70 validi motivi per non votare Berlusconi

Da Finanzio:

Nell’aprile dell’anno scorso scrivevo un post elencando i motivi per i quali Berlusconi non mi piaccia. Rileggendolo oggi mi sembrano tutti motivi validi per non votarlo domenica e lunedì prossimi alle elezioni politiche che decideranno il futuro di questo malandato paese. Penso che dilaniarsi tra PD e Sinistra Arcobaleno o Sinistra Critica sia inutile e pericoloso, fondamentale è non votare il cumenda brianzolo. Ripropongo così il post dell’anno scorso, anche se nell’arco di questi ultimi dodici mesi di motivi validi per non votarlo se ne sono aggiunti sicuramente molti altri. Chi ne abbia voglia può utilizzare lo spazio dei commenti per aggiungere il proprio personale motivo (o più di uno) per cui è bene non votare per lo schieramento di Berlusconi.
1 – perché era iscritto alla P2.
2 – perché quando è accusato di un reato non cerca di dimostrare la sua innocenza ma cerca di cambiare la legge che lo accusa. Tipico degli innocenti.
3 – perché non ci ha ancora spiegato come ha fatto i soldi. Secondo la commissione parlamentare sulla P2 ricevette ingenti finanziamenti dal Monte Dei Paschi di Siena e dalla BNL, che erano infiltrate dalla stessa P2. Poi è venuto Craxi. Berlusconi non ci spiega come ha fatto i soldi ma noi qualche idea ce l’abbiamo.
4 – perché si circonda di ex comunisti (Bossi, Ferrara, Bondi, Putin…) e poi ne parla male come un prete degli anni Cinquanta.
5 – perché sembra truccato da un truccatore di cadaveri.
6 – perché ha avuto ospite in casa per anni come stalliere (?!) un notorio mafioso siciliano, che pochi giorni fa è stato considerato dal suo amico e sodale Dell’Utri addirittura, a suo modo, un eroe. Ognuno ha gli eroi che si merita.
7 – perché, votando io a sinistra, mi ha dato direttamente del coglione. Eppure, visto quanti ne ha attorno, dovrebbe sapere come sono fatti.
8 – perché ha fondato il suo partito-azienda assieme al suo vecchio amico Marcello Dell’Utri, un uomo condannato per tentata estorsione aggravata assieme al mafioso Vincenzo Virga (primo grado), condannato per false fatture per Publitalia (di cui era presidente), condannato per frode fiscale, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa (primo grado). Dell’Utri è stato conoscente di Vittorio Mangano (poi stalliere di Berlusconi), Gaetano Cinà e Gaetano Corallo (tutti mafiosi). Dell’Utri è stato dipendente alla Inim di Rapisarda, che aveva relazioni con personalità di spicco della mafia quali Ciancimino e i Cuntrera-Caruana. Il 19 aprile del 1980 Dell’Utri è a Londra, dove partecipa al matrimonio di Jimmy Fauci, boss mafioso.
9 – perché per arruffianarsi la chiesa e i chiesaroli si erge a paladino della famiglia tradizionale ma nel privato è divorziato e risposato, ha deciso un aborto assieme alla sua seconda moglie (concubina, secondo la chiesa) e non disdegna di farsi continuamente concupire dal fascino femminile perché da continuamente l’impressione del banale cumenda vanesio convinto di avere successo con le donne per il fascino e non per il volume del portafoglio.
10 – perché si dice amico di Putin, personaggio molto poco democratico, ex capo del Kgb, difendendolo pubblicamente sul massacro in Cecenia, facendo fare una figuraccia a tutto il Paese.
11 – perché nel 2004, in visita ufficiale a Mosca, regala un fucile da caccia Beretta a Putin. Una buona pubblicità per la marca italiana ma incoraggiare la vendita di armi e la caccia francamente lo trovo poco simpatico ed eticamente riprovevole.
12 – perché ci tiene a non dispiacere Bush su nulla. Le avventure in Afghanistan ed Iraq sono solo due esempi.
13 – perché fece fuori dal suo governo il ministro degli esteri Renato Ruggiero, troppo critico sulle posizioni antistoriche dei leghisti sull’Europa unita.
14 – perché il suo guardasigilli Castelli, esercitando poteri non di sua competenza poiché spettanti all’organo di autogoverno della magistratura, ha ostacolato l’invio a Bruxelles dei tre magistrati italiani (Alberto Perduca, Nicola Piacente e Mario Vaudano) regolari vincitori del concorso indetto dall’Olaf (ufficio europeo per la lotta alle frodi).
