La “Legge Naturale” – 1° “La Legge”

Qualunque essere dotato di una qualche forma di percezione, si confronta continuamente col mondo circostante per soddisfare i propri bisogni e per potersi meglio difendere dai pericoli sempre in agguato.

Nel contatto con l’esterno rileva varie caratteristiche, comportamenti costanti, pericoli ecc. ed in base a queste rilevazioni si orienta ad agire.

Gli esseri più evoluti (in proporzione al loro grado di evoluzione) sono capaci di rendersi conto di alcuni comportamenti costanti degli elementi e del mondo che li circonda in genere: il fuoco brucia, scalda, cuoce; l’acqua bagna, lava, ecc..

L’analisi ha portato gli esseri umani a notare comportamenti costanti in precise condizioni: Diversi fenomeni si verificano in determinate circostanze ed in modi precisi. E’ stato possibile riconoscere un numero sempre maggiore di fenomeni che seguono dei precisi schemi di comportamento, è stato possibile utilizzarli a proprio vantaggio o evitarne i pericoli ed è stato di vitale importanza conoscerli sempre meglio e poterli far conoscere anche alle generazioni successive.

Le conoscenze tramandate e sviluppate man mano col succedersi delle generazioni sono diventate oggetto della cultura comune e di una scienza sempre più approfondita e vasta.

Comportamenti costanti in circostanze precise vengono enunciati in leggi. Così si parla di leggi della termodinamica, della fisica, della chimica, ecc.. In questo conteso la legge è quindi una descrizione del modo di agire di un determinato agente, o insieme di agenti, in precise circostanze. La legge “descrive” il comportamento delle cause nel loro agire o interagire.

L’uomo si è presto accorto che la conoscenza del modo di verificarsi dei fenomeni e delle loro cause, non solo permetteva di prevederli e, quindi, di utilizzarli a proprio vantaggio, ma addirittura di provocarne il verificarsi col porre in essere le cause determinanti.

Si è così innescato un processo a spirale per cui la conoscenza permette utilità pratica, l’utilità pratica permette la verifica, la creazione di mezzi idonei e spinge a nuova conoscenza potenziata da mezzi sempre più avanzati. Il ciclo, prima quasi impercettibile poi sempre più veloce e sempre più intenso, ha segnato la storia delle civiltà ed oggi, anche per la scoperta degli elaboratori elettronici, seguita ad un ritmo sempre più vertiginoso.

In seguito si è arrivati a capire che un determinato comportamento è causato dal modo di essere degli agenti che lo causano per cui, con la conoscenza del modo di comportarsi, si è giunti alla conoscenza del modo di essere degli elementi stessi e viceversa.

La legge naturale descrive il modo di essere delle cose e degli eventi naturali. Man mano che si procede si scoprono leggi sempre più universali; leggi che riassumono e spiegano le leggi e i comportamenti della natura interessata. Si giunge così a formulare delle leggi fondamentali e riassuntive. Si tenta oggi di scoprire la legge universale, comprensiva ed esplicativa di tutta la natura.

La ricerca è passata, senza quasi accorgercene, dalla descrizione dei fenomeni alla descrizione del modo di essere della materia che, proprio perché costituita in un determinato modo agisce e procede in una ben precisa maniera. Si è cioè passati dalla ricerca di come si verificano gli eventi al perché si verifichino quei particolari eventi attraverso la ricerca della costituzione della materia stessa.

Si è cioè capito che la natura agisce in un particolare modo proprio perché oggettivamente è costituita in modo da provocare quel preciso effetto. Quando si arriva a scoprire le leggi fondamentali della materia si arriva anche a scoprire come la natura stessa sia costituita.

In ultima analisi quindi, cercare una legge universale e generale che spieghi tutto il modo di agire della materia comporta anche la scoperta del modo intrinseco di essere della materia che proprio perché così costituita, si comporta così. I due aspetti della conoscenza del modo di agire e del modo di essere vanno sempre più a formare una interdipendenza totale.

La legge in tutti questi casi è certo qualcosa di vincolante, ma solo rispetto alle modalità necessarie per ottenere determinati risultati. La conoscenza delle leggi della materia permette di riprodurre i fenomeni voluti e di evitare quelli non voluti. In questo modo in proporzione alla conoscenza delle leggi naturali si sviluppa la libertà dell’uomo proprio perché ottiene la possibilità di agire sui fenomeni, di provocarli al momento e nel modo voluto e di scongiurarli in caso contrario. Lungi dall’essere una coercizione, è invece un mezzo per conoscere, per agire meglio, per ottenere, per essere di più.

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