Violenza sulle donne (e sui bambini)

Ho sentito due tg affermare che una donna su tre nella sua vita è vittima di violenza!!!

Sono rimasto incredulo e “sbigotto”. Penso e spero che si tratti di un errore.
Comunque, anche se le violenze fossero molte di meno, sarebbe in ogni caso qualcosa di catastrofico che non possiamo trattare come “fisiologico”….. Si dovrebbe fare subito una analisi molto approfondita e seria sulle cause e prendere provvedimenti drastici. Evidentemente la nostra società ha dei problemi culturali, sociali e morali profondi.
Pur sapendo di essere monotono, faccio notare ancora una volta che nelle società delle scimmie bonobo questo problema è praticamente annullato proprio a causa di una vita sessuale libera e intensa.
Link Correlati:
Sappiamo che gran parte delle innumerevoli violenze sessuali sulle donne e sui bambini avvengono in ambito familiare.
Non dovremmo almeno chiederci se i nostri “parametri” sulla vita sessuale e familiare non siano “contro natura”….e trarre spunti di riflessione dai bonobo?
Non si risolve nulla con piccole campagne di sensibilizzazione, di moralismi, di pie “giornate di commemorazione”…. Occorre rivoltare la frittata.
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8 risposte a “Violenza sulle donne (e sui bambini)

  1. Purtroppo non sono dati esagerati, semmai si esagera al contrario, soprattutto in questa nazione sessuofoba (dove tutto è proibito e lo si fa ugualmente ..ma di nascosto). La violenza domestica è una piaga italiana, così come la pedofilia (soprattutto quella fatta in casa sempre o a scuola, così nessuno sa..) ma, come dici tu, sono inutili le “giornate”: è come quando a Natale tutti sono “buoni”…
    Donne e bambini? Siamo sempre più emarginati in questa nazione governata da soli uomini (vecchi e pure massoni), gli ultimi scandali (niente rispetto alla realtà) un po’ confermano quanto dico.
    Personalmente sono dell’idea che più che seguire le scimmie, dovremmo tutte rompere il silenzio: io l’ho fatto ed ogni tanto, seppur controvoglia, ne parlo nel mio blog http://lauraffaeli.blogspot.com/2009/01/uccidi-il-mostro-stop-al-silenzio.html
    ciao, Laura

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  2. Perfettamente d’accordo.
    Noi donne dovremmo prima di tutto liberarci di molte dipendenze, perché molta della violenza subita è considerata “normale”, un fatto culturale con cui la donna deve rassegnarsi a convivere, fino ad arrivare persino a colpevolizzarsi!

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  3. Veniamo spesso a conoscenza di realtà che dovrebbero sconvolgerci e mobilitarci in massa come e più di quando si verifica un terremoto come quello recente nell’Abruzzo (violenze e le ingiustizie gravi e diffuse, miseria estrema, milioni di morti per fame, guerre, genocidi, ecc.) invece restiamo insensibili e dormiamo sonni tranquilli come se si trattasse di situazioni normali!!!
    La “morale comune” vigente delle religioni si preoccupa d’altro come impedire di morire in pace!!!

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  4. Penso che la dipendenza più importante, Maria, per noi donne sia quella di sopravvivere.. comunque. Io ad esempio ho tenuto dentro me per anni quanto ho subito, nemmeno all’amica del cuore l’avevo detto. Poi un incidente, le mie disabilità, un percorso disumano per capire se ero ancora viva o morta. Soprattutto la mia energia non è riuscito a spegnerla nessuno, forse è questa la cosa che noi donne abbiamo e che spaventa tanto? E per questo motivo che qualcuno si accanisce sul nostro corpo e contro la nostra volontà? Verissimo quanto dici: ti fanno sentire in colpa se non sei clonata con Tina Pica, ti fanno sentire in colpa se hai anche la forza di reagire, ti fanno sentire in colpa se hai rotto il silenzio, ecc. e noi donne non ci colpevolizziamo, ma viviamo con una serie di “colpe” addosso che stentano a dissolversi anche quando si grida la verità e si ha la consapevolezza di non essere colpevoli ma vittime.
    Sai Freespirit una cosa? Gli uomini veri sono quelli che, come te, affrontano questa piaga, mettono le proprie mani su una ferita da curare anziché lasciarci nel silenzio che purtroppo si attanaglia, a volte per tutta la vita. Io non so come sono riuscita a parlare, non ero in guerra e non sono stata vittima di stupri di gruppo: sono una delle tante, di quelle che che dice Maria, quelle che vivono addosso questa cosa come una colpa, ma anche come un marchio indelebile. Ma quanti uomini prendono le distanze da altri che io considero mostri? Questi mostri li portiamo dentro, gravidanze infinite senza mai riuscire a partorire e, quando ci riusciamo, esce un mostro ma.. non c’è mai nessuno ad aiutarci. In massa ci si muove per inviare un sms, per dire “voglio lavoro” (e manco tanto..), in massa ci si muove per protestare contro le nuove disposizioni per uno stadio, oppure per un crocifisso o la pillola del giorno dopo (per la quale la chiesa minaccia di scomunica le donne italiane!!) Di migliaia di donne rovinate per sempre se ne fregano tutti, anzi molti le picchiano a casa per sfogare i propri problemi, fa notizia solo se lo stupratore è marocchino o romeno, mentre i dati hanno dimostrato che lo stupratore è italiano (Ministero degli Interni). Ecco come te ce ne vorrebbero tanti altri, molti uomini a dire basta, le donne, quasi tutte come me, sono stanche anche di lottare a volte e si vive con la speranza che non capiti mai ad una figlia, ad una nipote, ad una sorella.
    Sinceramente ce ne freghiamo della giornata a noi dedicata.

