Conclusione

Per quasi 2.000 anni a centinaia di milioni di persone è stato insegnato che un “figlio di Dio” storico chiamato Gesù Cristo visse, fece miracoli, soffrì e morì come riparazione-del-sangue stabilita specialmente una volta per tutte da Dio stesso, il Creatore dell’intero cosmo. In realtà, la storia del vangelo di Gesù non è una raffigurazione basata sui fatti di un “Signore” storico che camminò sulla terra 2.000 anni fa ma un mito costruito su altri miti e uomini di dio, che a loro volta erano personificazioni dell’onnipresente mito e rituale solare trovato in innumerevoli culture intorno al mondo migliaia di anni prima dell’era Cristiana. Come tale, il racconto servì per amalgamare le numerose religioni, culti e sette dell’Impero Romano e oltre, per creare una religione di stato che fu promulgata per mezzo di falsificazione, frode e forza.

Nonostante ciò, innumerevoli credenti hanno insistito che il racconto evangelico avvenne, non per una qualche evidenza, ma semplicemente perché era stato detto loro che era così e lo accettarono ciecamente, contro il senso comune e un miglior giudizio. In Aggiunta, studiosi storicizzatori ed altri evemeristi, fondati dalle stesse agenzie che crearono il mito, hanno gettato le loro menti scientifiche fuori dalla finestra e hanno iniziato con disonestà la loro opera disperata con la premessa sbagliata, che in seguito hanno costantemente cercato di sorreggere l’impossibile, con speculazioni tortuose senza fine dove non ci sono affatto dei fatti. La realtà è che, se Gesù fosse stato reale, il mondo si sarebbe sviluppato in modo differente da quello che ha fatto, particolarmente immediatamente dopo il suo supposto avvento miracoloso; invece, il mondo andò avanti come se nulla fosse mai accaduto. Earl Doherty riassume il problema con la “storia” del vangelo:

Se questo uomo Gesù avesse avuto l’effetto esplosivo sui suoi seguaci che è detto di lui, e sulle migliaia di credenti che risposero così prontamente al messaggio su di lui, tale uomo avrebbe dovuto sfolgorare nel firmamento del suo tempo. Quell’impatto sarebbe stato basato sulla forza della sua personalità, sulle cose uniche che egli disse e fece. Non c’è alternativa. E invece l’immagine che noi vediamo immediatamente dopo la morte di Gesù, e per le due generazioni seguenti, contraddice completamente ciò, in ogni documento esistente. La stella folgorante immediatamente cade fuori di vista. Nessuno storico contemporaneo, filosofo o scrittore popolare lo riporta. Non c’è segno di alcuna tradizione o fenomeno associato con lui. Per più di mezzo secolo gli scrittori Cristiani stessi ignorano totalmente la sua vita e il suo ministero. Non c’è alcuna citazione di alcun detto. Non c’è alcun miracolo di cui ci si sia meravigliato. Non viene mai fatto riferimento ad alcun aspetto della sua personalità umana, ancorato all’interno di qualche collocazione biografica. I dettagli della sua vita, i luoghi della sua carriera: non sollevano alcun interesse in alcuno dei suoi credenti. Questa è un’eclisse che non ci concede neanche una traccia di una corona! Se, dall’altro canto, Gesù fu semplicemente un uomo ordinario, un predicatore Giudeo riservato (anche se in qualche modo caratteristico) che in realtà disse poco di quanto è stato attribuito a lui, che non fece alcun vero miracolo, e che naturalmente non sorse dai morti – tutte cose che potrebbero spiegare perché egli non attrasse alcuna grande attenzione e la sua vita avrebbe potuto essere ignorata come non importante dai suoi seguaci successivi – quale, allora, è la spiegazione per la quale una tale vita e personalità avrebbe potuto fare sorgere il vasto raggio di risposte che gli studiosi postulano, alla teologia cosmica su di lui, alla convinzione che egli sia risorto dai morti, al movimento inarrestabile che sembrano essere stati i primi Cristiani? Questo è un dilemma insolubile.

Se pressati, gli studiosi ed il clero allo stesso modo ammetteranno che la fondazione della religione Cristiana è velata in secoli di intrigo e frode. Essi confesseranno che non c’è una sola menzione di Gesù da parte di alcuno storico contemporaneo con il suo supposto avvento e che i resoconti biblici sono basicamente spuri, non scritti dagli autori che si pretende, e crivellati con decine di migliaia di errori, impossibilità e contraddizioni. Essi ammetteranno anche che tali testi sono stati falsificati a centinaia e successivamente interpolati e mutilati. Tali “esperti” potrebbero anche arrivare fino a concedere che la storicità di Cristo è stata negata fin dall’inizio, e che, quel fatto stesso, era stato ammantato nell’eufemismo e nell’inganno. Essi possono confessare anche che non c’è assolutamente alcuna evidenza fisica dell’evento o dell’uomo, e che sono false le numerose reliquie, inclusa la famigerata Sindone di Torino, come lo sono i siti turistici dove si sostiene abbia avuto luogo il dramma. Questi studiosi potrebbero anche avere il coraggio di ammettere che la religione Giudaica, sulla quale il Cristianesimo sostiene di essere basato, è essa stessa non quello che si sostiene che sia ma che fondamentalmente sia una rielaborazione di miti e teologie più antiche, come, alla fine, è il Cristianesimo.

