Il Significato dell’Apocalisse – Introduzione

Un altro “codice” biblico che necessita di essere decifrato è il Libro dell’Apocalisse, che ha mistificato e affascinato la gente per secoli per la sua immaginazione bizzarra e presunta profezia. Questo fascino ha portato a speculazione e interpretazione senza fine della sua “profezia” da parte di letteralisti biblici, che, essendo incapaci di fare qualcos’altro con esso, di solito interpretano l’ Apocalisse in modo allegorico. Non occorre dire, che nonostante secoli di tentativi di decodificare il testo e di associare i suoi attori con una varietà di leader del mondo, nazioni e organizzazioni, L’Apocalisse resta un mistero, perché di fatto, non è profezia, e il suo dramma non si svolge sulla Terra.

Per quanto riguarda la questione di chi di fatto abbia scritto l’Apocalisse, l’Enciclopedia Biblica dice, “L’autore dell’Apocalisse chiama se stesso Giovanni l’Apostolo. Poiché egli non era Giovanni l’Apostolo, che forse morì in Palestina intorno al 66, egli era un falsario”.1 Noi vorremmo aggiungere che “forse morì” non è accurato, in quanto Giovanni “non visse affatto”. Né il libro è unico, come si sostiene che sia. Come dice Walker:

Il Libro dell’Apocalisse della Bibbia sostiene di essere una visione del giorno del giudizio sperimentata da S. Giovanni il Divino, ma di fatto è una raccolta di immagini e frasi da molte fonti. Letteratura di questo genere era abbondante nel primo secolo D.C.….2

Infatti, molte apocalissi furono scritte prima e durante l’era Cristiana, poiché l’apocalisse era un genere letterario:

L’Apocalisse, o Rivelazione, ascritta a Giovanni, sembra essere stata una delle molte produzioni di questo genere che comparvero presto nel secondo secolo. È simile alla Rivelazione di Cerinto, e potrebbe essere derivata dalla stessa fonte.3

Anche Eusebio chiama l’Apocalisse “spuria” e riferisce anche le parole di Dionisio (c. 200-265), santo e capo della scuola Alessandrina dopo Origene:

Alcuni dei nostri predecessori hanno rigettato il libro e lo fecero a pezzi completamente, criticandolo capitolo per capitolo, dichiarandolo inintelligibile e illogico, e il titolo falso. Essi dicono che non è di Giovanni e non è affatto una rivelazione, poiché è pesantemente velato dalla sua spessa cortina di incomprensibilità: così lontano dall’essere uno degli apostoli, l’autore del libro non era neppure uno dei santi, o un membro della Chiesa, ma Cerinto, il fondatore della setta chiamata Cerinzia dal suo nome….4

Lo scrittore Cristiano devoto e ortodosso Dionisio ammette anche che l’autore del Vangelo e delle Epistole attribuite a Giovanni non era lo stesso che quello dell’Apocalisse. Egli Dice:

Per riassumere, chiunque esamini le loro caratteristiche generali vedrà inevitabilmente che Vangelo e Epistola hanno un solo e lo stesso colore. Ma non c’è somiglianza o similitudine alcuna tra di loro e l’Apocalisse; non c’è alcun collegamento, nessuna relazione con essi; difficilmente ha una sillaba in comune con loro. Né troveremo alcuna menzione o nozione dell’Apocalisse nell’Epistola (tanto meno nel Vangelo), o dell’Epistola nell’Apocalisse.5

Questo dibattito sull’Apocalisse è un tema ricorrente nei primi scritti Cristiani, nei quali un certo numero di padri e dottori ad un certo punto o in un altro esprimono i loro dubbi riguardo all’autenticità non solo dell’Apocalisse ma virtualmente anche di ogni testo nel canone. Questo scetticismo è oltremodo peculiare considerando che si sosteneva che la discendenza apostolica era continua e “ininterrotta”, e si sosteneva che c’erano chiese fondate dovunque le cui autorità certamente avrebbero conosciuto come fatto se un apostolo qualsiasi avesse scritto un testo biblico o meno. Esso rivela anche l’enorme quantitativo di duplicità impiegato dal clero e dai biblisti che continuano a presentare alla massa credulona che i libri della Bibbia furono di fatto scritti da quelli i cui nomi sono collegati ad essi, sapendo chiaramente che questa asserzione è falsa.

