Il pensiero quantico: la pratica meditativa

Da :

«Prima o poi la fisica atomica e la psicologia dell’inconscio si avvicineranno in modo significativo, giacché entrambe, indipendentemente l’una dall’altra e da parti opposte, si addentrano nel terreno trascendentale, la prima con l’idea dell’atomo, la seconda con quella dell’archetipo. […] La psiche non può essere qualcosa di “totalmente altro” dalla materia, perché come potrebbe altrimenti muoverla? E la materia non può essere estranea alla psiche, perché come potrebbe altrimenti produrla?» (Carl Gustav Jung)

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Abbiamo già visto che alla base del mondo fisico la realtà non è così solida come riteniamo abitualmente, ma è costituita dal ‘campo’ energetico. Nel campo energetico non esiste lo spazio vuoto, ma filamenti di energia interconnessi, qualcosa di molto simile ai neuroni cerebrali. È questo campo energetico che permette di connettere il nostro cervello con la realtà e, quindi, costituisce il ponte tra la mente e la materia. Del resto, è stato ormai dimostrato che la nostra memoria non risiede nel cervello fisico, ma nel campo che lo contiene. Ai fini della guarigione, dobbiamo quindi imparare a conoscere la lingua di questa connessione, una lingua che è riconosciuta dal campo.

Originale

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