Sessualità: aspetti e prospettive – 2a parte

(Sessualità: aspetti e prospettive – 1a parte)

Nella vita gli individui si sentono spesso più o meno indifesi in un mondo pericoloso ed ostile che tende ad approfittare di loro … Per difendersi adottano varie strategie che vanno dalla fuga, al rinchiudersi in gusci più o meno ermetici, a dotarsi di aculei e veleni, ad aggredire…. Così, in proporzione, si isolano, diventano più o meno insensibili ed indifferenti e meno capaci di benevolenza, più aggressivi, ecc. Ciò succede anche agli uomini e comporta grande sofferenza e insoddisfazione interiore perché per natura saremmo portati a condividere, a sentire e dare benevolenza…

Si insiste spesso sul dovere di amare. Il Vangelo stesso dice: “Rispondendo alla domanda rivoltagli sul primo dei comandamenti, Gesù disse: «Il primo è: “Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. E il secondo è questo: “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più importante di questo»” (Mc 12,29-31).

“Amerai…” non mi pare del tutto adeguato in quanto l’amore non segue comandi….e non sembra avere un fondamento nella natura delle cose e dei rapporti umani. Ovviamente l’amore è il massimo. Ma dovrebbe sorgere dal rispetto, dalla stima, dalla consapevolezza del valore dell’altro, dalla con-passione (= “soffrire e gioire insieme” – come in alcune dottrine orientali), dalla condivisione, ecc.

La sessualità vissuta in modo positivo e pieno, soprattutto nelle sue espressioni più elevate e coinvolgenti comporta condivisione, benevolenza, resa ..incondizionata, abbandono, dono…totale, amore profondo. Pertanto può essere considerata anche come il mezzo più idoneo ed efficace per superare il nostro io, le nostre riserve, le nostre paure, le nostre violenze ed aprirci agli altri. Quando ci si sente sessualmente appagati si è anche più ben disposti ed amorevoli verso gli altri. Ovviamente, anche in questo contesto, l’amore più e meglio lo si fa e meglio è…Ancora una volta le scimmie bonobo hanno tanto da insegnarci.

Quando, per la prima volta, con lo sguardo vediamo gli occhi di una persona cara tradire l’amore per noi, succede una meraviglia indescrivibile. Forse è dovuto ad un superamento di ogni divisione, opposizione, timore,….ad una reciproca totale condivisione, immedesimazione, fusione… Forse è una anticipazione di quello che succede alla goccia di vapore acqueo che, salita dal mare, trasformata in nuvola, in pioggia, in elemento di vita per animali e piante, si ricongiunge alla pace e all’amore comune delle gocce del mare…

Esistono molte forme e gradazioni di amore. L’amore dei genitori verso i loro figli non viene diviso o diminuito se si hanno molti figli, anzi, probabilmente la molteplicità permette di esprimere più amore e in forme diverse. La storia umana dimostra che gli uomini che le donne sono portati sia ad una vita con un solo partner sia a vivere dei periodi successivi con partner diversi sia ad avere contemporaneamente più partner. Lo stesso linguaggio tradisce la cultura e il modo comune di vivere questi affetti: la mia ragazza; il mio ragazzo; mia moglie/donna; mio marito/uomo; ecc.

L’aggettivo possessivo indica appunto il possesso. In relazione a delle persone questo è assai discutibile: “possedere” una persona suona un po’ da schiavitù…. Gelosie, sentimenti di tradimento e di essere stati trattati in modo ingiusto possono dipendere in gran parte dalla cultura del possesso e del diritto su un’altra persona.

Come conseguenza del concetto di proprietà e della concezione della famiglia come unione permanente, esclusiva e limitata a due soggetti, si afferma il “dovere coniugale” inteso come dovere di accondiscendere alle “esigenze sessuali” del partner. Questo “dovere” in ambito familiare comporta tante e tali umiliazioni, abusi, stupri veri e propri da potersi ritenere una delle forme peggiori di prevaricazione e di barbarie.

Oggi si tende a “consigliare” le donne, che naturalmente sono generalmente quelle che subiscono “il dovere”, ad essere accondiscendenti per la pace familiare, per far vivere il rapporto di coppia e per evitare che il partner si “sfoghi” con altri… Ma, una vita di questo genere può essere considerata degna e gratificante; può portare ad una espressione ideale e ad un arricchimento personale? Il clima familiare, anche rispetto ai figli può essere sereno e portare ad una condivisione e crescita comune? L’insoddisfazione, la frustrazione e il dover rigettare sessualità ed affetti extracoppia sono causa di sofferenza, di una scarsa qualità di vita e persino di violenza.

Sarebbe possibile superare questa cultura e vivere anche l’amore di coppia/e allo stesso modo di quello dei genitori verso i figli? Nessuno è perfetto; ognuno ha delle caratteristiche, esigenze e qualità personali… La vita affettiva può essere arricchita da relazioni diverse anche contemporanee. Il massimo dell’amore è “volere il bene dell’altra/o” che comporta il superamento della cultura del possesso…

Torniamo così al modo di vivere la sessualità che hanno le scimmie bonobo. L’ideale sarebbe prendere come riferimento la loro vita sessuale e integrarla con le peculiarità e le maggiori ricchezze umane in sentimento, fantasia, comprensione, complicità, condivisione, ecc.

