I Sadochti/Sadducei

La rivalità tra i sacerdozi di Israele e Giuda continuò per secoli, estendendosi alla Galilea. Alla fine del secondo secolo, la Galilea fu soggiogata con violenza dai Giudei: “Conquistata da Aristobolo 1 nel 104-103 A.C., la Galilea fu convertita a forza al Giudaismo, fino al punto che la sua popolazione fosse costretta a sottoporsi alla circoncisione forzata”.1819 identificando anche, in tal modo, il ramo Sadduceo con i Samaritani. Inutile dirlo, come i loro vicini Samaritani, i Galilei non amavano i Giudei. Infatti, la Galilea era apparentemente un simbolo di oppressione Giudaica, che è il motivo per cui Gesù fu fatto “scendere” a Cafarnao. Dopo questa invasione e conversione forzata, i ranghi dell’avamposto degli Erodiani, Qumran, si suppone che si sia gonfiato, evidentemente con Samaritani e Galilei, o Zeloti “da Damasco”, che erano anche i Saducei, o “figli di Sadok”, cioè, “i sacerdoti che conservano il patto”, come i Zeloti dei rotoli identificavano se stessi. Veramente, Solomon Schecher, lo scopritore dell’edizione del Cairo di un rotolo importante trovato pure al Mar Morto – il “Documento Sadochita”, noto anche come la “Regola di Damasco” o “Patto di Damasco” – considerava i Sadochiti del Mar Morto un “pollone” della setta dei Sadducei, “probabilmente lo scisma Dositeano”,

Secondo Giuseppe, i Sadducei/Sadochiti rifiutavano le tradizioni Farisaiche non contenute “nella legge”, che apertamente significava che respingevano tutto salvo il Pentateuco, identificando ancora i Sadducei con il sacerdozio dei Samaritani. Comunque, i Sadducei/Sadochiti non erano solo Samaritani ma anche Leviti, cosicché essi, naturalmente, come minimo interpretavano in loro favore l’insegnamento dei profeti. In questo modo, i Sadochiti dei rotoli sembrano interpretare i profeti per favorire Israele/Efraim/Samaria contro i “sacerdoti malvagi di Gerusalemme”, come nel commentario su Naum: “…quando (infine) la gloria di Giuda subisce il disonore, quelli in Efraim che fino a quel momento sono stati imbrogliati, fuggiranno da dentro le congregazioni di quegli uomini e, rinunciando a coloro che li avevano deviati, si attaccheranno (ancora una volta) (al vero) Israele”.20

In aggiunta, un commentatore Sadochita virtualmente identifica la sua affiliazione Siriana/Samaritana quando interpreta Abacuc 2:17, che si riferisce “alla violenza fatta al Libano” poiché “’Libano’ sta qui per il Concilio Comunale….”. Riguardo a questa affermazione, l’autore de Le Scritture del Mar Morto, Theodore Gaster, nota, “Il nome Libano significa ‘bianco’ (che si riferisce alle bianche scogliere). Il punto della interpretazione sta nel fatto che i membri della Fratellanza vestivano di bianco – come fanno i moderni Samaritani e Mandaeani”21

L’autore del Documento Sadochita rivela la propria affiliazione Samaritana quando dice, “Ciò nonostante, in tutte le loro generazioni Egli ha sempre fatto crescere per Se stesso uomini debitamente designati… E a questi Egli ha sempre rivelato il Suo spirito santo dalle mani del Suo unto (Cristo) e ha sempre manifestato la verità….” Di questi uomini designati, Gaster nota, “Cioè, i sacerdoti unti, custodi e maestri della legge, che qui è chiamata ‘la Verità’, altrettanto regolarmente tra i samaritani che tra i Mandaeani”.22 Infatti, i Mandaeani erano una fratellanza pre-Cristiana della Siria, una di quelle che hanno dato origine allo Gnosticismo i cui sommi sacerdoti erano chiamati “Nasoreani”, cioè, Nazareni/Nazariti. Questo passo suona anche Cristiano, ovviamente, e infatti rappresenta un seme del Cristianesimo-Gnostico che sarebbe emanato dalla Samaria/Galilea/Siria.

Inoltre, l’autore del Documento Sadochita si riferisce alla divisione tra i regni e cita Amos 5:26, in cui “il Signore” dice ad Israele, “Io esilierò oltre Damasco Sikkuth il vostro re e Kiyyun la vostra immagine, la stella del vostro Dio…..”. L’Ebraico traduce anche, “Voi avete portato le vostre immagini il tabernacolo di Moloch e Chiun, la stella del vostro Elohim oltre Damasco”. Il tabernacolo di Moloch/Molech è anche quello di Saturno/El, l’antico dio Ebreo, come lo è il dio-stella Kiyyyun/Chiun/Kaiwan, un nome “usato per simbolizzare l’apostasia Israelita”, cioè dai Giudei contro il regno del nord. Naturalmente, lo scopo della diatriba Giudaica di Amos era di distruggere le alture e i santuari di Israele in modo che i suoi abitanti fossero costretti ad essere coinvolti nella religione centralizzata in Gerusalemme. In aggiunta, gli oggetti dell’ira di Amos “si nascondono sulla sommità del monte Carmelo”, che era una fortezza o “monastero” della fratellanza del nord.

Comunque, come dice Vermes, “….la Regola di Damasco trasforma questa minaccia in una promessa di salvezza23 e l’autore Sadochita interpreta favorevolmente questi passi sostenendo che “Sikkuth il vostro re” si riferisce ai “Libri della Legge” e “Kiyyun la vostra immagine” “ai libri dei profeti, le cui parole, la casa di Israele ha disprezzato”, cioè, i testi post-Pentateuco scritti dai Giudei. Il Sadochita rende la “stella del vostro Dio” come “ciascuno di tali interpreti della Legge come se veramente si rifugiasse a ‘Damasco’, come è anche scritto: ‘Uscirà una stella da Giacobbe, e uno scettro scaturirà da Israele’”.24 L’autore del Sadochita sostiene ancora che saranno giudicati coloro che “rigettarono il Patto di Dio e la promessa che essi hanno giurato ‘nella terra di Damasco’ – cioè, il nuovo patto”. Così, questi Sadochiti/Sadducei erano Siriani/Israeliti/Samaritani/Carmelitani adoratori di El/Molech che consideravano se stessi gli eredi della Nuova Alleanza e che enfatizzavano il fatto che era da Israele, non da Giuda, che sarebbe venuto lo “scettro” o, come essi lo chiamavano, il “Principe dell’intera congregazione”.

La storia del “tradimento” di Israele con il santuario di Molech è importante non solo per i Sadochiti ma anche per il zelante discepolo Cristiano Stefano, che, in Atti 7, ripete l’episodio in una recitazione allegorica che in realtà rappresenta il continuo alternare avanti e indietro degli Ebrei del culto dei cieli del giorno e della notte. Stefano termina il suo discorso con la menzione del “Giusto, che voi avete ora tradito e ucciso”, riferendosi, come si sostiene, a Gesù. Il titolo “Giusto”, applicato anche ad Abramo e al discepolo Giacomo, si potrebbe tradurre “Sadok”, poiché il significato di quel nome è “giusto” o “retto”. Infatti, secondo la genealogia in Matteo, Gesù stesso è un “figlio di Sadok”.

Citazioni:

18. Lockhart, 53.

19. Golb, 83.

20. Gaster, 316.

21. Gaster, 346.

22. Gaster, 108.

23. Vermes, 82.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Movimento LaicoResistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

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