In altre parole, come i padri Cristiani, questi studiosi ed esperti concederanno che il racconto evangelico e l’ideologia Cristiana costituiscono una spinta diretta dal cosiddetto Paganesimo. Essi ammetteranno anche che la storia del vangelo è una finzione, chiamandola prudentemente “inganno benevolo”. Eppure, questi studiosi e ricercatori continueranno nella loro ricerca per trovare in Gesù “storico”, producendo senza fine tomi che starebbero meglio come piante. Wite descrive i loro futili tentativi:

Sono stati fatti molti tentativi di scrivere la vita di Cristo. Ma è difficile vedere da dove debba venir fuori il materiale per una tale opera, al di fuori del materiale dei vangeli; mentre, se i vangeli debbono essere presi come una base, è ugualmente difficile capire che ci sarebbe da guadagnare riscrivendo quello che è contenuto in essi. Qualsiasi tentativo del genere evidenzia solo, in più chiara luce, le discrepanze in quei resoconti, e alla fine risultare in semplice esibizione di ingegnosità dalla parte del biografo, nel suo sforzo di riconciliarle; come è il caso di alcuni scrittori, in una sublime mancanza di consapevolezza di alcuna discrepanza qualsiasi.1

Veramente, gli sforzi di trovare un Gesù storico, sono stati pietosi e agonizzanti, basati principalmente su quello che egli non era: vale a dire, la nascita verginale non è storia, e i genitori di Gesù non erano chiamati Maria e Giuseppe. Gesù non era da Nazaret, che non esisteva al tempo, e magi, stella, angeli e pastori non comparvero alla sua nascita. Egli non fuggì in Egitto, perché Erode non stava uccidendo bambini, ed egli non meravigliò i sacerdoti con i suoi insegnamenti all’età di 12 anni nel tempio. Egli non riapparve improvvisamente a 30 anni dal nulla per sconcertare la gente che, se le storie della nascita fossero state vere, lo avrebbe già conosciuto. Il Gesù “storico” non fece miracoli o risuscitò i morti. I detti e i sermoni non furono suoi in origine. Egli non fu tradito da Giuda, poiché ciò sarebbe stato illogico se egli fosse stato “universalmente famoso”. Non ci fu alcun processo, alcuna crocifissione e nessuna resurrezione.

Tali sono alcune delle numerose parti della storia del vangelo che sono state scartate da storicizzatori ed evemeristi “scettici” durante i secoli perché esse rappresentano elementi trovati universalmente nei miti degli eroi solari e nei riti misterici. Gettando via tutte queste parti, noi potremmo chiederci, anche più scetticamente, dov’è il Gesù Cristo storico? Abbiamo trovato il nocciolo della cipolla? Il salto di fede anche tra gli evemeristi è sorprendente. Se 99 per cento di questa storia è basata su miti e solo l’un per cento in qualche “storia”, la gente che sta ammirando e adorando?

Anche se viene loro insegnato che “Gesù” rappresentò una rottura sbalorditiva dal “vecchio mondo Pagano”, i credenti fondamentalmente adorano la stessa divinità o le stesse divinità dei Pagani – infatti, praticamente tutti quanti inglobati in uno. Ma, non sapendo questo, i fedeli con compiacenza si separarono in una atmosfera di superiorità e pietà, se non odio vero e proprio, per i così chiamati Infedeli o Pagani, cioè, “quelli non della fede”. Come dice Jackson, “Molti Cristiani denunciano il Paganesimo come una falsa religione. Se questo è corretto, allora anche il Cristianesimo è falso, perché è di origine pagana, e se uno non è vero, allora non lo è neanche l’altro”.2

Per ripetere, come dice Robertson, “Non c’è una concezione associata a Cristo che non sia comune a qualcuno o a tutti i culti del Salvatore dell’antichità”.3 E Carpenter afferma che “la dottrina del Salvatore è per tutto il mondo e antica quanto il mondo, e che il Cristianesimo semplicemente se ne appropriò (come fecero gli altri culti) e gli diede un aroma speciale”.4 Egli nota anche:

Le principali dottrine e festività Cristiane, oltre ad una grande massa di leggende e cerimoniali affiliati, sono completamente derivate da, e in relazione con, venerazioni della Natura precedenti; ed è stato solo con una grande deliberata mistificazione e falsificazione che questa derivazione è stata tenuta fuori di vista.5

E Jordan Maxwell dice:

Tutto quello che noi troviamo nel Giudaismo e nel Cristianesimo – non c’è virtualmente un concetto, una credenza, o idea espressa nel Giudaismo o nel Cristianesimo, non uno – che non possa essere rintracciato indietro molte, molte volte a molte religioni diverse. È una storia molto vecchia e antica. È la storia più grande mai raccontata.6

Di questa più grande storia mai venduta, Massey afferma:

