contro Elvidio, fa dei “fratelli” di Gesù dei cugini germani per preservare non soltanto la verginità di Maria, ma anche quella di Giuseppe, padre e madre vergini di un bambino unico: Gesù.

Il giro completo di Girolamo si basa su una riconsiderazione del testo greco dei vangeli in ebreo o in aramaico, lingue nelle quali non ci sono parole precise per distinguere i fratelli dai cugini germani: si utilizza hà nei due casi. Ma, fino ad oggi, non è stato mai scoperto alcun manoscritto dei testi del Nuovo Testamento in una lingua semitica. San Girolamo era l’ultimo a ignorare che erano stati scritti in greco, lingua nella quale si fa distinzione tra “fratello”, adelphos, e “cugino”, anepsios.

La tradizione più primitiva ne porta una prova senza la minima ambiguità. Nella sua Prima Epistola ai Corinzi, verso 55, Paolo si indigna: “non abbiamo il diritto di portare con noi un coniuge che crede, come gli altri apostoli, ed i fratelli del signore?” (1 Co 9,5). Paolo utilizza in greco la parola adelphos. “fratello”, che designa fratelli biologici. E quando parla dei “fratelli” del Signore, non è mai un sinonimo per designare gli apostoli, i discepoli, i lavoratori, come sarà il caso più tardi nella tradizione cristiana. Allo stesso modo, nella sua Epistola ai Galati, dice che non ha visto alcuno a Gerusalemme “ma soltanto Giacomo, il fratello del Signore (Ga 1,19). Paolo non poteva mai sbagliarsi sul legame di relazione tra Gesù e Giacomo, e non si vede perché avrebbe inventato questo “fratello del signore” se si trattasse di un cugino. Questa frase avrebbe dunque dovuto, da sola, ed anche se non piace a San Girolamo, regolare definitivamente il problema dei “fratelli di Gesù”, questo serpente di mare dell’esegesi e delle pubblicazioni a sensazione.

La Chiesa Cattolica e la immaginazione profana opteranno infine per la versione del protovangelo di Giacomo, fino alla Leggenda dorata di Giacomo di Voragine, nel XIII° secolo. Ormai, Giuseppe sarà dipinto come un vegliardo (incapace di avere relazioni sessuali) e Maria come una giovane donna eternamente vergine; quanto ai “fratelli”, i pittori non avranno ovviamente abbastanza posto né colori per metterli sul tessuto. In nome del dogma della verginità perpetua di Maria, il cattolicesimo ha inventato il problema dei “fratelli di Gesù”, ma per Paolo e per gli evangelisti, questo dogma e questi problemi non esistono.

 

Gesù e la sua famiglia – L’uomo dei sogni

(Traduzione da “Jésus après Jesus” di G. Mordillat e J. Prieur)

Se le epistole di Paolo ed il vangelo di Marco ignorano Giuseppe, da parte nostra ignoriamo come e perché questo nome appare nel vangelo di Matteo, dunque soltanto intorno agli anni 80 non prima. L’evangelista Matteo s’avvicina del resto timidamente al personaggio. Egli vuole considerarlo soltanto in riferimento a sua moglie. Per lui, Giuseppe è “lo sposo di Maria” (Mt 1,16), senza che Maria sia mai detta “moglie di Giuseppe“. Quanto a Gesù, non è mai Gesù ben Giuseppe, “il figlio di Giuseppe“, è soltanto “il figlio del carpentiere” (Mt 13,55).

Per Matteo, Gesù non è del resto mai in contatto con questo padre virtuale, eccetto che nei resoconti della prima infanzia, ed ancora in modo implicito.Al tempo di Matteo, negli anni 80, è soltanto un nome, è soltanto un’ombra. Non esercita alcun’autorità, non ha alcun’iniziativa personale. È un uomo che dorme, un uomo che sogna, e ogni atto del quale è guidato da un angelo. Giuseppe è sonnambulo.

Nella bibbia ebraica, Giuseppe, il figlio di Giacobbe, è conosciuto proprio come “l’uomo dei sogni“. Gli esegeti da tempo hanno trovato una parata alla cancellazione problematica di Giuseppe: era già morto, dicono, quando Gesù si è messo in marcia, e dunque non c’è nessuna ragione di interessarsi a lui – tanto più che ciò avrebbe ridotto al minimo l’onnipotenza della paternità divina.

Si potrebbe anche considerare un’altra risposta più provocatoria: Giuseppe è un nome di prestito, lo pseudonimo del vero padre di Gesù, di cui nessuno ha mai saputo nulla. Contro l’aria di calunnie la risposta di Matteo è che occorre intendere attraverso il concepimento miracoloso del figlio Gesù. All’insulto, replica con il meraviglioso. Al capitolo 1 del vangelo secondo Matteo, dopo un lungo sviluppo genealogico che mette Gesù tra la discendenza di Davide e di Abramo, è detto che Maria, “fidanzata a Giuseppe (…) prima che avessero condotto una vita comune, si trovò incinta“(Mt 1,18). Contro ogni attesa, quando Giuseppe scopre lo stato della sua promessa – e benché sembri immediatamente convinto che il bambino non sia suo -, non la ripudia, neanche segretamente, perché un angelo viene ad informarlo che “quello che è stato generato in essa viene dallo Spirito Santo” (Mt 1,20).

Gesù non può essere nato come tutti gli altri esseri umani, egli è nato da una vergine. L’evangelista trasforma la gravidanza di Maria in segno d’elezione, in fenomeno soprannaturale, in miracolo. È il compimento, egli dice, di una profezia di Isaia, che confortava il re ansioso Achaz annunciando un segno divino: “ecco che la vergine concepirà e partorirà un figlio e lo chiamerà col nome di Emmanuele” (Mt 1,23) – “Emmanuel” che, in ebraico, significa “dio è con noi!“. Poiché il bambino non aveva ricevuto questo nome, sarà la tradizione a spiegare che tra Emmanuele e Gesù, che significa in ebraico “dio salva, ha salvato, salverà”, non c’è che una sfumatura.