Stupri continuati, approvati e legalizzati

Le lettere di S. Paolo per la Chiesa rappresentano uno dei più importanti cardini del Nuovo Testamento, pertanto una parte fondamentale della “rivelazione divina”.

Su “San Paolo e le donne” troviamo una breve sintesi della dottrina paolina in relazione alle donne da cui risulta evidente che l’”Apostolo delle genti” insegna che le donne sono inferiori agli uomini e debbono ubbidire ai mariti.

Questa è stata la dottrina della Chiesa, ben codificata dal concilio di Trento, fino a pochi decenni fa quando, la cultura comune ha costretto le gerarchie ecclesiastiche ad attenuare questi aspetti e a insistere su altri temi più in sintonia con il sentire comune.

Non ci sarebbe nulla di strano se si prendessero gli scritti di Paolo come espressione del mondo culturale del tempo. Potremmo facilmente trovare convinzioni simili nell’ambito culturale nel quale sono nate le epistole di Paolo.

Ma l’aspetto importante sta nel fatto che, se si considera il pensiero di Paolo come “rivelazione divina” e ci si rifà ad esso per una dottrina immutabile, si assolutizza una cultura di un preciso periodo storico e ci si trova in evidente conflitto con gli sviluppi culturali successivi.

In base ai testi citati sopra e ad altri simili la Chiesa Cattolica ha sostenuto per quasi due millenni che le donne, non solo dovevano essere sottomesse ai loro mariti, ma dovevano osservare i “doveri coniugali” che comprendevano l’assecondamento dei desideri sessuali dei mariti.

Il Concilio di Trento riassume e codifica la dottrina della Chiesa Cattolica sul matrimonio e la condizione delle spose (296): “…..secondo l’insegnamento di alcuni Padri, Eva non fu tratta, per esempio, dai piedi dell’uomo, ma dal suo fianco; ne dal suo capo, affinché capisse di essere non padrona, ma suddita del marito.

E ancora (296):

(Le donne) “Stiano volentieri in casa, se il bisogno non le costringa a uscire, e in tal caso chiedano sempre il permesso allo sposo. Infine (ed è qui l’essenza dell’unione matrimoniale) ricordino sempre che per volontà divina nessuno devono amare e apprezzare più del marito, al quale obbediranno prontamente in tutto ciò che non sia in contrasto con la virtù cristiana.”

La dottrina della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio (e la dipendenza economica e sociale) toglie alle spose ogni “uscita di sicurezza”.

Il Concilio di Trento insegna e dispone ancora (295): “Il terzo bene, denominato “sacramento”, consiste nell’infrangibile vincolo matrimoniale poiché, secondo l’Apostolo, il Signore ha imposto alla moglie di non abbandonare il marito, di restare, qualora se ne allontani, senza marito, oppure di riconciliarsi con lui; al marito comanda di non mandar via la propria moglie (1 Cor 7,10). Infatti il Matrimonio esprime, in quanto sacramento, l’unione di Cristo con la Chiesa e poiché Cristo mai si separa dalla Chiesa, è necessario che, per quanto riguarda il vincolo coniugale, la moglie non possa mai separarsi dal marito.

Solo in tempi recenti finalmente la cultura comune ha “capito” che le donne hanno pari diritti e doveri degli uomini e che non sono loro inferiori o suddite….e, conseguentemente, anche la legislazione civile di molti paesi si è adeguata. Così la Cassazione Italiana circa un anno fa ha sentenziato:

Se la moglie va a letto con il marito solo per evitare scenate, lui è colpevole di violenza sessuale.

Lo ha deciso la Cassazione, confermando la condanna a un anno e tre mesi di reclusione inflitta a un uomo che obbligava la moglie ad avere rapporti sessuali con lui sotto la minaccia di discussioni davanti ai figli, costringendola anche con la violenza e picchiandola ripetutamente.

….

Insomma, se una moglie non ama più il marito, questo non la può costringere, magari picchiandola davanti ai figli, ad avere rapporti con lui.

Pertanto, le donne, trovandosi “suddite” dei mariti e senza vie di uscita, sono state oggetto di violenze e di stupri continuati e legalizzati….

Purtroppo la situazione è ben lontana dall’essere risolta:

1) La dottrina dell’indissolubilità del matrimonio continua a condizionare i credenti

2) La cultura generale è ancora molto legata al modello di matrimonio proposto per secoli dalla Chiesa per cui si vive il divorzio come un male estremo, una colpa ed un trauma per i soggetti, per i figli e per parenti ed amici

3) I costi e le conseguenze incidono in modo notevole specialmente per le persone di ceto medio basso.

4) Le donne spesso si trovano senza una propria indipendenza economica e sociale per cui devono fare di tutto per evitare separazioni e divorzi e “far buon viso a cattiva sorte!

5)  Ecc.

Invece di bei discorsi e buoni propositi, bisognerebbe eliminare le cause delle violenze e degli stupri.

