Archivi categoria: Linguaggio del cuore

Da un antico papiro di Imotep

“  Siamo tutti portatori semicoscienti di un’anima pellegrina in cerca di albergo della felicità.

Sono secoli che sta viaggiando su questo pianeta, dove tutto ha vissuto; gioito, pianto, riso, inflitto e subito, ma ha perseverato nel suo pellegrinaggio.

Tempo verrà che entrerà nel santuario liberato dai crimini e depositerà  la sua anima sull’altare dove non sono mai stati commessi sacrifici umani.

Diventaranno una sola anima che servirà da faro a tutti i portatori ancora semicoscienti”.

E’ una profezia? Un pensiero di speranza? Un augurio per noi uomini viaggiatori su questo pianeta?

Credo che ogni persona possa darsi la risposta…prima o poi. Forse la conquista  e preservazione della dignità e responsabilità individuale sia il bene comune ma la strada per arrivare a tanto sia strettamente personale ed unica. Buon viaggio.

Un libro in PDF da scaricare liberamente

E’ il regalo BUONE FESTE a tutti i lettori di SR

http://merylho43.wordpress.com/2011/12/17/tutto-di-niente-o-niente-di-tutto-o-sono-tutte-favole-2/

Le passive eredità per arrivare alla meta

Come ultimi esseri abitatori di questo pianeta, il compito che ci aspetta è arduo ed ancora poco conosciuto.

Dopo milioni di anni e di tentativi, la vita ha trovato la forma fisica adatta ad ospitare lo  spirito in grado di prendere coscienza di sé.

Siamo ancora agli albori di una civiltà democratica.

Passando tra i meandri della vita ho trovato scritto su un epitaffio: “Qui giace, in attesa di disseppellimento, una famiglia la cui storia racconta così: Riciclaggio si accoppiò con Usa e Getta….nacquero quattro gemelli sani e intelligenti ai quali fu messo nome “Economia” “Arte” “Cultura” “Scienza”. Diffusero il loro sapere e per lungo tempo la società umana conobbe un’era di florida convivenza. Arrivarono poi gli imitatori ottusi ed ingordi e quella società fu sterminata per aver dimenticato la bestia bifronte con un solo nome divino, che alberga ancora nella razza”

La piramide rovesciata.

Quando colui che ha raggiunto il vertice della propria piramide, avrà rivolto lo sguardo nell’interezza dell’orizzonte e sarà ridisceso alla base, diventerà una forza della natura ma invisibile, sconvolgerà le coscienze e nessuno se ne accorgerà, girovagherà silenzioso ma potente a costringere gli uomini ad assumersi le proprie responsabilità e nessuno sarà più in grado di giustificare a se stesso i propri fallimenti attribuendoli ad altri o al dio al quale ha affidato la sua vita.
Atri per legge naturale ripeteranno lo stesso percorso e si riuniranno alla base della grande piramide, riconoscendosi senza necessità di dirselo. Sarà una rivoluzione senza armi e semza bandiere di appartenenza.
La forza inversa impresssa da costoro farà raddrizzare definitivamente gli uomini che non hanno perduto la dignità e per magia coloro che l’hanno perduta mercificandola continueranno ad andare a quattro zampe e la loro vista non potrà volgere lo sguardo al sole e la parola sarà dimenticata e mortificata come il loro spirito stupidamente orgoglioso.
Il pianeta vivrà l’ennesima evoluzione ed i suoi abitanti conosceranno una nuova stagione di letizia e prosperità.
Quando non è dato saperlo. Ma così sarà.
Imhotep.

L’Allegra Banda dell’Angoscia: La psicosi maniaco-depressiva

La schizofrenia è la più “filosofica” delle malattie psichiche non già, ovviamente, nel senso che lo schizofrenico sia un filosofo (egli è la negazione del sapere e dell’amore, le due grandi forze che fanno l’uomo), ma nel senso che l’uomo sano, cioè capace di risanare sempre di nuovo in sé e negli altri la ferita esistenziale, può attraverso l’analisi dei vissuti schizofrenici prender coscienza di quel rischio estremo cui è esposta l’esistenza umana.

