L’Agonia & l’Estasi. Le Donne Crocifisse

Raccontano alcuni cronisti, che nella Francia di Luigi XV, alcuni credenti esaltati reclamarono più volte di seguito la crocifissione e furono più volte inchiodati su una croce «per riscattare con la loro penitenza la condotta depravata del Re e della sua Corte di nobili dissoluti, senza scrupoli e senza coscienza, che furono fautori della bolla Unigenitus».

Scalmanati armati di daghe o di spiedi di ferro si trapassavano le membra, beninteso senza la preoccupazione di asepsi, e non si verificavano mai conseguenze mortali né infezioni di sorta.

Altri si rotolavano nudi nelle braci infuocate e ne uscivano schiumanti, con gli occhi fuori dalle orbite, deliranti, ma senza scottature.

«Si videro quattro o cinque uomini in piedi schiacciare con tutto il peso del loro corpo una fanciulla stesa in terra, e percuoterla con grossi bastoni, senza che la poveretta ne provasse dolore».

Parecchie belle donne, ancor più belle nella loro trasfigurazione, vollero assolutamente farsi crocifiggere, nude, a immagine di «Nostro Signore». Si lasciarono conficcare dei chiodi da carpentiere nelle palme aperte e si fecero inchiodare i piedi uno sull’altro, senza far mostra di provare dolore (è curioso che tutti gli anni, per consuetudine, ed in mille altre occasioni, degli esseri umani si divertono o si condannano a farsi crocifiggere come avrebbe fatto Gesù).

Lo stesso Voltaire s’interrogò su queste scene il cui carattere, al tempo stesso isterico ed esoterico, costituiva una sfida al suo intelletto sagace.


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5 risposte a “L’Agonia & l’Estasi. Le Donne Crocifisse

  1. Presso i chierici, a causa della loro educazione repressiva e dogmatica, ispirata alle ideologie di morte (croce, sangue, tortura e necrofilia sono il nucleo della loro saggezza), il demoniaco è parte integrante della loro forma mentis, che essi proiettano al di fuori, nel mondo circostante. Basti pensare all’uso frequente del segno della croce da parte dei sacerdoti e dei fedeli. Esso è, infatti, un segno apotropaico, ossia idoneo per scacciare gli spiriti malvagi. E che dire dell’acqua santa (con l’aggiunta di sale!), che serve a tenere lontano le forze maligne?

    Ma per liberarsi dell’insana visione del mondo dell’Ekklesia, bisogna eseguire un paziente lavoro di scavo nelle più recondite profondità del nostro inconscio, nella storia del nostro DNA, perché quei modelli di pensiero sadomasochisti del cattolicesimo si sono ormai sedimentati nel nostro patrimonio cromosomico e razziale. Ciò è più che evidente nell’involuzione odierna della morale e dell’etica, non più basate sulla dignità, ma sull’accondiscendenza, sulla genuflessione, sull’obbedienza. Contrapporre dualisticamente corpo e spirito, cervello e cuore, peccato e redenzione, vita e morte, gioia e sofferenza dirige ormai i nostri percorsi filosofici in un’insana contaminazione ontologica e causalistica che la fisica e la scienza moderne smentiscono categoricamente. Bisogna ripulire i percorsi mentali che ci costringono a ragionare in termini di bioetica, secondo assunti sentimentali, preformati in modo invisibile dalla mitologia giudaico-cristiana: la funzione salvifica del dolore e il corpo devastato dalla malattia terminale e irreversibile come feticcio di un’orrenda rinascita nel sanatorio del paradiso. Meglio scomparire tranquilli e beati nell’inferno della Terra. Simboli di morte, racchiusi nelle croci martorianti la carne, sono esposti dappertutto come telecamere che ci spiano le volute cerebrali, costrette ad eseguire un comando ancestrale di colpevole sottomissione. La messa domenicale, che non sviluppa il momento di riflessione ma di plagio mentale, nega l’intelligenza creativa e approva la memoria robotizzata del già detto, del già visto: brodaglia ideologica, istupidimento favolistico, coazione a ripetere come nei malati di mente, esperienze d’incoscienza collettiva che programmano la mente e la sua ram all’asservimento del peccatore al loro servizio, piuttosto che la ragione al servizio della società.
    Un millennio di sofismi teologici, che si arrampicano sugli specchi dell’indecenza, ha distrutto la carica vitale di interi popoli, i quali alla fine hanno preferito il massacro imposto piuttosto che la convivenza del diverso. Salse metafisiche che fingono di spiegare tutto ed il contrario di tutto. Affermazioni e smentite religiose che servono a giustificare ogni cosa, semplicemente perché i pazzi incurabili vogliono sempre avere ragione. La fuga da simili paludamenti leggendari è possibile soltanto se lontani dalle sue rive melmose. La logica del dio unico è la frastagliata versione della ricaduta nucleare: ognuno crede di essere stato offeso e invoca la divinità perché gli dia la forza di scannare fraternamente il suo prossimo.
    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.
    517 pagine, 130 immagini, € 25

    http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp;jsessionid=5CEA4413C7EEA5149DD28140DBE79EC4?PRODID=SH246200038
    http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php
    http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
    http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-di_benedetto_alessio_.htm
    http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
    http://alessiodibenedetto.blogspot.com/2010/04/fuori-della-chiesa-non-ce-salvezza.html

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    • Interessante e articolato commento, che grazie al link con Facebook non dovrebbe passare inosservato. Avrei voluto mettere sul mio wall una recensione del tuo libro, ma temo che perderei decine di amici della mia rete…ho scoperto che sui Social Network esistono un’infinità di limiti: se metti foto di nudo, anche pittorico, i musulmani e gli ebrei più tradizionalisti ti rimproverano (è accaduto di recente a mia sorella, per aver pubblicato un innocente quadro di Waterhouse del 1890). Non parliamo poi se si critica una religione…mi attirerei gli strali di tutti i cattolici di destra che ho nelle mie relazioni…

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  2. Ma che belle immaginette allegate a quest’articolo, x attirare l’attenzione di… indovina KI! Sono sicura che le ha caricate un uomo, una donna avrebbe avuto + rispetto e delicatezza…! Sembrano le foto ke si trovano sui siti di sesso masochista (osservandole bene si nota che sono state prese proprio da là…!) che in USA vengono censurate per l’ovvia allusione all’incitamento alla violenza sulle donne! Ma sono sicura che i signori uomini apprezzeranno molto la scelta… Ancora complimenti vivissimi! Prosit.
    Maria (laica, ma non x questo cieca, acritica o priva di buon gusto).

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    • antonio baroncini

      Cara Maria, trovo il tuo post un po’ integralista. Le foto sono state prese da un sito svedese di un fotografo spagnolo, Ramon Martinez, che ama realizzare foto con la crocifissione declinata al femminile. Non è un sito sadomaso, almeno nel senso tradizionale del termine. Siccome qui si parla di donne crocifisse, le foto in fondo sono contestuali. Non devi però pensare che agli uomini in genere piaccia vedere o far soffrire le donne. Il sadomaso è una pratica consensuale e bidirezionale che non ha a che vedere con l’argomento qui trattato. Ciao da un fotografo professionista contrario alla violenza reale ma abituato ad ogni tipo di immagine!!! Antonio

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  3. MA KE CAVOLATA TUTTE BELLE SEXY

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