Morale del bastone e della carota e morale della convinzione personale

Il papa e gli esponenti del clero non perdono occasione per affermare che chi non crede in Dio e nella religione non ha fondamenti morali validi e solidi. Questa è una opinione condivisa dalle religioni ed anche dalla gente comune. Persino nel percorso spirituale di coloro che si convincono della infondatezza della loro religione, agli inizi può sorgere il dubbio di non aver più solidi fondamenti morali.

Anzitutto dovremmo osservare che una morale che ha bisogno di un Dio (peraltro la cui esistenza è tutta da dimostrare), non può che essere esterna all’individuo e più o meno imposta.

Inoltre, se si ricorre ad un essere divino sia per i suoi contenuti che per darle forza e valore, si tratta di una morale che fa leva sul premio e sul castigo, sulla paura dell’inferno e per ottenere il paradiso, (con tutto il ricco apparato  di diavoli, angeli, santi e compagnia bella), sull’ubbidienza, sulla sottomissione; una morale persino incomprensibile, da sudditi, servi o persino schiavi; indegna della dignità di una persona.

La natura impositiva di questa morale è evidente, e non potrebbe essere diversamente, anche verso coloro che hanno opinioni diverse. La storia di quasi due millenni di cristianesimo è piena zeppa di esempi della imposizione di questa morale in ogni modo e con ogni mezzo oltre ogni umanità. Oggi la chiesa non ha la forza di imporre direttamente la sua morale, ma ci prova sempre, in ogni modo e con ogni mezzo sia facendo la voce grossa, sia influenzando la poiltica con ricatti più o meno espliciti…(ad es. ricordiamo il caso Englaro).

Questo è l’aspetto più grave e pericoloso proprio perchè interferisce sulla libertà e sulla vita di coloro che hanno opinioni diverse. Proprio di questi giorni una notizia sintomatica ed indicativa della intolleranza morale: “Parroco in Sicilia: “I divorziati al rogo”

La situazione è ben diversa invece se i fondamenti della propria morale sono le convinzioni, i principi, i diritti, il proprio sentire intimo, ecc. Questa non è una morale esterna o imposta, non è morale da servi, ma una morale sentita e vissuta; una morale sofferta, conquistata e maturata man mano con l’esperienza e la ricerca sincera e autentica; una morale umile in quanto cosciente delle limitatezze proprie e della natura umana e della cultura in cui si vive; una morale umana, che si sviluppa e condivide il travaglio umano verso il bene e il giusto personale e sociale; una morale rispettosa delle convinzioni diverse e, pertanto disponibile al dialogo. Solo questa può essere una “morale naturale”

Quando si obietta al clero che, proprio perché si basano sulla “rivelazione divina”, non possono chiamare “naturale” la morale che vogliono imporre alla società civile, questi rispondono che, a causa del peccato originale, l’uomo non è in grado di percepire correttamente la legge propria della natura umana.  In base a questo la chiesa si autoprofessa unica interprete della vera morale e si arroga il diritto di imporla a tutti in quanto rivelata da Dio…

Anzitutto si potrebbe obiettare che, se fosse vero che l’umanità sia caduta in uno stato di degrado e cecità, la morale naturale dovrebbe essere adeguata e legata al nuovo stato: non si potrebbe applicare una morale “superiore” o relativa ad un essere non decaduto a degli esseri incapaci di capirla e di osservarla adeguatamente….

Ma, soprattutto, non solo l’uomo è in grado di percepire e vivere una morale veramente naturale, ma questa è più alta e nobile di quella derivata dalla fede e presunta rivelata.

Del resto vediamo chiaramente come la “morale” della religione conviva molto spesso con guerre (innumerevoli quelle di religione) criminalità, violenze e soprusi. Persino grandi malfattori si professano credenti e sono spesso riveriti e frequentati dalle gerarchie…. E, come abbiamo visto, la storia di molti secoli di egemonia della religione sono pieni di ogni malvagità e imposizione fino alla “Santa” Inquisizione. Secoli e secoli che grondano lacrime e sangue di innumerevoli innocenti vittime di una “morale” indegna dell’uomo.

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2 risposte a “Morale del bastone e della carota e morale della convinzione personale

  1. Molte pie persone vanno in Chiesa perchè hanno paura di morire e chiedono la grazia di una lunghissima vita senza malattie e sopratutto hanno paura dell’Inferno.
    Praticamente la continua minaccia dell’inferno è terrorismo.Uno può vivere tranquillamente rispettando gli altri e non facendo male a nessuno senza seguire un credo religioso .

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  2. Sottoscrivo pienamente!!! E aggiungo che si dovrebbero querelare per plagio e circonvenzione d’incapace tutti quei preti che – abusando subdolamente della mente indifesa dei bambini – li terrorizzano parlando loro delle fiamme dell’inferno. Dovrebbe essere considerato un crimine da perseguire, in quanto abuso mentale in piena regola….

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