Il libro dell’Apocalisse fu rifiutato da un certo numero di chiese, particolarmente quelle orientali, perché esse sapevano che era un manoscritto spurio compilato da testi molto più antichi. Come dice Pike, “L’Apocalisse o Rivelazione, da chiunque sia stata scritta, appartiene all’Oriente e ad una antichità estrema. Essa riproduce quello che è molto più antico di se stessa”6 Higgins contribuisce:

Che il libro chiamato l’Apocalisse di S. Giovanni….sia di una antichità molto grande è provato dal fatto che rende l’anno lungo solo 360 giorni – la stessa lunghezza che viene resa nel terzo libro della Genesi….7

Basato sul suo linguaggio immaginifico astrologico, Massey dedusse che l’Apocalisse, invece che essere stata scritta da un apostolo chiamato Giovanni durante il 1° secolo D.C., era un testo antico fino a 4.000 anni fa e che riferiva la leggenda Mitraica di uno dei primi Zoroastri. Il testo è stato attribuito pseudo-epigraficamente anche allo scriba di Horus, Aan, il cui nome è stato trasmesso come “John”. Jacolliot sostenne che il materiale dell’Apocalisse/Rivelazione era stato racimolato dalla storia di Krishna/Christna, un’opinione su cui concorda Hotema, che asserì che il libro era un testo dei misteri Indù dato ad Apollonio. Di fatto, le parole “Gesù” e “Cristo”, e la frase “Gesù Cristo” in particolare, vengono usate parsimoniosamente nell’Apocalisse, rivelando che esse vennero interpolate (molto) dopo che il libro era stato scritto, come lo furono gli elementi Giudaizzanti. Veramente, viene ammesso dai Cristiani che sul libro avevano lavorato un certo numero di mani, incluse quelle di Andrea, Vescovo di Cesarea, che scrisse parti dell’Apocalisse nel 6°-7° secolo D.C..

Nonostante tutto il putiferio che la circonda, l’Apocalisse non è un “libro di profezia”. Hotema rivela il significato reale dietro al libro:

E’ espresso in termini di fenomeni creativi; il suo eroe non è Gesù ma il Sole dell’Universo, la sua eroina è la Luna; e tutti gli altri personaggi sono Pianeti e Costellazioni; mentre il suo palcoscenico comprende il Cielo, la Terra, i Fiumi e il Mare.8

Di fatto, l’Apocalisse riporta il mito della precessione degli equinozi, o il “Grande Anno”, e fu scritto apparentemente originalmente per introdurre nell’Era dell’Ariete, che iniziò circa 4.400 anni fa. Come dice Churchward:

Il dramma appare come tremendo nel Libro dell’Apocalisse, perché la fine del periodo è nella scala di un Grande Anno. Non è la fine del mondo, ma di un grande anno del mondo.9

Churchward continua:

Il libro è ed è sempre stato inspiegabile, perché era basato sul simbolismo della Mitologia Astronomica Egizia senza la gnosi, o “significato che ha saggezza” che è assolutamente necessaria per una spiegazione della sua materia-soggetto; e perché le macerie dell’antica saggezza sono state trasformate per servire come dati per la profezia pre-Cristiana che si supponeva che avesse il suo compimento nella storia Cristiana.10

Citazioni:

1. Wheless.

2. Walker, WEMS, 856.

3. Waite, 36

4. Eusebius, 240.

5. Eusebius, 243.

6. Pike, 272.

7. Higgms, I, 577.

8.”Intro, Masseys EBD.

9. A. Churchward, 313.

10. A. Churchward, 366.

Bibliografia

Da “The Christ Conspiracy” di Acharya s

Resistenza LaicaCollaboratori di Resistenza Laica

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2 risposte a “Il Significato dell’Apocalisse – Introduzione

  1. bisogna leggere anche questi scritti attraverso il nuovo paradigma alieno , e gli scritti di sitchin-biglino-malanga…… si tratta del nostro futuro,della lotta tra due tipologie di alieni,presumibilmente gli annunaki nostri primi creatori di aspetto umano e gli alieni antropomorfi egizi, bestiario vario, la prostituta è gli u.s.a., il marchio della bestia è il microchip sottopelle e il numero 666 riguarda i valori atomici della struttura molecolare o chimico elettrica del corpo umano se non ricordo male, tutto attraverso un linguaggio criptico metaforico simile anche ad alcune parti della bibbia. cronache concrete del nostro prossimo futuro, altro che metafore astrologiche,tutti gli scritti religiosi compresi quelli egizi sono cronache di eventi concreti, non avendo giornali o televisioni quelli usati erano gli unici modi per trasmettere e ritrarre eventi ed informazioni dei loro tempi certo adoravano le stelle perchè erano il luogo da cui gli dei erano venuti giù sulla terra donando ad essi la loro conoscenza dell’universo e di altro tipo.

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