Horus di Nazareth e Giovanni di Gamala

Lo stato dell’ateismo italiano versa da tempo in brutte acque: non tutto, ma diciamo per un buon 80%, a voler essere “pignoli”. Ho conosciuto molti atei finora, e amaramente devo ammettere in tutta onestà che in genere i credenti abbiano ragione, quando affermano che l’opposizione atea faccia pena non solo dal punto di vista argomentativo e di rispetto del dialogo: è vero, li capisco e me ne dolgo moltissimo. Si è persa la morigeratezza l’educazione, l’etica dello scontro polemico ed il rispetto per l’avversario: oggi l’importante è prevalere a tutti i costi, anche scorrettamente, adeguandosi così all’apologetica religiosa di più basso profilo. Per questo motivo non mi sento un ateo nel senso italiano dell’intendere il termine: anzi, mi dissocio da questo genere di ateismo becero e pedestre, che genera solo divisione, contrasto e discredito. C’è gran differenza tra l’essere decisi e l’essere gratuitamente volgari.

Questa pochezza sarà sicuramente figlia della volgarissima epoca attuale, i cui unici valori sono ormai il calcio e il cellulare; ma dall’altro lato ci si attenderebbe qualcosa in più, da chi etichetta come menzogne le “dottrine” della Chiesa. Ci sono sicuramente delle eccezioni, ma di norma c’è molta disinformazione, sottocultura e pressappochismo, ottima pastura per certi loschi figuri il cui vero scopo è quello di lucrare sulla caciara contro la Chiesa: culturalmente parlando, la situazione non è migliore, a cagione dei modelli dai quali gli atei (certuni di loro) traggono esempio e convalida.

Circa un mese fa è venuto a mancare Luigi Cascioli, una perdita sia come combattente per la verità che dal punto di vista personale: nonostante io non abbia mai concordato con il nocciolo della sua tesi (cosa nota ed accettata a lui e a chi ne è a parte), lui non ha mai avuto nulla da ridire in merito, dato che fra noi c’è sempre stata comunque amicizia dilà dalle divergenze teoriche, diversamente da quanto è accaduto con altri che discordano dalle mie teorie (e ciò non certo per iniziativa mia). Credo d’esser sempre stato capace di separare la persona dalle cose che propugna.

Orbene, molti mi hanno chiesto tante volte quale fosse la mia opinione in proposito; in parte l’ho espressa nelle risposte email, ma mi sono sempre riservato di non esagerare, poichè non è mia abitudine inimicarmi persone che, dettagli teorici a parte, in fondo condividono il mio stesso fine, ossia la battaglia contro l’inganno della Chiesa. Evidentemente, però, per certuni di loro non vale il contrario, dal momento che posso dire con certezza d’essere stato boicottato e criticato più o meno “dietro le quinte” da parecchi sedicenti atei sin troppo aderenti a teorie filo-cascioliane.
Non amo parlare di chi non c’è più, nè dare l’impressione di farlo comodamente in certe circostanze: ma dal momento che in questi ultimi giorni il caso ha voluto che io ricevessi alcune lettere, nelle quali si affermava che rispetto “ad altri” io sarei “in errore”, credo che sia giunto il momento di fare alcune precisazioni. Non me ne voglia Luigi: la mia stima nei suoi confronti come uomo e come persona non è mai venuta nè mai verrà meno (e lo sanno tutti), ma la mia risposta è piuttosto rivolta a chi, invece, continua a seguire certe teorie abbastanza infondate ed imprecise, facendosene un’egida di “prova” contro il cristianesimo per tornacontismo o mero fanatismo incolto.

Criticare il mio libro ed il mio sito è molto semplice, dato che non sono facilmente fruibili per chi possiede una formazione tale da doversi adeguare soltanto a moduli espressivi e contenuti più elementari: per meglio dire, pur essendo opere “decise”, non sono apprezzabili da chi ama leggere parolacce e bestemmie un rigo si e uno no. Molti (evidentemente adeguati alla tristissima media culturale odierna…) li hanno criticati per la loro “difficoltà”: francamente, se non sono riuscito ad essere più “semplice”, la colpa è anche dell’argomento, a scanso d’equivoci. La tesi ed il modello espressivo di Luigi sono, invece, molto elementari: anzi, fanno presa proprio per questo motivo. La gente desidera cose “immediate”, “semplici”, “certe”: come dire dire che “X è stato sotituito a Y”.
Il “nocciolo” di cui parlavo converge appunto sull’affermazione che “Gesù di Nazareth” celi in realtà un tal “Giovanni di Gamala”, personaggio che Cascioli non ha ricavato da qualche documento esterno, bensì da un raffronto evangelico sulla scia di una “tecnica” che potremmo definire “per esclusione”. Secondo Luigi, infatti, questo “Giovanni” si ricavava “inconfutabilmente” da un passo in cui sono listati cinque dei “fratelli di Gesù”: quello che “manca” era (secondo lui) chiamato “Giovanni”; e dato che il caporione zelota di quel periodo storico era Giuda il Galileo (ovvero “di Gamala”), ecco che quest’ultimo diventava il padre dei protagonisti evangelici.
Orbene, sono concorde che Giuda il Galileo fosse l’origine di pressochè tutti i personaggi legati allo zelotismo dall’epoca neroniana fin oltre Adriano, e che fosse quasi sicuramente connesso direttamente a “Gesù di Nazareth” e familiari; ma non posso certo accettare che quest’ultimo fosse un tal “Giovanni da Gamala”, e questo per almeno tre ordini di motivi.

