Spirito e Materia

Gli elementi minimi costitutivi di tutta la realtà si uniscono e si combinano variamente tra di loro realizzando particelle più grandi. Le forze e gli elementi in gioco determinano il costituirsi di nuovi elementi, man mano più complessi, in tutte le combinazioni possibili.

La materia procede su livelli sempre più alti di complessificazione e di organizzazione fino agli atomi, alle molecole, alle macromolecole.

Non sappiamo a quale stadio di complessificazione si manifesti quella che chiamiamo “vita” o se, come sembra più probabile e logico, esista inespressa, o meglio non percepita da noi o dai nostri attuali strumenti, fin dall’inizio concomitante alla “materia” stessa. Nella nostra esperienza quotidiana non percepiamo nulla del mondo molecolare, atomico, delle particelle, delle forze, ecc. e fino a qualche secolo fa neanche la scienza aveva idea di questo mondo dell’incredibilmente piccolo. Così potrebbe essere che i nostri mezzi e le nostre conoscenze attuali non ci permettano di accorgerci di interazioni o presenze “psichiche” ai livelli elementari della “materia”.

In modo più radicale e teorico potremmo pensare che “lo spirito” emani, esprima e informi “la materia” aggregandola e animandola intrinsecamente….un po’ come la mente che “crea” immagini e concetti…

L’Induismo riporta un famoso esempio che raffigura la realtà come l’onda del mare: si forma, raggiunge il punto massimo, si infrange e scompare rimischiandosi nell’acqua indifferenziata del mare…

Quando si costruisce una casa, si utilizzano dei materiali già presenti in natura, non si utilizza nulla che non sia già esistente. Ad un certo punto succede effettivamente qualcosa di veramente nuovo: quel particolare insieme combinato ed organizzato in quel modo specifico realizza una funzione assolutamente nuova: la protezione dalle intemperie, la dimora, il focolare domestico, ecc..

Pur non “creando” nulla di nuovo, viene però realizzato qualcosa che prima non esisteva.

La leva, la ruota, il carro, ecc., non furono “creazioni” ma funzioni nuove.

La storia delle conquiste tecnologiche è anche la storia della realizzazione di sempre nuove funzioni, di combinazioni di funzioni, di comlessificazioni di molte funzioni.

Le attrezzature prodotte dalla moderna tecnologia, dalle auto, ai computer, ai satelliti, vengono realizzate utilizzando dei materiali già esistenti; attraverso l’opportuna composizione e strutturazione di parti si producono strumenti utili che permettono funzioni nuove e sempre più complesse.

Prima dello sviluppo industriale degli ultimi secoli (ed ancora oggi nei paesi non influenzati dall’industrializzazione), coloro che coltivavano la terra sapevano fare tante cose: sapevano fare il pane, sapevano fare i falegnami, i fabbri, i macellai, ecc.; ma in genere in modo più o meno elementare… Col passare del tempo la società ha sviluppato specializzazioni sempre maggiori e su settori sempre più ristretti. Addirittura nell’ambito di uno stesso settore si formano sottospecializzazioni come, ad es. nell’agricoltura non solo abbiamo specializzazioni come l’orticoltura, le colture nelle serre, ecc., ma addirittura culture di pochi o un solo prodotto….

La specializzazione da un lato permette di fare meglio e di più, ad es. le conquiste spaziali sarebbero del tutto impossibili senza specializzazione in innumerevoli settori, dall’altro crea una rete di interdipendenze e interconnessioni. La specializzazione è possibile perché il sistema generale garantisce tutte le funzioni e gli elementi mancanti. Ad es. i falegnami possono dedicarsi solo al loro settore in quanto altri forniscono il cibo, la cultura, la difesa, la comunicazione, ecc.

La cellula è già una organizzazione molto complessa, ma, per esprimere più facilmente alcuni concetti, possiamo prenderla come elemento di base per gli esseri viventi e anche per l’uomo. In quelli che vengono comunemente chiamati “organismi viventi”, le singole cellule vengono specializzate e organizzate in organi e sotto – organi. La specializzazione delle cellule permette la realizzazione di organi come la vista, l’udito, il tatto, ecc. perché il sistema centrale provvede a tutte le altre funzioni come la difesa, il nutrimento, il controllo, ecc.

La forma di specializzazione più importante realizza un centro unificante, organizzativo, di valutazione e direttivo centrale….: il cervello.