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Una risposta a “Stupri continuati, approvati e legalizzati

  1. Sinceramente non capisco come mai tutto questo agitarsi per problemi comunque oramai in declino nella società occidentale (al punto che i “samaritani” devono iniziare ad occuparsi di come ci si comporta altrove, in merito…).
    Purtroppo, i maltrattamenti ci sono sempre stati e sempre ci saranno: non è che oggi sono magicamente aumentati. Anzi, ieri era ben peggio! Solo che non esistevano i telegiornali ed i giornali (meno male! Senò, altro che psicosi!).
    E’ un comportamento che fa parte di un imprinting di specie, connaturato nell’aggressività maschile, che non è possibile sradicare, bensì soltanto arginare. Ed è connesso a svariati fattori di carattere abbastanza complesso. Senza contare le volte in cui le donne se le cercano quasi appositamente, approfittando della copertura della legge. Mai sentito parlare della tizia che si è fatta stuprare consenzientemente, e poi ha denunciato uno stupro di gruppo? O dell’altra che ha denunziato il datore di lavoro per “stalking” (leggasi, le telefonava 200 volte perchè aveva il cell occupato tutto il giorno, mentre doveva portargli una pratica urgente)? “Leggende metropolitane”, no?
    Ed il marito che ammazza di legnate la moglie perchè gli ha fatto le corna (“sicuramente se le sarà meritate”! Forse non le aveva voluto comprare il cellulare ultimo modello!), gli ha fregato la macchina, gli ha portato via i figli e gli succhierà via sui 2 mila euro al mese di divorzio per “maltrattamenti”, per caso conta come casistica d’accomodamento?
    E che dire di certi geni che hanno proposto la castrazione chimica non consenziente (!) od inventato addirittura il preservativo coi denti, che si infila nella vagina e, in caso di stupro, “morde” il pene dell’aggressore? Questi non sono barbari, no? Forse che non è l’emblema di una barbarie mentale dilagante, questa? E’ più umano rimandare in patria gli extracomunitari colpevoli di violenze, o castrarli chimicamente?

    Le sanzioni ci sono: rimane soltanto da applicarle in maniera equa.

    Ad ingigantire il problema, facendoci pensare che viviamo in un mondo in cui avvengono 500 violenze al secondo nella sola Italia (mi pare quasi di vivere nel paese di don Matteo, un buco del mondo in cui avviene di tutto, dall’attentato di Al Qaeda allo sbarco degli alieni…), è semplicemente l’esagerazione con cui certe telegiornaliste (dello stile “trasmettiamo ora il tg per le persone SORDE, che vogliono essere chiamate così”!) danno certe notizie (“e adesso vi parliamo ancora, purtroppo, di un ennesimo caso di violenza efferata” e cose simili…).

    Perchè non ci preoccupiamo ad esempio di centinaia di agricoltori che vendono la lattuga a 10 cent il mazzo al bottegaio che la rivende a 2 euro? Oppure dei poveri pastori sardi a cui aziende senza scrupoli comprano il latte a 60 cent, per produrre formaggio venduto a 40 euro il kg? Oppure di precari laureati che aumentano di giorno in giorno? Oppure di lestofanti che stipulano patti con altri lestofanti, regalandogli persino motovedette con cui mitragliano pescatori italiani? Oppure di certe madri che ammazzano i figli?
    Queste notizie passano una tantum, e poi ciao. Spariscono. Lì non ce la metti l’enfasi, eh? Eh già: ce la vedi tu una del genere, a dire “purtroppo dobbiamo informarvi che il prezzo della lattuga al produttore è calato ancora; preoccupazione per gli agricoltori ridotti quasi alla fame”? Eh no! Non “fa fino”! Gli stupri, le violenze, le morti sul lavoro, pare ce ne sia un caso al secondo!

    La gente litiga e ci si da legnate perchè oggi ci si sposa senza conoscercisi bene; del resto, a che pro conoscercisi a fondo? Tanto, poi c’è il divorzio! Ci si sposa, si spendono migliaia di euro, si sta insieme un mese, e poi… se non va bene, “amici come prima”! Ma è società, questa?

    E’ strano questo fatto che il “non amare più” non sia comunque sanzionabile. Io punirei chi ti dice “ti amo”, si fa sposare, e poi per una cretinata o l’altra ti minaccia di divorzio e di portarti via la pelle! Questo è un estremo di ricatto, altro che divorzio! Io punirei l’imbroglione ed il mendace più pesantemente dell’omicida!

    Allo stesso modo in cui, ieri come oggi, le donne si sposavano, spesso con il primo che capitava, purchè potesse mantenere loro e i figli, evitano il divorzio per evitare di finire sulla strada? Non direi: ci sono gli alimenti. Io lo chiamerei opportunismo ed ipocrisia di specie, nell’uno e nell’altro caso.

    Ma d’altronde, il divorzio in certi casi è qualcosa di obbligato, dato il modo in cui funziona la società: e dall’altro lato, sovvertirne i valori, facendo sì che le donne abbiano non solo la possibilità di guadagnare, ma addirittura di detenere potere economico, non risolve la cosa, ma la aggrava, dato che in questo caso esse tendono a “vendicarsi”.

    I credenti sono piuttosto condizionati molto di più dall’aborto: oggi divorziano assai facilmente pure loro. A proposito di immensa stupidità di certe donne, schiave di un “istinto materno” che ha sovrappopolato l’umanità, conosco una tizia vedova e con basso sussidio (assegno di 400 € per vedovanza, 300 come assistente scolastica, giù di lì), già con 2 bambini a carico, che si è fatta mettere incinta da un tizio (senza poi sposarlo), con il quale poi scoprirà di non andare d’accordo, ma non ha abortito perchè è un “atto contro dio”. Farti mettere incinta dal primo venuto, evidentemente non lo è! Nè lo è pensare a come farai a mantenerne tre, una volta che, per l’ennesimo litigio, avrai mandato via di casa il malcapitato che t’ha messa incinta! Andrai dalla polizia? Lo costringerai a versarti 500 sugli 800 euro di miseria di stipendio che percepisce? E per cosa? Per un “torto a dio”?

    La verità è che stiamo vivendo in un mondo molto indebolito: e in un mondo del genere, sono quelli che erano deboli prima, a spadroneggiare.
    E’ comodo fare i “buonisti”. Occorre un pò d’equilibrio.

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