“Troppo cielo nelle loro menti”

Crisi economica, José Saramago: “La disoccupazione è un crimine contro l’umanità”

Oltre un miliardo soffre la fame è il livello più alto dal 1970

Una famiglia su 6 non arriva a fine mese

Nuovo Ordine Globale – 4

Non possiamo, non dobbiamo considerare “normale” una situazione tanto disastrosa.

Occorre un cambiamento radicale di mentalità e di sensibilità. La cultura, la scienza e la tecnologia hanno portato dall’età della pietra a quella dei robot, delle telecomunicazioni, delle nanotecnologie, della ingegneria genetica.  L’umanità sta correndo sempre più velocemente verso un tipo di vita totalmente nuovo e inimmaginabile (Ray Kurzweil: The singularity is near).

Eppure l’ingiustizia, la miseria, la fame e, in genere, la condizione di gran parte dell’umanità, se non è addirittura peggiorata, quantomeno non può usufruire di tanto progresso. Questo può essere considerato un vero fallimento del genere umano.

Le culture antiche si sono rivolte alle religioni per la spiegazione e la soluzione dei problemi della loro vita. A sua volta, le religioni, sclerotizzate e standardizzate su culture antiche, continuano a influenzare pesantemente le nostre culture continuando a proporre soluzioni “celesti” ai problemi terreni trascurando o facendo passare in secondo piano la necessità e l’urgenza di affrontare concretamente ed ora i problemi del mondo attuale. In fondo si ha l’idea che “la giustizia non è di questo mondo”, che sarà un’altra vita a ricompensare delle sofferenze; a pareggiare i conti; e che, alla fine non è poi così importante intervenire: ci sarà chi lo farà in modo e tempo debito….

E intanto la situazione disastrosa continua e si aggrava. Sarebbe il caso di ricordare almeno la massima “aiutati che Dio ti aiuta”.

Ma nessun cielo è intervenuto o interviene per le ingiustizie, per la fame, per i campi di sterminio, per i terremoti, per le alluvioni, ecc. (Si risolve il problema dei terremoti costruendo edifici antisismici, non recitando preghiere).

Bisogna che ci rendiamo conto che è molto diverso avere una prospettiva ed una aspettativa post-terrena dall’averne una, quantomeno antecedente, terrena.

Non si tratta di fare “carità”, ma di giustizia e di prospettive di solidarietà reciproca anche in relazione a migliori sicurezze e risultati comuni.

Troppo spesso le religioni insistono molto di più su forme di carità, più o meno “pelosa”, interessata o, direttamente o indirettamente, a fini di proselitismo che di giustizia e interesse comune.

E’ proprio il caso di dire:

Too much heaven on their minds

Jesus Christ Superstar (1973) Heaven On Their Minds

Allora, un importante augurio per il nuovo anno potrebbe essere di prendere coscienza dei problemi del nostro mondo, di convincerci che possiamo e dobbiamo intervenire, e che, invece di aspettarci soluzioni “celesti”, ultraterrene o in maghi, oroscopi (Il Cicap: anche nel 2009 gli oroscopi si sono rivelati sbagliati) o altro del genere, di cercare soluzioni efficaci e rimboccarci le maniche per attuarle….

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