Letizia: «Le mie gambe camminano come quelle di un automa ben caricato, sono una donna meccanica…Vi do la mano e non sono io che ve la do. Mi sembra che se fossi io ve la darei in modo diverso, avrei sentito altro, non sono responsabile di nulla di ciò che faccio» Continua a leggere

Oltre la Vita?

La Vita oltre la Vita – Esperienze fuori dal corpo – Esperienze di premorte, Anima, Coscienza

Seguito

La vita e la morte – Considerazioni a ruota libera

Fino a pochi decenni fa era facile stabilire l’inizio e la fine della vita. Oggi le nuove conoscenze, le tecniche mediche e la bioingegneria hanno complicato molto le cose determinando discussioni e divergenze di ogni genere.

Alcune considerazioni in ordine sparso:

Grazie alle tecniche per i trapianti sappiamo che gli organi prelevati da individui appena deceduti, opportunamente trattati e nutriti, continuano a “vivere”…Si discute persino di casi nei quali i trapiantati avrebbero cambiato carattere assumendo alcune caratteristiche del donatore…

Sappiamo che il corpo umano, come quello di tutti gli esseri viventi, iniziando da una sola cellula, è composto da cellule che possono avere una loro “vita” indipendente e, addirittura, generare altra vita con la clonazione.

In teoria dovremmo dire che il corpo umano muore solo quando sono morte tutte le sue cellule costitutive.

La scienza e le tecniche mediche progrediscono rapidamente per cui malattie oggi incurabili, terminali o di coma irreversibile, potrebbero essere curate in un futuro non lontano. Dovremmo tenere in vita artificialmente tutti?

D’altra parte la “natura” non si fa tanti problemi sulla vita: non solo nel regno vegetale ed animale, ma anche in relazione all’uomo. Vediamo infatti morire giovani e bambini e, soprattutto, feti senza tanto clamore o patemi…

Il pensiero religioso Indù ha un bell’esempio che dice come la realtà sia simile all’onda del mare: un momento è, il momento successivo tutto si rimescola….nel tutto…. Oggi si potrebbe aggiornare il concetto considerando “lo spirito nella materia” come l’energia è una forma della materia, e, tutto tutte le forme di complessificazione e di realizzazioni di specializzazioni in esseri più o meno dotati di qualità psichiche, nascono, crescono e si decompongono tornando come semplice “spirito nella materia”….

Ogni anno nel mondo muoiono decine di milioni di persone per denutrizione o epidemie facilmente curabili, ha senso investire tante risorse di ogni genere per conservare “in vita” chi di vita praticamente non ha più nulla e non fare quasi nulla per la fame nel mondo? Dove sono i movimenti per la vita rispetto ad intere popolazioni di paesi poveri che, o muoiono o “vivono” ai limiti della sopravvivenza?

Sono in atto guerre che, oltre alle consuete atrocità e morti, rende problematica la vita di intere popolazioni innocenti costrette a sfollare da una regione all’altra. Le gerarchie Cattoliche sono evidentemente molto più occupate e preoccupate del fatto che qualcuno si arroghi la libertà di porre fine ad una esistenza che non è più vita: infatti non ne parlano o quasi!

Le varie mafie governano quasi indisturbate in gran parte d’Italia ma non si odono clamori delle gerarchie ecclesiastiche…

Il Papa a Pompei attacca l’anticlericalismo ma non parla di camorra. «Una scelta»

Stupisce che chi professa una fede che crede nella “vita eterna” sia tanto preoccupato per la fine della vita terrena.

Si insiste sul principio che “solo Dio ha diritto di dare e togliere la vita”. Ammesso e non concesso, questo Dio, di fronte ad una espropriazione di una sua prerogativa avrebbe qualche motivo per arrabbiarsi, ma, nonostante che un tempo (Vecchio Testamento) facesse di tutto per affermare i propri diritti, oggi non muove foglia! Si racconta che quando i Russi mandarono le prime sonde spaziali nello spazio, un frate, evidentemente convinto che la Russia fosse l’impero del male, abbia affermato: “una volta per qualsiasi sciocchezza Dio faceva fuoco e fiamme, oggi gli grattano i piedi e non fa nulla! Da qualche tempo si nota un certo menefreghismo persino da parte di Dio!”

