Violenze sui bambini o genocidio? Il caso dei Nativi Americani

Da Osservatorio sulla Legalità e sui Diritti:

Nel giugno scorso il primo ministro canadese Stephen Harper ha chiesto ufficialmente scusa in una seduta parlamentare per gli orrori commessi nelle scuole cristiane in cui decine di migliaia di nativi americani furono praticamente reclusi con la forza da bambini.

Circa 150.000 bambini inuit e appartenenti alle Nazioni indiane furono prelevati forzatamente dalle loro comunita’ nei secoli scorsi e costretti a vivere nelle scuole residenziali, con lo scopo di imporre loro la cultura e la religione correnti nella maggioranza bianca del Paese. Secondo la CBC (testata canadese), le scuole residenziali canadesi erano circa 130 e alcune sono sopravvissute fino al 1996.

Negli USA, oltre 100.000 nativi americani furono costretti dal governo a frequentare scuole cristiane. “Il sistema, che ha avuto inizio con il presidente Grant nel 1869, è continuato anche nel 20° secolo” spiega Alessandro Profeti, che da anni approfondisce storia e cultura dei nativi americani.

“Funzionari della Chiesa, missionari, e le autorità locali hanno preso i bambini dai loro genitori e li hanno spediti nelle scuole cristiane, le Boarding School, e costretti altri ad iscriversi nelle scuole cristiane delle riserve. – continua Profeti – Sono stati separati dalle loro famiglie, per la maggior parte dell’anno, talvolta senza una sola visita della famiglia. Praticamente imprigionati nelle scuole, i bambini hanno sperimentato una devastante litania di abusi, di assimilazione forzata e abusi sessuali e fisici. L’escalation di abusi sessuali sulle scuole delle riserve è continuata fino alla fine degli anni 1980”. (vedi anche il rapporto della Commissione per la verita’ sul genocidio del Canada).

Secondo Profeti, “Le sevizie fisiche e psicologiche, le torture, gli stupri, i reati sessuali, gli omicidi e tutti gli altri atti di violenza, aggravati dal comportamento silente ed omertoso fin qui sistematicamente osservato dalla Chiesa, non possono e non devono essere ulteriormente nascosti. Tali crimini, che hanno avuto come conseguenza la morte, solamente nel Canada, di 50.000 bambini Nativi Americani, strappati alle loro famiglie con la complicità dei governi e costretti con la forza alla conversione culturale e religiosa, con la finalità e il modus operandi definito dal Diritto Internazionale come ‘Genocidio’.”

Studiosi e attivisti hanno solo adesso iniziato ad analizzare quelli che definiscono “gli effetti cumulativi di queste esperienze storiche in genere sulle comunità tribali e le generazione di oggi”. Effetti in molti casi devastanti. Poiche’, sottolinea Profeti, “il 72% di queste scuole scuole – lager era gestita dalla Chiesa Cattolica, e per la restante parte da altre Chiese”, sarebbe doverosa oggi un’ammissione ufficiale in cui il Vaticano riconosca “pubblicamente la propria responsabilità diretta in questi crimini” per onorare la memoria di quei ragazzini nativi americani e fare giustizia.

Segue

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