Cristianesimo e Sesso

A causa di tanta fervente repressione, il Cristianesimo viene percepito come se non avesse nulla a che fare col sesso. In realtà, piuttosto che l’immagine di devoti pacifici e celibi comunemente dipinta, i primi Cristiani stessi erano visti come devianti e pervertiti sessuali. Che questa percezione fosse un problema è verificato non solo negli scritti dei padri della Chiesa ma anche nella Lettera canonica di Giuda, nella quale l’autore è preoccupato dell’impressione data da uomini che erano “macchie” nelle “feste dell’amore” Cristiane:

Poiché è stata ottenuta segretamente l’ammissione da parte di alcuni che molto tempo fa furono designati per questa condanna, persone empie che stravolgono la grazia del nostro Dio in licenziosità e negano il nostro solo Padrone e Signore, Gesù Cristo….proprio come Sodoma e Gomorra e le città circostanti, che ugualmente agirono immoralmente e indulsero in lussuria innaturale, serva come un esempio la punizione di subire il fuoco eterno. Eppure in ugual modo questi uomini nei loro sogni profanano la carne…. Queste sono macchie sulle nostre feste dell’amore, poiché essi fanno baldoria insieme, badando (solo) a se stessi….

Walker spiega il significato e l’origine di queste misteriose “feste dell’amore” Cristiane:

Agape o “festa dell’amore” era un rito dei Cristiani primitivi, adattato dal culto sessuale pagano. Un altro nome di agape era synesaktism, cioè, l’imitazione di Shaktism, che significava il tipo Tantrico di festa dell’amore che comprendeva scambio sessuale di fluidi maschili e femminili ed un senso di unità trascendente ricavato da ciò. I primi padri della chiesa della vena più ortodossa descrissero questo tipo di culto e inveirono contro di esso. Qualche tempo prima del settimo secolo, l’agape fu dichiarata una eresia e fu soppressa.17

Alcune delle sette Gnostiche Cristiane utilizzavano antichi rituali del sesso considerati volgari da operatori del culto Cristiani ortodossi e utilizzati da loro per screditare lo Gnosticismo. Un certo numero di queste pratiche di fatto erano passibili di accuse oneste di lascivia, volgarità e perversione, ma il movimento ortodosso Cristiano certamente non è stato immune da tale comportamento, né lo sono stati gli aderenti di qualsiasi ideologia nota al genere umano. Lungo i secoli molte perversioni hanno continuato dietro le mura del monastero e delle porte della chiesa, incluso l’abuso ancora in atto di giovani ragazzi e ragazze, assaltati sessualmente o stuprate da sacerdoti “celibi”. Questo comportamento abominevole di fatto è un risultato di repressione sessuale, che produce ossessione e malattia.

Inoltre, mentre gli abitanti fingevano di essere celibi, i monasteri di suore Cristiani vennero trasformati in bordelli che, tra gli altri, servivano monaci. Di fatto, era una pratica apparentemente comune per i bambini delle suore compromesse di venire buttati negli stagni vicino ai monasteri di suore o sepolti nelle fondamenta. Come riferisce Blavatsky:

Lutero parla di uno stagno per il pesce a Roma, situato vicino ad un convento di suore, che, essendo stato ripulito per ordine di Papa Gregorio, rivelò, in fondo, più di seimila teschi di infanti; e di un convento di suore a Neinburg, in Austria, le cui fondamenta, quando furono ispezionate, rilevarono gli stessi resti del celibato e della castità”.18

Mentre si può obiettare che Lutero fosse prevenuto, apparentemente furono scoperti altri luoghi del genere al tempo di Blavatsky in Austria e Polonia.

