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Gesù: Chi finì sulla croce?

La Cospirazione di Cristo

A seguito di gentile richiesta:

LA COSPIRAZIONE DI CRISTO (PDF)

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La Cospirazione Di Cristo (Word)

 (Libera traduzione dal libro di Acharya S a cura di A. C.)

Introduzione al Vangelo di Maria Maddalena

Libera traduzione da “The Pre-Nicene New Testament” di Robert M. Price (Signature Books)

Nei vangeli canonici il modo di trattare Maria Maddalena è analogo a quello di Giovanni il Battista. Entrambi sono presentati in modi enigmatici e contraddittori, implicando che ambedue siano state in qualche modo figure problematiche. Sappiamo che il Battista era la figura guida di una setta rivale e che alcuni dei primi cristiani lo hanno diffamato come falso profeta (vedi la Predicazione di Pietro), mentre altri (Giovanni e Matteo) gli hanno fatto confermare Gesù in modo fittizio nel tentativo di elevare la Cristianità sopra la setta di Giovanni. Marco non offre alcun indizio che Giovanni abbia conosciuto mai Gesù più che come un volto nella folla, ma ci dice che Gesù ricevette il battesimo di Giovanni, presumibilmente come certo genere di credenziale poiché Giovanni era tenuto in una così alta stima. La fonte di Q, seguita da Luca e da Matteo, dice che Giovanni sentì parlare di Gesù mentre languiva in prigione e si era domandato per la prima volta se questo uomo potesse essere Quello che doveva venire che egli aveva predetto. C’è un fatto storico in qualcosa di tutto questo? Non possiamo saperlo. Sappiamo soltanto che Giovanni compare in modi diversi per riflettere le differenti strategie Cristiane nel trattare con lui e con la setta che egli rappresentava.

Lo stesso sembra essere vero per Maria Maddalena. Viene detto che era stata liberata da sette demoni (Luca 8: 2), anche se non abbiamo alcun racconto che lo descriva. In seguito fu considerata come una prostituta convertita. In modo abbastanza interessante, ci può essere un indizio di tale accusa nei vangeli. I rabbini (trattato del Talmud Babilonese Hagigah, 4b) che la hanno denominata  “Maria la parrucchiera„ (Aramaico, megaddela), denotante una signora del bordello, potrebbero conservare un insulto generato dai rivali di Maria. I racconti della tomba vuota sono in disaccordo su come trattarla, implicando che qualcuno le abbia dato un ruolo che altri hanno ritenuto troppo grandioso per lei. In Marco 16:1 – 8, Maria vede un giovane nella tomba e disobbedisce il suo ordine di dirlo a Pietro e gli altri di incontrare Gesù in Galilea. In Luca 24:1 – 10, Maria vede due uomini ma obbedisce ad un ordine differente. In Matteo 28:1 – 10, ella vede Gesù. Il passo in Giovanni 20:11 – 18 sembra conservare una storia differente che supponeva che Maria da sola avesse visto Gesù prima della sua ascensione: Gesù le fa semplicemente salutare Pietro e la compagnia piuttosto che promettere di incontrarli.

Questo è il nostro maggiore indizio, dato che qui vediamo un passo lungo una traiettoria che possiamo seguire attraverso i vari testi Gnostici nel secondo e terzo secolo, inclusa la Pistis Sophia, il Dialogo del Salvatore, le Piccole Domande di Maria, le Grandi Domande di Maria, il Vangelo di Maria, il Vangelo di Filippo ed altri. In questi, ci sembra di trovare in piena fioritura quello che viene omesso con cura dai testi dei vangeli più noti: Il ruolo di Maria come la più grande degli apostoli, “la donna che ha capito il Tutto.„ È Maria che sostiene rivelazioni di una risurrezione speciale che sorpassano quelle dei discepoli maschi.

Maria è un persona rappresentativa simbolica per sette Gnostiche ed altre che la sostenevano come loro autorizzazione. Ella prende chiaramente il posto del consorte divino che risuscita il dio morente in vari miti della salvezza, la versione cristiana di Cibele, Iside, Ishtar e Anath. Ma lei può anche rappresentare una figura apostolica storica delle origini. Comunque, dobbiamo presupporre che il suo stato fosse abbastanza importante che persino i suoi nemici non potessero semplicemente ometterla dai propri vangeli, benché siano stati felici di denunciarla come una demoniaca e prostituta, rendendola poco più di quanto avesse fatto Celso: una, “femmina isterica„ non degna di fede ai cui insegnamenti tramandati nessuno dovrebbe dare credito.

Il Libro di Giovanni Battista – Introduzione

I Vangeli di Luca e Giovanni, persino Marco, chiariscono abbastanza bene che Giovanni il Battista ha condotto un movimento che è continuato accanto al Cristianesimo più o meno per almeno un secolo e forse più a lungo. In Marco 2:18 leggiamo che i discepoli di Giovanni non hanno emulato la pratica dei discepoli di Gesù e non hanno smesso di digiunare. Essi hanno continuato cospicuamente ad andare per la loro strada. Da Luca 11:1 apprendiamo che la setta di Giovanni ebbe preghiere speciali e Marco ci dice, anche se egli potrebbe non averlo voluto fare, che alcuni già stavano predicando che il Giovanni martirizzato era risorto dalla tomba, reso potente nuovamente con energia divina per effettuare i miracoli (6: 14). Marco presuppone che tali credenze fossero interpretazioni erronee dei miracoli dello stesso Gesù, ma questo era probabilmente il suo tentativo di smontare una setta rivale.

