La vita e la morte – Considerazioni a ruota libera

Fino a pochi decenni fa era facile stabilire l’inizio e la fine della vita. Oggi le nuove conoscenze, le tecniche mediche e la bioingegneria hanno complicato molto le cose determinando discussioni e divergenze di ogni genere.

Alcune considerazioni in ordine sparso:

Grazie alle tecniche per i trapianti sappiamo che gli organi prelevati da individui appena deceduti, opportunamente trattati e nutriti, continuano a “vivere”…Si discute persino di casi nei quali i trapiantati avrebbero cambiato carattere assumendo alcune caratteristiche del donatore…

Sappiamo che il corpo umano, come quello di tutti gli esseri viventi, iniziando da una sola cellula, è composto da cellule che possono avere una loro “vita” indipendente e, addirittura, generare altra vita con la clonazione.

In teoria dovremmo dire che il corpo umano muore solo quando sono morte tutte le sue cellule costitutive.

La scienza e le tecniche mediche progrediscono rapidamente per cui malattie oggi incurabili, terminali o di coma irreversibile, potrebbero essere curate in un futuro non lontano. Dovremmo tenere in vita artificialmente tutti?

D’altra parte la “natura” non si fa tanti problemi sulla vita: non solo nel regno vegetale ed animale, ma anche in relazione all’uomo. Vediamo infatti morire giovani e bambini e, soprattutto, feti senza tanto clamore o patemi…

Il pensiero religioso Indù ha un bell’esempio che dice come la realtà sia simile all’onda del mare: un momento è, il momento successivo tutto si rimescola….nel tutto…. Oggi si potrebbe aggiornare il concetto considerando “lo spirito nella materia” come l’energia è una forma della materia, e, tutto tutte le forme di complessificazione e di realizzazioni di specializzazioni in esseri più o meno dotati di qualità psichiche, nascono, crescono e si decompongono tornando come semplice “spirito nella materia”….

Ogni anno nel mondo muoiono decine di milioni di persone per denutrizione o epidemie facilmente curabili, ha senso investire tante risorse di ogni genere per conservare “in vita” chi di vita praticamente non ha più nulla e non fare quasi nulla per la fame nel mondo? Dove sono i movimenti per la vita rispetto ad intere popolazioni di paesi poveri che, o muoiono o “vivono” ai limiti della sopravvivenza?

Sono in atto guerre che, oltre alle consuete atrocità e morti, rende problematica la vita di intere popolazioni innocenti costrette a sfollare da una regione all’altra. Le gerarchie Cattoliche sono evidentemente molto più occupate e preoccupate del fatto che qualcuno si arroghi la libertà di porre fine ad una esistenza che non è più vita: infatti non ne parlano o quasi!

Le varie mafie governano quasi indisturbate in gran parte d’Italia ma non si odono clamori delle gerarchie ecclesiastiche…

Il Papa a Pompei attacca l’anticlericalismo ma non parla di camorra. «Una scelta»

Stupisce che chi professa una fede che crede nella “vita eterna” sia tanto preoccupato per la fine della vita terrena.

Si insiste sul principio che “solo Dio ha diritto di dare e togliere la vita”. Ammesso e non concesso, questo Dio, di fronte ad una espropriazione di una sua prerogativa avrebbe qualche motivo per arrabbiarsi, ma, nonostante che un tempo (Vecchio Testamento) facesse di tutto per affermare i propri diritti, oggi non muove foglia! Si racconta che quando i Russi mandarono le prime sonde spaziali nello spazio, un frate, evidentemente convinto che la Russia fosse l’impero del male, abbia affermato: “una volta per qualsiasi sciocchezza Dio faceva fuoco e fiamme, oggi gli grattano i piedi e non fa nulla! Da qualche tempo si nota un certo menefreghismo persino da parte di Dio!”

Ma rimediano a tutto gli ecclesiastici ben attenti e preoccupati a non perdere il potere e il controllo sulla vita, dalla nascita alla morte! Sono loro i “padroni della vita”.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Capitolo 2)

1 Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù.
2 Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
3 Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
4 E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora».
5 La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
6 Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili.
7 E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le giare» e le riempirono fino all’orlo.
8 Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono.
9 E come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino….

In questo racconto sembra evidente che Maria “forza la mano” al figlio per togliere dall’imbarazzo la famiglia degli sposi….

“Ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in Cielo, ciò che slegherete sulla terra sarà slegato anche in Cielo” (Mt. 18,15-35).

Se la Chiesa Cattolica ha il potere di legare e sciogliere, perché, invece di stare dalla parte degli uomini e delle loro difficoltà per “forzare la mano” in alto loco, fa di tutto per condannare, per legare, per porre divieti, ecc.?

Quando fu negata la sepoltura religiosa a Welby, gli esponenti ecclesistici dissero che la Chiesa non poteva permettere ….ma Dio nella sua infinita bontà e misericordia avrebbe potuto capire…..

Non sarebbe logico aspettarsi almeno atteggiamenti del tipo: “determinate scelte sono negative, ma la bontà divina è grande: vai in pace!”

Noto per inciso che, come accade spesso nelle “Sacre Scritture” e nella fede, un aspetto come “l’infinita bontà divina” viene praticamente annullato dalla “giustizia divina”…..

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate sarete misurati…” (Matteo 7,1)

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