Festeggiamo la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo

Anticamente
Il 21 dicembre cade il solstizio d’inverno: in tale data nell’emisfero nord il sole raggiunge il suo punto più basso. Dopo tre giorni nei quali il moto apparente del sole sembra arrestato, il 25 dicembre ricomincia a crescere.

Questo fenomeno aveva una importanza fondamentale per gli antichi in quanto veniva percepito come la rinascita del sole e di tutto quello che ciò comportava per la natura. Per questo anticamente molte popolazioni tutto intorno al globo celebravano la nascita del sole con riti collettivi e feste familiari, quasi sempre nei giorni prossimi al solstizio d’inverno (più spesso il 25 dicembre). Tracce di usanze religiose simili sono state trovate anche nelle testimonianze archeologiche delle civiltà americane d’epoca precolombiana.

Molti popoli antichi concepivano il tempo come qualcosa di ciclico, non garantito, per cui le festività legate alla natura avevano molti aspetti fra i quali anche la celebrazione gioiosa delle “rinascite”. Non avendo le conoscenze astronomiche di oggi, gli antichi vedevano i fenomeni celesti, soprattutto quelli che avevano un rapporto e/o un influsso reale o presunto sulla natura, sotto un’ottica nella quale si combinava lo studio degli astri (astronomia), l’interpretazione dei fenomeni celesti, con particolare attenzione agli influssi sugli uomini e sulla natura (astrologia) e, poiché ritenevano i corpi celesti come esseri divini più o meno potenti ed in relazione tra loro, lo studio del divino in rapporto ai fenomeni e ai corpi celesti (astroteologia).

Oggi il tempo per noi è come una “evoluzione naturale” (un loop incrementale) per cui le celebrazioni annuali hanno anche l’aspetto di valutazione del percorso fatto per correggere il tiro e orientare meglio il futuro e di sviluppo della scienza, della tecnica, delle condizioni di vita, ecc.

Quello che anticamente veniva celebrato come un evento statico, pur nel moto ciclico e perenne dei fenomeni celesti e terrestri, oggi può essere la celebrazione del progresso della natura, delle scienze e delle conquiste tecnologiche dell’uomo che della natura è figlio e parte importante.

La legge

Qualunque essere dotato di una qualche forma di percezione, si confronta continuamente col mondo circostante per soddisfare i propri bisogni e per potersi meglio difendere dai pericoli sempre in agguato.

Nel contatto con l’esterno rileva varie caratteristiche, comportamenti costanti, pericoli ecc. ed in base a queste rilevazioni si orienta ad agire.

Gli esseri più evoluti (in proporzione al loro grado di evoluzione) sono capaci di rendersi conto di alcuni comportamenti costanti degli elementi e del mondo che li circonda in genere: il fuoco brucia, scalda, cuoce; l’acqua bagna, lava, ecc..

L’analisi ha portato gli esseri umani a notare comportamenti costanti in precise condizioni: Diversi fenomeni si verificano in determinate circostanze ed in modi precisi. E’ stato possibile riconoscere un numero sempre maggiore di fenomeni che seguono dei precisi schemi di comportamento, è stato possibile utilizzarli a proprio vantaggio o evitarne i pericoli ed è stato di vitale importanza conoscerli sempre meglio e poterli far conoscere anche alle generazioni successive.

Le conoscenze tramandate e sviluppate man mano col succedersi delle generazioni sono diventate oggetto della cultura comune e di una scienza sempre più approfondita e vasta.

Comportamenti costanti in circostanze precise vengono enunciati in leggi. Così si parla di leggi della termodinamica, della fisica, della chimica, ecc.. In questo conteso la legge è quindi una descrizione del modo di agire di un determinato agente, o insieme di agenti, in precise circostanze. La legge “descrive” il comportamento delle cause nel loro agire o interagire.

Conoscenza e Tecnica

L’uomo si è presto accorto che la conoscenza del modo di verificarsi dei fenomeni e delle loro cause, non solo permetteva di prevederli e, quindi, di utilizzarli a proprio vantaggio, ma addirittura di provocarne il verificarsi col porre in essere le cause determinanti.