Le percezioni degli esseri viventi sono date da un insieme di cellule vive dotate di percezione “psichica”. Si verifica così una specie di somma e di sintesi di una miriade di percezioni coscienti per cui si formano delle “mappe”  con auto-percezione, si realizzano delle “forme” di percezione cosciente. E’ come se un insieme di elementi psichicamente percettivi e sensibili vivessero “sulla propria pelle” ogni aspetto delle forme cognitive.

Quando i nostri occhi percepiscono le immagini e le inviano al cervello che le ricostruisce in se stesso. Questo non avrebbe senso se, attraverso la ricostruzione dei dati periferici con materia nervosa viva e sensibile non si ottenesse una ricostruzione viva dei dati percepiti ed attraverso questo una percezione cosciente…

Poiché la specializzazione comporta lo sviluppo particolare di percezioni, conoscenze e attitudini a discapito di altre, si potrebbe dedurre che possano esistere in natura capacità e percezioni delle quali l’uomo non ha neanche idea. Del resto la ricerca nel mondo animale ha scoperto già che alcune specie di  animali hanno sviluppato tipi e sensibilità di percezione ignote all’uomo o molto più accentuate di quelle umane. Ad es. in alcune specie animali si è scoperto l’uso di ultrasuoni, di sistemi di orientamento in base al magnetismo terrestre, capacità di percepire malattie o sofferenze, ecc.

Possiamo anche supporre che, ad es. le piante abbiano forme di percezioni particolari che noi non immaginiamo neanche. Dobbiamo così prendere in considerazione la possibilità che l’uomo non sia l’apice dell’evoluzione né tantomeno “il re del creato” ma solo un punto particolare di specializzazione tra le tante.

Abbiamo già visto come “lo spirito” accompagni la materia o ne sia addirittura l’origine e informazione fin negli elementi costitutivi minimi. Possiamo ora aggiungere che lo “spirito – materia” di base abbia sensibilità e percezioni fondamentali, totali ed universali costituendo in tal modo una specie di “pan-psichismo”.

La demolizione della casa o del computer comporta solo l’annullamento delle funzioni; non implica alcuna distruzione ma solo la scomposizione della struttura negli elementi implicati. Ciò che è composto può essere scomposto fino a tornare agli elementi costitutivi di base. Nulla si crea e nulla si distrugge.

Tornando all’immagine induista dell’onda, vediamo che lo “spirito-materia” si esprime in forme diverse e sempre più complesse e specializzate per poi dissolversi e tornare alla forme basilari…

Ritorniamo allora ad un pensiero Indù antico? Solo in parte in quanto le conoscenze di oggi ci permettono di fare dei passi significativi in avanti:

a) anzitutto il ritorno ciclico alle basi della materia comporta ogni volta anche un arricchimento di esperienze, di coscienze e di conoscenze. E’ una specie di loop incrementale nel quale nulla si perde ma si arricchisce il tutto di sempre nuove importanti conquiste.

A egregie cose il forte animo accendono
l’urne de’ forti, o Pindemonte; e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta” (I Sepolcri – U. Foscolo)

I luoghi “della memoria” dei personaggi famosi, degli avvenimenti importanti, delle sofferenze umane, ecc. sono considerati importanti, istruttivi, educativi; contenitori quindi di una specie di “plusvalore”. Praticamente ogni metro, ogni zolla del nostro pianeta porta “il ricordo” di tutte le sofferenze, le lacrime, le gioie, le conquiste e le sconfitte della vita. Un grande “plusvalore” comune che, sotto questo aspetto, rende il mondo un santuario “delle memorie dello spirito”…

Il mondo classico greco-romano si affidava fiducioso al ragionamento astratto ricavando verità da semplici deduzioni logiche…. Il pensiero moderno è consapevole che il puro ragionamento da solo non può dare certezze e comporta grossi rischi di trasformarsi in pure elucubrazioni mentali…. La sperimentazione, la realizzazione concreta e il vissuto personale aggiungono aspetti fondamentali di verifica e di conoscenza e coscienza. Queste stesse considerazioni possono considerarsi valide e veritiere solo in quanto sono o saranno confermate da analisi scientifiche; altrimenti o in attesa, si tratta solo di teorie più o meno interessanti e realistiche.

b) l’intero processo ci indica e porta a nuovi orizzonti. Ma di questo tratteremo in seguito.

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2 risposte a “Spirito e Materia

  1. Un capolavoro, questo post.

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  2. Grazie.
    Mi fa piacere in modo particolare l’interesse e la condivisione su questi temi.
    Spero di riuscire a mettere insieme i tanti spunti che mi affollano la mente riguardo al seguito del post….
    Non di rado faccio fatica a “mettermi d’accordo con me stesso”!!!

    Mi piace

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