L’umanità ritorna alle fonti di energia primordiali

Da sempre, che ne sia stato cosciente o meno, l’uomo ha usato la forza di gravità della Terra. Ogni sorgente di energia meccanica ne è necessariamente condizionata. Dodicimila anni fa, nell’area mediterranea, l’uomo mesolitico già usava, con l’arco e la freccia, l’energia di contrapposizione. Ma vi erano parti del mondo dove l’arco e la freccia erano sconosciuti ancora al principio del Ventesimo Secolo, l’Australia e l’estremo sud dell’America. Dall’arco e la freccia al motore a scoppio, la linea dell’energia meccanica ha caratterizzato la tecnologia di una grossa fetta dell’umanità negli ultimi dieci millenni. Solo oggi, nella nostra generazione, stanno emergendo nuovi tipi di energia, quelli che ancora chiamiamo «energia alternativa» e che gradualmente rimpiazzano l’energia meccanica. Con l’uso dell’energia solare, con lo sfruttamento di energie naturali quali il vento, le correnti, le onde del mare, la creazione di potenti turbomacchine volanti senza elica, la civiltà tecnologica in parte rivaluta i principi che avevano fatto funzionare il boomerang e la bacchetta accendifuoco, l’essicazione del pesce e la traversata dello stretto di Gibilterra su un tronco d’albero; ritorna alle enrgie primordiali che l’uomo aveva usato nel paleolitico e che poi l’energia meccanica aveva soppiantato. Ma il concetto dell’uso intensivo e sistematico di queste «energie alternative» è certamente un fatto nuovo, forse emblematico della nuova era, rispondente alle urgenti impellenze di un mondo che ha bisogno di consumare sempre di più. Stiamo entrando in una nuova era e forse il tempo della meccanica sta concludendosi; sta nascendo l’era di nuove energie.

E quale energia può essere più primordiale, di quella che si sviluppa all’interno del sole e delle  stelle, ossia la Fusione Fredda? Dopo il recente clamoroso annuncio di un team di ricercatori italiani, questa straordinaria e inesauribile sorgente non sembra più una chimera, ma pare essere a portata di mano.

Sta nascendo anche l’era di una nuova società. Tra cento anni, quando si studierà a scuola come funzionava un orologio meccanico, un’automobile col motore a scoppio, o un aeroplano ad elica, i bambini rideranno. E forse quando quei bambini studieranno anche come funziona oggi per noi la famiglia, l’organizzazione politica o i sistemi di cambio commerciale, ci vedranno pressappoco come noi vediamo i clan di cacciatori che vivono in qualche foresta tropicale.



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