25 novembre 2009 – Giornata Contro la Violenza Sulle Donne

Da FaiNotizia (Elisabetta per Rete Agatergon):

La dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne del 1993, all’art.1, così recita: ” Violenza contro le donne significa ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata”.

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Amnesty International quest’anno ha voluto centare l’attenzione sul legame tra violenza e povertà, tragico binomio che costringe molte donne nel mondo a vivere nell’inferno dello sfruttamento che comprende la prostituzione, l’abuso sessuale, il lavoro forzato, la schiavitù, l’asservimento e il prelievo di organi. Secondo una stima dell’ OMS sarebbero circa 135 milioni le bambine che ogni anno vengono sottoposte alla mutilazione dei genitali,mentre gli stupri nelle zone di guerra sembrano essere pratica comune. Risulta che in Ruanda, durante il genocidio del 1994, ne siano stati commessi tra i 250 e i 500mila e 20.000 nella sola Bosnia. La presenza dei militari, locali e dei Paesi occupanti, sembra acuire il fenomeno rafforzando gli stereotipi maschili e incoraggiando le aggressioni nei confronti delle donne, lasciando quasi sempre i colpevoli impuniti. Le bambine e le donne fuggite dal Darfur e rifugiate in Ciad, subiscono stupri ogni giorno, anche all’interno dei campi, nonostante la presenza del personale dell’ONU. Cosa dire poi degli stupri correttivi perpretrati in Sudafrica nei confronti delle lesbiche?

Molte bambine e ragazze rischiano più di altre la violenza per via del loro orientamento sessuale, per lo status di immigrate o per l’appartenenza ad un determinato gruppo etnico. Per combattere questa piaga sociale, il Movimento Internazionale delle Donne, in onore delle sorelle Mirabal, attiviste della repubblica Dominicana assassinate il 25 novembre del 1961 per aver osato opporsi al regime dittatoriale del loro Paese, ha scelto questo giorno come simbolo di una lotta che deve continuare finchè i diritti sacrosanti delle donne non saranno rispettati ovunque e quel grido di dolore inascoltato, che si leva da ogni parte del mondo da secoli, possa un giorno, speriamo non lontano, diventare solo un triste ricordo.

Per evidenziare e approfondire meglio questa drammatica situazione, Amnesty ha redatto un interessantissimo rapporto: “La Trappola del Genere – Donne, violenza e povertà“, scaricabile cliccando sul link.

Originale completo

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