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    • Per carità, non faccio neanche quanto sarebbe mio dovere fare.
      Ci dobbiamo ribellare e fare qualcosa di concreto.
      Per cominciare sto pensando ad un blog, aperto a tutti quelli che volessero partecipare, nel quale raccogliere iniziative, testimonianze, mail di ascolto, riferimenti per aiuto e sotegno, ecc…
      Probabilmente in rete esiste già qualche sito del genere, ne sapete nulla?

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  5. teologo cattolico

    anche una comunità di termiti forse non ha problemi di violenza sugli elmenti femminili.. non so è detto a causa “di sessualità libera a intensa” : la conclusione della tua comparazione, come anche tu ammetti, è un po’ strappata…

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  6. io sono cieca e leggo qui con screen reader: che hai scritto teologo cattolico? puoi scrivere meglio per favore perché non capisco

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  7. La tradizione cattolica docet:

    Così l’impotente Paolo si vendicò in modo Biblico e scrisse nella “Prima Lettera ai Corinzi”:

    “Se dunque una donna non vuole mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra.
    L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli” .

    Allo stesso modo si comportò Agostino (354-430), vescovo d’Ippona, come Paolo affetto da raccapriccianti turbe sessuali e misoginia. Il teologo dei secoli bui, resi tali dai cattolici che distrussero ogni sapienza antica (per riscrivere la storia a proprio piacimento), perseguitò le donne, vomitandogli addosso ogni santo orrore e ne fece dei capri espiatori, portatori di ogni male: siccità, carestia, alluvioni, sterilità, epidemie, morte… . Ripeté le stesse parole di Paolo:

    «L’uomo e non la donna è fatto a immagine e somiglianza di Dio!” . Ma andò ben oltre, considerando le donne come “contenitori di escrementi”» .
    Quante volte la donna è stata rappresentata sotto l’aspetto del demonio, che attira gli sguardi dei santi con la sua nudità provocante ed indecente? Nella condanna per eresia, comminata in contumacia a Francesca Spedalieri a Palermo (1640), si legge che ella è “Eretica temeraria, falsa, sobervia, presuntuosa e ingannatrice” . Anche Ana de Abella subisce un’analoga denigrazione a Toledo dall’Inquisizione Spagnola: “eretica, ingannatrice, sacrilega” che aveva stretto patti segreti con il demonio. L’energia femminile veniva perciò stigmatizzata, un’energia creativa che è in ognuno di noi e che, se repressa, si scatena in modo distorto e perverso. In epoca recente è la fazione nera della Chiesa e l’Opus Dei che attaccano perentoriamente le donne, specialmente se sono di colore, secondo una mentalità razzista e da apartheid. L’“uomo in gonna bianca e nera”, che odia le femmine alle quali vuole sostituirsi, è un uomo senza sentimenti, preda assoluta dell’Anello del Potere e del Denaro, in nome del quale non esiterebbe a distruggere persino la sua nazione o l’intero pianeta. Il 21.5.2008, in Kenya sono state accusate di stregoneria 15 donne nel villaggio di Nyaeko, 300 km a ovest di Nairobi. La folla è andata casa per casa ad acciuffare le “colpevoli”, che sono state legate e poi bruciate vive . La Chiesa ha detto qualcosa? No! Eppure, nel lontano 1996 era iniziata una campagna contro l’uso dei preservativi, che sono stati incendiati in grande quantità davanti alla cattedrale dall’arcivescovo di Nairobi, Maurice Otunga, come gesto di provocazione contro la campagna dell’Unicef per il suo impiego come mezzo per proteggersi dall’Aids. A Nairobi l’arc. Raphael Ndingi Mwana a’Nzezi “avvertì” la popolazione che proprio i preservativi erano responsabili di trasmettere il virus HIV. Mettete a confronto simili accadimenti e traete le conclusioni. Auguriamo pertanto a tutti i cattolici un continente tutto loro, in cui il medioevo ratzingeriano gli proibisca ogni libertà e ogni diritto più elementare civile, sociale e politico, di cui essi godono purtroppo, solo grazie alle nostre lotte democratiche.

    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.
    517 pagine, 130 immagini, € 25

    http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp;jsessionid=5CEA4413C7EEA5149DD28140DBE79EC4?PRODID=SH246200038
    http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php

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