15 – perché ha resuscitato politicamente Giuseppe Pisanu, dopo che questi era sparito per circa vent’anni dopo lo scandalo della P2 che lo aveva travolto in quanto amico di Armando Corona (gran maestro), Roberto Calvi e Flavio Carboni (poi imputato per l’omicidio di Calvi).
16 – perché alle precedenti elezioni amministrative ha contravvenuto alla legge elettorale facendo una sorta di comizio dentro al seggio dove si recò a votare. Ovviamente nessuno l’ha denunciato.
17 – perché tra il 1998 ed il 2003 le sue Rti e Publitalia hanno superato il tetto della raccolta pubblicitaria.
18 – perché in Spagna è stato accusato di aver violato le norme antitrust.
19 – perché dal 1989 al 1992 ha finanziato illecitamente Craxi con almeno 21 miliardi di lire.
20 – perché è stato stimato abbia messo su sessantaquattro società offshore per accantonare millecinquecento miliardi di lire in sospetti fondi neri. E poi ha fatto una legge per evitare il processo.
21 – perché pare si sia intascato dieci miliardi in nero per l’acquisto di Medusa Cinema, anche se la corte d’Appello lo ha salvato perché pare che se si è sufficientemente ricchi da far sembrare l’ammontare del reato ridicolo puoi dire di non essertene accorto.
22 – perché è stato amnistiato per il falso in bilancio per l’acquisto della villa di Macherio.
23 – perché all’interno del parlamento europeo ha dato del Kapò ad un eurodeputato tedesco, beccandosi critiche da tutto il mondo e facendo fare una figuraccia al Paese.
24 – perché ha voluto la legge Cirami sul legittimo sospetto, sostanzialmente per far spostare i suoi processi da Milano a Brescia.
25 – perché il suo maxiemendamento dell’ordinamento giudiziario assoggetta il potere giudiziario a quello esecutivo. Mossa strategica già teorizzata da Licio Gelli.
26 – perché è stato l’unico leader europeo a non approvare la legge europea sui 32 reati previsti per far scattare il mandato di cattura UE. Ovviamente inorridiva al pensiero di un mandato di cattura extra-nazionale per reati fiscali.
27 – perché ha depenalizzato il falso in bilancio e ne ha dimezzato i tempi di prescrizione, estinguendo il reato della Fininvest. Negli Usa, dopo lo scandalo Enron, persino un presidente poco sveglio come Bush ha portato le pene per il falso in bilancio a ben 25 anni di reclusione. In Italia, dopo i casi Parmalat e Cirio il reato è stato depenalizzato. Complimenti.
28 – perché i suoi ministri Moratti e Maroni fanno pagare care le parole pronunciate da Don Ciotti: «il governo dell’illegalità, del rientro dei capitali esportati illegalmente e delle leggi su falso in bilancio e rogatorie». La Moratti espelle Libera (cartello di associazioni antimafia guidato da Don Ciotti) dalle scuole di ogni ordine e grado provocando l’indignazione fra gli altri dello stesso Roberto Centaro di Forza Italia (presidente per l’antimafia), l’ex-presidente Oscar Luigi Scalfaro, Armando Spadaro del CSM, Piero Grasso (procuratore di Palermo), Vittorio Borraccetti (viceprocuratore nazionale antimafia) e Giancarlo Caselli. Questo pregiudica gravemente i programmi promossi da Libera (coinvolgeva quasi 10.000 insegnanti e 1.500.000 di studenti) per educazione alla legalità, storia della mafia e prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile. Maroni ha invece cancellato la convenzione con il gruppo Abele per la banca dati online sulle tossicodipendenze. Insomma la chiesa va bene solo quando voti, vedi il caso Don Gelmini.
29 – perché difende la famiglia ma i chiarimenti con la moglie li fa attraverso pubbliche lettere.
30 – perché durante il suo governo la lotta all’abusivismo edilizio è crollata ai minimi storici grazie alla sanatoria di cui ha beneficiato lui (per le sue ville in Sardegna), Nania di AN e i clan mafiosi e camorristi. Basti pensare che nella sola Catania si passa da una media di 78-80 demolizioni l’anno a zero!
31 – perché il suo governo, attraverso Castelli, è stato l’unico in Europa che si è opposto alle norme comunitarie contro il razzismo, la xenofobia e la corruzione.