In primis, sarebbe stato più opportuno notare che questi “fratelli” sembrino piuttosto un mero remake nominale dei figli di Mattia (o Matteo, ovvero Mattatia) Maccabeo, simbolo epico della lotta armata ebraica: da cui, chi li immise nei vangeli lo fece per includerli come simbolismo, non certo per parlare di personaggi storici noti con quei nomi in quel periodo.
In secondo luogo, non possiamo identificare “Gesù di Nazareth” con uno ed un solo “alias”, perchè egli stesso è null’altro che la convergenza di un gran numero di briganti guerriglieri chiamati tutti Gesù, ciascuno dei quali protagonista di un episodio che riscontriamo quasi pedissequamente nei vangeli: infatti, in ambito guerrigliero questo parrebbe essere piuttosto un nome simbolico. Cascioli ed epigoni, che hanno sempre affermato d’aver letto l’immane produzione letteraria di Giuseppe Flavio, stranamente ignorano del tutto questi dettagli; anzi, alcuni di loro hanno fatto deliberatamente orecchie da mercante verso le mie segnalazioni, forse onde evitarsi l’enorme fatica di revisionare una teoria ormai molto popolarizzata. Ma siccome il sottoscritto è lontano dai “circoli cascioliani” (e soprattutto dal momento che ho ragione), la sua voce non vale.
Infine, checchè ne dicano i suoi accoliti, è probabilissimo (e lui stesso non me l’ha mai smentito, quando ne abbiamo discusso) che Cascioli sarebbe stato indotto a “trovare” “Giovanni di Gamala” dal famoso libro di Henty; per cui, egli non avrebbe certo operato in maniera asettica nel formulare la sua teoria.

A parte questo, molte sue fonti lasciano il tempo che trovano, in quanto datate ed imprecise; sono prevalentemente ottocentesche e di inizio ‘900, a riprova del fatto che Cascioli non abbia analizzato i documenti diretti (e non dico i vangeli, ma tutta la letteratura successiva, e soprattutto gli storici: Giuseppe Flavio in primo luogo), ma si sia fidato completamente di quel che hanno scritto le terze parti. Per carità: non si può pretendere in tutto d’avere fonti di prima mano; ma è opportuno quantomeno ridurre gli errori.

Avrei tanti altri dettagli preoccupanti da sottolineare in merito alla tesi di Cascioli, ma mi fermo qua. Aggiungerò soltanto che la “massa” l’ha abbracciata semplicemente perchè l’artificiosità del procedimento dei “cinque figli” innesca “stupore” nel lettore, che pertanto sarà portato automaticamente e ritenere plausibile tutto il resto della tesi, senza curarsi da quali documenti nè con quali procedimenti sia stata formulata. Individuare un sostituto con certezza per “nome e cognome” fornisce sicurezza al lettore, sicchè egli non si chiederà nulla sui “dettagli di contorno”: accetterà l’output, non il modo in cui si è pervenuti ad esso. Anzi, più l’output sarà eclatante e “preciso” (“nome e cognome”), più aderirai.
Purtroppo, la tesi di Cascioli, indipendentemente dall’improponibilità di credere in un Gesù del tutto mitico, non può permettersi il lusso di definirsi “inconfutabile”: e me ne rammarico, poichè se a suo tempo avesse accettato il mio consiglio di rivedere le cose con più serenità, si sarebbe risparmiato un inutile e sfortunato processo contro i mulini a vento, e soprattutto d’inizializzare un filone disgraziato per la credibilità della ricerca atea sulla vicenda evangelica. Ma è anche ovvio che, una volta sfondata una porta, non potrai più tornare indietro a richiuderla: rischieresti di rimanere con una pila invenduta di libri stampati en avant e di deludere chi vede in te un salvatore, ovvero “il più grande cristologo del mondo”, come l’hanno ribattezzato certi ipocriti che gli hanno cucito il bordone, prima d’abbandonarlo al suo destino come uno straccio vecchio.

Malauguratamente, l’umiltà non è una qualità di quest’epoca invertita, dove chi ha ragione è vilipeso e chi ha torto è osannato: tutti abbiamo una “tesi eclatante”, tutti siamo “quelli giusti”, tutti vogliamo stare sotto la “spotlight”. E chi dice la verità, di questi tempi, in questo paese, non riceve alcun sèguito.
L’output di Luigi, malgrado la sua sincera immediatezza, purtroppo è stato cannibalizzato dal pressappochismo, dalla faciloneria, dall’insipienza e dall’ignorante volgarità dell’audience di oggi, la cui “cultura” vegeta tra epifenomeni internettiani, pseudoscienze, presunzione e turpiloquio: in sostanza, già che ci siamo, è lo stesso “pubblico” che crede ancora in “cose” (non so nemmeno come definirle) come i vari Zeitgeist e “documentari” pseudo-storici che i disinformati associano spesso al Cascioli in una specie di “diarcato”.

Zeitgeist è un “prodotto” che si rifà all’opera di Acharya S, al secolo Dorothy Murdock, personaggio altamente imbarazzante, ma purtroppo posta anch’ella al centro di una grande popolarità da un’audience vogliosa di sensazionismo, con grave danno per la correttezza e la credibilità dell’ateismo onesto e serio (non per nulla, la “pensatrice” è stata messa in un angolo anche da svariati critici atei).
Anche nel suo caso siamo di fronte ad una tesi banalmente corretta (“Gesù è un falso”), ma il cui fulcro portante è erroneo. Puntellandosi su “autorità” come Massey, Mangasarian, Graves, Hislop, Higgins e qualche altro “luminare” ottocentesco, la Murdok sostiene infatti la teoria secondo la quale il Gesù evangelico non abbia nulla di storico, ma sia soltanto il frutto “mitologico” dello scippo di caratteristiche da questo o quel dio pagàno: in particolare, l’egizio Horus. Vada bene che l’Egitto costituisca (specie per chi è ancora molto indietro nella propria formazione mitografica) una terra carica di suggestività: ma occorre non abusare dei luoghi comuni.
In merito ho letto e sentito affermazioni da far accapponare la pelle, e mi sono chiesto cosa potrebbe mai esserne di un’opinione pubblica che viene imbevuta di queste scemaggini: siamo già bombardati da diseducationals fino a qualche decennio fa improponibili nella TV pubblica (vedasi i vari Voyager e Misteri, che oggi ripropinano le amenità di libercoli di cinquant’anni fa, sulla scia di Von Daeniken et similia…), dovremmo accettare pure di vederne circolare su internet, a proposito di argomenti dai quali dipende piuttosto una battaglia con in gioco una posta ben più seria?

Statene sicuri: Horus non nacque in una grotta il 25 dicembre; suo padre non si chiamava “Sep”; non era detto “il buon pastore”; non era noto come “krst” (che non significa “unto”, dato che è un vocabolo inesistente in egiziano antico…); non aveva 12 discepoli; non fu battezzato da un tal “Anup il battista” (?), che non fu decapitato; non morì su una croce durante un cataclisma, nè in mezzo a due “ladroni”; non discese agli inferi e non ne risalì dopo 3 giorni; e non fece nulla del 90% del resto delle cretinate scritte da “Acharya S”, che purtroppo vedo ingoiare sordamente dai tipici malinformati che girano per internet.