Ma rimediano a tutto gli ecclesiastici ben attenti e preoccupati a non perdere il potere e il controllo sulla vita, dalla nascita alla morte! Sono loro i “padroni della vita”.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Capitolo 2)

1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù.
2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
4 E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».
5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.
7 E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le giare» e le riempirono fino all’orlo.
8 Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.
9 E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino….

In questo racconto sembra evidente che Maria “forza la mano” al figlio per togliere dall’imbarazzo la famiglia degli sposi….

“Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo, ciò che slegherete sulla terra sarà slegato anche in Cielo” (Mt. 18,15-35).

Se la Chiesa Cattolica ha il potere di legare e sciogliere, perché, invece di stare dalla parte degli uomini e delle loro difficoltà per “forzare la mano” in alto loco, fa di tutto per condannare, per legare, per porre divieti, ecc.?

Quando fu negata la sepoltura religiosa a Welby, gli esponenti ecclesistici dissero che la Chiesa non poteva permettere ….ma Dio nella sua infinita bontà e misericordia avrebbe potuto capire…..

Non sarebbe logico aspettarsi almeno atteggiamenti del tipo: “determinate scelte sono negative, ma la bontà divina è grande: vai in pace!”

Noto per inciso che, come accade spesso nelle “Sacre Scritture” e nella fede, un aspetto come “l’infinita bontà divina” viene praticamente annullato dalla “giustizia divina”…..

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate sarete misurati…” (Matteo 7,1)

Il Papa va in vacanza

Come ogni anno, il Papa va in vacanza.

Tutti i principali mezzi di informazione ce ne danno notizia e riferiscono con stupore e reverenza per la sua “grandezza di cuore”: nel saluto della domenica ha rivolto “un particolare saluto a chi invece non potrà concedersi il lusso della pausa estiva, ai malati, ai carcerati, agli anziani, alle persone sole o costrette a soffrire il caldo delle città….

Forse il “Santo Padre” con “chi non potrà concedersi il lusso della pausa estiva” intende circa metà delle famiglie Italiane e dei singoli che fanno fatica a pagarsi persino le cose essenziali per la loro vita… (le statistiche ripetono che più della metà degli Italiani non si può permettere di andare in vacanza. Molti fanno fatica ad arrivare a fine mese. Tanti vivono in vera indigenza).

Ovviamente, oltre ad “un particolare saluto” non può/intende fare altro….. Per il “rappresentante di Dio in terra” e di una religione che proclama che “siamo tutti fratelli”, ecc…, sembra un pò poco!!!

E’ facile immaginare quanto siano sollevati i poveri dal “particolare saluto” papale!!!

Al riguardo, anche per non ripetere le stesse considerazioni rimando a precedenti articoli:

Evoluzione “naturale” del Cristianesimo

Vita da Papi

Testamento biologico e consenso informato: intervista al “paziente dissenziente”

Da UAAR:

di Isabella Cazzoli, Genova

Diversamente da quanto accade in altri Paesi del Nord Europa come nei Paesi Bassi, Belgio, Danimarca o Germania e negli Stati Uniti, non esiste in Italia una normativa sul testamento biologico. Nel 2001 il nostro Paese ha ratificato la convenzione di Oviedo del 1997 che stabilisce che «i desiderî precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la propria volontà saranno tenuti in considerazione». Inoltre, secondo il Presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, «i desiderî espressi per iscritto dal paziente devono essere tenuti in considerazione dal medico anche se non ha un obbligo assoluto di rispettarli. In tal caso però il sanitario deve giustificare con un atto formale perché ha disatteso quelle richieste».

Ben otto disegni di legge sono stati presentati in Parlamento al fine di legiferare su un argomento così delicato come il testamento biologico. Definizione italiana di un concetto che sembra appartenere quasi alle ultime ore di vita. Proviamo invece ad utilizzare il termine sicuramente più forte e positivo degli  anglosassoni, il living will, testamento di vita.

