La costruzione di un mito – Introduzione

Nel creare la loro religione di stato, i cospiratori Cristiani non solo fondarono la più grande fabbrica di falsificazione del mondo ma si diedero ad una sfrenata censura che mise a tacere milioni di voci dissidenti con l’uccisione e la distruzione di libri, templi, statue, iscrizioni, ed altre tracce delle culture precedenti, portando alla fine ad immensa ignoranza e virtuale analfabetismo del mondo Occidentale. Come dice Roberts:

Per sbarazzarsi del fatto che (li) condanna che non c’è alcuna base storica per le loro fantasie teologiche, il sacerdozio Cristiano è stato colpevole del crimine odioso della distruzione di quasi tutte le tracce della storia corrente dei primi due secoli dell’era Cristiana. Quel poco di ciò che essi hanno permesso di arrivare fino a noi, essi lo hanno talmente alterato e cambiato, da distruggere il suo valore storico.

Questi Cristiani censori senza dubbio erano ben consapevoli di quello che rappresentavano realmente la letteratura e i libri, poiché le parole “libreria” e “libertà” condividono la stessa radice, “liber”, il Latino per “libro”. Walker riferisce il modus operandi (modo di agire) della Chiesa:

Fu sempre importante per le autorità religiose controllare la letteratura, e di guadagnare il diritto legale di distruggere libri che contraddicevano i loro insegnamenti. Poche persone furono tanto assidue nel loro sforzo quanto i Cristiani. Nei secoli dal terzo al sesto, furono bruciate intere librerie, distrutte scuole e università e libri dei cittadini furono confiscati per tutto il mondo Romano, col pretesto di difendere la chiesa contro il paganesimo. Sotto i primi imperatori Cristiani, la gente era catalogata da investigatori ecclesiastici che sistemavano “scritti magici” nelle loro case, e poi confiscavano legalmente ogni cosa posseduta.1

Dopo il Concilio di Nicea, per gli ordini dell’assassino Costantino, i Cristiani accesero il calore della censura, portando all’orgia lunga di secoli che cancellò milioni di testi. Uno dei crimini più grandi nella storia umana fu la distruzione nel 391 della libreria di Alessandria perpetrata da fanatici Cristiani sotto Teofilo volto a nascondere la verità sulla religione e il suo supposto fondatore. A causa di questa scelleratezza, noi abbiamo perso informazione senza prezzo sul vero stato del mondo antico, con tale desolazione che portò indietro anche la civilizzazione di almeno 1.000 anni. Perì anche la parte della libreria di Alessandria posta nel Tempio di Serapide, “poiché questa libreria di grande valore fu volutamente distrutta dal Cristiano Teofilo, e sul luogo dove era questo meraviglioso tempio di Serapide, di fatto sulle sue stesse fondamenta, fu eretta una chiesa in onore della ‘nobile armata dei martiri’ che non sono mai esistiti”.2 Di questa nefanda demolizione del Serapion, Roberts chiede:

Ci dirà qualche prelato, sacerdote o uomo del clero Cattolico o Protestante, perché l’imperatore Cristiano, Teodosio Primo, avrebbe dovuto ordinare la distruzione della Libreria del Serapion di Alessandria, se non per distruggere la prova che conteneva sulla natura spuria della religione Cristiana e della sua origine filosofica pagana?.3

Alcune decadi più tardi, il patriarca Cristiano di Alessandria, Cirillo, istigò folle per terrorizzare i Giudei e torturare terribilmente e uccidere il filosofo Pagano femminile Ipazia (370 c.-415) con lo scorticamento della carne dalle sue ossa con conchiglie di ostrica. Per i suoi atti malvagi, in seguito Cirillo fu canonizzato dalla Chiesa “infallibile”. Ipazia era tanto stimata e rinomata per la sua sapienza e la sua brillantezza che la sua uccisione è stata considerata la “morte del mondo Pagano”.

Comunque, la distruzione non finì lì poiché la rovina della letteratura e della storia divenne una ricerca Cristiana che consumava tutto. Come afferma Graham, “per il quinto secolo la distruzione era così completa che l’Arcivescovo Crisostomo poté vantarsene così: ‘Ogni traccia dell’antica filosofia e letteratura del mondo antico è svanita dalla faccia della terra’”.4

Ad un certo punto, fu emanata una pena di morte per la lettura di libri non approvati, per esempio, quelli che dimostravano che la fede era una impostura. Papa dopo papa continuò l’assalto sui libri e l’apprendimento. Gregorio, Vescovo di Costantinopoli (@540-604), l’ultimo dei “dottori” della Chiesa, si dedicò attivamente a bruciare libri. Nell’11° secolo, “San” Gregorio fece bruciare la Libreria di Apollo Palatino, e il Concilio di Trento (1545-63) riconfermò la politica contro l’apprendimento “pagano”.

