Pensieri atei

Neppure facendo appello alle più storte o meschine teorie del bene che siano mai state inventate dal fanatismo religioso o filosofico, si può far rassomigliare il governo della natura all’opera di un essere che sia ad un tempo buono ed onnipotente.

J. S. Mill, Saggi sulla religione

Il male fisico e la sofferenza in molti casi non dipendono affatto dal volere umano: i terremoti e le eruzioni vulcaniche, ad esempio, non hanno niente a che vedere con il libero arbitrio umano, eppure mietono migliaia di vittime, tra cui anche bambini innocenti. Rispondere che il male fisico dipende unicamente dalle leggi fisiche è assurdo, se si parte dalla premessa che tali leggi sono state create (e quindi volute così come sono) da dio.

Spiegare il male ricorrendo all’argomento del libero arbitrio è insopportabilmente semplicistico e grossolano, in quanto equivale a limitarsi a dire che l’uomo fa il male perchè è libero di farlo.

PROBLEMA DEL PECCATO ORIGINALE:

Perchè l’uomo è malvagio? Per via del peccato originale.

Perchè ha commesso il peccato originale? Perchè è malvagio.

Ecco una tautologia o ragionamento circolare, ossia un ragionamento che non dice nulla.

Prima di mangiare del frutto proibito, Adamo ed Eva non potevano sapere se l’ordine dato loro da dio era buono; infatti, solamente dopo aver mangiato tale frutto hanno appreso la distinzione tra il bene e il male. Perchè allora punirli per una colpa della quale non avevano nessuna consapevolezza?

Chi accetta l’esistenza del libero arbitrio deve, per contro, rinunciare all’argomento della “causa prima”: infatti se, come assume tale argomento, tutto (ad eccezione di dio) deve avere una causa, allora non è possibile non applicare il principio di causalità anche alla volontà umana.

Se dio è onnisciente, allora deve conoscere anche tutto quello che sarebbe accaduto in mondi alternativi al nostro, nel caso avesse scelto di crearli.

Questo significa che conoscerebbe tutti gli accadimenti di questo mondo anche nel caso avesse deciso di non crearlo.

Perchè allora l’ha creato, dato che era al corrente di tutti i mali e le sofferenze che si sarebbero verificati?

Non c’è cavillo di sofista, non c’è sottigliezza di teologo che possa smentire la veridicità di questa affermazione: il male non esisterebbe se dio non avesse creato gli agenti del male, pur sapendo che lo avrebbero commesso.

Dario Bernazza, La soluzione del problema dio.

Se, come sostengono i dialettici, bene e male sono inscindibili in quanto l’uno permette di individuare e definire l’altro, allora ne consegue che dio, il bene supremo, non può non implicare il male, pena la sua inesistenza o (il che è lo stesso) il suo non-essere-il-bene.

Ergo, ne consegue che dio non è onnipotente (e quindi non può essere il dio dei teisti).

Se io mettessi al mondo un figlio, sapendo che questi diventerà un maniaco omicida, sarei io il responsabile dei suoi crimini. Se dio creò l’uomo conoscendo i peccati che avrebbe commesso, dio è il responsabile di quei peccati e delle loro conseguenze.

B. Russell, Perchè non sono cristiano.

CONTRO IL LIBERO ARBITRIO:

Se sono stato creato da un essere superiore, anche la mia volontà è il risultato di tale creazione.

Dire che la volontà è stata creata equivale ad ammettere che è il prodotto della volontà di un altro.

In quanto prodotto, la volontà creata non può agire diversamente da come disposto dalla volontà creatrice.

Come può allora essere autonoma, e in che senso lo sarebbe?

CONTRADDIZIONE TRA INFINITA’ DI DIO E CREAZIONE:

Premessa maggiore:

Non può esistere un “esterno” o un “al di fuori” rispetto all’infinito, perchè altrimenti l’infinito sarebbe de-limitato (e quindi de-finito) da tale “al di fuori”; il che è manifestamente assurdo.

Premessa minore:

La creazione, non potendosi identificare con il creatore (perchè altrimenti avrebbe contraddittoriamente preceduto la sua stessa esistenza) e in quanto attuata ex nihilo, è esterna a dio, così come quest’ultimo, in quanto creatore, è esterno alla sua creazione.

Conclusioni:

a) Dio, se viene inteso come creatore, non può essere infinito.

b) Se invece è infinito, non può creare alcunchè.

DA TALI INFALLIBILI CONCLUSIONI SI PUO’ DERIVARE QUANTO SEGUE:

Accettiamo come valida la conclusione a), ovvero la non-infinità di dio, e vediamo dove ci porta. Avremo che:

1) Se dio non è infinito, non può avere attributi o qualità infinite.