Se si deve attaccare la Chiesa, lo si faccia almeno con prove più serie; si deve avere rispetto per l’avversario, ma in primo luogo per sé stessi. D’altronde, non sono queste le cose veramente eclatanti riguardo al cristianesimo: e vi assicuro che ci sarebbe ben altro da dire e sapere in proposito.

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19 risposte a “Horus di Nazareth e Giovanni di Gamala

  1. Io voglio sapere tutto quello che c’è da sapere (di vero). Cosa posso leggere?

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    • Per quanto riguarda gli autori e i critici contemporanei, la scelta è molto vasta: in questi due millenni si è detto molto e forse anche più del dovuto. Sarebbe comunque meglio affidarsi alla lettura dei documenti diretti degli scrittori del periodo (soprattutto gli storici), onde evitare di farsi eventuali opinioni partigiane. La storia, la mitografia, la filosofia nuda e cruda, ciò che dicevano le persone del passato a ridosso del I e II secolo, possibilmente in lingua originale; o se non è possibile, utilizzare delle buone traduzioni. In entrambi i casi, potresti trovare molto materiale in qualsiasi buona biblioteca; anche su internet è possibile trovare versioni più che decenti, pure in italiano, sapendo cercare.

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  2. Le origini del Cristianesimo si perdono nelle nebbie più fitte.

    E’ incredibilmente difficile avere dati scientificamente certi e condivisi dagli studiosi.

    Questo soprattutto perchè a) al di fuori delle fonti Cristiane o riportate da loro testi, le testimonianze che risalgono a tempi ragionevolmente vicini ai supposti avvenimenti (primo secolo d.c.) sono veramente scarse. Su queste poi gravano spesso forti dubbi se siano autentiche o manipolazioni/aggiunte/falsificazioni…

    b) La storia è scritta dai vincitori. Nel caso del Cristianesimo, questo è un aspetto particolarmente importante in quanto, non solo è stata la religione ufficiale ed imposta a tutti e tutto per molti secoli, ma anche perché, con l’evolversi e la progressiva determinazione dei canoni e dei dogmi, anche i testi originali ne hanno risentito sia per riscrizioni che per aggiustamenti o per cancellazioni/omissioni, se non addirittura distruzione volontaria….. Inoltre il Cristianesimo ha perseguitato e dato la caccia a tutti coloro che scrivevano o riportavano fatti o idee divergenti da quelle “canoniche”…e ha disposto la distruzione di tutto quello che non era in linea con esse….

    c) E’ molto difficile per gli studiosi spogliarsi delle loro convinzioni personali e non farsene condizionare…

    Sarebbe fondamentale poter distinguere tra studi scientificamente fondati da ipotesi, interpretazioni o pubblicizzazioni in modo da consentire un più facile e sicuro per tutti l’accesso alla realtà dei fatti….

    Purtroppo, per le ragioni accennate sopra, pochissimi studiosi possono trattare gli argomenti legati alle origini del Cristianesimo in maniera veramente scientifica. Così ci ritroviamo con innumerevoli scritti che, in maniera più o meno marcata, andrebbero considerati come tesi, ipotesi, convinzioni personali.

    Ma questa situazione illustra e dimostra ancora una volta come sulla “parola di Dio/rivelazione/Bibbia” i dati storicamente certi, accertabili e condivisi siano estremamente pochi e che, pertanto, su avvenimenti e documenti assolutamente fondamentali per la fede e la salvezza esistano innumerevoli interpretazioni anche molto diverse tra loro….

    Dobbiamo concludere con una domanda, già fatta altre volte, è mai possibile/accettabile che un eventuale Essere Superiore, nell’intento di comunicare con gli uomini e nella supposta fondamentale incarnazione (e sacrificio) del figlio, non abbia voluto o saputo agire in modo più chiaro e documentato….???

    Vedere anche:

    Messaggi Divini

    Messaggi della natura e messaggi divini

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  3. …Oooohhh finalmente un pò di sana autocritica!
    Sarebbe ora che gli “atei alla moda” la facessero finita con certe farneticazioni e approssimazioni che ottengono il solo esito di far infuriare i credenti (9 italiani su 10 ripeto) e non solo quelli…E’ con le Church-holding che bisogna prendersela. Io lo sto facendo, e tu?

    p.s.
    Dai un occhiata qui: ecco come ho rotto le uova nel paniere alle suffragette e suorine laiche seguaci di Santa Maria Goretti che imperversavano su un blog RAI aperto a tutti…(vedi sezione video-articoli-foto).

    http://www.citizenreport.rai.it/singolaInchiesta.php?catid=4

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  4. Al sig. Catalano chiedo, sempre per maggior conoscenza, perche non scende dal suo piccolo soppalchetto, senza dare del cretino ad alcuno, e ci arguisce dettagliatamente su tutta la vita-storia di Horus?
    E data la sua alta conoscenza di queste leggende-storie, ci da conoscenza su chi è il GIOVANNI riportato in Flavio
    libro [VII / 263]

    Ringrazio Cecco

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  5. Egr. sig. “Cecco”, potrò sicuramente ragguagliarla sulla vita-storia di Horus dopochè lei avrà evidenziato una qualche riga in cui io potrei dare del “cretino” a qualcuno.
    Se nonostante quanto ho precisato non le bastasse la mia parola rispetto a residuati ottocenteschi come Massey, Acharya S e soci, allora non le resterà che parlare con qualche egittologo, che le confermerà sicuramente le medesime cose.

    Per quanto riguarda il “Flavio 7.263” (della “Guerra Giudaica”, naturalmente), qualora fosse “banale” identificarlo con Giovanni di Giscala (notissimo avversario sia di Flavio stesso che di Simone Bar Giora: di cui d’altronde si parla poco dopo), allora possiamo sicuramente dire che talora Flavio dimenticasse di mettere i patronimici e gli aggettivi di provenienza: e questo senza bisogno di scomodare qualche “censore” che avrebbe tolto un fantomatico “di Gamala”. C’è ben altro di alterato in Flavio; e se lei l’ha letto (cosa di cui non dubito), ne sarà sicuramente a conoscenza.
    D’altronde, non credo proprio che sia un passo probativo di “congiure” nè di “mascherature”. Ciò nonostante, sono comunque disponibile a discuterne e ad apprendere da lei o da chi ritenesse d’essere addirittura meglio di lei.

