Giorno del Sol Invictus

Da Resistenza Laica:

…..il 25 dicembre, terzo giorno dopo il solstizio d’inverno, data nella quale il sole ricomincia ad allungare il suo periodo rispetto alla notte (vittoria della luce sulle tenebre), una divinità nacque da una vergine in una grotta.
Lo sanno tutti. Egli era considerato “la Via, la Verità e la Luce”, ed il “Logos”, “Redentore”, “Salvatore”, e “Messia”. Ai suoi seguaci veniva promessa immortalità. Come il “grande toro del Sole”, Egli si sacrificò per la pace del mondo. Egli fu sepolto in una tomba e risorse dopo tre giorni. Il suo giorno sacro era la Domenica, il “Giorno del Signore”.
Egli aveva “12 discepoli”.
La sua religione aveva una eucaristia o “Cena del Signore”, alla quale disse, “Colui che non mangerà il mio corpo né berrà del mio sangue in modo che egli possa diventare una sola cosa con me ed Io con lui, non sarà salvato”. Avete indovinato? Bravi, è proprio Mitra!

Volete altri culti precristiani che contano le stesse avventure? Eccoli: Horus, Ercole, Mithra, Bacco, Cibele, Shamash, Baal Marduk, Zoroastro, Krishna.
Krisna e Zoroastro erano stati partoriti da una vergine, come anche Budda (da un taglio in una gamba, secondo certe tradizioni, Bochia, Osiride, Serrapis, Mardouk e molti altri personaggi dei culti religiosi di ogni tempo e latitudine. Attis di Frigia (venerato in Grecia intorno al 1200 a.C.), oltre a essere nato da una vergine il 25 dicembre, fu crocifisso e resuscitò dopo i tre giorni canonici. La nascita di Krishna (India, circa 900 a.C.) fu annunciata da una stella comparsa a oriente; anch’egli fece diversi miracoli, fu crocifisso e resuscitò, come da copione.

Dioniso (Grecia, 200 d.C.), nato come sempre da una pia donna il giorno di Natale, compì diversi miracoli tra i quali la trasformazione dell’acqua in vino, fu chiamato “Re dei Re” e “L’Alfa e l’Omega”, fu anche lui crocifisso e anche a lui la crocifissione fece un baffo.
Mitra, insomma, il cui culto era nato in Persia intorno al 1200 a.C., e che nacque il solito giorno dalla solita zitella, ed ebbe 12 discepoli, fece miracoli, rimase morto per i tre canonici giorni trascorsi i quali pensò che fosse abbastanza, è solo uno, il più impressionanti dei predecessori di Cristo. Tra le altre cose interessanti, il giorno sacro a Mitra era, lo abbiamo detto, la domenica, giorno dedicato all’adorazione del sole. Tant’è vero che in molte culture, il nome di questo giorno reca ancora traccia della divinità solare a cui era consacrato.
In inglese la domenica è “Sunday” (giorno del sole), in tedesco è “Sonntag” (idem), perfino in lingua giapponese domenica si dice “Nichiyoubi”, dove “nichi” è appunto il sole, rappresentato con il caratteristico ideogramma kanji (un quadrato diviso a metà da una lineetta).

curiosità:

1. Tra i vari miracoli del figlio di una vergine Horus, c’è quello dell’aver resuscitato un morto di nome El Azar us (Lazzaro). Veniva chiamato anche Iusa (“figlio prediletto”). Combattè per 40 giorni nel deserto contro il malvagio fratello Seth, signore della tenebra. La lotta tra Horus e Seth era eterna.

2. I parallelismi si fanno ancora più evidenti se si prende in esame il culto di Osiride, il padre di Horus, risalente ad epoca egizia anteriore. Il rituale dell’adorazione di Atum-Amòn-Osiride, prevedeva che i fedeli mangiassero alcune focacce di frumento che rappresentavano il “corpo” della divinità (le piantagioni di frumento potevano crescere grazie al sole, rappresentando così la manifestazione fisica di Dio). Nel corso del rituale veniva esibito un ostensorio rappresentante il disco solare, che veniva sollevato in alto dinanzi ai fedeli riuniti in preghiera.
Il termine “ostensorio”, contrariamente a ciò che si crede, non è cristiano e non deriva da “ostia”, ma da un etimo egizio, poi adottato anche dal latino, che significa “mostrare, esibire”. Fino al XV sec. d.C., gli ostensori cristiani avevano la forma di un disco d’oro luccicante (il sole). Fu San Bernardino da Siena a sostituire per primo, intorno al 1400, tale disco con la teca contenente l’ostia consacrata.

3. Le preghiere a Osiride erano intercalate e concluse dall’invocazione del suo nome (Amòn), che ricorda in modo inequivocabile l’“Amen” che conclude le preghiere cristiane.

Originale

Mitra di Persia – Influssi sull’origine del Cristianesimo

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