In questo modo si può provare che la nostra Cristologia sia mitologia mummificata, e tradizioni culturali leggendarie, che sono state affibbiate su di noi nel Vecchio Testamento e il Nuovo, come rivelazione divina proferita dalla voce stessa di Dio. Noi abbiamo la stessa conversione del mito in storia nel Nuovo Testamento che c’è nel Vecchio – l’uno effettuato in un supposto compimento dell’altro! Il mito e la storia hanno cambiato posto una volta, e dobbiamo cambiarli di nuovo prima che possiamo capire la loro interrelazione, o significato reale”.7

La storia del vangelo, lottò tanto largamente dall’inizio perché veniva rappresentata erroneamente come vera, attraverso costante forza e col fare proseliti è diventata morbosamente alloggiata nella psiche umana, un meme che ha fatto sì che una grande proporzione della razza umana vivesse in mondo di fantasia spaventosa e attesa senza fine per il miracoloso, per l’ingresso del divino, come “egli” si sostiene abbia fatto 2.000 anni fa. Ma questo presumibile “miracolo” dell’avvento di Gesù non fu più reale di quello di Osiride, Krishna, Horus, Quetzalcoatl o qualunque degli altri numerosi miti e dei salvatori sui quali il personaggio di Cristo è fondato. Credere che il mitico sia storico non solo è essere disonesti ma anche distruggere il significato del mitico e rovinare il suo miracolo reale. Veramente, la storicizzazione del mito rimuove il suo valore e rende la mente idiota; ma, per capire la gnosi dietro di essa è diventare saggi.

Come dice anche Massey:

E’ il miracoloso che mostra la natura mitica della storia; i miracoli identici di Cristo il guaritore che prova che egli è stato lo stesso personaggio come il guaritore Iu-em-hept, o Esculapio, e il cacciatore dei demoni, Khunsu. Fu la storia umana che si aggregò intorno alla divinità, non un essere umano che divenne divino. Sulla teoria di una origine ed interpretazione storica le discrepanze possono essere per sempre parallele con l’impossibilità di arrivare alla verità; la cosa non può mai essere plasmata fino ad una coerente consistenza. Ma l’origine mitica spiega tutto…. Solo le origini mitiche possono spiegare perché ci sono due Marie ambedue delle quali sono descritte come madre di Gesù. Solo le origini mitiche possono spiegare perché Gesù avrebbe dovuto essere rigenerato come il figlio unto all’età di trenta anni…. Solo le origini mitiche possono spiegare perché non viene fornita alcuna storia da quando il bambino-Cristo era di circa dodici anni di età a quella dell’adulto di trenta anni. Solo le origini mitiche possono mostrare come si potesse dire fin dall’inizio che la Parola, o il Manifestatore, fosse fatto carne…. Il Cristo mitico poteva avere due giorni diversi di nascita come Horus che aveva due nature, una al solstizio e una all’equinozio.8

Massey afferma ulteriormente:

Il Cristo dei vangeli non è in alcun senso un personaggio storico o un modello supremo dell’umanità, un eroe che lottò, e soffrì, e fallì nel salvare il mondo con la sua morte. È impossibile stabilire l’esistenza di un personaggio storico anche come un impostore. Per uno così i due testimoni, la mitologia astronomica e lo gnosticismo, provano completamente un alibi. Il Cristo è una figura laica-popolare che un tempo era l’Ariete e poi il Pesce; una figura-laica che in forma umana era il ritratto e l’immagine di una dozzina di dei differenti.

Per quanto riguarda gli argomenti triti evemeristici in favore di questa “dozzina di dei differenti” e tutti gli altri esseri leggendari eroi dell’antichità, piuttosto che aspetti del mito celeste, Higgins dimostra il loro errore e le sue conseguenze, comprese ovviamente al suo tempo 160 anni fa ma soppresse:

Il seguente è lo stato della storia antica fornita da Mr. Bryant, e nulla può essere più vero: “….è evidente gran parte dei personaggi deificati non esistettero mai: ma furono semplici titoli della Divinità, il Sole; come è stato provato in larga misura da Macrobius. Né ci fu mai alcuna cosa di tanto detrimento alla storia antica, che supporre che gli Dei del mondo dei Gentili fossero stati nativi dei paesi dove erano venerati. Essi sono stati ammessi con questi mezzi negli annali dei tempi; ed è stato lo studio principale dei dotti il registrare le storie leggendarie che li concernevano: per conciliare assurdità, e per combinare il tutto in una serie cronologica – una fatica senza frutto, e inspiegabile: poiché in queste favole ci sono inconsistenze e contraddizioni tali che non può essere rimediata da alcuna arte né industriosità”.9

Citazioni:

1. Waite, 22.

2. Jackson, 213.

3. Robertson, 52.

4. Carpenter, 130.

5. Carpenter, 19.

6. “The Naked Truth.

7. Massey, Lectures on the Moon.

8. Massey, H.JMC, 182.

9. Higgins, 1,371.

Bibliografia

Traduzione da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Movimento LaicoResistenza Laica Forum Laici Libertari Anticlericali

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