    Già che c’è, a proposito di identità “mascherate”, se non chiedo troppo vorrei avere l’onore di sapere con chi sto parlando: se proprio si deve interagire, credo sia meglio farlo “in chiaro”, e con toni non supponenti.

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  6. teologo cattolico

    ottimo intervento. quoto quasi tutto. la critica atea e in generale un polemica anticristiana è estremamente preziosa anche per la maturazione e approfondimento dell’intelligenza credente, ma deve essere critica fondata e razionale, altrimenti resta chiacchericcio da salotto mediaset e non viene nemmeno presa in considerazione da teologia e magistero della chiesa.
    Non mi riferisco soltanto alle questioni di critica storica di cui si occupa con competenza, ma anche alle molte tesi di stampo pseudo filosofico dell’ ateismo scientistico di bassissimo profilo (UAAR e testi Odifreddi), sollevate e tramontate già metà ottocento, che a livello accademico non hanno e non possono avere nessuna ricezione.

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    • E’ un piacere constatare apprezzamenti provenienti anche dall’altra parte della “barricata”; e specialmente da chi, in genere, non ha concordato col sottoscritto riguardo altri argomenti e posizioni ben più drastici.
      Resti comunque chiaro che la critica non debba essere ritenuta accettabile soltanto fin quando non sollevasse problemi non attaccabili dalla sofistica dell’apologetica di mestiere.
      Per quel che concerne invece l’associazione e la persona da lei apportati come esempi di “cattivo ateismo”, posso concordare molto relativamente con lei.

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  7. Libro VII:253 A capo dei sicari che l’avevano occupata c’era Eleazar, un uomo potente, DISCENDENTE DI QUEL GIUDA che, come sopra abbiamo detto, aveva persuaso non pochi giudei a sottrarsi al censimento fatto a suo tempo da QUIRINIO nella Giudea. (6 e.v.)

    DIGRESSIONE
    Libro VII:254 A QUELL’EPOCA (6 E.V. CIRCA)i sicari ordirono una congiura contro quelli che volevano accettare la sottomissione ai romani e li combatterono in ogni modo come nemici, depredandoli degli averi e del bestiame e appiccando il fuoco alle loro case;

    Libro VII:255 sostenevano, infatti, che non c’era nessuna differenza fra loro e degli stranieri, dato che ignobilmente buttavano via la libertà per cui i giudei avevano tanto combattuto e dichiaravano di preferire la schiavitù sotto i romani.

    Libro VII:256 Ma queste parole erano un pretesto per ammantare la loro ferocia e la loro cupidigia, come poi dimostrarono con i fatti.

    Libro VII:257 E in realtà, quelli che si unirono ad essi nella ribellione e presero parte attiva alla guerra contro i romani ebbero a subire da loro atrocità più terribili,

    Libro VII:258 e quando poi vennero di nuovo convinti di falsità nella giustificazione che adducevano, ancor più essi perseguitarono chi, per difendersi, denunciava le loro malefatte.

    Libro VII:259 Quell’epoca fu in certo modo così prolifica di ogni sorta di ribalderia fra i giudei, che nessun delitto fu lasciato intentato, né chi volesse escogitarne di nuovi riuscirebbe a trovarli:

    Libro VII:260 a tal punto erano tutti bacati nella vita privata come nella pubblica, e facevano a gara tra loro nel commettere empietà contro il Dio e soprusi contro i vicini, i signori opprimendo le masse e le masse cercando di eliminare i signori.

    Libro VII:261 Infatti gli uni avevano una gran sete di dominio, gli altri di scatenare la violenza e d’impossessarsi dei beni dei ricchi.

    Libro VII:262 Furono dunque i sicari quelli che per primi calpestarono la legge e incrudelirono contro i connazionali, senza astenersi da alcun insulto per offendere le loro vittime, o da alcun atto per rovinarle.

    Libro VII:263 Eppure Giovanni(“Bar Catalano, di Giscala”); fece sì che anche costoro sembrassero più moderati di lui; egli infatti non soltanto eliminò chiunque dava giusti e utili consigli, trattando costoro come i suoi più accaniti nemici fra tutti i cittadini, ma riempì la patria di un’infinità di pubblici mali, quali inevitabilmente doveva infliggere agli uomini chi già aveva osato di commettere empietà verso il Dio.

    Libro VII:264 La sua mensa era infatti imbandita con cibi proibiti ed egli aveva abbandonato le tradizionali regole di purità, sì che non poteva più far stupore se uno che era così follemente empio verso il Dio non osservava più la bontà e la fratellanza verso gli uomini.

    Libro VII:265 D’altra parte, poi, Simone figlio di Ghiora quale delitto non commise? Quale sopruso risparmiò a coloro che come liberi cittadini lo avevano eletto a loro capo? (passo interpolato con l’amo diGhiora)

    Libro VII:266 Quale amicizia, QUALE PARENTELA non rese questi due più audaci nelle loro stragi quotidiane? Essi infatti consideravano un atto d’ignobile cattiveria far male a degli estranei, mentre ritenevano di fare una bella figura mostrandosi spietati verso i parenti prossimi.

    Libro VII:267 Eppure, la follia omicida di costoro venne superata dal pazzo furore degli Idumei. Infatti questi empi furfanti, dopo aver ammazzato i sommi sacerdoti affinché non si conservasse neppure la più piccola particella della pietà verso il Dio, sfasciarono tutto ciò che restava degli ordinamenti civili introducendo dappertutto la più completa anarchia.

    Libro VII:268 In tale clima prosperarono al massimo gli Zeloti, un’associazione che confermò con i fatti il suo nome;
    Libro VII:269 essi infatti imitarono ogni cattiva azione e non tralasciarono di emulare alcun misfatto registrato dalla storia.

    Libro VII:270 Eppure il loro nome l’avevano derivato dal loro preteso zelo nell’aspirare alla virtù, sia che volessero prendersi gioco, con la loro bestiale natura, delle vittime dei loro soprusi, sia perché stimavano beni i peggiori dei mali.