Sia Luca che Giovanni manipolano il carattere del loro Giovanni Battista per fargli negare quello che i suoi seguaci credevano di lui, che egli era il Cristo (Luca 3:15 – 16; 1:8, 20; Giovanni 3:25 – 30). Matteo 3:14 – 15 e Giovanni 1:29 fanno proclamare pubblicamente a Giovanni che era il suo superiore e successore, ma questo non si trova in Marco, il cui Giovanni non sembra distinguere Gesù da Adamo. Il Gesù di Marco è un volto nella folla, un supplicante in più che voleva essere immerso nel Giordano.

Impariamo di più sulla setta di Giovanni, sia ai suoi inizi che verso la fine del primo secolo, dal libro dei Riconoscimenti attribuito a Clemente di Roma. In esso ascoltiamo di nascosto un dibattito fra varie sette Ebraiche, una di loro, i partigiani del Battista: “Ed ecco, uno dei discepoli di Giovanni ha asserito che Giovanni era il Cristo e non Gesù: “tanto che” ha detto, che “Gesù stesso ha dichiarato che Giovanni era più grande di tutti gli uomini e profeti. Se quindi,” ha detto, “lui è più grande di tutti gli uomini, deve senza dubbio essere ritenuto maggiore di Mosè e Gesù stesso. Ma se è maggiore di tutti, egli stesso è il Cristo” (1: 60: 1-3a).

Questa polemica può avere avuto la sua origine in una data precedente ma era tuttavia ancora in uso quando i Riconoscimenti di Clemente furono compilati: in qualche tempo nel quarto secolo, il che significa che la setta di Giovanni era ancora viva.

Impariamo dai Riconoscimenti 2:8 e dalle omelie 1:23 che Simone il Mago e Dositeo il Samaritano erano stati fra i trenta discepoli di Giovanni.a L’insieme dei membri era uguale al numero dei giorni di un mese lunare, così come il Pleroma Gnostico degli Eoni. Abbiamo qui un piano d’azione in cui Giovanni Battista è associato chiaramente con il settarismo Gnostico – Giudaico come il nonno del Nazoreanesimo – di Gesù, Simonianismo e Dositeanismo, così come il padre della sua propria setta vissuta a lungo. Quanto longevo? Può esistere ancora oggi.

In Irak sopravvive nelle antiche paludi di canne una setta Gnostica chiamata dagli studiosi i Mandaeaniani, che è Aramaico per “Gnostici”, anche se essi si definiscono Nazoreani. Molti eruditi lo negano, ma io rimango convinto che Richard Reitzenstein, Rudolf Bultmann ed altri abbiano avuto ragione a dire che questa setta sopravvive dal settarismo Ebreo–Gnostico pre-Cristiano ed è, specificamente, un resto della setta di Giovanni Battista. È al contrario difficile, impossibile in realtà, spiegare perché essi venerano Giovanni Battista come un profeta ed essere divino, mentre esecrano Gesù come l’anticristo! Ciò deve rappresentare semplicemente l’antipatia antica della setta, irritata per il maggior successo del Cristianesimo. Se un tal rancore sembra troppo antico per essere plausibile, ricordiamo solo l’antichissima calunnia indirizzata contro i Giudei “Uccisori di Cristo”, poiché il loro crimine era stato il non essersi convertiti alla fede Cristiana rivale.

Le sacre scritture Aramaiche dei Mandaeani sopravvivono in copie medioevali. Non c’è modo di essere sicuri su quanto tempo fa i loro originali siano stati composti, ma alcuni eruditi hanno proposto una data fra il 250 e il 300, in base al presupposto che le leggende e le poesie liturgiche contenute all’interno delle sacre scritture sono anche più vecchie.

Quanto segue è basato sulla ricostruzione di G.R.S. Mead del Libro Mandaeano di Giovanni. I lettori noteranno che sembra fare il parallelo col Vangelo di Luca, ma la parte nettamente maggiore del materiale è più antico ed indipendente da Luca e fornisce una visione non-Cristiana del Battista, un Giovanni che non è semplicemente una funzione della polemica Cristiana.

Il libro è episodico, non necessariamente nell’ordine cronologico e le varie scene sono introdotte “da Giovanni parla nella notte, Giovanni durante le sere della notte”, intese a ricordare più e più volte la posizione caratteristica di Giovanni e della sua predicazione, che ancora echeggia. Ai lettori può risultare utile che venga loro ricordato che i genitori terreni di Giovanni furono il sacerdote Zaccaria e la sua moglie Elisabetta.

a.Vedere le Rivelazioni di Dositeo in questa raccolta.

Traduzione da “Pre Nicene New Testament” di Robert M. Price

Bibliografia