32 – perché con l’art. 71 della finanziaria 2002 chi ha frodato lo Stato costruendo abusivamente su terreni demaniali ora può acquistare il terreno e come se non bastasse si trova automaticamente sanato l’abuso edilizio.
33 – perché nelle foto ufficiali dei grandi della Terra fa le corna agli altri, come un bambino delle elementari nella foto di classe, facendo fare una figuraccia al Paese.
34 – perché ha realizzato la legge salva-Previti.
35 – perché ci ha fatto fare una figuraccia con la Finlandia, vantando ascendenze galanti con la loro premier, ed in quel periodo gli Italiani che giravano per Helsinki subirono l’ostilità della gente del posto.
36 – perché nel 2003 il suo patrimonio era di 5,9 miliardi di euro ma alla fine del suo mandato da presidente del consiglio superava i 12 miliardi. Se ne deduce che un premier che fa raddoppiare il suo patrimonio o si dedica solo alle sue aziende, trascurando lo Stato, o si serve del suo potere politico per far aumentare quello economico.
37 – perché grazie alla legge Gasparri sulle telecomunicazioni nel solo 2004 la pubblicità su Mediaset è aumentata del 3,8%, pari a 1.200.000.000 euro.
38 – perché durante il suo governo si è arrogato il merito di aver fatto scendere l’inflazione al 1,9%, dimenticando di aggiungere il motivo principale: la gente non comprava più a causa dell’assenza di controllo sui prezzi.
39 – perché la propagandistica promessa di taglio delle tasse ha privilegiato soprattutto i super ricchi come lui. Le mie trattenute in busta paga (infermiere dipendente di azienda pubblica) sono sempre da infarto.
40 – perché l’appalto concesso dal suo governo alla banca Mediolanum per poter utilizzare i 14.000 sportelli postali del territorio italiano gli rende 1.000.000.000 di euro l’anno.
41 – perché il suo governo ha commissionato circa 10 milioni di euro l’anno di pubblicità alla sua Mediaset dal 2002 fino a fine mandato, contro i circa 3 del governo precedente.
42 – perchè nel corso del faccia a faccia contro Prodi nella precedente campagna elettorale ha ammesso che non tollera che i figli degli operai nella vita abbiano le stesse possibilità dei figli dei professionisti. Lungi da me paragonarmi a Piersilvio, al quale non ambisco a somigliare, ma secondo questo principio io, figlio di un papà si è spaccato il culo per trent’anni nelle acciaierie dell’Italsider di Napoli per farmi studiare, non merito di avere le stesse possibilità del figlio di un notaio, un medico o un politicante d’accatto.
43 – perché un cumenda milanese non può pretendere di comporre canzoni napoletane solo perché conosce un posteggiatore da ristorante come Apicella.
44 – perché la sua legge sulla riforma della previdenza assicurativa gli frutta abbastanza attraverso le sue compagnie di assicurazioni.
45 – perché attraverso la legge sul contributo statale sul digitale terreste ha portato vantaggi alla società intestata al fratello, che importa ricevitori, ed a Mediaset, che così si trova a poter concorrere con Sky come pay tv.
46 – perché a me l’euroconvertitore non è mai arrivato, non ci ha spiegato quanto sono costati, chi li ha prodotti e chi ci ha guadagnato.
47 – perché il decreto salva-calcio gli ha fatto risparmiare 240 milioni di euro e la riduzione delle plusvalenze (legge Tremonti del 2002) ha fatto risparmiare a Mediaset 340 milioni di euro.
48 – perché mi ha privato del diritto di urlare “Forza Italia”.
49 – perché se un giornalista non gli fa le domande che vuole lui si alza e se ne va (vedi il comportamento nel programma della Annunziata)
50 – perché dà uno stipendio ad Emilio Fede.
51 – perché nei manifesti elettorali mette le foto dell’epoca della cresima.
52 – perché ha avuto il coraggio di dire che non gli piace l’ambiente della tv e che non gli piace andarci. Come se io dicessi che il salotto di casa mia è una merda e chi viene a trovarmi non capisce un cazzo.
53 – perché ha eliminato la tassa di successione per gli straricchi.
54 – perché ha fatto la legge sulle rogatorie internazionali, aiutando se stesso (per invalidare le prove dalla Svizzera contro di lui) e qualche altro amico.
55 – perché chiese di togliere la scorta ad alcuni giudici scomodi.
56– perchè il suo governo ha realizzato una riforma elettorale definita dal suo stesso estensore (Calderoli) una porcata.
57 – perché ci ha regalato la legge Bossi-Fini sull’immigrazione, che ha creato solo extracomunitari fuorilegge.