    Libro VII:271 Comunque, fecero tutti la fine che meritavano, perché il Dio diede a ciascuno la giusta punizione;

    Libro VII:272 infatti tutti i castighi che mai possono colpire un uomo si abbatterono su di loro anche fino all’ultimo istante di vita, FACENDOLI MORIRE FRA I PIÙ ATROCI TORMENTI D’OGNI SORTA.

    Libro VII:273 Eppure, si potrebbe dire che le loro sofferenze furono inferiori a quelle che essi avevano inflitte a chi era caduto nelle loro mani, perché non esistevano pene adeguate.

    Libro VII:274 A esprimere degnamente il dovuto compianto per le vittime della loro ferocia non mi sembra questo il momento più adatto, E PERCIÒ RITORNO AL PUNTO IN CUI AVEVO INTERROTTO LA NARRAZIONE.

    Quando si legge, oltre che veder scorrere le righe, è d’obbligo usare molto il cervello per analizzare al meglio tutto ciò che scorre davanti alle nostre pupille. “E NON CADERE SULL’AMO BAR GHIORA”.

    Mia riflessione; che “ciazzecca” Di Pietro docet” Il Giscala e il Ghiora con Giuda il Galileo ed Eleazar ben Jair, in questa digressione fatta dal G. Flavio?
    Come possiamo pensare che si parli di queste due persone ancora vive, mentre qui si parla di persone morte fra i più atroci tormenti?

    Libro VI:434 Questi fu riservato all’esecuzione capitale in occasione del trionfo,(non sappiamo in che anno ci furono i festeggiamenti) MENTRE GIOVANNI FU CONDANNATO AL CARCERE A VITA. I romani, infine, incendiarono le estreme propaggini della città e spianarono le mura.

    Il mio nome è Cecco, “diminutivo”, Se le occorre il mio stato di famiglia, glielo manderò di vero cuore.

    Grazie di tutto Cecco.

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    • Egregio sig. Cecco (bar Giora, evidentemente),

      trovo encomiabile il fatto che lei abbia speso tutto questo tempo a riportare periodi più o meno completi e correlabili: è un atto di rispetto che sicuramente apprezzo. Purtroppo, nonostante il suo sforzo non saprei proprio risponderle cosa “ci azzecchi” un Giovanni “bar-La-Qualunque” con Simone bar Giora, ma posso dirle sicuramente che occorra attenzione oltrechè “cervello”, per accorgersi di come stiano le cose; è evidente che, abboccando all’amo di teorie preconfezionate, sia possibile dimostrare tutto e il contrario di tutto (complotti inclusi, naturalmente).
      Resti di fatto quindi che, in mancanza di prove su eventuali manomissioni (certe, non presunte) a carico di quei passi (ripeto, assolutamente irrilevanti nell’economia del celare qualcosa di “anomalo”), l’interpretazione rimanga quella in voga da sempre: cioè che si tratti di un “banalissimo” Giovanni bar Levi di Giscala.

      D’altronde, le ripeto che di brani ben scabrosi che odorano di manomissioni (nonchè di analogie evangeliche) ce ne siano parecchi nei testi (specie se letti nelle versioni in greco): non vedrei dunque per quale motivo fossilizzarsi proprio su passi del genere. Per dimostrare che abbiamo trovato finalmente il nostro Giovanni “di Gamala”? Suvvia, siamo ragionevoli…
      Dunque mi rincresce, ma mi vedo costretto a rimanere bello comodo sul mio “soppalchetto”, perlomeno sin quando qualcun altro non scenderà dal trespolo dal quale continua a reiterare cose che sussistono soltanto nei sogni proibiti dei malinformati.
      Se la cosa non le sfagiola, non saprei proprio che dirle: mi dispiacerà, ma la sua opinione rimarrà molto personale.

      Apprezzo comunque il fatto che ci sia qualcuno che si ponga delle domande su argomenti abbastanza urticanti: anche perchè non molti conoscono Flavio (dato che si tratta comunque di una lettura lunga e “pesante”). La pregherei dunque di non giudicare troppo esagerate le mie parole (che del resto, sarebbero adeguate al suo persistente tono “goliardico”, nel caso).

      Quanto a Horus, è andato ad informarsi, poi?

      Saluti.

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  8. **l’interpretazione rimanga quella in voga da sempre:”che è ” Giovanni bar Levi di Giscala.**

    Libro VII:263 Eppure Giovanni; fece sì che anche costoro sembrassero più moderati di lui; egli infatti non soltanto eliminò chiunque dava giusti e utili consigli, trattando costoro come i suoi più accaniti nemici fra tutti i cittadini, ma riempì la patria di un’infinità di pubblici mali, quali inevitabilmente doveva infliggere agli uomini chi già aveva osato di commettere empietà verso il Dio.

    Egregio sig. Catalano, io ho dato la mia interpretazione contraria alla di lei interpretazione. Ma la prego, mi dia la SUA prova CERTA che il Giovanni VII/263 è il Giscala.
    Lì non c’è ne Gamala ne Giscala.

    La grande moltitudine segue il Cristo, che lei contrasta, perche?
    La grande moltitudine crede sia il Giscala, forse l’amo bar Ghiora, come il mito, a qualcosa è servito.

    Cecco

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    • Egregio sig. “Cecco”,

      so che sia molto difficile accettare un’evidenza, quando la premessa opposta si è ormai calcificata, si sono stampati in anticipo tanti libri (che rimangono sul gobbo, vero?), e soprattutto si è fatto tanto baccano (facendo causa alla Chiesa: perdendola per “complotto”, naturalmente…), ma abbia perlomeno la bontà d’ammettere che tentare di dimostrare una “teoria” sulla base di un solo passo, sia a dir poco scandaloso: o per caso non crederà che ripetendo all’infinito una cosa falsa, riuscirà a farla passare per vera?

      Vero è che il “Giscala” non c’è: ma a maggior ragione non c’è nemmeno il “Gamala”. Perchè non c’è mai stato: non è mai stato citato altrove nessun “Giovanni di Gamala”, nè prima nè dopo, mentre Giovanni di Giscala si. Dunque non mi serve neppure lasciarle l’onere della prova (che spetta a lei, non a me: è lei che propone qualcosa che solo e soltanto lei, e qualche altro malinformato, vedete in quel solo passo…), perchè non potrebbe nemmeno iniziare ad argomentare già soltanto per questo dettaglio, che sicuramente nella foga le è sfuggito.