2) Se i suoi attributi sono finiti, allora anche la sua potenza deve essere finita.

3) Se la sua potenza è finita, non può essere onni-potente

4) Se non è onnipotente, non può violare il principio per cui ex nihilo nihil fit ( = nulla si crea dal nulla).

E’ evidente che l’atto della creazione risulta impossibile anche assumendo la non-infinità di dio.

Consideriamo ora la conclusione b), concernente l’infinità di dio e la conseguente impossibilità di creare (ovvero di dare vita a qualcosa di esterno che non limiti tale infinità).

Avremo due opzioni:

1) Il mondo è dio nella sua interezza (deus sive natura).

2) Il mondo è una parte di dio.

Nella 1) il mondo viene infinitizzato in dio e diventa un suo semplice sinonimo. Questa concezione è, tuttavia, in linea con quella atea, perchè se tutto è dio, nulla e nessuno può essere dio per qualcun altro. Nel deus sive natura, così come in quasiasi filosofia ateistica, non c’è alcun posto per un essere trascendente.

Nella 2) il mondo non è altro che una determinazione limitata di dio. Ma anche qui la sostanza del discorso non cambia: se “una parte di dio” può essere conosciuta e studiata per mezzo di strumenti scientifici, sembra ragionevole supporre che, ameno in linea teorica, ciò sia possibile anche per  quella “rimanente parte di dio” che tuttora sfugge alla nostra osservazione; e questo per il fatto che non c’è alcun fossato a separare dio e il mondo, quando il secondo venga inteso come semplice parte, anzichè come creazione, del primo.

Anche in questo caso vale dunque il deus sive natura: se ciò che si identifica con “dio” può essere raggiungibile, anche solo teoricamente, dalla conoscenza scientifica, dio non può essere niente di diverso dalla natura.

INFINE: Se per infinità di dio si vuole intendere (come fanno molti teologi)  la semplice “assenza di estensione e di durata”, allora sarà più appropriato definire dio come “onni-assente” anzichè come onni-presente, perchè tutto ciò che cade sotto la nostra esperienza è fatto di estensione e di durata (ovvero, l’universo spazio-temporale!)

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3 risposte a “Pensieri atei

  1. Pure fra Gnosticismo e Cristianesimo, oltre agl’innegabili punti di contatto, più che altro relativi all’insegnamento esoterico, vi furono opinioni contrastanti. Se per ambedue, il decadimento del Corpo e della Natura sono incontrovertibili, nondimeno la divisione netta fra le due filosofie di vita interviene, allorquando si considerino le cause di tale corruzione. Nella Genesi ebraico-cattolica, infatti, si attribuisce all’uomo la colpa della caduta, mentre per gli Gnostici ne è responsabile l’Unità Divina. Insomma, altro che peccato originale, funzionale soltanto alla casta pretesca: se una macchina è difettosa dipende semmai da chi l’ha progettata e da chi l’ha realizzata, non certo dalla macchina, che prima di essere assemblata non esisteva! Simile disparità di vedute aveva – come conseguenza – due comportamenti diversi, lungo la via della redenzione. Per il cristiano, l’eliminazione del proprio pensiero, il pentimento e la completa sottomissione ai presunti comandamenti ed alle supposte leggi di dio, rivelate – a quattrocchi – ad alcuni profeti. Per lo gnostico, invece, la condotta più individualistica e la “ricerca” del sovvertimento di quelle leggi, che la conoscenza graalica considera solo inique. E tale sovvertimento poteva essere realizzato in due modi possibili: l’ascetismo più rigido o l’orgia più sfrenata. Ancora una volta era l’individuo a scegliere, e questo non poteva essere accettato da una genia dittatoriale, quale quella della teocrazia romana. In conclusione

    Se dio vuole impedire il male ma non è in grado di farlo, non è onnipotente.
    Se è in grado di farlo ma non vuole, allora deve essere malvagio.
    Se non può e non vuole… perché chiamarlo dio?

    Epicuro di Samo

    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.
    517 pagine, 130 immagini, € 25

    http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp;jsessionid=5CEA4413C7EEA5149DD28140DBE79EC4?PRODID=SH246200038
    http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php

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  2. @ Alessio di Benedetto Ho eliminato i tre post consecutivi ed inclusa la citazione nel primo.

    Quando si hanno aggiunte da fare ad un proprio post, è sufficiente cliccare su “modifica” (nel post stesso) ed apportare le modifiche volute. Postare consecutivamente non è proibito, ma è comunque una “scortesia” per la netiquette, oltrechè un’ineleganza: lei sicuramente non lo sapeva, dunque è scusato.

    Grazie.

