No alla contraccezione, Ratzinger e l’ ipocrisia

Da Lo Scientista:

In un mondo dove il problema dei problemi è la sovrappopolazione, questa malattia cancerosa che sta strangolando il nostro pianeta, vieppiù vulnerabile e incapace di dare una vita dignitosa ai suoi abitanti.
In un mondo dove al momento in cui scriviamo più di dieci milioni di bambini non arriva al quinto anno di età per malnutrizione o per mancanza d’acqua.
In un mondo dove ogni ora, a causa dell’estrema povertà, si stima muoiano oltre 1.200 persone, di cui la stragrande maggioranza è giovanissima.

In questo mondo pieno di una miriade di altri buchi, come una gruviera che attende di essere azzannata da altri predatori senza scrupoli; in questo mondo, Lei, signor Ratzinger, proprio Lei, con l’algore dottrinale proprio di un’incoscienza criminale, proferisce quello che mai avrebbe dovuto essere detto da chi si ritiene portatore di senno e di ragione.

Lei dice che “I metodi contraccettivi che impediscono la procreazione di figli snaturano il senso ultimo del matrimonio”. Niente preservativi o pillola.
Lei, proprio Lei che scambia la ragione con la ragionevolezza, che parla di matrimonio non essendo sposato; proprio lei che per ipocrita convenzione canonica non ha rapporti sessuali e parla di sesso; proprio lei, che si permette di avere l’esclusiva del concetto d’amore e ne parla in termini di verità.
Lei, signor Ratzinger, che dall’infim del suo dissennato scranno così agendo incita due miliardi di cattolici ad avere altri figli, a procreare sempre e comunque in nome di una vita che di vita sovente ha solo la parola.

Perché lei svuota la vita del suo significato di dignità: l’importante è comunque inanellare nei rami dell’albero dei doni da offrire alla sua divinità, la primavera secca di un malato terminale irrecuperabile o di un altro bambino denutrito. Basta che si chiami vita, non che lo sia.

In un mondo dove nazioni come la Cina e l’India si arrovellano per cercare di risolvere il problema dell’esplosione demografica, lei si permette, senza un minimo di coscienza, di dire che i contraccettivi non naturali non vanno usati. Ben sapendo cosa succederebbe se seguissero il suo consiglio. E, quasi a dire, excusatio non petita, aggiunge: “Il servizio che la Chiesa offre nella sua pastorale matrimoniale e familiare dovrà saper orientare le coppie a capire con il cuore il meraviglioso disegno che Dio ha iscritto nel corpo umano, aiutandole ad accogliere quanto comporta un autentico cammino di maturazione…”
Quanta patente e melensa irresponsabilità, quale ipocrita tentativo di riparare con la dottrina e una presunta educazione il disastro che ne deriverebbe.

Seguita

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Sesso e Amore

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