      Le ripeto: talora capita che Flavio non metta i patronimici nè gli appositivi di provenienza, ma dal contesto dei discorsi precedenti, nei quali bar Giora è messo costantemente in correlazione quasi come in tandem con Giovanni bar Levi da Giscala, si capisce che la persona che lei cita come il Giovanni di Gamala “scoperto” da Cascioli ed epigoni, sia piuttosto Giovanni bar Levi appunto; lo dico io e lo dicono tutti coloro i quali (complottando contro Cascioli e seguaci, evidentemente…) non hanno mai avuto alcuna difficoltà a riconoscerlo sin da prima che qualcuno abbia avuto persino il dubbio che il cristianesimo celi qualcosa “dietro le quinte”.
      Se davvero qualcuno avesse voluto cancellare le tracce dell’eventuale “vero Gesù” (qualora costui fosse stato “Giovanni di Gamala”…), le assicuro che avrebbe tolto o modificato più marcatamente tutto il passo in questione, anzichè togliere un solo eventuale aggettivo (così com’è accaduto in altre circostanze, che lei, se davvero ha letto tutto Flavio, dovrebbe ben conoscere). E se proprio volevano togliere un qualche “Gamala” scomodo, le assicuro che avevano molte scelte, a parte Giuda il Galileo (da Gamala…): a cominciare ad esempio da un tal Gesù bar Gamala, cioè un nome dal riferimento ben più diretto di un tal “Giovanni” (di Gamala), malgrado si trattasse soltanto di una variante di “bar Gamaliel”, cioè un patronimico!

      Guardiamo alle evidenze realisticamente. La Chiesa è stata padrona di tutti i testi disponibili in circolazione dal 300 “d. c.” fin oltre il Rinascimento: personaggi come Eusebio, Origene, Giustino e Geronimo (per citarne solo alcuni…), pur in tutta la loro fondamentale disonestà e partigianeria erano dei dotti talmente immensi che avrebbero potuto rivoltare qualsiasi testo come un calzino, se solo avessero voluto… E nonostante tutto ciò non vi viene proprio in mente che se la Chiesa avesse davvero “complottato” per celare certe cose, sarebbe stata capace d’eliminare del tutto e per intero qualsiasi manoscritto compromettente, senza alcun rimorso, anzichè lasciarlo disponibile malamente rappezzato in punti peraltro non probatorii? Vero è che Flavio sia stato corrotto malamente in certi punti: ma purtroppo lei e chi con lei state guardando proprio quelli sbagliati!
      Tutto ciò mi fa dire con certezza che lei non abbia letto granchè di Flavio, al pari della buonanima del caro Luigi e dei suoi seguaci più o meno stretti.

      Dia retta: a meno che non vogliate tornare a credere in un dio onnipotente, invisibile e suicida, sarebbe molto più probabile che il Gesù evangelico sia stato costruito attingendo da più di un personaggio (e ne abbiamo a iosa: quasi tutti chiamati Gesù, autori di gesta a dir poco identiche a quelle del protagonista evangelico, e soprattutto citati proprio da Flavio…), anzichè che si tratti del vostro solitario “Giovanni di Giscala”, partorito da fantasia, fretta e disinformazione. Sono lì, visibili da sempre: nessuno se n’è accorto semplicemente perchè hanno guardato in posti sbagliati ed hanno avuto in mente il rapporto 1:1, proprio come fa lei e chi con lei. Quanto agli “studiosi accreditati”, semplicemente non hanno dovuto accorgersene

      So che è difficile ammettere tutto questo, e perciò le dirò di continuare pure a credere in ciò che vuole, ma non pretendiate però che si possa trattare della verità in merito, poichè ciò che dite è visibilmente molto parziale ed incompleto, come le fonti da cui prende mosse. Non potrò mai dimenticare ad esempio quando chiesi a Cascioli “ma chi è questo “Pogge” di cui parli? Forse volevi dire “Poggio (Bracciolini)”?”. Non mi ha mai risposto: e questo perchè disconosceva persino Poggio Bracciolini, tant’è che lo citò traendolo pari pari da qualche autore in lingua francese, senza tradurlo in italiano! Può dunque una persona con un bagaglio comparativo e persino di cultura generale così rimaneggiato aver mai ritrovato le orme di un tal “Giovanni di Gamala”? Sicuramente si: nella sua fantasia, di certo.

      Quanto al resto, questo suo:

      “La grande moltitudine crede sia il Giscala, forse l’amo bar Ghiora, come il mito, a qualcosa è servito.”

      sinceramente non capisco cosa lei abbia scritto qui: è davvero molto farraginoso (come la sua teoria, d’altronde…). Se però voleva dire che il credere in “Giovanni di Giscala” risolverebbe tanti “dubbi”, allora le risponderò che sicuramente li risolve, come del resto fanno anche droghe ed alcoolici, per evadere dalla realtà e costruirsene una parallela. Ecco dunque che se non si crede in “Gesù di Nazareth”, come “alternativa” abbiamo pronto un “Giovanni di Gamala” sul quale costruire un nuovo “culto”, da seguire ciecamente e acriticamente. In tal caso, non vedrei alcuna differenza tra il cristianesimo e questa nuova “religione” (dei disinformati, beninteso), tra chi propugna fantasiose teorie contro la Chiesa, ed i fanatici cristiani che dicono “più ci attaccate, più crediamo”: si tratta in entrambi i casi di fanatismo sordo.
      A me importa ben poco se “la gran moltitudine” crede in “Giovanni di Gamala”: non è la massa di persone che ci crede, a rendere vera una cosa falsa. Il sottoscritto non ha bisogno di queste cose, perchè ha l’onestà d’ammettere che, a parte i suoi grandi crimini, la Chiesa potrà anche aver fatto qualche buona cosa, e che non sia giusto desiderare di fucilare i preti alle spalle, come ho sentito dire a certuni folli invasati di “ateismo facilone” (e guarda caso, fan di Cascioli e di “Acharya S”…). In questo consiste la differenza tra atei etici e volgari libertini facinorosi, che seguono qualunque amenità pur di fare caciara e dare addosso alla Chiesa, anche a costo d’andare contro altri atei (veri) che ne sanno più di loro e che evitano di sparare la prima fesseria che capita solo per screditare la Chiesa.

