Quando la morte dovrà attendere

Nel libro “The Singularity is near Ray Kurzweil (a p. 323) scrive:

E’ probabile che la maggior parte dei lettori di questo libro saranno vivi per poter sperimentare la Singolarità. Come abbiamo esaminato nel capitolo precedente, il progresso accelerante in biotecnologia ci permetterà di riprogrammare i nostri geni e i processi metabolici per spegnere la malattia ed i processi di invecchiamento. Questo progresso comprenderà gli avanzamenti veloci nella genomica (che influenza i geni), la proteomica (che capisce e che influenz il ruolo delle proteine), la terapia genetica (che sopprime l’espressione genetica con tecnologie come l’interferenza dell’RNA e che inserisce i nuovi geni nel nucleo), programmi razionali di medicine (che formulano le medicine specificamente mirate a cambiamenti nella malattia e nei processi di invecchiamento) e la clonazione terapeutica di versioni ringiovanite delle nostre cellule (telomere-estese e DNA-corrette), dei tessuti ed organi e sviluppi relativi.

La biotecnologia estenderà la biologia e correggerà i relativi difetti evidenti. La rivoluzione nanotecnologica che si sovrapporrà ci permetterà di espanderci oltre le limitazioni severe della biologia.

Come Terry Grossman ed io abbiamo analizzato in “Fantastic Voyage: Live Long Enough to Live Forever, stiamo guadagnando velocemente la conoscenza e gli strumenti per mantenerci ed estenderci indefinitamente “la casa” che ciascuno di noi chiama il suo corpo e il suo cervello. Purtroppo la vasta maggioranza della nostra classe dirigente nata nel periodo del boom delle nascite è ignara del fatto che non è inevitabile soffrire e morire nel corso di vita “normale”, come hanno fatto le generazioni precedenti se prendono provvedimenti aggressivi, azioni che vanno oltre la nozione usuale di uno stile di vita fondamentalmente sano (vedi “’Resources and Contact Information’ p. 489”).

Storicamente, l’unico modo per gli esseri umani di sopravvivere una durata biologica limitata è stato di tramandare i valori, le credenze e le conoscenze alle generazioni future. Ora stiamo avvicinando ad una variazione di paradigma nei mezzi che avremo a disposizione per conservare i modelli che sono alla base della nostra esistenza. La speranza di vita umana di per se cresce costantemente ed accelererà velocemente, ora che siamo negli stadi precoci dell’ingegneria per invertire i processi informativi che sottostanno alla vita e alla malattia.

Robert Freitas stima che, eliminando una lista specifica contenente il 50% delle situazioni medicamente prevenibili, si estenderebbe la speranza di vita umana fino oltre 150 anni.39 prevenendo il 90% dei problemi di salute, la speranza di vita cresce ad oltre cinquecento anni. Al 99% per cento, saremmo oltre i mille anni. Possiamo attenderci che la realizzazione completa della rivoluzione nanotecnologica e biotecnologica ci consentirà di eliminare virtualmente tutte le cause mediche di morte. Man mano che avanziamo verso un’esistenza non biologica, guadagneremo i mezzi per “fare il salvataggio di noi stessi” (immagazzinando i modelli chiave che sono alla base della nostra conoscenza, abilità e personalità), eliminando quindi la maggior parte delle cause di morte come la conosciamo.

***

Una aspettativa di vita così lunga e teoricamente illimitata evidentemente cambierebbe gran parte dei parametri umani attuali.

Ad es. che prospettive/significati avrebbe la religione senza lo spauracchio della morte? Non ci si vedrà costretti a sostituire la religione con lo studio e la promozione di una “morale/filosofia dell’esistenza/dei corretti comportamenti sociali”?

Se le religioni non avrebbero molto senso in una situazione futura del genere, non dovremmo dedurre che anche oggi, ammesso e non concesso che abbiano una loro utilità (aspetti consolatori o placebo e di stimolo verso uno stile di vita positivo), dovrebbero essere ben diverse da quelle che ci ritroviamo?

Annunci

Una risposta a “Quando la morte dovrà attendere

  1. Avrebbe poco senso allungare una vita di stenti, di disperazione, di disagio, di umiliazione, di solitudine, di noia, di ingiustizie, di frustrazioni, ecc. Fino ad ora c’era la scappatoia/soluzione di “un’altra vita”, di un “giudizio divino” che rendeva giustizia di tutto, di un “paradiso” futuro….
    Insieme all’allungamento della vita occorre evidentemente spostare l’orizzonte, l’interesse e l’impegno nella vita attuale invece che verso queste fughe in ipotetici “altri mondi”. Proprio per questo accennavo a una “morale/filosofia dell’esistenza/dei corretti comportamenti sociali”…
    Una vita molto più lunga e virtualmente illimitata spingerebbe a trovare soluzioni per una sufficiente qualità generale della vita nel presente senza attendere soluzioni nel dopo morte.

    In ogni caso, come già ora, sostengo il diritto di ciascuno di porre liberamente termine alla propria vita.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...