Nonostante questa attitudine e pretese antisesso, il Cristianesimo incorporò molte immagini sessuali, incluso l’antico e onnipresente simbolo del lingam, evidente nel campanile della chiesa, e lo yoni o utero, simbolizzato dalla navata della chiesa. Dai primissimi tempi, difatti, i templi e le chiese stesse servirono come uteri, nei quali il sacerdote, col suo cappello a forma di fallo sarebbe entrato, supplicando la Divinità per la fertilità e la fecondità. Come dice Allegro:

Il tempio veniva designato con una ampia misura di uniformità per tutto il Vicino Oriente riconoscibile ora come un microcosmo dell’utero. Era diviso in tre parti: il Portico, che rappresentava l’estremità inferiore della vagina fino all’imene, o Velo; la Sala, o vagina stessa; e il santuario interno, o Santo dei Santi, l’utero. Il sacerdote, vestito come un pene, unto con varie linfe e resine come rappresentanti il seme divino, entra attraverso la porta del Portico, le “labbra” dell’utero, oltre il Velo o “imene” e così dentro la Sala.19

Comunque, come il Giudaismo, il Cristianesimo patriarcale era primariamente un culto fallico. Walker descrive compenetrazione del fallo nel Cristianesimo:

Un cenno dell’ampia estensione del Cristianesimo fallico in Inghilterra apparve dopo la IIa20 Guerra Mondiale quando il Professor Geoffrey Webb, della Royal Commission sui Monumenti Storici, fece indagini su un altare di una vecchia chiesa danneggiato da una bomba e trovò al suo interno un grande fallo di pietra. Ulteriori ricerche mostrarono che gli altari di circa il 90% delle chiese Inglesi costruite prima del 138 avevano falli di pietra.

Il fallo era chiamato anche “perron” o “Grande Pietro” e rappresentava, come abbiamo visto, S. Pietro, la “Roccia” o lingam di pietra, di cui i Cristiani erano anche untori. Come dice Walker, “il culto Cristiano del fallo continuò non attenuato durante il Medio Evo ed oltre”.21

Insieme con l’ossessione del fallo venne l’argomento della circoncisione, come anche la castrazione, popolare nel diffuso culto di Attis/Cibele durante il tempo di Paolo e a cui fu data la luce verde da “Gesù”, che viene fatto dire della castrazione, “Colui che è capace di ricevere questa, che la riceva” (Mt. 19:12). Difatti, un certo numero degli insegnamenti di Paolo si svolsero intorno alla mutilazione dei genitali maschili. Come riferisce Walker:

Paolo accennò che egli era una delle “nuove creature” in Cristo, né circonciso né non circonciso. Un uomo avrebbe dovuto essere o l’uno o l’altro, a meno che egli macasse totalmente di pene…. Egli disprezzava l’uomo “naturale” (non mutilato) per la sua mancanza di spiritualità: “L’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito del Signore; poiché per lui esse sono follia” (1 Corinti 2:14)… Paolo scrisse ai Galati: “Io vorrei che fossero tagliati via completamente anche coloro che vi turbano” (Galati 5:12). La parola che traduceva “tagliato completamente” significava anche “castrato”.22

Veramente, durante i millenni, molta gente ha preso a cuore tali esortazioni, credendo che la loro mutilazione avrebbe fatto guadagnare loro poteri speciali e favori in cielo. In Russia è esistito per centinaia di anni un culto chiamato Skoptsi, che in rituali resi frenetici tagliavano brutalmente i loro genitali, inclusi i testicoli, pene e seni. Questa mutilazione è di data precedente al Cristianesimo in Russia ma è stata trovata all’interno del Cristianesimo per secoli, giustificata da scritture, e questi Skoptsi non sono una aberrazione, poiché la castrazione era comune tra i primi Cristiani, inclusi alcuni dei padri Cristiani. Come riferisce Akerley:

Contemporanea di Origene c’era una setta che era tanto entusiasticamente dedita alla pratica che, in aggiunta alla richiesta di castrazione di tutti i propri membri, essi castravano anche ogni ospite che fosse sufficientemente imprudente da restare sotto il loro tetto. La setta, nota come Valesiani, praticavano le loro castrazioni con un pezzo di metallo rovente, riferendosi all’atto in modo appropriato come un “battesimo del fuoco”….. La tonsura dei primi sacerdoti del Cristianesimo è un simbolo riconosciuto di castrazione e la tonaca a forma di gonna indossata dai sacerdoti è, almeno in parte, una imitazione delle molte religioni che competevano con il Cristianesimo primitivo che richiedevano che i loro sacerdoti indossassero abbigliamento femminile solo dopo essere stati castrati.23

Origene abbracciò tali concetti tanto entusiasticamente che egli si castrò, con grande ammirazione di molti proponenti Cristiani:

Origene fu molto elogiato per essersi castrato. L’Apologia di Giustino diceva con orgoglio che i medici Romani erano supplicati da fedeli Cristiani uomini che richiedevano l’operazione. Tertulliano dichiarò, “Il regno dei cieli è spalancato per gli eunuchi”. Giustino consigliava che i ragazzi Cristiani fossero de-mascolinizzati prima della pubertà, in modo che la loro virtù fosse permanentemente protetta. Tre Cristiani che cercarono di bruciare il palazzo di Diocleziano furono descritti come eunuchi.24

Eusebio comunque, chiamò l’auto-castrazione di Origene un “atto testardo” e disse che Origene aveva preso i commenti di Cristo sugli “eunuchi per il regno dei cieli” in “un senso assurdamente letterale” e che Origene era “ansioso sia di compiere le parole del Salvatore che, allo stesso tempo, di escludere completamente qualsiasi sospetto di vili imputazioni da parte dei non credenti”. Il commento di Eusebio sulla castrazione che serviva per “eludere qualsiasi sospetto di vili imputazioni” si riferisce sicuramente a imputazioni sull’attività sessuale, probabilmente omosessuale, che durante i secoli venivano scagliate tra le sette in concorrenza, sia Cristiane che Pagane.

Allo stesso tempo che essi emulavano le donne attraverso la castrazione, i Cristiani, come il loro predecessori Giudei, cercavano di distruggere la Dea:

….Le revisioni della Bibbia tesero a cancellare le divinità precedenti, specialmente quelle femminili. Dopo i secoli di scelta e revisione dei libri canonici, era stata eliminata quasi ogni traccia della divinità femminile dalla letteratura Cristiana.25

Come già affermato, comunque, i templi e le chiese stesse rappresentavano la vulva e l’utero, e il Cristianesimo non era scevro da simbolismo femminile, anche se esso cercava di sopprimerlo, eccetto dove occultamente beneficiava la gerarchia cristiana. Per esempio, uno dei simboli femminili più comuni è la mandorla o vescica piscis, un simbolo a forma di mandorla che rappresentava i genitali femminili ed usata per inquadrare immagini di Gesù, della Vergine Maria e di altri santi Cristiani assortiti.26 Ugualmente il rosario è un antico simbolo della Dea, la Regina del Cielo, poiché le rose rappresentano i genitali femminili.27 In aggiunta, figure femminili che mostravano yoni sovradimensionate erano comuni nelle chiese e nelle cattedrali per tutta l’Europa ma vennero più tardi cancellate da ufficiali della chiesa pudichi.28 In realtà, dietro alle scene dei culti patriarcali, il simbolismo femminile è comune, ma non esprime una ammirazione per gli umani femmine; piuttosto, il simbolismo femminile Cristiano è un tentativo di usurpare i poteri soprannaturali della “Dea”, o gli aspetti femminili della creazione. Infatti, il patriarcato era tanto ossessionato a “distruggere le opere della femmina” che dichiarò una guerra totale ad esse, il risultato di cui furono tanto tragici quanto assurdi, poiché centinaia di migliaia di “donne sagge” furono torturate ed uccise nei secoli che seguirono. Walker riferisce un altro risultato di questa guerra:

La soppressione e l’occultamento della sessualità femminile è sempre un obiettivo primario del patriarcato. L’Europa Cristiana anche ufficialmente negò l’esistenza di una clitoride e dimenticò le parole per essa, che è il motivo per cui l’antico termine Greco è ancora in uso. La chiesa insegnò che le donne non dovevano sentire piacere sessuale, così l’organo sessuale femminile divenne innominabile.29

Citazioni:

17. Walker, WDSSO, 168.

18. Blavatsky, IU, 11, 58.

19. Allegro, SMC, 25.

20. Walker, WEMS, 796.

21. Walker, WDSSO, 321.

22. Walker, WEMS, 776.

23. Akerley, 300.

24. Walker, WEMS, 146.

25. Walker, WEMS, 184.

26. Walker, WDSSO, 10-11.

27. Walker, WDSSO, 13.

28. Walker, WDSSO, 104.

29. Walker, WDSSO, 101.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Resistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

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Una risposta a “Cristianesimo e Sesso

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