58 – perché tutte le volte che è inquisito crede che gli imputati siano i giudici.
59 – perché durante il suo governo è stato permesso alla Polizia di comportarsi come squadracce punitive fasciste, vedi l’assalto alla scuola Diaz durante il G8 di Genova.
60 – perché istituì un numero di telefono aperto agli studenti per far segnalare quei docenti che si permettevano di parlare del suo operato in senso critico. Alla faccia della democrazia e dell’autonomia e della professionalità degli insegnanti.
61 – perché ha tolto soldi alla scuola pubblica per darli a quella privata. Da ministro della pubblica istruzione la Moratti ha abolito il tempo pieno e fatto altri danni, come abolire i decreti delegati e cancellare il lavoro collegiale, di fatto insultando il lavoro di insegnanti e presidi. Inoltre ha abolito la figura del ricercatore universitario, rendendo precaria la carriera accademica, e si è fatta sfuggire il milione di euro l’anno che l’Europa mette a disposizione della nostra ricerca di base.
62 – perché ha dichiarato che abbiamo un numero di docenti superiori alla media europea, senza contare che nella media europea non compaiono i ventunomila insegnanti di religione cattolica voluti dal Vaticano ma pagati dallo Stato.
63 – perché ha dichiarato di aver triplicato in tre anni la diffusione del computer, mentre in quei tre anni non ci furono fondi per l’informatica. Gli unici finanziamenti in merito furono stanziati dal governo di sinistra che l’aveva preceduto.
64 – perché dice sempre “mi consenta” ed è lui che non consente niente agli altri. Per esempio non ha consentito ad Enzo Biagi, Michele Santoro, Daniele Luttazzi e Sabina Guzzanti di esprimersi liberamente nella tv di Stato, cioè nostra. Come tutti gli uomini democratici. Non solo. Dopo la morte di Biagi ha avuto addirittura la faccia tosta di affermare che era stato Biagi a non voler più fare tv per godersi la pensione.
65 – perché in un’intervista al Times disse di dormire solo due ore a notte. Mossa propagandistica degna del miglior Mussolini, che lasciava accesa la luce del suo studio anche la notte. Del resto in un’altra intervista Berlusconi definì Mussolini “il più grande statista del secolo” e che “i suoi avversari politici li mandava in villeggiatura” ed in occasione di un 25 aprile infangò la resistenza italiana commemorando Edgardo Sogno, un partigiano poi confluito in Alleanza Nazionale, golpista e piduista.
66 – perché quando Bossi fece cadere il suo primo governo per quattro anni lo ha insultato in ogni modo: “Bossi parla come un ubriaco da bar” (17-8-94), “è la Wanna Marchi della politica” (6-4-94), “ha metodi da venditore di Piaget falsi” (29-4-94), “ladro di voti, ricettatore, truffatore, traditore, speculatore: doppia, tripla, quadrupla personalità” (21-12-94), “Giuda” (23-12-94), “mi accusa di peronismo, ma pensa alla birra Peroni” (23-12-4),“traditore, pataccaro della politica” (27-1-95), “dissociato mentale, sfasciacarrozze” (25-2-95). Seguì il solenne giuramento: “Io non mi siederò mai più allo stesso tavolo con Bossi, totalmente inaffidabile, un monumento di slealtà. Non appoggerò mai più un governo appoggiato da Bossi” (2-2-95). “Bossi lasciamolo agli altri. Ho già pronto un manifesto, Alberto da Giussano che regge in mano falce e martello con la scritta: ‘Per un’Italia comunista, vota Lega’” (22-7-95). L’Umberto rispose da par suo: “mafioso di Arcore”, “Berluskaiser”, “Peròn della mutua”, “nazistoide”, “piduista”, “baro”, “mostro antidemocratico”, “suino”, “brutto mafioso che fa i soldi con l’eroina”, “cornuto”, “delinquente”. Quanto ad An, “Fini è lo stalliere di Berlusconi” e “i fascisti li andremo a prendere casa per casa, li teniamo sotto il tiro del nostro Winchester”. Sappiamo invece quanto vadano d’accordo adesso.