    @Mattia: ottima raccolta di pensieri scettici.

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  3. Raccogliere gli atei intorno a Dio, è l’atto finale della conoscenza del tutto alla fine dei tempi.
    Questo compito non è affidato però alle religioni ma alla teoria unificata dell’Universo fisico e mentale.
    Gli ultimi saranno primi è infatti l’unica più grande affermazione del Bene.
    Quando gli ultimi saranno primi ,tutte le cose saranno veramente radunate in Dio.
    Gli atei sono le persone più drammaticamente interessate a risolvere il problema del dolore e sarebbero i più felici di tutti ad essere smentiti.
    Ovviamente vorrebbero essere convinti che Dio è buono pur avendo permesso il male.
    Questa è la vera unica condizione per accettare Dio.
    Se infatti Dio esistesse e si dimostrasse palesemente all’uomo, rivelandosi però malvagio.
    Sarebbe logico e giusto dirgli: TU SARAI ANCHE DIO MA IO TI DICO VATTENE VIA DA ME!
    Non esistono dunque uomini migliori degli atei. Loro pensano correttamente : se Dio esiste allora è anche buono e ci spiegherà ragionevolmente la sua incomprensibile assenza provvisoria.
    Cosa faceva DIO mentre noi soffrivamo indicibilmente?
    Gli atei così pensando ,dimostrano di essere uomini sinceramente e fortemente amanti del bene, forti paladini del giusto vivere,disperati e doloranti di fronte al soffrire dell’umanità .
    Gli atei dunque potrebbero essere figli migliori di Dio di quanto lo sono fanatici credenti di maniera.
    Per questo loro modo di esistere gli atei sono infatti sempre pronti ad imbarcarsi in una discussione sull’esistenza di Dio.
    All’apparenza per negarla l’esistenza di Dio ma in realtà per affermarla felici ,se si dimostrasse confacente al bene.
    In altri termini gli atei si pongono il problema di Dio in termini critici e scientifici ,ma soprattutto etici e morali.
    Insomma in nessun forum di ateismo un credente in Dio non troverà ospitalità e cortesia da parte degli atei.
    Molto più facile sarà trovare ostilità in un sito religioso ,se ci si dimostrerà non allineati e succubi dell’interpretazione già disponibile.
    Ciò quasi sempre avviene in base ad una arrogante posizione dogmatica e ad una pretesa santità presunta ,degli editori “credenti” del sito.
    Bene ora la teoria unificata dell’universo fisico e mentale è stata trovata in termini laici e scientifici.
    In essa Dio è solo un effetto collaterale logico.
    Ciò che esiste è Universale, necessario e immutabile. Quindi è completamente e decidibilmente LIMITATO in SE’ e niente affatto infinito.
    L’Universo non è infatti infinito ma limitato ,intero e unificabile oltre l’entropia. Il divenire è una finzione matematica la cui sostanza immaginaria in teorema in numeri cardinali ,(quantizzati),,non contraddice affatto la realtà matematica in numeri continui.
    Le ragioni matematiche invisibili delle leggi naturali ,sono della stessa sostanza dei fenomeni visibili. Non c’è un divenire reale e contraddittorio ma neanche falso. Il divenire è una rappresentazione matematica in numeri immaginari alla Mente non al cervello.
    Il male dell’universo visibile è dunque un male finto e non reale . Dura solo per un tempo come avviene a teatro. Poi esci e se hai capito la lezione sei un uomo migliore che non ha ricevuto alcun danno dagli attori. Eppure hai riso ,hai pianto ti sei commosso, sei cambiato e sei soddisfatto di aver ricevuto risposte esistenziali e profonde dal dramma, dalla commedia, dalla musica messa in scena.
    Si accendono le luci in sala, esci nella pioggia o nell’aria fresca o calda fuori dal teatro e ti avvii verso casa tua, rinnovato trasformato pronto ad essere migliore e vivo. Prima dello spettacolo intenso ,forte ,sconvolgente ma salvifico ti sentivi perso, insignificante, MORTO. Ora sei guarito e vivi e corri incontro alla vita nuova capita e dispiegata avanti a te nel bene . Un bene che ora è capito e posseduto per la prima volta in modo nuovo.
    Pertanto il male finto consiste di uno psicodramma provvisorio ed educativo, che non arreca male reale ed eterno.
    Ora le cose precedenti non verranno più in mente. Morte dové il tuo pungiglione ,dove la tua vittoria?
    Io invierò su questo sito successive brevi mail per singoli argomenti di scienza e filosofia.
    Per una lettura completa e gratuita di tutta” la teoria unificata dell’universo fisico e mentale “visita in rete il sito Vincenzo russo filosofo eleatico pitagorico. Saluti atei.

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