Consenso informato e clausola per la revoca del medesimo

Premesso quanto scritto su Alcune considerazioni sul “Consenso Informato”, confermando la convinzione che sia un diritto esigere di poter revocare tale consenso, credo che, prima di firmare qualsiasi consenso, potremmo ESIGERE una clausola che consenta a) la revoca del medesimo da parte del paziente o di persona/e di propria fiducia, b) che in tal caso il centro sanitario provveda alle cure idonee a condurre ad una fine dignitosa e, per quanto possibile, indolore.

Ad es. se Welby (o chi per lui) avesse potuto esigere che il documento del consenso informato per l’uso della macchina che lo teneva in vita contenesse anche una clausola per la sospensione di tale supporto vitale, avrebbe potuto esigere il rispetto dell’accordo ed evitato tanti grossi problemi e difficoltà per porre termine alle sue sofferenze.

Ritengo in particolare che

1) se il paziente (o chi per lui) puntasse i piedi e non firmasse il modulo di consenso senza l’aggiunta della suddetta clausola, i medici si troverebbero costretti a farlo in quanto non potrebbero a) lasciare il paziente senza cure o b) procedere senza il suo consenso;

2) la clausola per la revoca stabilirebbe già l’”obbligo” dei medici, escludendo complicazioni, interpretazioni o decisioni di terzi…;

3) sarebbe un modo facile e sicuro per ottenere il rispetto delle proprie disposizioni di fine vita rendendo superflue procedure lunghe, costose, di esito incerto (in quanto le leggi, “ispirate” dal clero, potrebbero prevedere cavilli a non finire per aggirare eventuali disposizioni), e complicate per ottenere il riconoscimento del cosiddetto Testamento Biologico.

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2 risposte a “Consenso informato e clausola per la revoca del medesimo

  1. Mario Antonio Esposito

    Poco spazio. Condivido quanto sopra e aggiungo.
    Siamo in queste condizioni perché l’invadenza del Vaticano è imperante in ogni situazione italiana.
    Non hanno freno e grazie ad una falsa sacralità, che hanno imposto alle masse, tenute nella più nera ignoranza, per secoli, ancora vivono di rendita. (Oltre ai nove e più miliardi di Euro che il Vaticano costa allo stato Italia, ogni anno.)
    E pensare che in tempi ben più bui, santa chiesa dominante e papa Re, altri uomini, veri, con le palle; fecero l’Italia!Siamo cattolici perché questi commedianti in gonnella ci hanno battezzati; per volere dei genitori ? Ma loro, che considerano il battesimo sacramento importantissimo, non si vergognano d’imporlo al neonato che non li vede e non li caga ? Soltanto la cultura, il “SAPERE x CAPIRE”, potrà liberarci da questi individui che predicano umiltà e povertà (per gli altri) ma dimostrano ogni giorno di più che il loro unico, vero Dio, è l’ORO = RICCHEZZA = POTERE.
    Grazie per l’ospitalità. Mario Esposito

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  2. Delia Consarati

    Buon giorno,
    mi chiamo Delia, ho da poco sottoscritto un consenso informato riguardo un atto sanitario ( intervento, cura) nell’ambito psichiatrico.
    Non ho ancora iniziato ma ho cambiato idea.
    Il contratto (consenso informato) che ho firmato prevede la possibilità di revoca.
    La mia domanda è la seguente, la revoca deve essere per forza scritta?
    Grazie per l’attenzione
    Delia

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