Solstizio d’inverno, un momento di morte e rinascita

Da Stampa Libera:

Il solstizio d’inverno è alle porte. Per le culture antiche rappresenta un momento di morte e rinascita in cui l’ombra sembra trionfare sulla luce, ma proprio nel solstizio d’inverno c’è il seme per il solstizio d’estate dove sarà il sole a trionfare. Quando tutto sembra perduto è possibile scoprire che la luce ha qualcosa in serbo per noi.

Il 21 dicembre di ogni anno si celebra la ricorrenza del solstizio d’inverno, il momento in cui il sole raggiunge il punto più meridionale nella sua orbita apparente rispetto alla Terra, il momento in cui le giornate sono più brevi e le notti più lunghe, l’ombra sembra trionfare sulla luce. Nelle culture e nelle tradizioni dell’antichità, il solstizio d’inverno segna la fine di un anno e l’inizio di quello successivo, un momento di morte e rinascita in cui l’ombra sembra trionfare nei confronti della luce.

Nel solstizio d’inverno, nel momento del buio, c’è il seme per il solstizio d’estate, il momento in cui sarà invece la luce a trionfare. Da sempre questo è il giorno che celebra la festa del sole. Il cristianesimo ha annacquato questa ricorrenza suddividendola in più fasi: Natale il 25 dicembre, Capodanno il 31 dicembre, l’Epifania il 6 gennaio.

Originale

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2 risposte a “Solstizio d’inverno, un momento di morte e rinascita

  1. In Egitto ,ai tempi dei Faraoni si adorava il Dio Sole.Nella città di Heliopolis il 24-25 dicembre si festeggiava la nascita del Dio Sole già nel 1400 A.C.Molti Imperatori romani e tutto l’Impero adoravano il Dio Sole Mitra.La basilica di San Pietro è stata edificata su un Mitreo e al centro della piazza vi un obelisco ,portato da Cesare che raffigura il raggio del Sole.

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  2. Alessio De Angelis,a dispetto della giovane età,ha scritto dei saggi assai interessanti riguardo le fasi astrologiche legate alle religioni solari ed il loro legame col cristianesimo…del resto molti cristiani hanno ammesso di adorare il sole e per un periodo Cristo e Serapide erano praticamente indistinguibili (basta leggere la “Historia Augusta “).

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