      Nulla di personale, in tutto ciò. Se “Giovanni di Gamala” fosse stato basato su dati veramente “inoppugnabili” come pretendeva Luigi, sarei stato il primo a supportarlo: dato che così non è, non posso affatto appoggiare una pretesa del genere, senza con ciò nuocere a lei e agli altri.

      Desidero lasciarla con una citazione, non “dotta” ma comunque calzante, di Ludwig Borne: “perdere un’illusione può renderti più saggio che acquisire una verità”. A buon intenditor, poche parole.

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  9. Libro VII/272: FACENDOLI MORIRE FRA I PIÙ ATROCI TORMENTI D’OGNI SORTA.
    Libro VI/434:mentre Giovanni di Giscala fu condannato AL CARCERE A VITA.

    Non si legge solo con gli occhi, ma anche col cervello.
    Lì viene esposta una digressione, non è niente riferito alla guerra da non molto finita.
    Ma noto che col suo predellino, è andato a pescare, invece l’amo di “Ghiora” ha pescato lei.

    **volgari libertini facinorosi, che seguono qualunque amenità pur di fare caciara e dare addosso alla Chiesa**

    Abbi l’educazione e il rispetto dell’altro, perche noto la tua saccenza è molto alta, colpa forse del predellino.

    Saluti Cecco

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  10. Egregio signore,

    noto con rammarico che la mancanza d’argomenti giochi brutti scherzi alla tenuta, oltrechè alla lettura: ma non me ne stupirei.

    Allora facciamo un po’ il punto: lei viene qua “tomo tomo cacchio cacchio” con un modo di fare da spaccone, apportando un miserrimo passo a “prova” di qualcosa che esiste soltanto nella sua fantasia (perchè questa sua strampalatissima “teoria” l’ho sentita soltanto da lei, finora); e dato che si fa portavoce di una teoria che vorrebbe dimostrarmi in errore, dando a me del cretino (il “cervello”…), allora viene invitato dal sottoscritto a presentarsi con nome e cognome, come si conviene tra persone civili e responsabili, ed a tenere un contegno più rispettoso nei miei confronti.
    Tutte cose che lei non fa; anzi, oltre a continuare a dimostrare una preparazione assolutamente inadeguata (che fa il paio con un modo d’esprimersi elementare al limite dell’incomprensibile), ignora le mie osservazioni (che a me fruttano consensi, mentre lei rimane all’asciutto: indovinate perchè?) e mi provoca in vari modi, forzandomi mio malgrado ad adeguarmi al suo modo di fare: e alla fine pretenderebbe pure di sentirsi offeso, e per cosa poi?

    Vede, nell’evidente limite di argomenti che lei ha, può capitare di chiamare “spocchia” ciò che in realtà è una preparazione che lei non possiede. Ed è ben chiaro: lei conosce le fonti in maniera raffazzonata, ed ha persino seri limiti ad esprimersi in un corretto italiano.
    In secondo luogo, io posso sicuramente rispettare l'”altro” che conosco, che mi rispetta, che non si fa scudo dell’anonimato e che dimostra educazione, comprendonio ma soprattutto preparazione: tutte cose di cui lei evidentemente è molto carente, al pari della sua teoria.
    Ma a parte tutto ciò, a proposito di “contesti” e di “saper leggere”, è chiarissimo che la frase “incriminata” non fosse rivolta a lei: di cosa si lamenta, dunque? Per caso è un’altra scusa per continuare ad abusare gratuitamente della pazienza, dell’educazione e della comprensione di chi la ospita e dialoga cortesemente con lei, anzichè ignorarla o assecondarla, come avrebbe fatto chiunque altro? O crede che siccome “siamo su internet”, le sarebbe concesso di trattare come le pare e piace chiunque non concordasse con le sue fantasie?
    Si ricordi che in altri luoghi, modi di fare come il suo sarebbero stati quantomeno censurati, o addirittura lei sarebbe stato bannato: inizi dunque ad avere un minimo di buonsenso e di rispetto lei per primo. Io non l’ho offesa: lei a me si.

    Siccome mi ritengo comunque un signore, la invito a darmi prova d’essere in buona fede e d’aver semplicemente capito male ciò che ho scritto, facendomi le sue scuse; ovviamente riprendendo a darmi del lei, dato che non è mia abitudine accordare confidenze a dei comodi ignoti, che per giunta assumono atteggiamenti come il suo. Dopo ciò, magari potremo parlare d’altro.

    La saluto.

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  11. Letture a prima che io approdassi in questo lido:

    1) questo genere di ateismo BECERO E PEDESTRE

    2) ottima pastura per i soliti LOSCHI FIGURI il cui vero scopo è quello di lucrare sulla caciara contro la Chiesa……….

    3) Cascioli ed epigoni

    4)Infine, checchè ne dicano i suoi ACCOLITI,

    5) da parecchi SEDICENTI atei sin troppo aderenti a teorie filo-cascioliane

    6) mero FANATISMO INCOLTO.

    7) come l’hanno ribattezzato CERTI IPOCRITI che gli hanno cucito il bordone,

    8) L’output di Luigi, malgrado la sua sincera immediatezza, purtroppo è stato CANNIBALIZZATO DAL PRESSAPPOCHISMO, DALLA FACILONERIA, DALL’INSIPIENZA E DALL’IGNORANTE VOLGARITÀ DELL’AUDIENCE DI OGGI, LA CUI “CULTURA” VEGETA TRA EPIFENOMENI INTERNETTIANI,

    9) del resto delle CRETINATE scritte da “Acharya S”,

    10)la di lei perla;lei per primo. Io non l’ho offesa: lei a me si.

    E’ lo stesso vizietto di altro personaggio in altro sito.

    Riguardando i filmati di Arpiola di Mulazzo, la preferivo lì in
    attento ascolto, e lungimirante SILENZIO.

    Saluti Cecco.

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    • Egregio signore,

      dai punti che lei sottolinea (ad esempio “Cascioli ed epigoni”, “accoliti”), è chiaro che nemmeno si renda conto di cosa abbia “letto”: d’altronde, non avrei potuto auspicarmi di più, da persone a malapena capaci d’articolare un periodo in un italiano decente, ed incapaci d’assumere il coraggio di parlare con nome e cognome.

