C’era una volta…. in Italia

Caro Sergio, dopo il tuo grande capolavoro di “C’era una volta in America” eccoti un piccolissimo omaggio, cercando di emularti indegnamente, mai però quanto indegna sia la fine che fece la tua Italia, che hai onorato con i tuoi capolavori, dopo la salita al trono di un falso re, ben vestito e grande incantatore.
La storia cominciò con la sparizione programmata della DC ed al suo posto fu messo un personaggio di transizione.
La caratteristica di questo uomo era quello di non averne, tranne essere uomo di spettacolo e come tale un camaleonte ambizioso sensibile alle lusinghe e facilmente ricattabile per i compromessi a cui era sempre sceso pur di apparire.
Scese in campo bardato con un vestito tutto nuovo e luccicante, recitando goffamente la parte del nobile uomo che generosamente rinunciava alla sua professione di “imprenditore” (pochi sapevano che era sull’orlo del fallimento) per dedicarsi al popolo d’Italia che tanto amava.
La sua farsa, durò per diversi anni, l’attività di governo fu incentrata in una perenne rincorsa a legiferare per salvare il suo capo perennemente inquisito.
Convinto di essere un grande imprenditore pretendeva di governare l’Italia come una grande fabbrica di servi e lui “il padrone”. Chi non era disposto a genuflettersi alle sue voglie era un bastardo sovversivo “COMUNISTA”.
La nota dolente caro Sergio era che l’opposizione non esisteva perché il vecchio volpone prima di sparire aveva fatto in maniera che coloro che erano rimasti fossero tutti complici di una frantumazione di potere, tutti coinvolti e tutti impossibilitati a poter dire la verità.
Non esisteva più una pietra di paragone alla quale poter fare riferimento.
Fu acclamato e osannato, da una parte di popolo, chi in buona fede, chi per opportunità e chi perché fallito nella vita al quale veniva promesso oro….. ma la maggioranza dei seguaci era una schiatta di delinquenti arroganti prepotenti. ricattabili come lui.
Divennero e divenimmo tutti ,agli occhi del mondo, il palcoscenico delle risate, caro Sergio, perché come avevi previsto, tutto il pianeta comunicava in tempo reale.
Ma quella che si svolgeva su questo palcoscenico era una grottesca farsa, il mondo rideva alle gaffes del buffone vestito da re. L’Italia era diventata un popolo di marionette.
Per lui la figura istituzionale che ricopriva era lo scettro del comando.
Non c’era alcuno che lo potesse contrastare, il popolo cieco confermava e avallava le sue malefatte nella illusione che la ricchezza accumulata (con la frode) potesse ricadere in parte su di lui (“ è ricco che interesse ha a scendere in campo per governare?” Si diceva la gente) .
La trasgressione o l’aggiramento delle leggi e dei comportamenti pubblici divenne un lasciapassare per fare i propri comodi e mise a repentaglio i principi fondanti della nostra democrazia ancora giovane e traballante. Fummo quasi sull’orlo di una anarchia.
Quello che il tronfio camaleonte non aveva calcolato era l’ottusità di cui era portatore inconscio,
e della quale neanche coloro che lo avevano preparato ad entrare in scena si erano resi conto
Questa venne fuori in un’occasione banale (la famosa buccia di banana) che lo costrinse a mettere la testa fuori dalla sua corazza e la giustizia che silenziosamente e sapientemente lo affiancava a sua insaputa lo bastonò.
Ricorse puerilmente a farsi difendere dal popolo usando le sue fonti mediatiche discolpandosi ed accusando addirittura lui….i giudici, costrinse tutti a mentire dietro compenso, così la farsa continuò
facendo chiacchierare il mondo intero.
Caro Sergio, la dignità di noi popolo intero era irrimediabilmente perduta.
Ma come in tutte le favole il lieto fine riscatta l’essere umano ed i “cattivi” finiscono sempre nel baratro. Capimmo tutti che lui era la pietra di paragone anche se al negativo.
Anche allora ci fu il lieto fine perché quell’ottuso, arrogante, brutto ma veramente brutto e goffo camaleonte dovette rendere conto alla giustizia e nel baratro si portò dietro tutti i suoi servi.
Riprendemmo un cammino difficile e triste perché i danni fatti da costui furono enormi, ma come tu ben sai la nostra forza sta nell’ottimismo e nel piacere di vivere in un paese ricco di storia dove il sole riscalda anche l’anima e lo spirito immortale.

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