Il Libro di Giovanni Battista – Introduzione

I Vangeli di Luca e Giovanni, persino Marco, chiariscono abbastanza bene che Giovanni il Battista ha condotto un movimento che è continuato accanto al Cristianesimo più o meno per almeno un secolo e forse più a lungo. In Marco 2:18 leggiamo che i discepoli di Giovanni non hanno emulato la pratica dei discepoli di Gesù e non hanno smesso di digiunare. Essi hanno continuato cospicuamente ad andare per la loro strada. Da Luca 11:1 apprendiamo che la setta di Giovanni ebbe preghiere speciali e Marco ci dice, anche se egli potrebbe non averlo voluto fare, che alcuni già stavano predicando che il Giovanni martirizzato era risorto dalla tomba, reso potente nuovamente con energia divina per effettuare i miracoli (6: 14). Marco presuppone che tali credenze fossero interpretazioni erronee dei miracoli dello stesso Gesù, ma questo era probabilmente il suo tentativo di smontare una setta rivale.

Sia Luca che Giovanni manipolano il carattere del loro Giovanni Battista per fargli negare quello che i suoi seguaci credevano di lui, che egli era il Cristo (Luca 3:15 – 16; 1:8, 20; Giovanni 3:25 – 30). Matteo 3:14 – 15 e Giovanni 1:29 fanno proclamare pubblicamente a Giovanni che era il suo superiore e successore, ma questo non si trova in Marco, il cui Giovanni non sembra distinguere Gesù da Adamo. Il Gesù di Marco è un volto nella folla, un supplicante in più che voleva essere immerso nel Giordano.

Impariamo di più sulla setta di Giovanni, sia ai suoi inizi che verso la fine del primo secolo, dal libro dei Riconoscimenti attribuito a Clemente di Roma. In esso ascoltiamo di nascosto un dibattito fra varie sette Ebraiche, una di loro, i partigiani del Battista: “Ed ecco, uno dei discepoli di Giovanni ha asserito che Giovanni era il Cristo e non Gesù: “tanto che” ha detto, che “Gesù stesso ha dichiarato che Giovanni era più grande di tutti gli uomini e profeti. Se quindi,” ha detto, “lui è più grande di tutti gli uomini, deve senza dubbio essere ritenuto maggiore di Mosè e Gesù stesso. Ma se è maggiore di tutti, egli stesso è il Cristo” (1: 60: 1-3a).

Questa polemica può avere avuto la sua origine in una data precedente ma era tuttavia ancora in uso quando i Riconoscimenti di Clemente furono compilati: in qualche tempo nel quarto secolo, il che significa che la setta di Giovanni era ancora viva.

Impariamo dai Riconoscimenti 2:8 e dalle omelie 1:23 che Simone il Mago e Dositeo il Samaritano erano stati fra i trenta discepoli di Giovanni.a L’insieme dei membri era uguale al numero dei giorni di un mese lunare, così come il Pleroma Gnostico degli Eoni. Abbiamo qui un piano d’azione in cui Giovanni Battista è associato chiaramente con il settarismo Gnostico – Giudaico come il nonno del Nazoreanesimo – di Gesù, Simonianismo e Dositeanismo, così come il padre della sua propria setta vissuta a lungo. Quanto longevo? Può esistere ancora oggi.

In Irak sopravvive nelle antiche paludi di canne una setta Gnostica chiamata dagli studiosi i Mandaeaniani, che è Aramaico per “Gnostici”, anche se essi si definiscono Nazoreani. Molti eruditi lo negano, ma io rimango convinto che Richard Reitzenstein, Rudolf Bultmann ed altri abbiano avuto ragione a dire che questa setta sopravvive dal settarismo Ebreo–Gnostico pre-Cristiano ed è, specificamente, un resto della setta di Giovanni Battista. È al contrario difficile, impossibile in realtà, spiegare perché essi venerano Giovanni Battista come un profeta ed essere divino, mentre esecrano Gesù come l’anticristo! Ciò deve rappresentare semplicemente l’antipatia antica della setta, irritata per il maggior successo del Cristianesimo. Se un tal rancore sembra troppo antico per essere plausibile, ricordiamo solo l’antichissima calunnia indirizzata contro i Giudei “Uccisori di Cristo”, poiché il loro crimine era stato il non essersi convertiti alla fede Cristiana rivale.

Le sacre scritture Aramaiche dei Mandaeani sopravvivono in copie medioevali. Non c’è modo di essere sicuri su quanto tempo fa i loro originali siano stati composti, ma alcuni eruditi hanno proposto una data fra il 250 e il 300, in base al presupposto che le leggende e le poesie liturgiche contenute all’interno delle sacre scritture sono anche più vecchie.

Quanto segue è basato sulla ricostruzione di G.R.S. Mead del Libro Mandaeano di Giovanni. I lettori noteranno che sembra fare il parallelo col Vangelo di Luca, ma la parte nettamente maggiore del materiale è più antico ed indipendente da Luca e fornisce una visione non-Cristiana del Battista, un Giovanni che non è semplicemente una funzione della polemica Cristiana.

Il libro è episodico, non necessariamente nell’ordine cronologico e le varie scene sono introdotte “da Giovanni parla nella notte, Giovanni durante le sere della notte”, intese a ricordare più e più volte la posizione caratteristica di Giovanni e della sua predicazione, che ancora echeggia. Ai lettori può risultare utile che venga loro ricordato che i genitori terreni di Giovanni furono il sacerdote Zaccaria e la sua moglie Elisabetta.

a.Vedere le Rivelazioni di Dositeo in questa raccolta.

Traduzione da “Pre Nicene New Testament” di Robert M. Price

Bibliografia

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...