Dove i Cristiani non distrussero le opere degli antichi autori, essi le alterarono e le mutilarono. Veramente, per preservare i loro testi da queste mani violente, gli Gnostici stessi furono costretti a Cristianizzarli, tanto che anche loro dovettero storicizzare i loro personaggi mitici.5 Questa pratica di frode era tanto estesa che evidentemente nessuna opera di antico autore conserva la sua integrità originale.6 Walker approfondisce riguardo alla estensione della frode:

Dopo aver bruciato i libri e chiuso le scuole pagane, la chiesa si dedicò ad un altro tipo di frode: la falsificazione attraverso l’omissione. Tutta la storia Europea fu compilata in modo esteso da una chiesa che fece in modo di rendere se stessa l’unica depositaria della letteratura e delle registrazioni storiche. Con documenti della massima importanza assemblati nei monasteri, e il pubblico laico reso illetterato, la storia Cristiana poteva essere forgiata con impunità.7

Come affermato, in aggiunta alla distruzione e alla mutilazione dei libri, i Cristiani demolirono e dissacrarono i templi, le statue e i luoghi sacri dei loro predecessori e competitori. L’erezione delle chiese Cristiane sulle rovine di templi e luoghi sacri pagani non era solo comune ma di rigore, servendo a cancellare l’evidenza della divinità e del culto precedente. Walker riferisce la procedura tipica usata dai Cristiani per usurpare i siti sacri Pagani:

Dopo che i templi furono distrutti, sulle rovine furono sistemati monaci ed eremiti per profanare il sito con i loro escrementi, e per prevenire la ricostruzione.

Questi furono gli sforzi che i Cristiani “di classe” dovettero fare per secoli per cementare le loro storie inventate. La devastazione dell’arte e della cultura fu spaventosa, ma alcuni degli sforzi dei saccheggiatori aiutarono a preservare l’evidenza della frode:

In alcuni degli antichi templi Egizi gli iconoclasti Cristiani, quando stanchi di fare a pezzi e mozzare le figure simboliche incise nelle camere dell’immaginifico, e di sfigurare i tratti più prominenti dei monumenti, si accorsero che non potevano asportare i geroglifici, cominciarono a coprirli con intonaco, inteso a nascondere il significato e fermare la bocca del mondo della pietra, è servito a preservare gli antichi scritti freschi nella tinta e netti nei lineamenti come quando essi furono tagliati e colorati originariamente. In tal modo il tempio dell’antica religione fu invaso e fu ottenuto gradualmente il possesso con la connivenza del potere Romano; e quella fortezza resistente, non costruita ma scavata da roccia venduta, fu intonacata su tutta la facciata e resa bianca per un certo tempo con il suo aspetto completamente nuovo e riaperto sotto il segno di un altro nome – quello del Cristo canalizzato.9

Così, questi geroglifici hanno rivelato la verità, perché essi contengono il mito ed il rituale celeste, e dimostrano che la storia Cristiana è in gran parte Egiziana.

In aggiunta a questo odioso comportamento Cristiano ci fu l’Inquisizione, il periodo più orrendo in tutta la storia umana, nel quale milioni furono torturati e uccisi lungo i secoli in modo che essi o i loro discendenti si conformassero al dogma delle Chiesa Cattolica. Durante quei molti secoli, a nessun dissenziente fu permesso di fiorire e a pochi di vivere. Tutti coloro che avessero il coraggio di mettere in dubbio le favole che ora venivano forzate su di loro – in altre parole, tutta la gente onesta – furono costretti a convertirsi o morire. In ambedue i casi, la gente sarebbe allora diventata beneficiaria fiscalmente alla Chiesa avida e ingannevole, servendo come schiavi, pagando decime o confisca dei loro beni attraverso la morte, naturale o altrimenti.

Di questa distruzione senza fine, Doane afferma:

Oltre a falsificare, mentire, e ingannare per la causa di Cristo, i Padri Cristiani distrussero ogni evidenza contro se stessi e la loro religione, con cui vennero in contatto. I divini Cristiani hanno sempre avuto paura di troppa luce.10

Fortunatamente, essi non saranno in grado di sfuggire alla luce di oggi, poiché è troppo luminosa. Come dice Higgins:

Nonostante gli strenui sforzi dei sacerdoti, per gli ultimi duemila anni, per sradicare ogni traccia dei mezzi con i quali le loro varie dottrine, riti e cerimonie sono state fondate; essi non ci sono riusciti completamente.11

