Signore, perdonami, perché sono stata stuprata

Da FaceBook:

Che cosa potrebbe mai essere ancora peggio di una violenza sessuale da parte di un confessore nei confronti di un’adolescente?

Per esempio, la singolare circostanza che dopo averla stuprata il prete le prescriva di recitare dieci volte l’Ave Maria per chiedere perdono del suo peccato.

Originale

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4 risposte a “Signore, perdonami, perché sono stata stuprata

  1. secoli di richieste di perdono, cilici, espiazioni.. ma non farebbero prima a non peccare? pare che la donna sia l’unico peccato (o diavolo che tenta) per questi sessuofobi inquisitori che rovinano anche altri uomini, convinti che con una confessione e qualche preghiera potranno lavarsi la coscienza da un stupro commesso…
    ho linkato in un commento a “non voglio ripetere” questo post, ciao laura

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  2. E’ successo anche di peggio e per bocca di quel sant’uomo, di Woityla: state a sentire: Sempre preso da:
    LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

    http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php

    <>.

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  3. Mentre gli operatori dell’ONU distribuivano le “pillole del giorno dopo” alle vittime degli stupri serbi in Bosnia, il Vaticano denunciò subito quest’operazione come immorale. Wojtyla ebbe l’ardire di inviare un messaggio che diceva a quelle donne violentate con sadismo e brutalità inimmaginabili: “Non abortite! I vostri figli non sono responsabili dell’ignobile violenza che avete subito. Non sono loro gli aggressori” . Insomma, il nemico doveva essere accolto come “carne della loro carne”.
    La storia si ripeté del tutto simile a danno delle donne albanesi del Kosovo nell’aprile del 1999. Subito dopo che costoro fossero sistematicamente violentate dalle forze di Slobodan Milosevic, l’ONU distribuì 350.000 kit per l’interruzione della gravidanza, ancora una volta denunciati dalla morale cattolica come crimine contro l’umanità. Monsignor Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia Accademia della Vita ha blaterato al riguardo: “Una vera e propria tecnica abortiva” o “Pillola del giorno dopo alle donne stuprate” , che rischia una scomunica immediata o automatica (“latae sententiae”), com’è accaduto con una bambina del Nicaragua, violentata e fatta abortire. Il cardinale ultrareazionario Miguel Obando y Bravo ha scomunicato la bimba, i medici, gli assistenti sanitari, i consulenti, le infermiere e tutti i collaboratori sanitari, chiedendone anche la carcerazione. Una protesta mondiale di donne che si autoscomunicarono a loro volta, costrinsero poi il Vaticano a ritirare l’interdizione lanciata dal vescovo.

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