7 risposte a “Una “questione d’amore”

  1. Ottimo articolo! Molto azzeccato il riferimento finale a Talete, il primo filosofo (e soprattutto fisico) della storia del pensiero, che inciampò in una bacinella d’acqua mentre era assorto nelle sue contemplazioni celesti. Purtroppo accade spesso che scienziati rinomati e di fama mondiale approfittino della loro autorevolezza per pronunciarsi su questioni che esulano dalla scienza, quasi volessero sostituirsi ai teologi. Odifreddi ha giustamente osservato che le vendite di libri di divulgazione scientifica rischiano di dimezzarsi nel caso vi sia un’equazione “di troppo”, mentre vengono raddoppiate da ogni riferimento a Dio……

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  2. Grazie Matt: occhio però, che a quanto pare “qualcuno” (qualche rosicone/a) qua ce l’avrebbe con i filosofi…

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  3. Non ho capito bene dove il sudetto articolo vuole andare a parare. Io, nel mio piccolo, mi son fatta l’idea che tutta questa faccendo del dibattito circa l’esitenza di un Dio, la creazione etc. si fonda su presupposti di “meccanica logica” fuorvianti, inapplicabili se non addirittura errati.

    Il punto è che: NON tutte le domande formulabili, sottendono un reale problema. E che anzi, essendo le domande stimolate da riferimenti di esperienza “apparenti”, esse stesse sono spesso domande inapplicabili in quanto rispondenti a nessuna “realtà” sottostante.

    Per esempio, domandarsi se il “colore verde” è quadrato o tondo, o se pesa di più del colore rosso, sono domande di nessun senso, e per le quale dibattere una risposta porta dove ci pare, o si ami andare. Insomma, il problema di domandarsi se una certa domanda” ha senso”, è un problema che precede la risposta alla domanda stessa.

    A farla breve, le mie rifelessioni mi portano ad osservare che domande tipo “Dio esiste o no” o “come è nato il mondo” sono domande senza alcun senso logico, che non hanno ragione di essere, in quanto generate da falsi e/o fuorvinati presupposti pseudo-logici.

    Vi risparmio quì per brevità ,un maggior supporto argomentivo a sostegno della mia idea, ma non ho mai trovato nessuno che considerasse le cose sotto questa angolazione.
    Hugs&kisses
    Fiona Petito

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  4. L’articolo “vuole andare a parare” sul fatto che, alla lunga, indipendentemente da precedenti errori di valutazione commessi da un dato formulatore, quest’ultimo tenderebbe eventualmente a cercare di rabberciare un dato contesto formulativo pregresso scadendo infine in ibridi di compromesso, giocoforza; ciò anche qualora il formulatore non fosse credente. Il motivo per cui si potrebbe rischiare di finire a ciò, è dovuto appunto al fatto che, nel considerare un dato elemento da analizzare, non lo si fa in maniera avulsa da esternalità (potremmo mai? L’unica evidenza che avremmo di Dio, con definizioni e caratteristiche, proviene da “testi sacri” e da chi ha cercato di farli quadrare in rapporto a ciò che l’uomo è e che lo circonda), per cui il chiedersi se Dio esista o meno assume piuttosto un’importanza proporzionalmente ponderale.

    Dunque, la questione dell’esistenza o meno di Dio potrà risultare inutile per te a livello personale, casomai, quale che sia il motivo per cui tu la ritenga tale, ma non certo per chi la considera nel contesto di un sistema che ne trae garanzia al fine di percepire, in sua forza, grandi benefici da parte di terzi. D’altronde, tale domanda indiretta risulta chiaramente già esaudita appunto a seguito dalla disamina delle asserzioni di chi ritiene tale essere assolutamente esistente.

    Ciao.

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  5. La tua risposta non considera il mio commento: forse non mi son fatta capire. Il mio punto è che “domandarsi” se Dio esiste o no, o se il mondo sia stato o meno creato da un Dio è dibattere un…non-problema, un problema che NON sussiste… (ed un tentativo a supportare questa posizione l’ho brevemente accennato nel mio commento… — ma che se si vuole, posso argomentarlo meglio).