Si è così innescato un processo a spirale per cui la conoscenza permette utilità pratica, l’utilità pratica permette la verifica, la creazione di mezzi idonei e spinge a nuova conoscenza potenziata da mezzi sempre più avanzati. Il ciclo, prima quasi impercettibile poi sempre più veloce e sempre più intenso, ha segnato la storia delle civiltà ed oggi, anche per la scoperta degli elaboratori elettronici, seguita ad un ritmo sempre più vertiginoso.

In seguito si è arrivati a capire che un determinato comportamento è causato dal modo di essere degli agenti che lo causano per cui, con la conoscenza del modo di comportarsi, si è giunti alla conoscenza del modo di essere degli elementi stessi e viceversa.

La legge naturale descrive il modo di essere delle cose e degli eventi naturali. Man mano che si procede si scoprono leggi sempre più universali; leggi che riassumono e spiegano le leggi e i comportamenti della natura interessata. Si giunge così a formulare delle leggi fondamentali e riassuntive. Si tenta oggi di scoprire la legge universale, comprensiva ed esplicativa di tutta la natura.

La ricerca è passata, quasi impercettibilmente, dalla descrizione dei fenomeni alla descrizione del modo di essere della materia che, proprio perché costituita in un determinato modo agisce e procede in una ben precisa maniera. Si è cioè passati dalla ricerca di come si verificano gli eventi al perché si verifichino quei particolari eventi attraverso la ricerca della costituzione della materia stessa.

Si è cioè capito che la natura agisce in un particolare modo proprio perché oggettivamente è costituita in modo da provocare quel preciso effetto. Quando si arriva a scoprire le leggi fondamentali della materia si arriva anche a scoprire come la natura stessa sia costituita.

In ultima analisi quindi, cercare una legge universale e generale che spieghi tutto il modo di agire della materia comporta anche la scoperta del modo intrinseco di essere della materia che proprio perché così costituita, si comporta così. I due aspetti della conoscenza del modo di agire e del modo di essere vanno sempre più a formare una interdipendenza totale.

Liberazione

La legge in tutti questi casi è certo qualcosa di vincolante, ma solo rispetto alle modalità necessarie per ottenere determinati risultati. La conoscenza delle leggi della materia permette di riprodurre i fenomeni voluti e di evitare quelli non voluti. In questo modo in proporzione alla conoscenza delle leggi naturali si sviluppa la libertà dell’uomo proprio perché ottiene la possibilità di agire sui fenomeni, di provocarli al momento e nel modo voluto e di scongiurarli in caso contrario. Lungi dall’essere una coercizione, è invece un mezzo per conoscere, per agire meglio, per ottenere, per essere di più.

Non molti decenni fa si parlava comunemente di “lupo cattivo”, di “belve feroci”, ecc. Oggi, proprio perché siamo in grado di difenderci senza problemi vediamo l’importanza e la “bellezza” degli animali e, poiché siamo diventati noi un grosso pericolo sia per gli animali che per tutto l’ambiente, cominciamo a sentirci responsabili e ad adoperarci per proteggere la natura.

Da servo o schiavo della natura, piano piano, l’uomo si è liberato sempre più e oggi sta diventato arbitro dell’intero pianeta.

Prospettive

La scienza, la conoscenza e la tecnologia sono state lo strumento di progresso e liberazione e continueranno ad esserlo sempre più.

Per questo le feste di fine e inizio anno devono ricordarci la necessità di costruire una migliore convivenza globale per giungere ad una vera pace e di adoperarci per la difesa ed il benessere dell’ambiente e di tutti gli esseri viventi.

Si può ritenere che ci troviamo alla vigilia di un salto epocale nella storia umana: l’uomo di oggi è già ben diverso da quello di un centinaio di anni fa, ma, nei prossimi decenni, se i vari fondamentalismi non lo impediranno o non ci distruggeremo da soli, l’umanità potrà cominciare a raggiungere obiettivi impensabili fino a pochi decenni fa come una “eugenetica” positiva (cura di tutti i difetti di nascita legati alla genetica), ottimizzazione della “natura umana”, ecc.

Ovviamente, se le opportunità sono enormi, lo sono anche i rischi. Ma è stato sempre così: anche la scoperta del fuoco ha comportato dei rischi. Questo vuol solo dire che occorre attenzione e cautela in proporzione alla grandezza delle scoperte….non certo il rifiuto del progresso.

Festeggiamo allora il fine e l’inizio anno rallegrandoci per le conquiste umane e per un futuro migliore.

Resistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

 

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