      Ed è oltremodo chiaro che lei non abbia altri argomenti cui appigliarsi, adesso. Se si sente offeso ora, di cose che non vedrei in che modo potrebbero riguardarla personalmente (io non la conosco; è sbucato fuori dal nulla propugnando enormità), avrebbe dovuto dirlo prima: ma capisco che la coda di paglia bruci molto in fretta. O cos’è il fatto, lei per caso rappresenta tutti i fan ed i seguaci di Cascioli, per pars pro toto?
      Cos’è, ha qualcosa di serio ed importante da perdere, rinunciando a “Giovanni da Gamala”? Ha stampato pure lei qualche libretto che le rimarrebbe sul gobbo, in caso contrario, come certuni “cascioliani”?
      Avrebbe fatto meglio a tacere le, piuttosto: finora tutto quanto ha saputo fare, è stato produrre una marea di chiacchiere su un unico e solo punto di facilissima destituzione.
      Probabilmente ha creduto davvero che ripetendo all’infinito ciò che dice, avrebbe potuto trasformarlo magicamente in verità? Ahimè, mi dispiace, ma non può essere così!

      Quanto ad Arpiola, non poteva scegliere esempio più infelice; anzi, la ringrazio per avermi dato l’occasione di ricordarmelo e di parlarne. Vede, qualsiasi persona dotata di buonsenso e di una cultura seria non avrebbe potuto far altro che tacere, in quel contesto: perchè dato il “livello” della maggior parte degli “interventi” (escluso qualcuno serio e pacato: che difatti ci stava come un pesce fuor d’acqua lì dentro…), avrei dovuto ridere o moderare in continuazione (infatti, ero stato invitato da Luigi come moderatore, oltrechè relatore), così come ha fatto tutto il mondo ateo e non, poco tempo dopo.
      Legga un po’ in giro, su come hanno definito l'”evento” le persone che sanno distinguere le cose decorose dalle improvvisature casarecce. Anzi, già che ci sono, colgo l’occasione per dissociarmi pubblicamente da quell’evento nefasto, che mi ha cagionato la perdita di amicizie serie, che mi avevano associato ai “cascioliani”, considerati dei pariah da tutta la comunità atea (ripeto) seria, onesta e colta! Delle persone che non fanno altro che screditare l’ateismo e dare un vantaggio alla Chiesa con “Giovanni di Gamala”!
      Se Luigi non avesse insistito per avermi lì, non appena mi accorsi di come stavano le cose, mi sarei ben guardato di rischiare di screditarmi così, andandoci.

      E veniamo a lei. Non me ne voglia, ma lei ha ostentato il perfetto prototipo di quanto ho illustrato: tralasciando i punti 2, 5, e 7 (perchè non la conosco personalmente, e dunque ho l’onestà di non pronunziarmi in merito: a meno che lei non si senta punto personalmente perchè avevo colto nel segno pure lì…)

      1) ateismo becero e pedestre: ed è la realtà, perchè questo sta facendo. Non ha argomenti, e quelli che ha non fanno nemmeno ridere: fanno pena.
      Ed è appunto perchè non ha argomenti, che alla fine si butta sul vittimismo (addossandosi da solo le caratteristiche dei personaggi che ho evidenziato…) e sull’offendere me, avendo poi la faccia tosta di pretendere d’esser stato offeso per primo!

      6) mero fanatismo incolto: e non vedrei come definire il suo atteggiamento. Le è stato detto milioni di volte che sta sbagliando, ma lei persevera, facendo così ben capire la pochezza delle fonti da cui attinge. Ma del resto, da persone che difendono gente come Acharya S, c’è da attendersi questo ed altro.

      8 ) pressappochismo: sicuramente, ed è ben chiaro, perchè soltanto persone facilone possono credere di dimostrare qualcosa usando i “metodi” che usa lei, applicati ai “passi” (anzi, UN passo) che apporta lei. Un pressappochismo che d’altronde è adeguato allo spessore culturale della fonte da cui trae “ispirazione”: le ho fatto l’esempio di “POGGE“: per caso ne vuole altri?

      9) le cretinate scritte da Acharya S; perchè tali sono, e conclamatamente. Il mondo accademico (tranne qualche “professore” più ameno ancora della signora in questione) serio ne ride (o la ignora), ed anche l’ateismo serio e accreditato, che rifugge dai sensazionismi e controlla in anticipo le fonti con cui attacca la religione, è concorde che sia un’autrice (ad usare un eufemismo) altamente imprecisa, che utilizza fonti ormai destituite da due secoli e che millanta titoli fantomatici (come se questo bastasse a “nobilitare” ciò che afferma).
      Ultimamente ha persino avuto la faccia di dire che le sue fonti siano “accreditate”, apportando esempi che non esistono in nessuna delle fonti da lei citate!
      Dunque si informi, INFORMATEVI, anzichè abboccare all’amo di “bar-Murdock” come continuano a fare milioni di disinformati, il cui unico piacere consiste nel leggere qualunque cosa attacchi la Chiesa, corretta o meno che sia, soprattutto se portato avanti da una donna…

      A proposito, c’è andato poi ad informarsi su Horus presso gente più seria e accreditata della signora “Acharya S”? Perchè vedo che anche in questo caso ha fatto orecchie da mercante, ed è passato oltre.

      Tirando le somme: lei non ha proprio un bel nulla di cui lamentarsi, fuorchè con lei medesimo. Perchè chi è causa del proprio male, deve piangere soltanto se stesso.
      Se l’avessi accontentata, dicendole che ha ragione, pur di togliermela davanti, le avrei provocato un doppio danno! Cerchi dunque d’apprezzare l’onestà altrui e d’essere onesto nei propri confronti, se proprio non vuole esserlo con chi si sta trovando costretto a subire le enormità che ha scritto.

      Tanti cari saluti.

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  12. Meglio abbandonare questa sciatta conversazione, perche, noto che di “inelligente” regna solo la lingua. Ne da dimostrazione lei stesso (abbandoni tradimenti, qualche volta ci riflette sul perche!)

    Adieu Cecco

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    • Egregio,

      tolta la solita farraginosità dei suoi periodi, le assicuro che la “sciattezza” non sia da addebitare al sottoscritto; e consideri anche che se lei avesse affrontato la cosa partendo con altro tono e con altra modalità, le assicuro che sarebbe stato tutto ben diverso.

      La saluto.

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