    Ove mai questa istanza sia “accettabile”, invalida ogni altro dibattito intorno a Dio, alla sua esistenza ed alla creazione del mondo… non importa in quale sistema uno la consideri o la veda garantita. Se si risponde: “no, la domadanda è sensata” (cioè, “domandarsi” se Dio esista o meno etc.)… ma allora si spieghi prima perchè “è una domanda sensata”; poi andremo ad analizzare se poi questo Dio esiste o meno, come è fatto e tutto il resto.

    lI “superficiale credente (meglio noto ed identificabile come “povero di spirito”, appunto) “finirà” per riferirsi alla natura, ed alle sue leggi, non rendendosi conto che proprio così facendo da credito alla “inapplicabilità” della domanda circa l’esistenza di Dio.
    Fiona Petito

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  6. Non è che “non ho considerato il tuo commento” (a chi avrei risposto , senò?); anzi, era chiaro che tu ti riferissi in genere ad un contesto avventizio (quasi “fuori tema”) e generico, cioè che motivo ci sia di preoccuparsi di queste cose (in quanto tu le ritieni “non-problema”), laddove io avevo precisamente contestualizzato sul caso argomentato. Ti avevo capito benissimo: “a che pro continuare su questi argomenti “senza senso”?”. Magari non avrai chiarito bene in base a quale nozione o tua scoperta tu possa dire che si tratti di un problema di cui sarebbe “inutile parlare” (un “non-problema”), ma il senso è quello, mi pare.
    Cosa posso dirti? Che se fosse per me e se si trattasse di un gioco, direi la stessa cosa: purtroppo, non è un gioco nè qualcosa d’individuale. Si tratta di problema serio ed a carattere globale, magari incomprensibile all’ateismo individualista od al qualunquismo personalistico (modi di “pensare” ormai marginali, per fortuna) tipico di questi tempi. Oggi purtroppo ci sono molte persone che dicono d’avere a cuore la società ed il progresso, ma dall’altro lato parlano di “libertà di credere” in Dio e cose simili (come se l’uno valesse l’altro, e non vi fossero implicazioni ben gravi nel primo), oppure di non preoccuparsene, più perchè magari sono pigri o non hanno considerato la cosa nella sua completezza, inconvenienti inclusi.
    Piuttosto, avevo anzi ampliato il tuo commento, aggiungendovi un’estensione su punti che evidentemente avevi considerato soltanto marginalmente, dal momento che, come vedo, ritorni sul “non-problema”, che in realtà potrà essere tale solo per te, ripeto, poichè la stragrande maggioranza dell’umanità è credente, si arroga il comando della società cui appartieni pure tu, e mantiene volentieri chi propugna l’indiscutibile esistenza di Dio annessi e connessi. Evidentemente, nel caso, ad esempio per Hawking (di cui in oggetto) la questione è abbastanza seria e degna di dibattimento”; dunque il “non-problema” è qualcosa che riguarda te e la sparuta minoranza (rispetto a credenti ed atei convinti) chi la pensa allo stesso modo, tutto qua.
    Ovviamente, allo stesso modo in cui nessuno toglie a nessuno la libertà di credere in Dio o meno (nella speranza che ciò si restringa all’individuo e non al globale…), nè di credere importante che si faccia luce sulla verità in merito, nessuno ti toglie la libertà di ritenere “inutile” parlare di questi argomenti (e paradossalmente, come vedi, devi comunque parlare del fatto che sia inutile parlarne…), senza che ciò non li renda comunque oggettivamente prioritari rispetto a questioni positive a carattere più globale.

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  7. Fino all’età di 35 anni credevo nel mondo che mi circondava e in cui vivevo,e pensavo tutto quello insegnatomi a scquola fosse verbo.Poi mi sono reso conto leggendo le cronache di oscuri personaggi,che molte storie erano inventate per motivi politici o religiosi.Con l’arrivo di Internet la mia ricerca sulle varie notizie si è ingigantita ,ora l’informazione è diventata globale.Ma,bisogna stare attenti,perchè la disinformazione è in agguato per farci credere che il vero è falso.Penso ai 500 anni di torture e uccisioni per garantire ai cristiani la continuità della loro fede.Ma,ora nessuno si ricorda dei 20.000 catari massacreti e anche bruciati vivi nei forni ( primi forni crematori ) ,è stato una totale pulizia etnica furono uccisi donne,bambini e gli stupri non si contarono.Forse sono questi i veri valori del cristianesimo.

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