È proprio questo il nuovo concetto da prendere in considerazione: non una decisione sulla morte, ma un progetto di vita.

L’UAAR, il cui scopo principale è quello di tutelare i diritti civili dei non appartenenti ad alcun credo religioso, sente questo tema come una forma avanzata di civiltà giuridica.

A questo scopo siamo andati a intervistare il “paziente dissenziente” dell’Ospedale San Martino di Genova.

Il Dott. Bruno ci accoglie sorridente nella sua casa del centro cittadino, dove svolge ancora attività di studio e di ricerca relativa alla sua professione di psicologo, e dove risiede per pochi giorni la settimana, poiché i restanti li trascorre a Milano. Un uomo non stanco della propria vita o assalito dal male di vivere, ma un uomo vivace, attivo, sempre in viaggio, capace e cosciente e che in virtù di  questo vuole scegliere il proprio cammino futuro.

Bruno, la sua storia comincia un anno fa, quando invia al Comitato Etico la sua prima richiesta di chiarimenti sul consenso informato. Vuole raccontarci?
Volentieri. Oltre un anno fa, a causa di un fattore di rischio scoperto casualmente e nell’eventualità di dovermi sottoporre a un delicato intervento chirurgico esposto, come tutti i trattamenti chirurgici, al rischio statistico di un esito anomalo ma con conseguente grave inabilità della  persona, quale ad es. uno stato vegetativo persistente, inoltrai richiesta al Comitato Etico di poter aggiungere una postilla al consenso informato.

In cosa consisteva la clausola?
«Nel disporre in piena consapevolezza e altrettanto piena capacità di intendere e di volere di rifiutare il mio consenso a ogni accanimento (cosiddetto) terapeutico, ivi compresa l’idratazione e l’alimentazione artificiale e forzata e che ogni cura estrema e inefficace sul piano della guarigione venga sospesa o addirittura non intrapresa».

Quindi una sorta di testamento biologico come estensione del consenso informato?
«Proprio questo. Con il consenso informato autorizzo il medico a effettuare l’intervento sul mio corpo. La mia clausola, inserita al termine del consenso informato, ha la valenza di una limitazione dell’autorizzazione con la quale dispongo che nel caso in cui io non sia più in grado di esprimere la mia volontà e nell’eventualità di un esito imprevisto con condizione clinica inguaribile e irreversibile, rifiuto l’accanimento terapeutico compresa l’idratazione e l’alimentazione forzata».

La sua richiesta è stata quindi accolta positivamente dal Comitato Etico, un passo avanti verso il testamento biologico.
«Non come privato cittadino, poiché ho dovuto ripresentare la mia domanda attraverso il medico del reparto dove avrei potuto essere operato. Ma l’importante è il risultato raggiunto».

Cosa suggerisce quindi, nel caso ci si debba sottoporre ad un intervento chirurgico?
«Fate come me, sollecitate un ampliamento del consenso informato».

E riguardo al testamento biologico? Ha suggerimenti?
«Personalmente ho redatto un testamento biologico olografo (pagina 1, 2 e 3) di cui autorizzo la pubblicazione sul vostro sito perchè ne possiate attingere. Per ora possiamo solo sperare che ne venga tenuto conto perché, in una società culturalmente evoluta, ribadire il principio dell’autodeterminazione e del consenso da redigere prima che un danno cerebrale ne impedisca una consapevole espressione è un atto di civiltà che deve essere recepito. Suggerisco inoltre di designare in calce allo stesso atto un fiduciario che attesti di fronte a chiunque le volontà espresse dal firmatario».

Il testo del testamento biologico di Paolo Ravasin

Da Associazione Luca Coscioni:

Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella [06/02/08] e il dottor Guido Zerbinati [06/02/08 e 13/02/08] alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell’ULSS 9, dell’evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti. In particolare per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente:”nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale. Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.Inoltre, a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico – dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti – riterrà appropriata.Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere”.Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti.

Originale e Video Associazione Luca Coscioni