Scomode verità in Vaticano

Da Terra:

Un lungo stillicidio di storie di pedofilia nelle pagine dei giornali. Nuovi libri e vicende giudiziarie offrono per la prima volta la possibilità di approfondire anche in Italia il fenomeno ancora sommerso dei crimini contro i minori commessi da uomini di chiesa di Federico Tulli

In sede penale è stato riconosciuto colpevole di aver violentato un bimbo di 14 anni. Poi è stato prosciolto perché giudicato incapace di intendere e di volere al momento del fatto. La storia di Giovanni P., il sacerdote che nel 1999 abusò di quel minore, è una delle circa 60 che dal 2000 a oggi nel nostro Paese hanno visto preti protagonisti in crimini di pedofilia. Alcuni di questi sono in attesa di giudizio, molti sono stati giudicati colpevoli di abusi sessuali almeno in primo grado. Quasi tutti indossano ancora l’abito talare e continuano “normalmente” a esercitare il magistero. Ricevendo i bambini in confessionale, facendo catechismo e così via.

Originale

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Una risposta a “Scomode verità in Vaticano

  1. I VESCOVI ASSOLVONO LA PEDOFILIA CLERICALE
    Sentite come si giustificava nel 2007, in maniera imbarazzata ed imbarazzante per chiunque abbia i neuroni a posto, il cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI):

    “Le Norme di cui stiamo parlando si trovano all’interno di un ordinamento giuridico proprio, che ha un’autonomia garantita, e non solo nei Paesi concordatari. Non escludo che in particolari casi ci possa essere una forma di collaborazione, qualche scambio di informazioni, tra autorità ecclesiastiche e magistratura. Ma, a mio parere, non ha fondamento la pretesa che un vescovo, ad esempio, sia obbligato a rivolgersi alla magistratura civile per denunciare il sacerdote che gli ha confidato di aver commesso il delitto di pedofilia. Naturalmente la società civile ha l’obbligo di difendere i propri cittadini. Ma deve rispettare anche il “segreto professionale” dei sacerdoti, come si rispetta il segreto professionale di ogni categoria, rispetto che non può essere ridotto al sigillo confessionale, che è inviolabile” .

    A parte che la quasi totalità delle migliaia di casi di pedofilia clericale è venuta alla luce, grazie a denunce da parte di civili cittadini, liberi da pastoie fideistiche settarie o grazie agli stessi abusati (come vedremo più avanti) e non nell’ambito del segreto confessionale, ma con quale rigore religioso si possono sostenere discorsi del genere, che sarebbero più opportuni in bocca a dirigenti delle multinazionali del terrore e non ad uno che si professa seguace di Cristo e che in quanto tale dovrebbe difendere i bambini e non offenderli ancora una volta in nome della propria incolumità professionale! Nella prossima dichiarazione dei redditi, ricordatevi a chi dare l’Ottopermille, se ai violentatori o alle vittime! Oltre nove miliardi di euro intasca il Vaticano dai cittadini italiani, affinché i monsignori che abitano in una città di mezzo chilometro quadrato paghino, tra l’altro, gli avvocati per difendersi nei dibattimenti contro le accuse di pedofilia. Ah, dimenticavo: nel frattempo che si risolva questa millenaria questione, tenete lontani i vostri bambini dalle chiese, dagli oratori e dai preti, finché l’ultimo dei loro delinquenti non marcisca nelle carceri di massima sicurezza!

    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

    http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
    http://www.macrolibrarsi.it/…/__la-religione-che-uccide.php

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