L’Anima

Riflessioni di Francesco Lantana “lantana@alice.it”:
A proposito dell’anima mi viene in mente un’analogia con la fisica.
Fino a qualche secolo fa si pensava che il calore fosse un fluido che passava dai corpi caldi a quelli freddi. Ma alcune esperienze smentivano questa ipotesi, fra cui questa: strofinando fra di loro due corpi, questi si riscaldano entrambi, senza che nessun altro si sia raffreddato. Successivamente è stato dimostrato che il calore è dovuto al moto disordinato dei loro atomi e molecole. Solo allo zero assoluto (-273 °C) questi atomi e molecole sono completamente immobili. E’ come dire che anche la materia inerte avrebbe una vita.
Allo stesso modo io penso che la sensazione della presenza di uno spirito o anima in noi sia dovuto alla presa di coscienza dei cambiamenti dei nostri stati psicofisici, cioè del divenire della vita che si manifesta in noi. Quando muore il corpo, cessano questi cambiamenti e con essi muore anche la nostra anima, ossia muore la sensazione di averla. Ergo, non c’è nessun bisogno di ipotizzare un’anima immortale, separata e distinta o indistinta dal corpo, un qualcosa che infonde la vita nel nostro corpo o che comunque in esso è presente. D’altra parte se c’è stato un inizio, ci dovrà essere anche una fine.
Ma un’aria di Mozart è soltanto aria che vibra? Aria che vibra e che va a solleticare una parte molto sensibile del nostro orecchio dandoci una sensazione di piacere (che può essere anche dispiacere, se ci disturba) del tutto simile quando si va a solleticare il pene o la vagina o qualche altra parte molto sensibile del nostro corpo, ma anche emozioni dovute ad eventuali ricordi richiamati dal testo della musica.
Anche la lettura di un libro richiama sensazioni fisiche ed emotive già provate, come nei ricordi; a volte può anche stimolarle.
E quando ammiro un panorama? E la visione di un film? In questi ultimi casi entrano in gioco anche sensazioni fisiche dovute all’aria, ai colori, ai suoni. A sua volta il cervello è in grado di elaborare ed immagazzinare nuove sensazioni ed emozioni come il riverbero di un’eco.
Comunque è sempre il nostro cervello che vi  partecipa, quindi il nostro corpo. Sembra proprio che sia necessaria la materia per provare le emozioni; questo fatto sarebbe anche confermato dal fatto che sono riproducibili tramite psicofarmaci, allucinogeni e che, fra l’altro, si possono evidenziare mediante strumenti scientifici.
E i sentimenti affettivi di un’amicizia, di un partner amoroso sono fatti ben diversi dalla sensazioni fisiche? Nel secondo caso entrano in gioco anche ricordi di piaceri fisici. Entrambi sono stati psichici (mentali) che ci danno sicurezza per la presenza di altre persone, dovute ad esperienze già passate.
E quando facciamo un ragionamento oppure operiamo delle scelte? Anche in questi casi, richiamiamo ricordi di esperienze già avvenute. E le conoscenze non sono altro che esperienze che si fissano nel nostro cervello mediante ramificazioni, dette sinapsi come nella memoria di un computer. Quindi anche in questi casi è sempre indispensabile un substrato fisico, qual è il cervello.
D’altra parte, emozioni, affetti, ricordi, scelte, sono una prerogativa anche degli animali, se pur in modo meno complessi ed elaborati. E non si capisce perché noi avremmo un’anima distinta, separabile dal corpo e immortale, e loro no.
Infine c’è da aggiungere che anche le piante avvertirebbero delle sensazioni fisiche; ma non avendo una mente, un’attività mentale, non hanno nemmeno ricordi, seppure, sembra, esisterebbe in esse in misura molto debole e ridotta.
Il nucleo della nostra mente è qualcosa che si evolve e si modella con un certo tipo di esperienze in un processo di formazione “per accumulo e selezione”.
In definitiva:
Sensazioni fisiche
quelle prodotte sul nostro corpo e poi percepite dalla nostro cervello.
Sensazioni mentali (spirituali)
quelle prodotte dal nostro cervello e poi percepite dallo stesso cervello, come due specchi, uno di fronte all’altro. Riflessi, riverberi che continuamente rimbalzano da uno “specchio” all’altro, alcuni fino ad affievolirsi fino ad annullarsi, altri indelebili, anche perché continuamente richiamati dal nostro cervello.
L’IO = la nostra anima (?), il nostro spirito (?)
la presa di coscienza dei riverberi continui delle nostre esperienze nel nostro cervello, presenti anche negli animali superiori e inferiori, se pure più affievoliti. Nell’altzeimer questi  si sono affievoliti, come anche nel coma dove possono riemergere (ripresa dell’attività neuro-chimica-elettromagnetica).
In definitiva, noi siamo le nostre esperienze (meglio se sappiamo osservare), ma anche quelle degli altri nella misura in cui sappiamo ascoltare e leggere.

Francesco Lantana “lantana@alice.it”

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Una risposta a “L’Anima

  1. Spunti interessanti come punti di partenza per una riflessione seria sullo spirito e, conseguentemente, sulla spiritualità.
    Vorremmo trattare l’argomento come una scienza, anche se particolare e difficile. Per avere una idea sul metodo da adottare possiamo far riferimento alla Psicologia di cui potrebbe essere addirittura un ramo….
    Occorre distinguere le opinioni, le teorie, le deduzioni più o meno stringenti e le speranze dalle certezze appurate e dimostrate con metodo scientifico.
    Ad es. e come contributo al dibattito:
    In natura, specialmente tra le specie più evolute, osserviamo dei comportamenti di abnegazione fino al rischio della propria vita sia per la prole che per la specie stessa…. Sono comportamenti che sembrano scritti nella natura stessa. Tutto questo può essere dimostrato o confutato in modo scientifico e quindi accettato o rifiutato come scienza.
    Sulla base di quanto sopra si possono sviluppare teorie e conseguenze come ad es: Il comportamento che porta al sacrificio anche della propria esistenza fisica per altri o per principi, dovrebbe dimostrare che “la natura” “crede” ed investe in qualcosa che va oltre l’interesse personale singolo e, addirittura, in un qualche tipo di futuro….Infatti non avrebbe senso un comportamento altruistico a discapito della propria vita se non fosse per qualcosa che va oltre….
    Ma questo ragionamento è valido? Che ne pensate?
    Ci sarebbe tanto da considerare e dibattere!

    Mi piace

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