I mezzi per le comunicazioni e le telecomunicazioni negli ultimi decenni hanno avuto uno sviluppo impressionante che continua a crescere in modo quasi esponenziale: basti pensare ad Internet e ai telefonini. I cavi, i satelliti per le telecomunicazioni, le onde magnetiche e gli strumenti di trasmissione e ricezione sono solo oggetti, energie, “materia”. Ma l’insieme consente e realizza comunicazione di notizie, di idee e di sentimenti. La velocità delle comunicazioni realizza praticamente l’istantaneità, la interrelazione immediata, la condivisione contemporanea globale. Ad es. quello che succede in Palestina è “vissuto” in contemporanea in tutto il mondo. Siamo solo agli inizi sia perché i mezzi sono ancora a disposizione solo di una parte limitata dell’umanità, sia perché le tecnologie attuali lasciano intravedere ulteriori e importanti sviluppi; ma, se non ci distruggeremo prima da soli o non lo farà un grosso cataclisma, possiamo già prevedere che la “rete neuronica” globale sarà presto in grado di “interconnettere” gran parte degli abitanti del pianeta…..

Negli ultimi anni e sempre più frequentemente la scienza ci offre nuove conoscenze sul funzionamento del nostro cervello. A sua volta la tecnologia produce nuovi strumenti e tecniche per superare problemi della vista, dell’udito, motori, ecc.. Recentemente sono stati prodotti dei sistemi che permettono di muovere protesi artificiali solo col pensiero; di scrivere col pensiero, ecc.

Ovviamente siamo solo agli inizi, ma, anche se si tratta di risultati limitati, la portata delle prospettive non lontane è enorme: a parte e oltre a risolvere o “aggirare” i problemi di vista, udito, di mobilità, ecc., si prefigura una nuova era totalmente diversa da quella passata ed attuale dell’umanità. I nostri sensi sono come delle periferiche molto specializzate ed efficienti, ma, sotto vari aspetti, si può fare di meglio. Per avere un’idea dei possibili sviluppi e vantaggi, basta pensare quanto sia difficile esprimere in parole pensieri e sentimenti. La possibilità di un “collegamento diretto” quanto sarebbe più veloce ed efficace! Immaginiamo di poter collegare direttamente la nostra mente con Internet e che gli altri possano fare altrettanto…(naturalmente con tutte le autorizzazioni reciproche (password) del caso).

Nei prossimi decenni potrebbe essere possibile non solo una serie di collegamenti diretti tra la nostra mente e il mondo circostante, ma addirittura una rete internet mondiale diretta…. Ci sarebbe tantissimo da riflettere sull’argomento, ma esula dal nostro tema. Qui ci interessa solo notare che potrebbe costituire un passo ulteriore verso la conoscenza, la condivisione, la compassione, la “fusione umana”…

In passato gli esseri umani erano quasi come gli altri esseri viventi sulla terra, forse un po’ più dotati, ma sempre una specie tra le altre, in lotta continua, quasi alla pari con gli animali e spesso in balia delle forze della natura. Era naturale avere un senso di pericolo costante ed incombente, un’idea di male in ogni cosa o essere, ostile e ovunque.

Lo sviluppo culturale e tecnologico degli ultimi secoli ha progressivamente distanziato l’essere umano dagli altri viventi e lo ha portato a sentirsi e diventare padrone e arbitro unico della vita e della Terra stessa. Da un lato le capacità umane sono diventate tali da costituire un pericolo grave e reale per l’intero pianeta per l’inquinamento, la sottrazione di risorse al mondo vegetale ed animale, per la distruzione di ambiente e clima, ecc.; dall’altro queste stesse capacità costituiscono la misura della liberazione e della vittoria umana e prefigurano un nuovo ordine mondiale sotto la direzione dell’uomo.

Ne prossimi anni si vedrà se l’umanità sarà in grado o meno di maturare al punto da fermare e correggere la distruzione avviandosi così verso una nuova era a misura d’uomo e della natura in una interazione positiva e fruttuosa…

Le possibilità di connessione cerebrale ovviamente saranno possibili anche con le specie animali più vicine all’uomo. Questo potrebbe portare a sviluppi importanti ed imprevisti. Potremmo addirittura immaginare che in futuro l’uomo possa capire il modo di “sentire” e di “ragionare” di alcune specie animali e che, a loro volta, questi animali possano essere messi in collegamento con specie meno vicine all’uomo e così via…Si realizzerebbe una catena come una serie di interpreti! Si potrebbero aprire orizzonti impressionanti.

Tornando all’onda che si forma, si innalza e ricade rimischiandosi nel mare, possiamo immaginare la ricchezza di esperienza, conoscenza, condivisione, ecc., che ad ogni ciclo si forma e viene condivisa.

La “storia” non finisce qui. Appena possibile proporrò ulteriori sviluppi!

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