Infatti, un certo numero di testi importanti fortunatamente sono sopravvissuti alla purghe sufficientemente intatti per rintracciare come fu creato e formato il Cristianesimo. Da questi vari testi sopravvissuti, come anche da altra evidenza archeologica già esaminata, può essere illustrato lo sviluppo del Cristianesimo come qui delineato. Per ricapitolare, i primi che hanno contribuito alla versione Cristiana del mito celeste onnipresente furono gli Gnostici Siriani, che tentavano di creare una religione sincretistica che avrebbe compreso l’ampia varietà di culture da tutto intorno al “mondo conosciuto”. Per la fine del primo secolo CE, ad Antiochia, come uno dei luoghi, gli Gnostici erano già coinvolti nell’affidare alla scrittura i vari detti ed atti dei personaggi del culto del mito e salvatore celeste che era stato trasmesso oralmente all’interno della fratellanza per millenni. Finalmente, come dice Doresse, “Al tempo di Adriano (110-38 DC.), lo Gnosticismo si trasferisce dalla Siria all’Egitto….”12

Nel frattempo, in Palestina, probabilmente provenendo dalla Galilea e/o dall’antico monastero del Carmelo, con un avamposto a Qumran, il sacerdozio Giudeo/Samaritano di Massoni e astrologi, i Sadochiti/Sadducei, erano venuti anticipando la fine del Grande Anno e in agitazione perché essi erano gli Eletti, gli eredi del regno “del Signore” sulla Terra, che sarebbe stato realizzato da un “bambino meraviglioso” ed un “restauratore”, Dopo la distruzione della Palestina, questo gruppo ed altri si dispersero nei vari altri rami della fratellanza, inclusi quelli ad Antiochia ed Alessandria. Il nuovo influsso riaccese la lotta intestina vecchia di secoli per la supremazia dell’uno sull’altro e sui Gentili. Così iniziò la cospirazione per mettere i detti e la narrativa dell’onnipresente eroe solare in Giudea, con i Giudei sia come protagonisti che antagonisti.

Nella metà del 2° secolo, le scuole dei Gnostici originari cominciarono a dissentire dall’attività Giudaizzante e storicizzante, obiettando che la loro opera originaria non era intesa per essere presa alla lettera. Alla fine del 2° secolo, la spinta storicizzante aumentò con il successo del gioco Romano per il domino, e furono in qualche modo completati i vangeli canonici, anche se venivano continuamente rielaborati per concordare almeno superficialmente con altri manoscritti nuovamente falsificati. Questo rappezzamento continuò per secoli finché fu ottenuta una relativa uniformità anche con dozzine di concili. Infatti, la mutilazione continua fino ad oggi in traduzioni che offuscano i significati originali.

L’obiettivo di questa arte sacerdotale, naturalmente, fu di creare un nuovo uomo di dio che non solo avrebbe agglomerato in uno solo tutti gli altri ma avrebbe anche unito i sacerdozi del culto lunare-stellare e quello solare, come anche entrare in una nuova era. Come il mitico Mosè era stato utilizzato per inaugurare la nuova era dell’Ariete, Gesù fu creato per fare altrettanto con l’era dei Pesci. Così, al mito di Krishna/Christos furono aggiunti motivi di pesce dal mito di Osiride/Horus, come anche numerosi altri elementi della religione Egizia ed altre come la nascita del 25 Dicembre, che fu stabilita nel quarto secolo per usurpare il culto di Mitra. Continuò così per secoli, poiché la favola fu impastata insieme ed i testi revisionati, con purghe continue.

In questo sforzo, le opere ampiamente astrologiche e mitologiche degli eclettici Gnostici/Terapeuti furono attaccate da storicizzatori del secondo, terzo e quarto secolo, inclusi Ireneo, Giustino, Tertulliano, Origene, Clemente Alessandrino, Tatiano ed Eusebio. Alla lista dei cospiratori si può aggiungere Ambrogio, Agostino, Gregorio e Girolamo, i quattro “dottori”, così chiamati perché essi ebbero i più alti gradi dalla scuola Terapeuta Alessandrina. Altri villani nella formazione del mito inclusero Lattanzio, Costantino, Giustiniano, come anche fondamentalmente tutti i papi, incluso Silvestro, che fu papa durante il Concilio di Nicea. Papa Innocenzo II creò il Concilio di Basilea (1431-49), in gran parte per chiamare a bruciare i libri. Il primo arcivescovo di York, Paolino (m. 645), manomise scritti, appena scoperti nel suo tempo, provenienti dall’Armenia e dall’Egitto Superiore. Potete essere certi che ci sono molti altri dietro le scene i cui nomi non sono mai stati fatti nei libri di resoconti – almeno non apertamente. Questi individui senza dubbio sono stati estremamente ricchi e potenti.

Citazioni:

1. Walker, WEMS, 122.

2. Walker, WEMS, 440.

3. Roberts, 267.

4. Grahaxn, 281.

5. Doresse, 311.

6. Higgins, I, 593.

7. Walker, WEMS, 320.

8. Walker, WEMS, 208.

9. Massey, HJMC.

10. Doane, 438.

11. Higgins, Il, 107.

12. Doresse, 12.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Movimento LaicoResistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

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Una risposta a “La costruzione di un mito – Introduzione

  1. Costruzione di un mito… sarebbe meglio dire:

    DISTRUZIONE DI UNA CIVILTA’!

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