67 – perché nei suoi cinque anni si è assistito una progressiva ed inesorabile precarizzazione del lavoro. Nell’estate del 2001, appena insediato, ha emanato il Decreto legislativo n. 368 che rende estremamente facile le assunzioni a termine. Fino al 2001 le assunzioni a termine erano circondate da molte cautele e soprattutto erano ammesse solo per ipotesi ben determinate dalla legge o dai contratti collettivi. Il suo decreto n. 368 consente di assumere a termine a fronte di generiche “ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo”. Forse ancora più grave è la possibilità che un lavoratore sia assunto più volte di seguito, sempre con contratto a termine, anche se il decreto impone che passi un determinato numero di giorni tra la fine del precedente rapporto di lavoro e la nuova assunzione a termine. In questo modo i datori di lavoro tendono ad utilizzare il contratto a termine per tutte le nuove assunzioni e i lavoratori si trovano in una posizione di estrema debolezza, perché sanno che la nuova assunzione dipenderà dal loro comportamento e non solo dalle loro capacità professionali: ad esempio, difficilmente svolgeranno attività sindacali e, per le lavoratrici, nessuna potrà mai consentirsi una maternità, perché il datore di lavoro non rinnoverà il contratto ad una donna in maternità.
68 – perché con il decreto legislativo n. 276 del 2003 ha introdotto un enorme numero di nuovi contratti di lavoro e reso più precari quelli già esistenti, ha facilitato il ricorso agli appalti, ha ridotto il peso della contrattazione collettiva nel controllo della flessibilità e ha indebolito il ruolo del sindacato.
69 – perché nel 2003, nel pieno delle celebrazioni dell’anno internazionale del disabile, ha emanato norme punitive a carico dei disabili con l’intento evidente di complicare e quindi impedire l’esercizio dei diritti dei disabili, introducendo i seguenti ostacoli: 1) Moltiplicazione delle notifiche e delle parti legittimate (art. 42 D.L. 30.9.03 n. 269 conv. L. 326/03): oltre alle notifiche previste nei confronti delle parti legittimate (INPS – Regione – Comune a volte ASL), impone la notifica anche al Ministero dell’Economia e delle Finanze, all’Avvocatura dello Stato e alle Direzioni Provinciali dei Servizi. Così il processo diventa per il disabile una corsa ad ostacoli giudiziali. 2) abolisce poi quella che in sede amministrativa era l’unica possibilità per il disabile prima del giudizio: abolisce la possibilità del ricorso amministrativo. 3) Introduce una odiosissima e brevissima decadenza “entro e non oltre 6 mesi” dal provvedimento negativo. Berlusconi così compie il miracolo di colpire contemporaneamente la categoria dei disabili e la magistratura. Infatti questa decadenza riversa sulla magistratura l’onere di rispondere da sola alle domande di giustizia senza il filtro delle procedure amministrative abolite. 4) Per il disabile è particolarmente odiosa la modifica dell’art. 152 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile, in quanto il legislatore allarga le parti che il disabile è costretto a convenire in giudizio e espone il disabile alla condanna alle spese, così per lui il pericolo è moltiplicato per quattro. Un’ulteriore penalizzazione per il disabile deriva dall’individuazione della fascia di esenzione, collegata al reddito dei “familiari conviventi”. Non vi è persona veramente disabile che non cerca l’appoggio nella famiglia: ma questo legislatore “cristiano”, difensore della famiglia, in realtà punisce la famiglia, in quanto chi vive in famiglia dovrà sopportare anche la condanna alle spese.
70 – perché con l’art. 42, comma 11, del decreto Legge n° 269 del 2003 (convertito nella legge n. 326 del 2003), ha introdotto la possibilità di condanna alle spese per tutte le cause di previdenza ed assistenza per i cittadini che, nell’anno precedente a quello della pronuncia, siano titolari di un reddito imponibile IRPEF pari o superiore ad € 18.592.44. La conseguenza pratica di tutto ciò è che i lavoratori e i pensionati, prima di rischiare una condanna alle spese del giudizio, saranno portati a non richiedere ai giudici il riconoscimento dei propri diritti. Ciò è tanto più grave se si considera da una parte l’inefficienza degli istituti previdenziali (che molto spesso negano sacrosanti diritti agli interessati), dall’altra l’intricato groviglio normativo previdenziale. In aggiunta, se si considera che tra i redditi di cui tener conto ci sono quello della casa, le pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento, le rendite Inail etc. e che si deve fare riferimento al reddito di tutta la famiglia, è evidente che il limite oltre il quale si è esentati dalle spese di giudizio è facilmente raggiungibile. Tanto per continuare ad aiutare la famiglia.
Adesso tocca a voi.
Annunci

2 risposte a “70 validi motivi per non votare Berlusconi


  1. e questo post qui cosa c’entra col blog SR?! 😀

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...